Nel corso della sessantesima edizione di Lucca Comics & Games, il programma culturale ha ospitato un confronto di notevole spessore teorico dedicato alla genesi, alla rappresentazione e alla percezione di quello che H.P. Lovecraft definiva il più antico e profondo sentimento dell'essere umano: la paura. Moderato da Stefania Costa, il panel ha visto la partecipazione di Paola Barbato, romanziera e sceneggiatrice di Dylan Dog da quasi trent'anni; Alice Milani, autrice di graphic novel incentrate sulle biografie di figure femminili della scienza e recentemente autrice di Nel Paese degli Inuit; e Luca Cecchetti, ricercatore in neuroscienze presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca, studioso delle emozioni.

L'incontro ha evitato i toni celebrativi per addentrarsi in un'analisi rigorosa, scandagliando il modo in cui il terrore attraversa la letteratura, si radica nei meccanismi biologici del cervello e si trasforma nel confronto con la contemporaneità.

Paola Barbato - Foto di Alex Calvi
Paola Barbato - Foto di Alex Calvi

Il dibattito si è aperto con le coordinate metodologiche dei relatori, chiamati a confrontarsi con l'origine stessa della paura all'interno dei rispettivi campi d'indagine. Paola Barbato ha evidenziato come la sua eredità artistica, legata a un personaggio strutturato e complesso come Dylan Dog, si fondi su un nucleo di fobie preesistenti che ogni autore contribuisce ad arricchire. Per la sceneggiatrice, la paura non riveste una mera funzione narrativa, ma costituisce una componente antropologica fondamentale, l'imprescindibile contraltare senza il quale il coraggio perderebbe di significato.

Sulla stessa linea d'indagine, Alice Milani ha offerto una prospettiva inedita maturata durante la lavorazione del suo ultimo fumetto, Nel Paese degli Inuit. Dopo anni dedicati alle biografie di scienziate, l'autrice si è confrontata con una cultura e un ambiente estremi, in cui la sopravvivenza è vincolata a un rigido controllo emotivo. Presso le comunità inuit, la rabbia viene inibita sin dall'infanzia, poiché il conflitto rappresenta un pericolo mortale in un ecosistema inospitale. La rimozione della collera non è soltanto una norma sociale, ma una strategia biologica e comunitaria di conservazione.

Luca Cecchetti  - Foto di Alex Calvi
Luca Cecchetti  - Foto di Alex Calvi

Dal punto di vista accademico, Luca Cecchetti ha sottolineato i limiti degli strumenti di misurazione tradizionali nelle neuroscienze, contrapponendoli alla capacità della letteratura e del fumetto di attivare le emozioni con un'efficacia irraggiungibile per gli strumenti comunemente utilizzati nei laboratori allo stesso scopo. Interrogandosi sulla natura delle risposte emotive, Cecchetti ha evidenziato come la paura sia il risultato di una complessa interazione tra predisposizione innata e apprendimento ambientale, un processo in cui il comportamento altrui e il contesto modellano le nostre vulnerabilità.

La discussione si è poi spostata sulla natura non universale della paura, sottolineando come stimoli identici generino reazioni diametralmente opposte a seconda dell'interpretazione individuale. Barbato ha osservato che la paura nasce da coordinate personali e imprevedibili, portando l'esempio di situazioni claustrofobiche che per alcuni rappresentano una fonte di terrore insostenibile, mentre per altri, e lei in primis, costituiscono un rifugio rassicurante.

Alice Milani  - Foto di Alex Calvi
Alice Milani  - Foto di Alex Calvi

Questa frizione tra la razionalità e l'istinto è stata ulteriormente approfondita da Milani attraverso la sua esperienza personale come arrampicatrice. Apprendere a lasciarsi cadere nonostante la presenza di imbragature e corde di sicurezza richiede un lunghi mesi di adattamento psicologico. La conoscenza razionale della sicurezza fisica non basta a neutralizzare il rigetto istintivo dell'altezza, a dimostrazione del divario che separa la consapevolezza intellettuale dalla risposta viscerale.

Inquadrando il fenomeno dal punto di vista neuroscientifico, Cecchetti ha fatto ricorso al condizionamento classico alla Pavlov, evidenziando come l'associazione tra stimoli neutri e contesti minacciosi crei tracce mnesiche persistenti anche in assenza di un pericolo reale. Dal punto di vista evolutivo, il cervello umano risulta strutturato in modo tale da apprendere molto più rapidamente la paura rispetto alla sua rimozione, un meccanismo di difesa antico e radicato.

Affrontando il tema della metamorfosi della paura quando questa passa dalla parola scritta ai linguaggi visivi o cinematografici, Barbato ha evidenziato come un'opera, una volta affidata ad altri autori, cessi di appartenere al suo creatore originario, trasformandosi in qualcosa di autonomo. La scrittrice ha tracciato un parallelo con l'evoluzione cinematografica del mito di Frankenstein: la creatura ideata da Mary Shelley si è modificata nel corso dei decenni per adattarsi alle ansie mutevoli della società. Ciò che spaventa il pubblico muta inevitabilmente con il tempo, confermando che l'orrore più profondo, oggi, non risiede (più) nella cieca violenza fisica, ma nella minaccia intelligente e calcolata.

Stefania Costa  - Foto di Alex Calvi
Stefania Costa  - Foto di Alex Calvi

Da questa riflessione è scaturito un confronto sul ruolo dell'Intelligenza Artificiale. Mentre Barbato ha espresso scetticismo riguardo alla capacità creativa degli algoritmi, definiti come meri strumenti di sintesi del già noto, Milani ha sollevato interrogativi legati a episodi recenti in cui agenti artificiali hanno mostrato comportamenti autonomi e violazioni inattese delle regole operative, ipotizzando scenari in cui la tecnologia potrebbe generare complessità interpretative ormai inaccessibili alla comprensione umana. Sulla stessa linea, Barbato ha paragonato l'uso acritico delle nuove tecnologie da parte delle giovani generazioni a bambini in possesso di strumenti di cui ignorano la reale pericolosità, prefigurando una dipendenza relazionale e cognitiva che già affligge, oggi, chi non era un nativo digitale e che teme sia destinata ad aggravarsi con le prossime generazioni.

Nel corso del confronto con il pubblico e la moderatrice, sono emerse ulteriori distinzioni terminologiche e concettuali. Cecchetti ha ribadito la netta demarcazione clinica tra ansia e paura: la prima rappresenta l'anticipazione istintiva e futura di una minaccia potenziale, mentre la seconda costituisce la reazione immediata a un pericolo reale e contingente.

Sul piano della scrittura, Barbato ha ribadito di fondare le proprie narrazioni sul principio dell'ignoto, evitando artifici linguistici complessi o giochi di parole ambigui per non generare confusione gratuita, ma preferendo stabilire un patto di chiarezza con il lettore. Parallelamente, interrogata sulle fonti di ispirazione metodologica, Milani ha sottolineato l'importanza della divulgazione scientifica e dello studio della chimica cerebrale come serbatoio di idee narrative, un approccio condiviso da Cecchetti, che ha consigliato la lettura dei testi divulgativi di Joseph Ledoux, sulle basi neurobiologiche del sistema difensivo umano. Sul versante mnemonico ed evolutivo, poi, ha ricordato la stretta connessione anatomica tra l'amigdala e l'ippocampo, strutture cerebrali collegate proprio per garantire la memorizzazione e la reiterazione delle esperienze dolorose a fini di sopravvivenza. La paura agisce in modo sotterraneo e inconscio, orientando le scelte quotidiane dell'individuo.

In chiusura, interrogati sul rapporto con la propria produzione artistica, i relatori hanno offerto due prospettive divergenti. Milani ha evidenziato come la stesura di un'opera le permetta di esorcizzare le proprie inquietudini, rendendole impossibile spaventarsi di fronte a un testo i cui meccanismi le sono ormai noti. Al contrario, Barbato ha ammesso di dimenticare rapidamente ciò che scrive e come lo scrive e, quindi, di continuare a esserne turbata, ribadendo un principio fondamentale del mestiere: la scrittura di genere richiede l'adesione intima a ciò che suscita timore, poiché solo affrontando le proprie ombre personali è possibile restituire un'autentica risonanza emotiva al lettore.