La Edizioni Della Vigna guidata con mano ferma da Luigi Petruzzelli, che oltre a essere un collezionista è un grande esperto di fantascienza e fantasy, sorprende sempre i lettori con la pubblicazione di opere interessanti (prova ne è il recente volume Storie di Terra e Impero che contiene varie opere, alcune delle quali inedite, di Robert Silverberg) come il presente volume dal titolo Pianeti proibiti (2015) dove sono raccolte ben novantanove illustrazioni in bianco e nero che il bravissimo Alessandro Bani ha prodotto tra il 1977 e il 2013.

Il volume di grande formato è stato stampato in soli 150 esemplari numerati a mano di cui 140 disponibili per i lettori. Ogni volume è autografato dall’artista.

Per chi ama la letteratura fantasy, di fantascienza o più semplicemente di genere fantastico è un’opera che non può mancare nella sua biblioteca, da ammirare e da collezionare.

Alessandro Bani ha dedicato questo volume alla memoria di Ernesto Vegetti eccezionale esperto nel campo della fantascienza,  creatore e curatore del famoso Catalogo Fantascienza, Fantasy e Horror, conosciuto semplicemente come Catalogo Vegetti.

Le tavole delle illustrazioni sono precedute  dall’interessante prefazione di Adalberto Cersosimo, uno degli autori storici della fantascienza italiana che ha vinto vari premi Italia.

Inoltre il volume  contiene anche la postfazione di Franco Piccinini, bravissimo scrittore il cui esordio nel campo della fantascienza risale alla fine degli anni ‘70

La quarta di copertina

Si potrebbe affermare che fanno inesorabilmente parte del bagaglio genetico di Bani la voglia di esprimersi graficamente, il desiderio di comunicare attraverso l'immagine. Oggi è di moda incolpare il DNA di tutto ciò che accade all'essere umano dimenticando, con positivistico cinismo, che l'uomo non è soltanto un bambolotto programmato, sia pure da un codice di sofisticata ma comunque non perfetta efficienza.

Perciò ci limiteremo a dire che Alessandro Bani convive fino dall'infanzia con una grande passione per tutto quanto riguarda la rappresentazione per simboli e icone. Tutto inizia negli anni giovanili grazie al fascino che le storie disegnate da Magnus (in particolare quelle relative ad Alan Ford, Kriminal, Satanik) esercitano sulla fantasia di un creatore di immagini ancora potenziale. La scoperta della letteratura fantastica nelle sue svariate manifestazioni, science fiction, fantasy ed heroic fantasy, ghost story e horror, rappresenta l'input definitivo che ha portato un sincero ed entusiasta appassionato a trasformare la sua vocazione in un fatto reale.

Una congeniale comunione artistica lega il nostro migliore interprete del bianco e nero al maestro Virgil Finlay, ma è opportuno subito sottolineare che la lezione del grande americano viene assimilata in modo personalissimo, originale, mai ripetitivo. Bani non scivola a infoltire una schiera di sterili epigoni, di noiosi riproduttori di cose già fatte o già viste. Finlay non è dunque punto di arrivo ma di partenza verso un universo nel quale le linee d'ombra generate dall'inchiostro di china si intersecano in graffiti soavemente alieni, in profili inesplicabili di mondi alternativi, concorrono a stabilire le coordinate, a tracciare i diagrammi delle mappe trascendenti di ogni luogo posto "oltre l'ultima collina'', dove ancora risuona il canto delle sirene. (Adalberto Cersosimo)

L’autore

Alessandro Bani nasce a Omegna nel 1955 e scopre molto precocemente la gioia del pasticcio con i pastelli su fogli, giornali e ovviamente le mura casalinghe. Ditemi voi se questo è non un chiaro segnale di futura vocazione?

Si nutre di figurine e di fumetti; affascinato quindi dal tratto severo di Magnus lo elegge a nume tutelare, tentando di imitarlo con giovanile determinazione. Ma saranno la scoperta della narrativa fantastico/fantascientifica, delle illustrazioni interne e delle copertine delle riviste che le ospitano, a decidere il suo primo futuro d'artista. Adesso sono due i maestri da seguire: Karel Thole per la ricchezza cromatica che lo contraddistingue e il grande illustratore americano Virgil Finlay per lo splendido uso della china e del punteggiato in bianco e nero.

Numerose sono, in questa fase evolutiva, le tavole di Bani dedicate alla fantasy, la fantascienza e l'horror. Innumerevoli i libri, le riviste e le fanzines che hanno ospitato i suoi lavori, una su tutte SF..ere pensata ed edita da Gianni Pilo. Suoi lavori appaiono con una certa frequenza sulle pagine di Verso le Stelle, Kadath, Yorick, The Dark Side, Aliens, IntercoM, City, Alpha Aleph, Nueva dimension e tante, tante altre.

Intorno al 2000 entra in contatto con la pittura di Emilio Vedova. Sconvolgente è il ripensamento e l'indagine su quanto possano essere enigmatiche, arcane, le ombre, indipendentemente da chi le proietta. Scompare la figura umana, l'ombra si fa segno mediatico, ancora e solo in bianco/nero. Poi ecco l'uso del colore preso un po' a caso, senza pennelli, solo spatolette, pennini, pezzi di legno e gomma per stendere, tirare, graffiare le tempere e gli inchiostri su carta e cartoncino. Una danza di mani e dita ispirata dalla musica: le armonie, i ritmi, le dissonanze, divengono parte integrante dì questa nuova concezione pittorica. John Cage, Anthony Braxton, Morton Feldman, Cecil Taylor, Karlheinz Stockhausen sono i musicisti ispiratori del rinnovato periodo artistico.

Alessandro Bani vive e lavora a Oleggio, metà in ombra tra le brume novaresi, sempre supportato dalla pazientissima moglie Marinella, sua insostituibile fonte d'ispirazione.

Alessandro Bani, Pianeti proibiti (2015)

Edizioni Della Vigna – Collana Il Collezionista n. 4 – Pag. 117 - 18,00€

ISBN 978-88-6276-149-9