Il profilo della casa editrice

De Agostini è una storica casa editrice italiana, nata nel 1901 come editore di cartografia: nel corso degli anni ha affiancato all’offerta geografica un lavoro editoriale a tutto campo, dalle enciclopedie alle opere collezionabili, dalla manualistica alla scolastica.

L’area publishing ragazzi di De Agostini offre un’ampia selezione di titoli per bambini e ragazzi, dalla prima infanzia fino ai giovani adulti, dalla divulgazione alla narrativa, con titoli di propria produzione e traduzioni dall’estero. Attualmente opera sul mercato anche con il marchio Abracadabra; nel corso degli anni De Agostini ha acquisito alcuni storici marchi dell’editoria italiana, quali AMZ editrice, rilanciato nel 2011.

Tra i titoli per ragazzi più venduti del 2010 di De Agostini: Fairy Oak, di Elisabetta Gnone, la saga che ha venduto oltre un milione e duecentomila copie in Italia; Unika, il primo volume di una moderna trilogia fantasy; Graceling e Fire di Kristin Cashore; le collane La Scuola delle principesse (Tiara Club), Agatha Mistery di Mario Pasqualotto/Dreamfarm e le collane di divulgazione Mondo Safari e Infinity.

Indicazioni per l'invio dei testi

Qui di seguito riepiloghiamo le indicazioni per il corretto invio degli elaborati a questa casa editrice. E' richiesta una lettera di presentazione e una sinossi, mentre a seconda dei casi vengono chiesti in visione solo alcuni capitoli oppure l'intero manoscritto. Il materiale deve essere inviato in formato word o pdf.

L'invio è tramite email e il responso viene dato, via mail, nel giro di tre mesi. La comunicazione di riscontro viene inviata però solo in caso di accettazione del manoscritto.

A queste richieste, l'editore aggiunge un ulteriore 'caveat': "De Agostini non è seriamente strutturata per un lavoro con gli esordienti: non per cattiveria, ma perché chi fa coscienziosamente questo lavoro ha una persona dedicata alla valutazione, selezione ed editing. Noi non ce la abbiamo. Esordienti: sottoponeteci i vostri lavori in maniera mirata e solo se, conoscendo il nostro catalogo, pensate di aver scritto qualcosa di particolarmente adatto a noi. Rifiutiamo praticamente in automatico le proposte mandate a pioggia a più editori".

L'intervista

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada e, soprattutto, come mai la scelta di pubblicare nel Fantastico?

L’abbiamo sempre fatto… De Agostini è un editore storico, anche nel settore ragazzi! La nostra casa editrice esordisce in particolare nella narrativa per ragazzi sei anni fa con Fairy Oak, un successo immediato. Da quel momento coltiviamo poche e mirate proposte di narrativa, spaziando nei diversi generi letterari per ragazzi: non facciamo una politica “di collana” ma valutiamo ogni singolo volume come progetto a se stante, con un occhio al mercato e un altro a un’idea di progetto editoriale per ragazzi, dai primi mesi di vita alla maggiore età.

Nel vostro cammino, avete raccolto qualche aneddoto meritevole di essere raccontato in questa sede?

Per la presentazione dell’edizione italiana di Graceling, la prima fuori degli Stati Uniti di un romanzo che è oggi un successo internazionale, abbiamo riservato una torre medievale in centro a Bologna. È stato bello e commovente il momento in cui gli editori di tutta Europa hanno brindato con l’autrice Kristin Cashore, e la sua commozione… è uno di quei momenti rari che ha segnato un incontro ricco dal punto di vista umano. A rischio di sembrare seriosi… ogni rapporto può essere riassunto in aneddoti: quello che a noi piace è aver costruito e mantenuto con autori, agenti, illustratori, giornalisti ottimi rapporti; dal punto di vista lavorativo, ma soprattutto da quello umano.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?

A parte quelle interne, comuni a chiunque lavori in una grande azienda, editoriale e non… la fatica quotidiana è quella di far sì che, fuori di qui, si parli di libri, e in particolare di libri per ragazzi. Certo, magari anche dei nostri libri: ma più in generale di libri. Dire che in Italia si legga poco ormai è quasi come dire che “non ci sono più le mezze stagioni”: però oltre ai lettori, mancano gli spazi per parlare di libri, per promuovere la lettura, per incoraggiare a leggere. Noi editori facciamo il nostro lavoro, come dicevamo prima, con un occhio al mercato e uno al nostro progetto editoriale.