Dopo il passaggio all’ultima Mostra d’arte cinematografica di Venezia e alcune anteprime locali, Mio fratello è un vichingo – The Last Viking arriva da oggi ufficialmente nelle sale italiane, distribuito da Plaion Pictures.
Il film
Scritto e diretto dal regista danese Anders Thomas Jensen (Le mele di Adamo), il film vede protagonista Mads Mikkelsen (Un altro giro, la serie Hannibal) accanto a Nikolaj Lie Kaas (Frankenstein di Guillermo del Toro), interpreti di una dark comedy davvero sorprendente. Ironico, spiazzante, profondo e commovente, Mio fratello è un vichingo – The Last Viking è un viaggio tra identità, memoria e legami di sangue.
Sinossi
I fratelli Anker (Lie Kaas) e Manfred (Mikkelsen, che qui regala una formidabile interpretazione) condividono un passato difficile e poco altro, dato che Anker ha passato gli ultimi quindici anni in carcere per una rapina. Quando esce, dunque, torna a cercare il bottino che aveva affidato al fratello. Ma Manfred apparentemente non ricorda più dove il denaro è stato sepolto: negli ultimi anni infatti il suo disturbo dissociativo della personalità si è aggravato al punto che è convinto di essere John Lennon, rifiuta categoricamente la sua vera identità (nome compreso, come si vede nella prima clip) e ha addirittura sviluppato una strana ossessione per i cani altrui.
Nel corso della loro ricerca del bottino – nascosto nei boschi attorno alla casa natale ormai trasformata in un improbabile bed & breakfast – Anker e Manfred si trovano immersi in una galleria di personaggi tanto bizzarri quanto memorabili. A partire dalla coppia disfunzionale che gestisce la struttura, fino a un dottore convinto che la miglior cura per i propri pazienti sia assecondare i loro mondi immaginari, i due fratelli sono costretti a confrontarsi con situazioni sempre più assurde e imprevedibili. In questo microcosmo stralunato, ogni incontro diventa uno specchio deformante delle loro stesse fragilità: figure eccentriche e fuori dagli schemi che, tra gag surreali e momenti di inattesa lucidità, finiscono per mettere Anker e Manfred di fronte alle ferite del loro passato e alla possibilità di ricucire il legame che li unisce.
Note di regia
Volevo raccontare una storia sull’identità e su quanto siamo più di un’unica definizione
– dichiara Anders Thomas Jensen – Siamo il risultato di come ci vedono gli altri, ma anche di chi vorremmo essere. Se accettiamo di contenere molte versioni di noi stessi, forse diventiamo più indulgenti, più liberi. E anche più capaci di amare.
Dopo il passaggio a Venezia, il messaggio poetico del film ha già rapito il cuore degli spettatori in Danimarca, dove il film ha stabilito un record registrando in poche settimane oltre 700.000 spettatori, risultando il film di Jensen più visto di sempre. In equilibrio tra una comicità intelligente e una potente carica emotiva, Mio fratello è un vichingo – The Last Viking tratteggia personaggi fragili con uno sguardo ironico e profondamente umano, con tutta la grazia per cui la penna di Jensen è ormai nota. Premio Oscar® per il cortometraggio Election Night, Jensen è infatti anche famoso per il suo lavoro di sceneggiatore al servizio di altri grandi registi. Tra questi, ha firmato molti dei lungometraggi di Susanne Bier, incluso In un mondo migliore, eletto miglior film straniero agli Oscar del 2011.
Il cast
A dare vita agli irresistibili personaggi delineati da Jensen è un cast di grandi attori capitanato da Mads Mikkelsen, che regala un’interpretazione formidabile nei panni di Manfred, un uomo con disturbi mentali dovuti a un’infanzia difficile, condivisa con suo fratello Anker (Nikolaj Lie Kaas). I due attori tornano a collaborare con Jensen dopo essere apparsi in tutti i precedenti lungometraggi del regista, dimostrando una chimica esplosiva in ogni momento condiviso dai due fratelli protagonisti, che tra vicissitudini dal ritmo esilarante e vertiginoso, tenteranno di ricostruire un legame perduto ormai da tempo.
Accanto a Mikkelsen e Lie Kaas, il film vanta un cast corale e sorprendente, tra cui Sofie Gråbøl, Bodil Jørgensen e Lars Brygmann.
Clip
Nell’universo di Mio fratello è un vichingo – The Last Viking, sospeso tra comicità e malinconia, la musica assume un ruolo centrale. Come si può intuire dalla prima clip, l’ossessione di Manfred per John Lennon e i Beatles – a cui si affianca un’insospettabile passione per gli ABBA – diventa molto più di una semplice eccentricità: è un rifugio emotivo, ma anche un linguaggio attraverso cui i personaggi riescono finalmente a comunicare. Attraverso le note del quartetto di Liverpool e della popolare band svedese, le canzoni diventano così uno spazio condiviso in cui realtà e immaginazione possono incontrarsi, trasformando quella che appare inizialmente come una fuga dalla realtà in una forma inattesa di riconciliazione.
Mio fratello è un vichingo – The Last Viking è un film che, tra humour nero e tenerezza, ricorda come avere una visione diversa della realtà che ci circonda ed essere etichettati come fuori dal coro non dovrebbe farci sentire “stonati” rispetto al resto del mondo, ma farci sentire forse in maggiore sintonia.














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