Sergio Bonelli Editore si affaccia sul fantasy nella sua essenza più pura, classica e autorevole. O meglio sarebbe dire che si riaffaccia, perché quello di Dragonero è un ritorno, dopo la pubblicazione dell'omonimo graphic novel nel 2007, che inaugurò la collana Romanzi a Fumetti Bonelli, a cui la nuova serie mensile si collega, con un progetto davvero molto ambizioso, che vedrà al lavoro, oltre ai due ideatori originali Luna Enoch (Gea, Morgana, Lilith) e Stefano Vietti (Nathan Never, Martin Mystère, Spider-Man, Greystorm) e il disegnatore Giuseppe Matteoni (già autore del romanzo a fumetti) e diversi disegnatori.

La data d’uscita è stata annunciata lo scorso Lucca Comics & Games: 11 giugno 2013. Abbiamo letto il primo numero in anteprima e possiamo dire che questo nuovo progetto bonelliano merita più di qualche attenzione. La serie racconta le avventure di Ian Arànill, scout imperiale conosciuto come Dragonero, impegnato in continue e pericolose missioni di viaggio nelle terre selvagge del suo mondo. Ad accompagnare il protagonista, un possente orco di nome Gmor, una giovane elfa di nome Sera, un anziano mago di nome Alben e Myrva, sorella del protagonista e membro della gilda dei Tecnocrati.

Dopo il successo del romanzo a fumetti, l’idea di riprendere il progetto e riproporre la storia in chiave seriale potrà evidentemente dare a questo universo fantasy tutto italiano più ampio respiro, come una storia del genere meriterebbe. Nel numero di apertura ci troviamo subito nella città portuale di Baijadan, capitale orientale delle satrapie nomadi. Corre l’anno 813 dell’era Erondariana. 

Capiamo immediatamente di trovarci di fronte a un fumetto Bonelli e in poche studiate vignette entriamo nel vivo dell’azione facendo la conoscenza dei personaggi principali, che si trovano a dover rincorrere un’agile contrabbandiera per le vie di Baijadan. Ian dimostra già di possedere qualcosa di speciale, saltando sui tetti per rincorrere il bersaglio. Superato l’incipit affrontiamo uno dei primi stacchi temporali, introdotto da una mappa tipicamente fantasy e da una didascalia che ci dice dove e quando siamo.

Uno degli aspetti che dimostrano la cura progettuale, soprattutto a livello grafico di Dragonero, è proprio l’inserimento delle peculiarità del genere; la mappa ne un esempio. È doveroso sottolineare come i creatori stiano affrontando un progetto ricco, qualitativamente diverso dalle altre storie bonelliane. Lo studio delle ambientazioni e dei personaggi viaggia di pari passo anche al di fuori dei mensili. Per introdurre Dragonero, infatti, è stato realizzato un blog sottoforma di diario personale del protagonista, esperienza narrativa che arricchisce ulteriormente la storia; uno spazio, il blog, in cui è possibile ammirare bozzetti, illustrazioni e model sheet (http://ian-dragonero.blogspot.it/), oltre alle pagine del diario. 

Ne Il Sangue di Drago, titolo di questo primo numero, non ci sono particolari aspetti negativi da segnalare. Un giudizio più completo sull'arco narrativo potrà arrivare solo dopo aver letto i prossimi numeri, ma l’albo d’apertura è sostanzialmente soddisfacente sotto ogni punto di vista. I disegni in bianco e nero sono privi di inutili virtuosismi e conferiscono alla storia il giusto carattere. Alcune sequenze d’azione avrebbero forse meritato più spazio; in un paio di punti i margini delle vignette sembrano quasi soffocare l’avventura dei protagonisti, ma complessivamente il dinamismo delle figure è reso correttamente coadiuvato da un’intelligente sceneggiatura. In un fumetto in cui il colore non è presente, buona anche la prova d'inchiostrazione; l'uso dei neri è parsimonioso, non appesantisce le matite e ne guadagna la lettura. 

Buona la prima, dunque. Consigliato a tutti gli amanti dell'avventura classica e delle quest alla Dungeons & Dragons.