Dopo aver fatto il colpo della vita, il rapinatore Anker è stato arrestato, ma la sua parte di refurtiva non è stata recuperata. Prima dell'arresto infatti Anker ha fatto in tempo ad affidare il malloppo al fratello Manfred, con l'incarico di seppellirlo. Quindici anni dopo, Anker ha scontato la sua pena e chiede al fratello Manfred dove lo ha sepolto. Ma Manfred ha sviluppato una personalità multiple, e si è convinto di essere, a seconda delle circostanze, un antico vichingo oppure John Lennon, seppellendo con la vecchia personalità anche il segreto.

Mio fratello è un vichingo – The Last Viking
Mio fratello è un vichingo – The Last Viking

Dopo aver fatto evadere rocambolescamente Manfred dalla casa di cura Anker quindi intraprende un viaggio verso la casa natale dei due, con la speranza di fare riaffiorare la personalità del fratello, che probabilmente ha seppellito il tesoro proprio in quei paraggi della casa, che nel frattempo è diventata un bed & breakfast, gestito da nuovi proprietari. Su consiglio di un improbabile psicologo Anker scopre che forse l'unico modo di curare il fratello è assecondarlo nella sua fantasia, ricostruendo i Beatles con alcuni altri evasi dalla struttura convinti di essere Paul, Ringo e George.

Mio fratello è un vichingo – The Last Viking
Mio fratello è un vichingo – The Last Viking

Mio fratello è un vichingo – The Last Viking, scritto e diretto da Anders Thomas Jensen, cerca di affrontare diversi temi con diversi toni. Ci sono le sfumature della commedia nera, con la caccia al malloppo, con i due fratelli (e la loro sorella) inseguiti da un criminale che cerca di impadronirsene. C'è il tema della eleborazione dei traumi, con l'indagine su cosa ha scatenato lo stato di Manfred, interpretato da un Mads Mikkelsen in forma strepitosa, sempre misurato con un personaggio che rischia di essere sopra le righe. 

Anche Anker è un personaggio tormentato, che ha sepolto in sé un segreto più oscuro e profondo di quello del "tesoro", trovando una sua via per l'elaborazione dei segreti traumatici della sua famiglia.

Mio fratello è un vichingo – The Last Viking
Mio fratello è un vichingo – The Last Viking

I due sono affiancati da una ricca galleria di personaggi, dalla loro sorella, alla problematica coppia del B&B, per finire con il gruppo di evasi, i "Beatles" dalla difficile gestione.

Il cast fa senz'altro la differenza in un film che, dopo la partenza lampo, nella parte centrale stenta  a trovare il ritmo, per poi riprendersi su un finale scorrettismo, che comunque suscita interrogativi e riflessioni perplesse.

Mio fratello è un vichingo – The Last Viking è infatti anche una riflessione sul concetto di normalità. Cosa è socialmente accettabile, sia nei comportamenti che nell'estetica. Sembra dirci, con una provocazione, che la via per l'inclusione di diverse normalità sia una normalizzazione estrema, piuttosto che l'accettazione e che ognuno di noi, a suo modo, ha qualcosa di sfasciato.