L’accolito fece un cenno del capo e, afferrata una lanterna a olio, si dileguò nell’ombra del corridoio.

Nell’attesa, Aleb non si mosse dalla sedia accanto allo scrittoio e l’Arconte rimase immerso nelle sue carte, sollevando ogni tanto il capo giusto per sorseggiare la spinavera. Aveva consumato buona parte della caraffa quando finalmente bussarono alla porta.

Il Primo Indice di Ossor fece il suo ingresso. L’usbergo di maglia ad anelli gli proteggeva ogni parte del corpo. Soltanto il volto era scoperto. Completamente rasato come il suo ordine imponeva, l’uomo si avvicinò a grandi passi allo scrittoio.

Chinò il capo. «Al vosstro sservizio, mio ssignore.»

Aleb si affrettò ad affiancare l’Arconte, lo sguardo puntato sulle sue mani.

«Siediti» disse. «So che hai fatto ritorno soltanto da qualche giorno. Ma ho un incarico della massima importanza da affidarti.»

L’Indice prese posto sulla sedia dall’altra parte del tavolo. Aleb riprese a parlare per conto dell’Arconte.

«Ho ricevuto una strana lettera dal sacerdote inviato tre anni fa a consolidare la Via della Luce a Tilos. È datata trentatre lune fa, ma è arrivata soltanto da pochi giorni. Sembra che nei dintorni di quel paese di miscredenti fosse comparso un presunto stregone. Eppure nei due anni passati non mi sono giunte altre notizie a tal proposito. Non avrei dato peso alla faccenda se non fosse stato per quanto accennato da Melzo nella sua ultima lettera. Ricordi che cosa ipotizzava il vecchio consigliere di Giloc?»

«Ssì, mio ssignore.» Nessuna emozione sembrò trasparire dal volto del Guardiano dell’Equilibrio.

«C’è anche un’altra cosa che ha destato tutta la mia attenzione: pare che il presunto stregone profetizzasse il crollo del nostro Regno. E che avesse circuito gli abitanti di Tilos affinché diffondessero la voce che soltanto il risorgere dell’arcano avrebbe potuto sventare la caduta di Olm.»

L’Arconte indicò la caraffa di spinavera e Aleb si affrettò a riempirgli il bicchiere. Le dita ripresero a muoversi.

«Come sai, prima di essere sottoposto all’ultima Lucernaria, l’Oracolo mi predisse la fine di Olm. Sono passati quasi quattro anni da allora. Quattro anni di angosce e rimpianti per aver lasciato che ricevesse un’ulteriore Lucernaria. Ho dovuto studiare a lungo per poter varcare nuovamente le soglie della sua mente illuminata. Ho temuto che non sarei più riuscito a consultarlo. Fino a oggi.» L’Arconte bevve un sorso di spinavera. «L’Equilibrio si è rotto. Sembra che lo Shammahs si sia davvero risvegliato e sono portato a credere che ciò sia legato alla vicenda riguardante il Boia di Giloc.» Si massaggiò le palpebre prima di tornare a far danzare le dita nell’aria. «Voglio il presunto stregone. E lo voglio vivo. L’arcano ha sempre rappresentato un pericolo, ma ora proprio l’arcano potrebbe rivelarsi l’unica via di salvezza. L’unica via per cambiare il destino.»

«Capissco.»

«Gli altri Arconti hanno sempre sostenuto che l’arcano non possa ripristinare l’Equilibrio, ma soltanto destabilizzarlo.» Ossor sollevò il volto per fissare l’Indice negli occhi. «Tu davvero capisci?»

«Ssì, mio ssignore. La luze risschiara ancora il nosstro ultimo incontro.» Il Guardiano dell’Equilibrio non distolse lo sguardo.

«Avrai a disposizione la tua Mano e una ventina di incappucciati. Partirai per le Terre di Confine domani all’alba. Ufficialmente ti recherai a Giloc per supportare il radicamento della Via della Luce e la tratta dei bambini.»

«Ssì, mio ssignore.» L’Indice diede un’occhiata fugace ad Aleb, che si sentì percorrere da un brivido. Un tacito patto era stato stretto. Un patto segreto di cui lui era stato messo a conoscenza.

Le mani dell’Arconte ripresero a muoversi.

«Troverai l’abisso dove il Necromorteno è precipitato e ne cercherai i resti. Mi porterai ogni traccia, ogni frammento che riuscirai a scovare. Il cerchietto che contornava la testa della creatura potrebbe essere ancora rinvenuto, forse.» Gli occhi acquosi che non si staccavano dal Guardiano dell’Equilibrio, Ossor tenne per qualche istante le dita ferme, sospese sul tavolo. «C’è un legame tra il Boia di Giloc e il presunto stregone comparso a Tilos, a questo punto ne sono certo. Indaga sulla questione. Hai carta bianca, fai tutto ciò che è in tuo potere, e anche di più, ma portami quell’individuo, o quantomeno delle risposte.»

«Ssarà fatto.»

«Sei già al corrente di molti aspetti di questa faccenda. Troverai il resto in queste lettere. Abbine cura.» L’Arconte fece scivolare il plico di carte verso l’Indice. «Hai tre lune da oggi. Adesso vai, e che la Luce illumini la tua ricerca.»

L’Indice si alzò, fece un inchino e lasciò la stanza.