Esce L'ultima legione

Ennesima rivisitazione del mito arturiano, tratta questa volta dal un libro di Valerio Massimo Manfredi

Arriva anche da noi L'ultima legione, film che in America è andato male. Inutile usare eufemismi di fronte al fatto che l'incasso dall'uscita è attorno ai 5,8 milioni di dollari (14,7 in tutto il mondo), contro un budget di circa 67 milioni di dollari. Certo non aiutano le recensioni generalmente negative delle quali riportiamo alcuni estratti.

Vedremo come reagirà il pubblico italiano. Nel frattempo il fine settimana USA vede finalmente l'uscita di D-War, di cui vi abbiamo già parlato in un articolo http://www.fantasymagazine.it/notizie/3873/ dell'inizio 2006.

 

L’ultima legione

TV Guide Ken Fox

Non è fatto della stessa pasta dell’abbagliante Excalibur, sebbene pieno di effetti CGI, questa produzione Anglo-italiana diverte nel tentativo di trovare un percorso diretto dalla caduta di Roma alla nascita della leggenda Arturiana.

 

Boston Globe Wesley Morris

Il film non è nulla di cui vergognarsi (specialmente se si è Kingsley). Ma è come se ogni attore coinvolto facesse il minimo indispensabile

 

The Onion (A.V. Club) Nathan Rabin

Sebbene non sia mai saggio sottovalutare il potere dell’appeal universale di Aishwarya Rai, l'Ultima Legione è un altro mediocre poema epico di spada-e-sandalo sulle origini di Camelot.

 

ReelViews James Berardinelli

Quando un film vuole essere venduto come un spettacolo, farebbe meglio a far vedere qualche cosa di più spettacolare.

 

Los Angeles Times John Anderson

Non brutto come sembra, né buono come pareva sarebbe stato.

 

The New York Times Neil Genzlinger

Questo potrebbe essere un buon film per bambini.

 

The Hollywood Reporter Frank Scheck

Scialbo e chiaramente old-fashioned (nell’accezione negativa).

 

LA Weekly Jim Ridley

Saga di sword-and-sorcery di seconda categoria.

 

The Globe and Mail (Toronto) Liam Lacey

Monotono. L'Ultima Legione è l’avventura di un ragazzo che sembra essere stata trascinata fuori da serial televisivi degli anni sessanta.

Autore: FC - Data: 14 settembre 2007

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Commenti

1 Come dicevo a Franz, non mi piacciono le "critiche preventive" e comunque, fatti salvi i sacri gusti personali di ognuno, non amo molto il Manfredi "totally fictionous", come nel caso specifico. Accetto L'ultima legione perché, a detta dello stesso autore nelle note introduttive, nasce proprio come abbozzo di soggetto e sceneggiatura (e si vede, soprattutto nel finale, che sembra "rubato" a qualche battaglia presente nei Polpettoni nostrani, tanto popolari tra i '50 e i '60). Se però, concedetemelo, un critico autorevole come Steven Scheuer di TV Guide affida, per un film tanto atteso, il compito a uno dei suoi collaboratori, deve esserci qualcosa che non va.

» postato da pick alle 10:34 del 14-09-2007

2 ... magari aveva il mal di pancia... :P

» postato da eNKay alle 10:51 del 14-09-2007

3 Visto il film. Come in ogni occasione, le aspettative giocano un ruolo importante nel giudizio. Non è così malaccio come sembrava, ma neppure meglio di King Arthur. Non ha la pretesa di andare a riscoprire le vere radici alla base del mito, al contrario. Certo che Colin e Ben sono attori che hanno nel loro repertorio una sola espressione, e si ostinano a mantenerla inalterata per tutta la durata del film.

» postato da franz alle 11:16 del 14-09-2007

4 «... magari aveva il mal di pancia... :P» Negativo. Quella è la scusa brevettata da Franz per mandarmi a recensire Van Helsing, Scheuer non si permetterebbe mai di plagiarlo. :wink: Scherzi a parte, credo che Manfredi, al di là di una preparazione specifica molto più seria della mia, faccia grosso modo parte della stessa mia generazione. Quest'estate, su un'emittente locale, ho rivisto un vecchio "Polpettone" diretto da Franco Prosperi nel 1960, molto apprezzato da noi ragazzi di allora (Rossana Podestà, travestita da guerriero gallo, si esibiva in un interessante spogliarello - con - gladio :oops: ). Mi perdonerete se, nella scena finale di battaglia, ho "rivisto" tutta la sequenza del libro di Manfredi, inclusi luoghi comuni e modalità di eliminazione dei "buoni"... Il problema è che quei film costavano quel che costavano, nessuno sconsiderato li avrebbe "beneficiati" di una super produzione. Tutto sommato, da un punto di vista squisitamente estetico o di originalità, e prese le dovute distanze, l'eventuale "problematica" di fondo di film come questo potrebbe essere la stessa del blasonato Il gladiatore (prima di linciarmi, discutiamone... NON ho detto che non mi sia piaciuto :wink: ).

» postato da pick alle 11:49 del 14-09-2007

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