Una commedia che approccia con delicatezza e ironia il tema dell'orgasmo femminile Fammi il piacere, diretta da Reem Kherici.
Dopo vent'anni di matrimonio Fanny riesce a dire a se stessa, alla sua psicologa e al marito Thomas che non ha mai provato l'orgasmo.
La confessione di Fanny non avvia un dramma distruttivo, ma innesca una metamorfosi psicologica affrontata con i toni brillanti della commedia. Subito dopo la rivelazione dei vent'anni di finti orgasmi, il marito Thomas subisce un vero e proprio shock emotivo che manda in frantumi le sue certezze di uomo e partner.
Tuttavia, la successiva fase di ristrutturazione cognitiva non passa attraverso il rancore, bensì attraverso la sua forma mentis da ingegnere, tra l'altro in crisi personale perché disoccupato: la mente elabora la ferita all'orgoglio traducendola in un problema logico e pratico da risolvere.
Questo processo di metabolizzazione si trasforma così in una bizzarra e tenera prova d'amore, dove la destrutturazione del passato non porta alla rottura, ma a una divertente e coraggiosa reinvenzione della complicità di coppia e alla scoperta di una verità finalmente condivisa.
Un processo credibile non solo per il brillante ritmo della sceneggiatura, con gag ardite, piccanti a volte, ma mai volgari, ma anche dalla bravura e dalla credibilità dei due interpreti, Alexandra Lamy e François Cluzet, dalla intensa alchimia e complicità in scena.
In definitiva, una commedia garbata, ironica e autoironica, in cui non solo i protagonisti si mettono in discussione, ma lanciano in un certo senso anche allo spettatore la sfida di pensare fuori dagli schemi, guardarsi dentro e superare i propri preconcetti.
















