“C’è qualcosa in questi personaggi che ha affascinato ogni generazione fin dalla loro invenzione”, ha dichiarato il produttore Jerry Bruckheimer, riferendosi a Lone Ranger e Tonto.  “Sono cresciuto a Detroit, e gli spettacoli radiofonici e televisivi di The Lone Ranger hanno fatto parte della mia adolescenza, come di milioni di altri”. Radio, televisione, cinema, fumetti, libri, romanzi illustrati e videogame: la popolarità costante di questi personaggi icone d’America rappresenta un continuum che conferma  il fascino che da sempre  il pubblico subisce nei loro confronti. 

Il personaggio del ranger solitario ha circa 80 anni, visto che è nato come programma della emittente radiofonica WXYZ di Detroit, Michigan, il 30 gennaio 1933. Il proprietario della stazione, George W. Trendle, voleva un western avente per protagonista fosse un personaggio retto, onesto e una figura autoritaria che i bambini potessero ammirare. 

Il programma poi passò sotto la direzione di Fran Striker, uno sceneggiatore di Buffalo, e del direttore del personale della stazione radio, James Jewell.

Il suocero di Jewell era proprietario del Campo Kee-Mo-Sah-Bee a Mullet Lake, in Michigan, che divenne così l’ispirazione linguistica per il nome che Tonto diede al suo amico, il Cavaliere Solitario (Tonto fu inserito in undici episodi della serie). Si pensa che il nome del campo derivi da una parola Ojibwe, “giimoozaabi,” tradotto come “esploratore fidato” o persino “chi sceglie un percorso diverso dal normale”. Anche il nome Tonto potrebbe derivare da un’altra parola Ojibwe, “N’da’aanh-too” (pronunciato “Nda-n-to”)  che significa “selvaggio” o “cambiare”. Jewell suggerì anche la “Ouverture del Guglielmo Tell” di Gioachino Rossini come tema musicale del programma. Jewell continuò a dirigere la serie radiofonica “The Lone Ranger” fino a tutto il 1938, quando ormai era diventato un fenomeno nazionale.

Furono trasmessi in tutto 2.956 episodi radiofonici di The Lone Ranger, l’ultimo dei quali il 3 settembre 1954. Ma la parabola del personaggio non fu solo radiofonica.

I serial cinematografici

Locandina del serial The Lone Ranger
Locandina del serial The Lone Ranger
Nel 1939 fu realizzato il primo serial cinematografico sul personaggio, chiamato anch'esso molto semplicemente The Lone Ranger. Come molti all'epoca si componeva di 15 episodi, proiettati al cinema al ritmo di uno a settimana. Non esisteva ancora la televisione pertanto le persone andavano al cinema per seguire le vicende dei loro serial preferiti, di diverso argomento. Di solito ogni puntata si chiudeva con un cliffhanger, ossia una momento di tensione non risolto, come un pericolo di vita o la presunta morte di un personaggio, per obbligare lo spettatore a tornare la settimana successiva per sapere come il cliffhanger si era risolto. Sulla base del successo del primo serial la Republic ne produsse un seguito nel 1939 The Lone Ranger Rides Again, che però non ebbe lo stesso successo.

La serie televisiva

Divenne invece un grosso successo la serie televisiva, prodotta dalla ABC dal 1949 al 1957 sul nuovo media, da poco approdato alla fruizione di massa. Composta in realtà di 5 stagioni (gli ultimi tre anni furono di repliche), portò ancora maggiore notorietà al personaggio, interpretata da Clayton Moore come protagonista e il maestoso Jay Silverheels nel ruolo di Tonto. 

Nel 2003 venne prodotto il pilota di una possibile serie TV, sempre chiamato The Lone Ranger, ma il suo insuccesso bloccò sul nascere un possibile sviluppo della serie.