Red Sonja: la regina delle cover

Mentre un’edizione italiana ancora non s’intravede all’orizzonte, continua il successo d’oltreoceano per uno dei fenomeni fumettistici degli ultimi tempi: Red Sonja

La cover di Texeira ingrandisci

Le storie della bella guerriera rossochiomata Red Sonja, pubblicate da Dinamite Entertainment, sembrano allettare i lettori statunitensi non poco, tanto che le miniserie cominciano a fioccare. L’ultima in ordine di tempo è Savage Red Sonja — The Queen of the Frozen Wastes. Le matite sono di Homs (Heavy Metal), mentre i testi di Frank Cho (New Avangers) e Doug Murray (What if?).

 

Vi abbiamo già presentato la Sonja di china in questo articolo: www.fantasymagazine.it/notizie/4046/.

 

Mentre per saperne di più sui futuri progetti cinematografici con protagonista la nostra playmate con la spada, andate qui: www.fantasymagazine.it/notizie/5738/.

 

Le copertine di Savage Red Sonja sono tre, a scelta, e sono state realizzate da Frank Cho, Homs e Mark Texeira (Ghost Rider).

 


La cover di Cho ingrandisci
Una delle strategie vincenti di Dynamite, infatti, consiste nel pubblicare per ogni albo diverse edizioni, ognuna con una cover diversa. Alcune delle versioni più lussuose arrivano a costare decine di dollari.

 

E così, dopo due miniserie (questa è la terza) e quattordici numeri della serie regolare, le copertine sono diventate tantissime e i grossi nomi del mondo dei comic statunitensi sembrano fare a gara per poter disegnare la nostra bella eroina. Gli artisti, oltre ai già citati, sono tantissimi, e non mancano gli italiani: Gabriele dell’Otto, Will Conrad, Mel Rubi, Art Adams, Spephen Sadowski, JG Jones, Claudio Castellini, George Perez, Alex Ross, Jim Lee, Joe Benitez e, sembra impossibile, altri.

 

Dato che le conturbanti forme di Sonja sembra vadano coperte sempre con lo stesso bikini di cotta di maglia (ma come fa quando va al mare? Mette l’antiruggine?), e il soggetto principale deve essere sempre lei, gli artisti si devono via via sbizzarrire per cercare di essere originali. E così Sonja ha finito per essere ritratta in tutte le pose da battaglia possibili e immaginabili; manca giusto quella in cui si rade i polpacci con lo spadone a due mani.

Autore: Fabio Vaghi - Data: 1 giugno 2006

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