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Ma chi è J.R.R. Tolkien?

Lo scorso 7 gennaio L'Unità ha pubblicato un articolo di Roberto Arduini intitolato: Di destra? No, era un romantico. L'Italia finalmente capisce Tolkien. Il giorno dopo, dal sito de Il Giornale, Gianfranco de Turris ha risposto con un articolo dal titolo: Scoop dell'Unità: gli hobbit sono di sinistra.
La nostra redattrice Chiara Codecà vi spiegherà meglio nel nostro approfondimento il succo della discussione, offrendo un punto di vista diverso per il lettore meno interessato a interpretazioni legate alla politica di casa nostra.
Da destra a sinistra, il tira e molla della critica italiana su J.R.R.Tolkien
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Commenti
2 Mi aggrego anch'io ai complimenti per questo articolo, con il quel concordo in pieno.
» postato da Apozan alle 08:21 del 25-01-2010
3 Completamente d'accordo con la posizione di Chiara. Universalità dei temi e trasversalità dell'opera, ecco le parole chiave. Finalmente un po' di buonsenso.
» postato da WebWizard alle 09:01 del 25-01-2010
4 Bah, la solita mania dell'Unità di dover per forza catalogare e pesare tutto e tutti. Bianco o nero. Discorsi sterili e ritriti.
» postato da Knight Gimmy alle 09:29 del 25-01-2010
5 Oddio, veramente la stessa mania ce l'ha il Giornale... Qui però, a mio parere, nell'articolo dell'Unità non si propugna l'esproprio di Tolkien da parte della sinistra, ma una volontà di affrancare Tolkien dalle etichette politiche. Etichette che la critica di opposta tendenza politica cerca di conservare intatte, purtroppo. Ricordo poi che in Italia abbiamo avuto i campi Hobbit di estrema destra, un "Signore degli Anelli" con la terrificante (IMHO) prefazione di Zolla e che da noi l'onesto professore oxoniano è stato accostato a Julius Evola...
» postato da uljanka alle 09:44 del 25-01-2010
6 «Bah, la solita mania dell'Unità di dover per forza catalogare e pesare tutto e tutti. Bianco o nero. Discorsi sterili e ritriti.» Mania italiana in generale, non solo dell'Unità...
» postato da Apozan alle 09:51 del 25-01-2010
7 Capisco che l'articolo si presta, ma vorrei invitare tutti coloro che esprimeranno il proprio parere a non calarsi in prodondità nelle questioni politiche: siate ottimi surfisti. ![]()
» postato da G.C. alle 12:30 del 25-01-2010
8 Ma ancora con queste sterili discussioni? Se il fantasy è di destra o di sinistra? Ma non c'hanno altro di cui parlare i giornali "seri"?
» postato da MagicamenteMe alle 12:41 del 25-01-2010
9 Le strumentalizzazioni ci sono da sempre e ci saranno sempre. Quando c'è qualcosa di grande, tutti cercano di sfruttarlo, di usarlo per attirare gente dalla propria parte: succede così con grandi personaggi, che possono essere stati politici, religiosi, scrittori e pensatori. La gente non riesce a prendere quanto uno ha da dare, ad accettare il vero significato e ciò che è voluto stato trasmettere. Deve sempre cercare di schematizzare, di trovare uno sistemazione alle cose; è limitante.
» postato da Anonimo (DH) alle 12:54 del 25-01-2010
10 A parte che mi pare che l'uno cerchi di appropriarsene mentre l'altro ne proclami la trasversalità ironizzando sull'intempestività del tentativo del collega, per quanto mi riguarda, trovo che l'opera dettagli una struttura sociale e umana, a tratti indifendibile.
» postato da Olorin alle 13:05 del 25-01-2010
11 Forse sarebbe bene sentire anche altre voci... per esempio http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003302.html#003302 Se vi sembra una e-zine di parte or da destra risponda uno squillo...
» postato da uljanka alle 13:38 del 25-01-2010
12 «Forse sarebbe bene sentire anche altre voci... per esempio http://www.carmillaonline.com/archives/2010/01/003302.html#003302 Se vi sembra una e-zine di parte or da destra risponda uno squillo...» Grazie, è un articolo di Carmilla che non conoscevo. Sicuramente prende una posizione decisa nei confronti di De Turris e di un certo tipo di critica. La mia opinione è espressa chiaramente nell'articolo, ma sintetizzando continuo a considerare questo tipo di discorso, trattato spesso in modo po' manicheo, lontano da Tolkien e vicino a certe beghe interne della cultura italiana. Grazie a tutti per i complimenti, gli spunti e i commenti interessanti. Chiara Codecà
» postato da Clare alle 14:52 del 25-01-2010
13 «Le strumentalizzazioni ci sono da sempre e ci saranno sempre. Quando c'è qualcosa di grande, tutti cercano di sfruttarlo, di usarlo per attirare gente dalla propria parte: succede così con grandi personaggi, che possono essere stati politici, religiosi, scrittori e pensatori.
La gente non riesce a prendere quanto uno ha da dare, ad accettare il vero significato e ciò che è voluto stato trasmettere. Deve sempre cercare di schematizzare, di trovare uno sistemazione alle cose; è limitante.»
Se la tendenza a semplificare e strumentalizzare è comprensibile ed istintiva, ciò non toglie che sia sbagliata e che le voci che riescono a restituire almeno un po' di verità e complessità del panorama a cui ci
si riferisce con faciloneria sono le Benvenute! 
» postato da un muspeling alle 15:39 del 25-01-2010
14 «Ma ancora con queste sterili discussioni?
Se il fantasy è di destra o di sinistra?
Ma non c'hanno altro di cui parlare i giornali "seri"?»
ovviamente d'accordo, aggiungo che non ero informata di questo sterile battibecco tra giornali, ora che lo so penso vomiterò.
non riesco a smettere di scuotere la testa
machisssenefrega, mani a carciofo, ma cosa c'entra????ma basta!!!! 
» postato da Cara alle 16:00 del 25-01-2010
15 «
le voci che riescono a restituire almeno un po' di verità e complessità del panorama a cui ci
si riferisce con faciloneria sono le Benvenute!
»
Concordo
Ormai sono arrivato a non prendere più in considerazione certe affermazioni: se un'analisi è pertinente e con un senso l'ascolto, altrimenti frasi di parte (è di destra, no di sinistra, invece si tratta tarapia tapioco con supercazzola prematurata
) come si sentono spesso, sono cestinate. Conta ciò che un'opera ha dato a me secondo la sensibilità che possiedo, non quello che dicono altri. Così è per ognuno.
» postato da Anonimo (DH) alle 16:03 del 25-01-2010
16 Interessante l'articolo. Grazie. -In linea teorica, però, a chi dice "non se ne può più di destra e sinistra..." potrei obbiettare che se poi determinate cose che uno ama (o di cui è appassionato) se le ritrova legate (usate) non tanto a posizioni politiche, ma proprio a modi di pensare che non condivide... ... come minimo ci rimane male. -In realtà credo che basterebbe l'introduzione che ha scritto proprio Tolkien nell'edizione inglese (in tre volumi) che sto (ri)leggendo per soffocare ogni dubbio (a memoria non ricordo la data, la controllo appena posso). E' lui è il primo a rispondere che, pur ammettendo che il modo in cui è scritto il SdA dipende dalle sue esperienze (che poi è il periodo delle due guerre mondiali e la sua esperienza personale) e che quindi è un poco figlio dei tempi, non aveva intenzione di scrivere allegorie politiche o religiose. Evidentemente la polemica e il desiderio di "interpretarlo" c'era già e c'era nel mondo anglosassone. Ma se lo dice proprio lui, perché non dargli ascolto? -Però in Italia c'è sempre stata una posizione strana sul fantasy, anzi sull'immaginario in generale. In particolare negli anni '70 e '80. Questo va ricordato a chi non c'era per capire il perché di determinate posizioni e/o polemiche. E non dimenticate che allora era un business di nicchia. Non il circo di soldi di adesso. La sinistra (intesa come chi voleva incarnare la cultura vista da sinistra) ha sempre avuto repulsione (timore?) verso qualsiasi cosa che parlasse di eroi, di armi e di guerra. Non sto dicendo "esaltasse", ma parlasse. La sinistra era pronta a crocefiggere in ordine sparso: Goldrake, le armi giocattolo, i soldatini, i wargames, i giochi di ruolo, il fantasy, l'eroe, l'individuo singolo. Il fine non importava, ne bastava l'uso o la presenza per parlare di "scomunica culturale". La destra, al contrario, era alla ricerca di simboli in cui identificarsi. Una ricerca spasmodica di simboli da usare in continuità con quelli "più o meno" celtici che adesso era imbarazzante usare. Ed eccoli pronti (interpretando a loro modo) a usare elfi, hobbit, miti della forza e dell'eroe. Che li capissero o no, non era importante. Pensate che li ho visti cercare di impossessarsi anche del Mitico Thor, perché "tutto quello che è nordico, è di destra" (parole di uno del fronte della gioventù, circa 1983).
» postato da Otrebla alle 17:48 del 25-01-2010
17 «
se determinate cose che uno ama (o di cui è appassionato) se le ritrova legate (usate) non tanto a posizioni politiche, ma proprio a modi di pensare che non condivide...
... come minimo ci rimane male.»
Questo può essere vero: dipende quanto uno si fa toccare da questi accostamenti. Certo, uno che è apartitico e si sente associare alla destra non è gradevole (specie riferito agli attuali tempi: è offensivo). Comunque ognuno è sè stesso e perciò superiore a certe cose: non occorre farsi condizionare, perchè la gente nel bene e nel male parlerà sempre e se è così superficiale da dare giudizi senza conoscere il singolo individuo, è meglio lasciarla perdere.
«
-In realtà credo che basterebbe l'introduzione che ha scritto proprio Tolkien nell'edizione inglese (in tre volumi) che sto (ri)leggendo per soffocare ogni dubbio (a memoria non ricordo la data, la controllo appena posso).
E' lui è il primo a rispondere che, pur ammettendo che il modo in cui è scritto il SdA dipende dalle sue esperienze (che poi è il periodo delle due guerre mondiali e la sua esperienza personale) e che quindi è un poco figlio dei tempi, non aveva intenzione di scrivere allegorie politiche o religiose.
Evidentemente la polemica e il desiderio di "interpretarlo" c'era già e c'era nel mondo anglosassone.
Ma se lo dice proprio lui, perché non dargli ascolto? »
Giusto. Ma strumentalizzare è un richiamo forte e per il potere si fa questo e altro e molto spesso si vogliono omettere certe cose, si vogliono dimenticare perchè fa comodo. E se la gente fa la mandria bovina (chiedendo scusa alle bestie per l'associazione all'uomo), è solo perchè vuole credere e farsi condizionare e non pensa con la propria testa.
«
-Però in Italia c'è sempre stata una posizione strana sul fantasy, anzi sull'immaginario in generale. In particolare negli anni '70 e '80.
Questo va ricordato a chi non c'era per capire il perché di determinate posizioni e/o polemiche.
E non dimenticate che allora era un business di nicchia. Non il circo di soldi di adesso.»
Vero: non c'era il volume d'introiti attuale.
«
La sinistra (intesa come chi voleva incarnare la cultura vista da sinistra) ha sempre avuto repulsione (timore?) verso qualsiasi cosa che parlasse di eroi, di armi e di guerra. Non sto dicendo "esaltasse", ma parlasse.
La sinistra era pronta a crocefiggere in ordine sparso: Goldrake, le armi giocattolo, i soldatini, i wargames, i giochi di ruolo, il fantasy, l'eroe, l'individuo singolo.
Il fine non importava, ne bastava l'uso o la presenza per parlare di "scomunica culturale"..»
Anche la chiesa ha fatto così.
«
La destra, al contrario, era alla ricerca di simboli in cui identificarsi. Una ricerca spasmodica di simboli da usare in continuità con quelli "più o meno" celtici che adesso era imbarazzante usare.
Ed eccoli pronti (interpretando a loro modo) a usare elfi, hobbit, miti della forza e dell'eroe. Che li capissero o no, non era importante.
Pensate che li ho visti cercare di impossessarsi anche del Mitico Thor, perché "tutto quello che è nordico, è di destra" (parole di uno del fronte della gioventù, circa 1983).»
Non potevano trovare qualcos'altro? ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 20:42 del 25-01-2010
18 Quello che mi ha stupito (forse ingenuamente) non è tanto la legittimazione, in qualche modo, di Tolkien da parte della cultura di sinistra, ma il fatto che avvenga Ora. Dopo più di mezzo secolo, quando la risibilità di certe interpretazioni di destra è divenuta un dato di fatto per chiunque conosca un minimo di Fantasy e dell'opera del Professore, che bisogno c'era di questa uscita? E' un po' come quando il Vaticano ha ammesso (l'anno scorso?) che "sì, forse non era il caso di trattare così Galileo..." Il concetto esposto da Arduini sembra una specie di "rivelazione" , giunta tra l'altro dopo la riscoperta di massa di Tolkien seguita al film di Jackson.
» postato da Kinzica alle 21:31 del 25-01-2010
19 Tolkien con il suo manicheismo, l'assenza di magia, la crescita spirituale interiore di Frodo è diventato con molta faciloneria l'autore totem della destra e degli ultra cattolici. Ho discusso con ciellini che erano molto ultimativi su Harry Potter ma si illuminavano con Tolkien quasi avesse scritto solo Sda. Con questa bandierina sul groppone dall'altra parte lo si è criticato solo per partito preso.
» postato da Ladro d'Anime alle 21:53 del 25-01-2010
20 Beh, la "riabilitazione" avviene tanto in ritardo per l'italianissima divisione in gruppuscoli, castelletti con fossati che guardano unicamente ai loro orticelli.
E il Fantasy deve ancora uscire del tutto dal sottoscala della considerazione di certi intellettualoidi (che hanno difficoltà ad accostarsi e cercare di discernere il buono dai fenomeni più commerciali che certo tanta buona pubblicità al nostro genere non fanno).
Dopotutto, siamo la nazione che al proprio festival della canzone nazionale, ripropone - anno dopo anno - vecchie cariatidi cotte e mangiate già negli anni '70...di che ci possiamo mai stupire? ![]()
» postato da un muspeling alle 22:00 del 25-01-2010
21 «Tolkien con il suo manicheismo, l'assenza di magia, »
"assenza di magia" ?
:
» postato da Kinzica alle 22:07 del 25-01-2010
22 Sì, assenza di magia o relativa presenza, se preferisci: il fantasy ci ha abituati a ben altro, ormai.
» postato da Ladro d'Anime alle 09:14 del 26-01-2010
23 «Sì, assenza di magia o relativa presenza, se preferisci: il fantasy ci ha abituati a ben altro, ormai.»
Il fantasy sensazionalistico delle palle di fuoco e dei lampi blu sicuramente.
In Tolkien imho la magia è il tessuto stesso dell'opera.
» postato da Kinzica alle 09:21 del 26-01-2010
24 A dire il vero Tolkien concepisce la magia in accezione negativa « Queste cose - la paura della morte, un possessivo desiderio per le cose- (una o tutte) porteranno a desiderare il Potere, per rendere la volontà efficace più rapidamente, e si arriva così alla Macchina (o alla Magia). Con quest'ultima io intendo l'uso che si fa di mezzi esterni (apparatus) invece dello sviluppo dei poteri interiori o talenti - o anche l'uso di questi talenti con lo scopo corrotto di dominare: imporsi con la forza sul mondo reale o su altre volontà. La Macchina è la forma moderna più lampante di questa volontà di potenza, benché sia molto più simile alla Magia di quanto non si voglia generalmente riconoscere» E' proprio su questo che fanno insistenza i cattolici quando lo esaltano... e lo dichiarano superiore alla "mamma" di Harry Potter.
» postato da uljanka alle 09:39 del 26-01-2010
25 «A dire il vero Tolkien concepisce la magia in accezione negativa « Queste cose - la paura della morte, un possessivo desiderio per le cose- (una o tutte) porteranno a desiderare il Potere, per rendere la volontà efficace più rapidamente, e si arriva così alla Macchina (o alla Magia). Con quest'ultima io intendo l'uso che si fa di mezzi esterni (apparatus) invece dello sviluppo dei poteri interiori o talenti - o anche l'uso di questi talenti con lo scopo corrotto di dominare: imporsi con la forza sul mondo reale o su altre volontà. La Macchina è la forma moderna più lampante di questa volontà di potenza, benché sia molto più simile alla Magia di quanto non si voglia generalmente riconoscere» E' proprio su questo che fanno insistenza i cattolici quando lo esaltano... e lo dichiarano superiore alla "mamma" di Harry Potter.» Sicuramente sarà stata questa la sua intenzione, e il senso è coerente con le maggiori manifestazioni magiche del SdA. Però esistono elementi abbastanza contraddittori con questa definizione: Gandalf stesso è un mago, e la sua magia non ha connotati negativi. Come anche certe capacità elfiche etc. Nel significato comune (nel fantasy) la magia non ha distinzioni o colori. Bianca, nera o rossa è sempre magia. Non credo che Tolkien volesse identificare la magia "bianca" con i miracoli... perchè altro non potrebbe essere secondo la fede cattolica. Poi, ovviamente, ogni grande autore viene tirato per i capelli da tutti. Poi, vabbè, la Rowlings è tutto un'altro discorso: HP è la magia spicciola del quotidiano, più che altro.
» postato da Kinzica alle 13:42 del 26-01-2010
26 «Quello che mi ha stupito (forse ingenuamente) non è tanto la legittimazione, in qualche modo, di Tolkien da parte della cultura di sinistra, ma il fatto che avvenga Ora.
...
Il concetto esposto da Arduini sembra una specie di "rivelazione" , giunta tra l'altro dopo la riscoperta di massa di Tolkien seguita al film di Jackson.»
Guarda che riletto l'articolo dell'Unità più che una riscoperta sembra una grossa "marchetta" ai libri e ai convegni citati...
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» postato da Otrebla alle 16:26 del 26-01-2010
27 ««Quello che mi ha stupito (forse ingenuamente) non è tanto la legittimazione, in qualche modo, di Tolkien da parte della cultura di sinistra, ma il fatto che avvenga Ora.
...
Il concetto esposto da Arduini sembra una specie di "rivelazione" , giunta tra l'altro dopo la riscoperta di massa di Tolkien seguita al film di Jackson.»
Guarda che riletto l'articolo dell'Unità più che una riscoperta sembra una grossa "marchetta" ai libri e ai convegni citati...
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In effetti... ![]()
» postato da uljanka alle 16:35 del 26-01-2010
28 "Marchetta" ?
LOL!
Beh, è una cosa che va molto di moda...
Il detto "si fa ma non si dice (si cerca di non farsene accorgere)" non è più di moda, in effetti.
Ho trovato tutto questo una caduta di stile.
» postato da Kinzica alle 18:52 del 26-01-2010
Puoi continuare la discussione sul forum


1 Bell'articolo Chiara!
Ci voleva, ci voleva proprio!!
» postato da un muspeling alle 08:09 del 25-01-2010