La trama, ossia la vostra storia, è lo scheletro su cui si poggia il romanzo intero. Se sminuite la sua importanza, se la trascurate, lo scheletro sarà debole in qualche punto e il romanzo crollerà su se stesso, di fronte agli occhi seccati del lettore.

Stendere la trama del vostro romanzo è una cosa divertente, in fondo. Il termine romanziere è per buona parte costituito dalla capacità di avvincere il lettore con una sequenza di eventi precedentemente stabilita.

Ecco uno dei motivi fondamentali per cui saper scrivere non significa saper narrare.

Vi sarà una prima fase in cui raccoglierete le idee sparse, appuntate qui e là (o, meglio, ordinatamente numerate all’interno di un unico documento), e le collocherete nella cronologia di cui la trama necessita. Già a questo punto noterete l’assoluto bisogno di ordine.

Mettendo un’idea vicino all’altra, comprenderete cosa vi manca, cosa già c’è e come legare il tutto. È un po’ come affrontare un puzzle.

Sicché passerete a una seconda fase: ideare ciò che manca e completare la cronologia, dal prologo fino all’epilogo (o magari da un po’ prima del prologo). È una fase di pura creatività, tuttavia dovrete porre la giusta attenzione alla coerenza di quanto ideerete. Infatti, avete molto su cui lavorare: l’ambientazione, perlomeno a grandi linee, e i vostri personaggi... se la vostra fantasia è fervida non dovreste incontrare difficoltà serie.

Può capitare di giungere a un punto morto, invece, durante la terza e ultima fase, quella in cui dovrete limare e rendere coerente la trama, facendo combaciare ogni singolo evento, spostamento, scontro, esplorazione, dialogo e... e... e... A volte ci si trova dinanzi a situazioni difficili da sbrogliare e che non si possono e/o vogliono assolutamente eliminare dalla storia: dovrete scervellarvi per non giungere a soluzioni puerili ed essere alla fin fine credibili.

Spesso tali soluzioni mi hanno portato a considerare uno scrittore un pessimo romanziere o, per contro, un ottimo romanziere. Fate attenzione a considerare sempre il lettore intelligente: mai propinargli la vostra incuria sperando che non se ne avveda. Vedrà e sarà duro con voi (ed è giusto così: un libro costa al lettore, denaro e soprattutto tempo... fate sì che alla fine pensi di averli spesi bene entrambi).

La vostra abilità di romanzieri si vedrà durante la terza fase, quando non vi scoraggerete di fronte a nulla e, soprattutto, non lascerete nulla al caso per pigrizia, incuria o per mancanza di spunti.

Ricordate una cosa: curare la trama nei dettagli è fondamentale affinché la storia piaccia al lettore. In quell’apparente piatta e schematica sequenza di eventi sono racchiuse un numero notevole di riflessioni profonde.

È durante la stesura della trama che decidete se sorprendere il lettore con qualcosa di inaspettato, se avvincerlo insistendo su questo o quel fronte d’azione, se catapultarlo in un periodo di riflessione o se avvolgerlo nel mistero più fitto... ogni singolo accadimento sposta l’ago della bilancia a suo favore e alla fine i piatti penderanno nella direzione che voi e soltanto voi volete.

Per far questo dovete avere le idee chiare sul tipo di romanzo che scriverete. Ne volete uno di pura azione? Ne volete uno misterioso? Volete che sia passionale, psicologico più che d’azione? O ne volete uno che sia equilibrato e includa di tutto un po’? Sono scelte importanti, che oltre tutto richiedono diversi tipi di narrazione.

Se è il vostro primo romanzo, vi consiglio di far pendere i piatti della bilancia verso ciò che vi appassiona di più quando leggete: è un buon punto di partenza.

A mio avviso, un buon romanzo dev’essere equilibrato, a meno che non si tratti di un progetto estremo, scritto appositamente per scuotere il lettore e portarlo in una direzione netta e drastica.

Non risparmiatevi durante la stesura della trama, passate anche settimane a stenderla, poiché soprattutto in un romanzo di genere fantastico conta più di tutto il resto, perfino più dello spessore dei personaggi (anche se preferirei consideraste trama e protagonisti in cima alla classifica delle “cose importanti”, a pari merito). Il fatto è che solitamente viene spontaneo approfondire la psicologia dei protagonisti, oltreché il loro aspetto fisico, mentre dedicare la stessa cura alla storia da narrare a volte risulta piuttosto ostico e si rischia di essere frettolosi.

Nel prossimo capitolo affronterò il mio personale metodo di organizzazione della trama.