L'Italia apocalittica di Tullio Avoledo

Dalle catacombe romane a una Venezia immersa nel fango: il futuro romanzo di Metro 2033 Italia.

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Tullio Avoledo, scrittore friulano classe 1957, è il pioniere italiano del Metro Universe ideato da Dmitri Glukowski. Iniziato con il best seller Metro 2033, continuato con Metro 2034 (pubblicati entrambi da Multiplayer) questo progetto si è sviluppato in qualcosa di più ampio di una semplice serie: sono stati coinvolti diversi autori — non solo russi - con altrettanti romanzi ispirati alle atmosfere postapocalittiche della"Metro", ognuno per descrivere "cosa postrebbe succedere nella mia terra dopo un olocausto nucleare".

 

Avoledo partecipa all'iniziativa con il romanzo dal titolo provvisorio Le radici del cielo, nel quale narra un medioevo postmoderno dove le lezioni del passato sono state recepite solo in parte.

Sinossi

Vent'anni dopo il giorno della "Tribolazione" ovvero l'apocalissi nucleare, Roma è una città in rovina dove si aggirano fantasmi del passato e creature inumane. La Chiesa, il cui Papa forse è morto, sopravvive nelle antiche catacombe di San Callisto, ma la sua comunità conta poche centinaia di abitanti.

Il nord della penisola è difficile da raggiungere, ma vengono organizzate spedizioni alla ricerca di materiali, cibo e possibili legami con le enclave di sopravvissuti: una di queste sembra si trovi a Venezia.

Un viaggio duro, dove ognuno persegue i suoi fini nel bene e nel male, mette alla prova un gruppo quanto mai eterogeneo. Sarà la Vita a vincere?

 

Di persona, Tullio Avoledo è schietto come la sua prosa e affronta con entusiasmo lucido le tematiche presenti nelle sue opere: si capisce che ama scrivere.

Nell'intervista che ci ha gentilmente concesso al salone del Libro di Torino racconta la sua visione del fantastico mescolato al reale.

 

Tullio Avoledo: il reale e il fantastico

di Cristina Donati e Francesco Coppola - Si racconta per noi lo scrittore friulano che partecipa al progetto Metro Universe di Dmitry Glukhovsky. Leggi l'articolo>

Autore: Cristina Donati - Data: 8 giugno 2011 - Fonte: Salone Torino 2011

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