Promozione e marketing: la vostra ricetta 

Fabrizio Vercelli: Poiché per una realtà delle nostre dimensioni è praticamente impossibile poter destinare risorse alla pubblicità, preferiamo optare per aspetti più diretti. Presentazioni, eventi, serate, convegni, interviste, articoli, per noi l’attività promozionale è soprattutto impegno in prima persona, non solo dell’autore,

ma anche di ogni membro della redazione, ovunque ce ne sia la possibilità.

A proposito delle presentazioni, vorrei precisare che, più che la classica serata con l’autore che parla del proprio ultimo libro, preferiamo un evento di più ampio respiro, dove si toccano i diversi argomenti e le tematiche del libro stesso, dando maggiore spazio, così, a interventi del pubblico e al confronto. Certo, anche la presentazione più classica non è disdegnata.

Per quanto riguarda l’aspetto più visivo lasciamo che siano proprio i libri a parlare da sé, grazie all’ottimo e ormai identificativo artwork di Diramazioni, i nostri illustratori. Da lì alla creazione di piccoli oggetti ispirati alle loro copertine, come nel caso dei SegnaCorti, abbinati a Corti – Seconda stagione, il passo è breve.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? 

Fabrizio Vercelli: Qui si può variare da caso a caso. Di certo c’è che l’impegno dell’autore, in casi come il nostro, diventa una grossa agevolazione per arrivare a una maggiore fetta di pubblico, ma non è comunque un obbligo.

Ci sono autori che hanno fatto tanto e tantissimo, nell’aiutarci a promuovere il proprio titolo, talvolta fornendoci anche spunti di cui abbiamo fatto tesoro per uscite successive. Altri si sono impegnati meno, magari limitandosi a dare disponibilità per qualche intervista o presentazione, che è comunque apprezzato.

Per fortuna più rari sono stati i casi di persone che hanno del tutto ignorato il lavoro dopo la sua uscita, quasi fosse stato un peso, per loro, scrivere.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori dopo essere usciti dal 'confronto' con l'editor? 

Daniele Bonfanti: Be', riguardo alla seconda domanda, dovresti chiederlo agli autori; io potrei essere vagamente di parte.

Comunque ti posso dire che con tutti gli autori ci si è divertiti un sacco in fase di editing. Sono nate vere amicizie e rapporti di stima. Dipende tutto dall'approccio. Un editor che sa fare il suo lavoro è uno che ti aiuta a migliorare il tuo libro, traendone il massimo potenziale, non di certo uno che lo modifica secondo i propri gusti o quelli dell'editore. 

Un editor è una persona che discute con te del libro, ne sviscera i meccanismi, e ti dà suggerimenti; ti fa notare cosa non funziona e ti mostra alternative. 

Un autore sano, che davvero ama scrivere, non può che apprezzare questa fase, sempre - appunto - che sia fatta con atteggiamento collaborativo, da alleati per un comune scopo e non certo da "nemici". Molti autori hanno questa visione dell'editor come una specie di poliziotto cattivo. Non è così, l'editor è il tuo allenatore; uno che ti tiene sotto, certo, ma sai bene che è per migliorarti. 

Chiaro che poi esistono autori che ritengono la loro opera non possa essere migliorata. Ma questi, noi, non li vogliamo.  D'altra parte, se sono così bravi, che vengono a fare a perdere tempo con una casa editrice di nicchia come XII?

 C'è un'interazione diretta fra la Vs casa editrice e i Vs lettori? 

Fabrizio Vercelli: Assolutamente sì. Fin dai primissimi giorni abbiamo cercato di stimolare i lettori a dire la propria opinione sui titoli da loro letti, sul nostro operato e su quello degli autori. Nel nostro forum abbiamo aree dedicate a questo tipo di confronto e su tutti i nostri libri c’è un esplicito invito a visitare i nostri spazi e a lasciare le proprie impressioni. Per noi è un aspetto fondamentale, che ci aiuta a crescere e a migliorarci.  

E fra casa editrice e la stampa che si occupa dei Vs libri? 

Fabrizio Vercelli: Come ho accennato in una domanda precedente questo è un aspetto decisamente più complesso. Si può dire che da parte nostra c’è tutta la disponibilità, ma questo si può definire ancora un cantiere aperto. Esistono, comunque, giornalisti e blogger che ci seguono con interesse, segno che, magari con qualche insistenza, non tutta la stampa è sorda alla voce dei piccoli editori. Confidiamo che in futuro le cose possano andare sempre meglio e che, una volta conquistati, non solo i lettori, ma anche gli operatori dell’informazione non smettano di interessarsi alle nostre proposte.  

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Grazie a te e un saluto a tutti i lettori di Fantasy Magazine.