Come la più classica delle favole, anche Shrek 2 inizia in ossequio alla tradizione: "c’erano una volta in un regno molto, molto lontano un re e una regina benedetti dalla nascita di una bellissima bambina, e nel paese tutti ne furono felici, fino al tramonto del sole. Allora videro che la loro figlia era stata colpita da un terribile incantesimo che si impossessava di lei ogni notte. Disperati, chiesero aiuto a una fata madrina che li convinse a rinchiudere la principessa in una torre in attesa del bacio dell’affascinante principe azzurro.

Lui avrebbe affrontato il periglioso cammino attraverso il gelido freddo e l’infuocato deserto, per molti giorni e molte notti, mettendo a rischio la vita per raggiungere la fortezza del dragone.

Perché lui era il più coraggioso, e il più affascinante di tutto il regno, ed era destino che il suo bacio rompesse l’orrendo incantesimo. Lui solo sarebbe salito sino alla stanza più remota della torre più alta, per entrare negli appartamenti della principessa, dirigersi verso la figura dormiente di lei, scostare le tende di tulle e scoprire…"

Scoprire che non tutto quello che nelle fiabe sembra scontato lo è anche nella saga di Shrek. I principi non sono azzurri, bensì verdi, e i sovrani si trasformano in ranocchi grazie al bacio della verità. La favola di Shrek continua con il secondo episodio, che anche senza il fattore 'sorpresa' riesce a convincere.

Nell'ultimo fine settimana ha conquistato il primo posto del box office italiano con un incasso, per tre giorni di programmazione, che sfiora i 3 milioni e 110 mila euro (dati Cinetel) e una media record di poco inferiore ai 7 mila euro (mettendo in riga rispettivamente Tu la conosci Claudia? del trio Aldo, Giovanni e Giacomo e Christmas in Love con il duo Boldi-De Sica).

Anche la critica offre una benevola accoglienza all'orco verde. Eccone una breve rassegna.

Alberto Crespi - L'Unità

Come il capitolo 1, anche Shrek 2 è una deliziosa miniera di citazioni che faranno la gioia dei cinefili (...). Shrek 2 è la prova definitiva che la Dreamworks, assieme alla Pixar recentemente divenuta indipendente, è pronta a seppellire la Disney sotto quintali di incassi e di creatività. Ma la cosa straordinaria della saga di Shrek è che non se la prende solo con la Disney: se la prende con tutta la filosofia del 'politicamente corretto', e in generale con l’ideologia dominante in America. È una saga profondamente anti-conservatrice. Fa di un Orco l’eroe, e di un asino «negro» (per la voce e i tratti psicologici che gli dà un funambolico Eddie Murphy) la sua strepitosa spalla, alla quale stavolta si unisce un gatto cialtrone e ispanico. Rovescia totalmente la dialettica buoni/cattivi tipica delle fiabe e del cinema hollywoodiano classico. Rivaluta le brutte (non truccate!) contro le belle, i ciccioni contro i palestrati. Fa tutto ciò che è sgradevole e scorretto secondo la morale pubblica americana. (...)

Paolo D'Agostini – La Repubblica

Se la prima volta Shrek imparava ad amarsi, questa volta impara ad amare. Fregandosene di convenzioni e pregiudizi. Un po' meno sorprendente ma assolutamente divertente.

Tullio Kezich - Il corriere della sera

Scritto con un copione di Frank Capra, il film tiene più della classica commedia di carattere che del cartone animato, ma è simpatico, accattivante (...)

Maurizio Cabona - Il giornale

Shrek 2 innova molto. Innanzitutto riduce tutti, peti ed altre escatoliche facezie, e punta sulla parodia delle fiabe disneyane e, in generale, dei miti hollywoodiani. Dove c'era goliardia ora c'è autoironia e distacco, che fanno di Shrek 2 un film a cui avrebbe prestato volentieri la voce Peter Sellers (...) Tutto molto democratico: i brutti e i deboli sono molto più numerosi dei belli e dei forti (...)

Lietta Tornabuoni - La Stampa

E' molto carino, spiritoso, divertente, un film d'animazione ricco di idee, trovate allusioni, un sequel riuscito persino meglio del film originale per grazia e umorismo (...)

Marco Spagnoli - Il Corriere della Fantascienza

Shrek 2 è un capolavoro di intelligenza e ironia che parte 'alla grande' sin da subito con una raffica di citazioni e parodie di film famosi come Spiderman, Il Signore degli Anelli, La sirenetta, Alien e – addirittura – Da qui all'eternità. Piacevole, divertente, intelligente, Shrek 2 è un film in cui la DreamWorks 'non si tiene', generando idee in grado di portare il piano della narrazione ancora avanti e non solo per un mero sfruttamento economico, ma per dare vita a tutte le possibilità di una storia che ha tutte le carte in regola per diventare una saga irresistibile e postmoderna nel suo gusto della contaminazione.

Antonio Cuomo - Castlerock.it

E si tratta di una conferma assoluta, sia in termini di qualità tecnico/artistica che di fruibilità complessiva di un film che risulta divertente e piacevole per le varie fasce di pubblico. E' la conferma di un cinema d'animazione intelligente che intrattiene i più piccoli, i suoi fruitori tradizionali, ma strizza l'occhio e diverte anche una fascia di spettatori più esigenti, farcendo la storia di continui riferimenti alla società contemporanea e citazioni di ogni tipo, dal bacio capovolto di Spider-Man a scene di tensione alla Mission: Impossible, senza tralasciare gli immancabili sfottò al mondo fiabesco in generale e ai cartoon Disney in particolare.

Valeria Chiari - Filmup.com

Il nuovo episodio della saga dell'Orco più simpatico della storia dell'animazione, geniale creazione dei tipi della Dreamworks, conserva tutte le caratteristiche dissacranti del primo e sebbene non ci sia più la sorpresa della novità è altrettanto divertente.

Cristina Borsetti - 35mm.it

E' un film straordinario. E' uno di quei rari casi in cui il numero due batte il numero uno, un sequel supera di una spanna il suo predecessore.

La Dreamworks ha fatto il miracolo: si piange, si ride, si ridiventa bambini e si cresce attraverso le avventure di Shrek, Fiona e gli altri. Ma attenzione, non c'è spazio solo per la bontà nel film firmato dal regista Andrew Adamson

Diego Giuliani - Cinematografo.it

La trama passa in secondo piano e l'incipit è scontato: la luna di miele di Shrek e Fiona, con cui si era concluso il primo episodio. Il vero punto di forza è il crescendo di citazioni e rimandi che accompagnano la storia. (Auto)ironia da vendere, le stoccate degli sceneggiatori non risparmiano niente e nessuno. Un sequel spumeggiante e tutto da ridere, a cui manca però la dirompente novità del primo episodio.