Non accade tanto spesso che i best seller della ludoteca PlayStation2 esplorino anche altri formati, in particolare il PC. I produttori giapponesi sembrano infatti avere un’antipatia storica verso il computer inteso come macchina da gioco. Una filosofia che in Sol Levante, tra le altre cose, ha portato gli appassionati a disinteressarsi di un genere principe nel mondo occidentale: gli sparatutto 3d, nati e cresciuti proprio tra mouse e tastiere. Esistono comunque delle eccezioni. In tempi recenti, si è assistito allo sbarco su piattaforma Windows di Pro Evolution Soccer, la celebrata simulazione calcistica, targata Konami, che ha trainato il successo europeo di PlayStation2. Prima un tentativo, non perfettamente riuscito, era stato fatto sempre da Konami con Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty. Ciò che ci riguarda maggiormente è però l’attenzione mostrata ora da Capcom nei confronti del PC. Grazie a UbiSoft che ne curerà la distribuzione in Usa ed Europa (Italia compresa), a partire dalla fine di febbraio gli utenti Windows potranno giocare in alta risoluzione, sui loro computer, a tre videogame di azione dallo sfondo horror fantasy: Onimusha 3: Demon Siege, Resident Evil 4 e Devil May Cry 3: Special Edition. Nonostante già in passato l’editore giapponese avesse proposto conversioni da scrivania di alcuni dei suoi titoli minori (come Chaos Legion e Mega man), è la prima volta che tocca alle punte di diamante del suo catalogo. In parte, questo potrebbe essere dovuto alla contrazione del mercato nazionale e la conseguente esigenza di colonizzare da più fronti altre piazze.

A inaugurare il trittico sarà nelle prossime settimane Onimusha 3: Demon Siege, pubblicato originariamente nel 2004 per PlayStation2. Il videogame è il terzo episodio di una fortunata serie, che mischia il Giappone storico dei samurai con mostruosità assortite, pescate tanto dalla mitologia orientale, quanto dalla fantasia degli autori. In particolare, Demon Siege è il capitolo

più bizzarro della saga, che si sposta eccezionalmente su due piani temporali: l’impero del Sol Levante in epoca feudale e la Parigi dei giorni nostri. Due anche gli attori della storia a spasso nel tempo. Samanosuke Akechi, modellato sulle fattezze dell’attore Takeshi Kaneshiro, è il nobile guerriero armato di katana e poteri magici di cui si seguono le gesta dal primo episodio; Jacques Blanc, interpretato da Jean Reno, è il nuovo arrivato, un poliziotto francese che mette al servizio della causa frusta e pistole. Onimusha 3 si conforma ai canoni dell’avventura di azione per console, scorrevole, costruita legando assieme combattimenti vistosi e sanguinolenti, spezzoni cinematografici e camere stagne da aprire con la solita logica della porta e della chiave. Come tradizione, dove il gioco non ha uguali è invece nell’introduzione filmata in computer grafica, un cortometraggio qualitativamente da grande schermo, realizzato per Capcom da studio Robot (la trovate a questo link: http://www.gametrailers.com/player.php?id=2666&pl=game&type=wmv).

Resident Evil 4 è il titolo più grosso dei tre. Best seller sviluppato in principio per GameCube e poi approdato nell’autunno 2005 anche su PlayStation2, vincitore di numerosi premi e sicuramente uno dei videogame visivamente più impressionati oggi disponibili, Resident Evil 4 rappresenta il paradigma

dell’avventura di azione contemporanea di stampo cinematografico. Grande attenzione ai dettagli, ritmo di gioco sincopato, varietà, abbondanza di scene spettacolari, produzione e direzione artistica di valore assoluto. E tanto divertimento dovuto al maggior peso - in questo capitolo della saga horror sui morti viventi - della componente western rispetto all’anima di sopravvivenza. Ambientato nella Penisola iberica tra psicopatici, parassiti malefici e creature raccapriccianti, vede il ritorno nel ruolo principale di Leon Kennedy, la recluta di Resident Evil 2 qui in missione per salvare la figlia rapita del presidente Usa. Resta un dubbio da risolvere riguardo la conversione PC e che attanaglia i cultori della serie. Il nuovo Resident Evil 4 sarà una traduzione dell’edizione GameCube (il non plus ultra dal punto di vista tecnico) oppure più probabilmente della riduzione PlayStation2 (meno effetti speciali, ma una mini avventura extra)?

Devil May Cry 3: Special Edition potrebbe interessare anche i videogiocatori da console europei o, perlomeno, renderli un pizzico invidiosi dei cugini che smanettano coi computer. Al momento non esistono piani per l’arrivo nel Vecchio Continente dell’edizione speciale del gioco in versione PlayStation2, come invece è stato in Giappone e Usa. Rispetto al titolo

comparso nel 2005 sul suolo italiano, Devil May Cry 3: Special Edition presenta un nuovo personaggio giocabile, un livello di difficoltà aggiuntivo pensato per i principianti (e gli altri calibrati di conseguenza verso l’alto) e un boss esclusivo da affrontare in combattimento. Tra le massime espressioni della lotta digitale incentrata sulla spettacolarità delle coreografie, il videogame narra gli antefatti della serie, introducendo Dante - il fascinoso e arrogantello protagonista albino, figlio di un demone filantropo - alla sua prima grande avventura contro le legioni infernali. Vicissitudini sceneggiate non senza spirito dentro atmosfere goticheggianti, mentre si consuma, al suono di techno e heavy metal, il dramma familiare col fratello Vergil, il nuovo personaggio giocabile della Special Edition. Anche in Devil May Cry 3 si avverte la passione di Capcom per il taglio cinematografico delle sue produzioni. Responsabile degli iperbolici filmati di intermezzo, realizzati con il motore del gioco e la tecnica del motion capture (registrazione dei movimenti di attori veri), è Yuji Shimomura, coreografo delle scene di azione di pellicole cult come Versus e regista di Death Trance.