Nella crescente produzione fumettistica italiana contemporanea, i nomi di Dario Sicchio e Caterina Bonomelli emergono come due voci riconoscibili e ormai consolidate. Sicchio, sceneggiatore che negli ultimi anni ha saputo distinguersi per una costruzione narrativa attenta alla psicologia dei personaggi e alla coerenza interna del racconto, ha alternato opere seriali a progetti più autoriali, dimostrando una notevole versatilità, prestando la sua penna sia a personaggi altrui (Dylan Dog, David Murphy 911) che cimentarsi in opere personali (Walter Dice, Sole Nero, Black Rock). Bonomelli, dal canto suo, si è fatta conoscere per l’approccio grafico libero e personale di Sottopelle, capace di fondere illustrazione e fumetto in soluzioni visive mai scontate: uno stile immediatamente riconoscibile, che lega l’attenzione minuziosa ai dettagli a una recitazione dei personaggi estremamente fluida.
La collaborazione tra i due autori trova in One Last Time un terreno particolarmente fertile. Il progetto parte da un presupposto molto frequentato negli ultimi anni: raccontare ciò che avviene dopo che la “storia dell’eroe prescelto” si è conclusa. È un concetto che ha conosciuto un rinnovato interesse nel panorama narrativo contemporaneo, soprattutto grazie al successo di opere come Frieren, che ha riportato al centro dell’attenzione la vita “oltre l’epica”, esplorando il vuoto che resta quando la missione eroica finisce. A meno che non ne inizi un’altra, ovviamente!
Pur collocandosi idealmente in questo filone, One Last Time dimostra sin dal primo volume una spiccata originalità. Il mondo tratteggiato da Sicchio non è un semplice contorno, ma un ecosistema narrativo vivo, all’interno del quale si muovono personaggi segnati da un passato comune che il lettore impara a ricomporre un tassello alla volta. La sceneggiatura si distingue infatti per la capacità di dosare indizi e rivelazioni: dettagli lasciati cadere con misura, linee narrative che si sfiorano senza sovrapporsi, piani temporali che ci mostrano come sono cambiati (o non cambiati) i personaggi, una gestione del ritmo che alterna momenti di sospensione a improvvisi scatti in avanti. È un lavoro di precisione che non cerca la sorpresa a effetto, ma un coinvolgimento graduale, costruito sulla fiducia riposta nell’intelligenza del lettore.
Pur dichiaratamente un boys love, come confermato dalla stessa Bonomelli nell’intervista che le abbiamo fatto a Lucca Comics & Games, questo primo volume evita accuratamente le scorciatoie del genere. La tensione tra i due protagonisti è presente e gestita con grande naturalezza, ma la storia non si sbilancia mai verso una dimensione melodrammatica o fine a se stessa. L’albo lavora invece sul contesto, sulla storia condivisa e sui conflitti sospesi, mantenendo sempre al centro l’evoluzione individuale dei personaggi, prima ancora della loro possibile relazione. Un approccio maturo, che valorizza il sottotesto romantico senza lasciarlo diventare l’unico motore della narrazione.
Intervista a Caterina Bonomelli, disegnatrice e co-autrice di One Last Time
La nostra intervista a Caterina Bonomelli, la disegnatrice del convincente fumetto fantasy One Last Time pubblicato da Edizioni BD.
LeggiÈ sul piano grafico, però, che One Last Time trova la sua espressione più caratteristica. Il lavoro di Caterina Bonomelli è sorprendente per varietà, inventiva e controllo della pagina. Quella che lei stessa ha descritto come una sorta di “anarchia lavorativa”, basata spesso anche su invenzioni estemporanee, si traduce in realtà in un sistema visivo ricco e coerente, fatto di soluzioni fuori dagli schemi, continui micro-dettagli e tavole che si concedono libertà compositive difficili da incasellare in una categoria unica. È un fumetto che chiede di essere osservato con lentezza: ogni pagina nasconde elementi narrativi disseminati con cura, spesso decisivi per comprendere l’emotività dei personaggi o per anticipare sviluppi futuri. Proprio questa abbondanza di particolari avrebbe meritato una edizione con pagine molto più grandi, almeno a livello Bande Dessinée, capace di valorizzare appieno il lavoro grafico e permettere al lettore di respirare tra le tavole più dense.
La recitazione dei personaggi, poi, è uno dei veri punti di forza dell’albo. Bonomelli evita ripetizioni e stereotipi espressivi, modellando volti e corpi con una gamma sorprendentemente ampia di sfumature emotive: micro-espressioni, cambiamenti di postura, rigidità improvvise, piccoli scarti visivi che comunicano molto più di una didascalia. È un tratto di grande maturità, perfettamente allineato alla natura intima del racconto di Sicchio, che fa della misura e dell’ambiguità affettiva due delle sue direttrici principali.
Nel complesso, il primo volume di One Last Time si presenta come un debutto solido e consapevole di ciò che vuole essere: un racconto post-epico che non cerca (ancora, almeno) l’eccezionalità degli eventi, ma quella delle persone che li abitano. Un fumetto che intreccia efficacemente narrazione e atmosfera, lasciando intravedere un mondo ampio, credibile e pieno di potenzialità di cui abbiamo avuto solo un primissimo accenno. Se i volumi successivi manterranno la stessa cura nella scrittura e nella resa visiva, ci troveremo davanti a una delle serie italiane più promettenti della stagione.
















Aggiungi un commento
Fai login per commentare
Login DelosID