Harry Potter e... la Rivolta dei Piccoli Librai

Le ordinazioni del settimo Harry Potter infrangono qualsiasi precedente record, ma molti piccoli rivenditori annunciano di non voler vendere il libro

Mentre il mondo si prepara al count down che lo separa dall'uscita del settimo libro della saga potteriana, fioccano fittissime le prenotazioni presso Amazon.

All'indomani dell'annuncio della data di uscita, il colosso librario on line ha reso noto di aver ricevuto il 547% in più di ordinazioni rispetto al precedente volume Harry Potter il Principe Mezzosangue: le prenotazioni hanno superato infatti quelle giunte nel 2005 nell'arco delle prime due settimane.

 

Mettendo poi il dato a confronto con le vendite dei primi venti bestseller della classifica Amazon, si scopre che le ordinazioni per Harry Potter and The Deathly Hallows giunte sinora sono di ben cinque volte superiori.

 

Ma poiché questo romanzo sarà l'ultimo, i negozi stanno pensando di dedicare una 'help line' per tutti gli adolescenti in preda alle crisi esistenziali: l'evento è stato infatti paragonato a quando i Take That, famossisima boy band degli anni '90, decisero di sciogliersi, gettando nello sconforto milioni di fan. Senza contare che Harry Potter and The Deathly Hallows recherà con sé altre due morti illustri e quindi una conseguente, ulteriore necessità di 'elaborazione del lutto', specialmente se questo dovesse indirizzarsi verso il protagonista della saga.

 

In Gran Bretagna non tutti i negozi, però, sono intenzionati a mettere a disposizione della propria clientela questo attesissimo volume. E se a prima vista un tale annuncio può ingenerare sorpresa, basta entrare un pochino nei meccanismi editoriali per rendersi conto che si tratta di una mossa assolutamente giustificata: un quarto dei rivenditori indipendenti saranno infatti tagliati fuori dalla 'torta' per colpa delle condizioni proibitive praticate da editori e distributori, che non permettono ai piccoli di ricavare profitti poiché risulta impossibile gareggiare con gli sconti offerti alle grandi catene come Amazon o come i supermercati. Un trend che si era già verificato col sesto libro e che molti non sono disposti a subire nuovamente. Il Principe Mezzosangue recava infatti un prezzo di copertina pari a £16.99 ma la catena Tesco, per esempio, era in grado di offrire il libro a £8.99.

 

Il grido d'allarme pare tuttavia essere stato raccolto dai responsabili della casa britannica del maghetto, che attraverso una portavoce ha fatto sapere che Bloomsbury è il più grande editore indipendente rimasto e che farà di tutto per supportare i piccoli librai indipendenti.

Autore: Marina Lenti - Data: 6 febbraio 2007 - Fonte: Adnkronos, Telegraph.co.uk, Daily records

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Commenti

1 E come diavolo farà Bloomsbury a supportare i piccoli librai? Crede di poter impedire alle grandi catene di vendere il romanzo a prezzi stracciati? Che presa per i fondelli... Continuiamo a sognare, che male non fa, ma il mondo, così come funziona oggi, è in mano a chi si fa pochi scrupoli.

» postato da Negróre alle 09:26 del 06-02-2007

2 io me lo comprero' nella libreria di fiducia...

» postato da Miraphora alle 09:39 del 06-02-2007

3 «E come diavolo farà Bloomsbury a supportare i piccoli librai? Crede di poter impedire alle grandi catene di vendere il romanzo a prezzi stracciati? Che presa per i fondelli... » Don't shoot me, I'm only the piano player 8)

» postato da Marina alle 10:00 del 06-02-2007

4 «Il Principe Mezzosangue recava infatti un prezzo di copertina pari a £16.99 ma la catena Tesco, per esempio, era in grado di offrire il libro a £8.99. » Sarò antico e fuori moda io, ma al supermercato non ci compro i libri, bensì le zucchine. Costa la metà? amen. Come sempre, mi affiderò alla mia libraia di fiducia (che è pure una bella figliola).

» postato da Misericordia alle 10:10 del 06-02-2007

5 io continuerò a non comprarlo, visti i prezzi dei libri in Italia

» postato da Jirel alle 10:18 del 06-02-2007

6 In Italia succede la stessa cosa con i supermercati, autogrill, mediaworld ecc... Io odio questa moda (o si chiama in altro modo? tangente?) di portare tutto nel supermercato. Nel villaggio globale. Frengho

» postato da FrancescoFalconi alle 10:48 del 06-02-2007

7 Io comprerò il libro nella mia libreria di fiducia appena arriverà :D . «Ma poiché questo romanzo sarà l'ultimo, i negozi stanno pensando di dedicare una 'help line' per tutti gli adolescenti in preda alle crisi esistenziali» :shock: Leggendo questo pezzo dell'articolo sono rimasta così :shock: , adolescenti in preda a crisi esistenziali? :shock: Ma che... :shock: Come si fa a essere in crisi per un libro?! Cioè ok è HP, è l'ultimo libro, ne moriranno altri due e non è escluso che uno sia Harry ma qui si sfiora il ridicolo! :shock:

» postato da Kiraliel Hydara alle 14:26 del 06-02-2007

8 Io non mi stupisco più di queste cose...il ridicolo temo sia sempre pervasivo, sopratutto in fenomeni di massa come questi... :roll:

» postato da totoro alle 18:39 del 06-02-2007

9 Lo comprerò dove ho comprato tutti gli altri,allo scoccare della mezzanotte..non piace nemmeno a me l'idea di confondere supermercati e negozi con la cara vecchia libreria,piena anzi strapiena di invitanti copertine,di mondi che aspettano solo d'essere scoperti. Ma immagino che non siano in molti a subire questo fascino e che per alcuni sia semplicemente più comodo comprarli al super...che tristezza però..

» postato da Blackmamba alle 22:35 del 11-02-2007

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