- Un'attesa più lunga dell'intera saga pubblicata finora
- Aggiornamenti che alternano speranza e disillusione
- Il paradosso: l'universo di Westeros non è mai stato così vivo
- Uno scarto sempre più ampio tra schermo e pagina
C'è un'attesa che, con il tempo, è diventata quasi proverbiale nel mondo della narrativa fantasy: quella per The Winds of Winter, il sesto romanzo della saga Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin. Una vicenda editoriale che dura da quindici anni e che, secondo un'analisi pubblicata da Collider, sta per raggiungere un traguardo tutt'altro che positivo.
Un'attesa più lunga dell'intera saga pubblicata finora
Il 21 giugno 2026 segnerà una data significativa, anche se per ragioni paradossali. Da quel giorno, il tempo trascorso dall'uscita statunitense di A Dance with Dragons (il quinto libro della saga) supererà ufficialmente la distanza temporale che separava la pubblicazione del primo romanzo da quella del quinto. A Game of Thrones, il primo libro della serie di Martin, fu pubblicato il 1° agosto 1996, mentre A Dance with Dragons, il quinto e più recente romanzo, arrivò il 12 luglio 2011.
In altre parole: ci sono voluti circa quindici anni per scrivere i primi cinque libri della saga, e ora ne sono passati altrettanti dall'uscita dell'ultimo volume, senza che il sesto sia arrivato nelle librerie. Un traguardo che, lungi dall'essere un motivo di festa, rappresenta piuttosto la fotografia di uno stallo editoriale che ha pochi precedenti nella storia della letteratura di genere.
Aggiornamenti che alternano speranza e disillusione
Negli ultimi mesi, Martin ha fornito diversi aggiornamenti sullo stato dei lavori, alternando segnali di progresso a nuove cause di rinvio. Durante un'intervista in diretta streaming con Penguin Random House, lo scrittore aveva confermato di essere arrivato a circa il 75% del libro, definendolo probabilmente il volume più lungo dell'intera saga, superando persino le 1.500 pagine di manoscritto. Aveva inoltre anticipato che alcuni eventi della serie televisiva, incluso l'arrivo di Daenerys Targaryen a Westeros, troveranno spazio anche nella sua versione della storia.
Più recentemente, tuttavia, sono arrivate notizie meno incoraggianti. A inizio 2026 Martin ha dichiarato a The Hollywood Reporter che, se riuscisse a liberarsi di alcuni altri impegni, potrebbe completare il libro "abbastanza presto", ammettendo però di non saperlo con certezza. Nel frattempo, a complicare ulteriormente il quadro, sempre da THR è arrivata la notizia che Martin ha raccontato a grandi linee allo showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms, Ira Parker, le trame di potenziali seguiti delle novelle pubblicate:
George mi ha poi raccontato altre dodici storie di questo tipo. Queste storie li accompagnano per tutta la vita. Alcune sono composte da un solo paragrafo, ma danno un'idea di come si svilupperà la trama e dei personaggi che entrano ed escono dalla storia.
Un'espansione cospicua di un angolo "minore" di Westeros, mentre la trama principale resta ferma.
Il paradosso: l'universo di Westeros non è mai stato così vivo
Ciò che rende la situazione ancora più singolare è che, mentre il romanzo principale resta bloccato, l'universo creato da Martin non ha mai goduto di tanta vitalità sul piccolo schermo. Proprio in questi giorni, infatti, sta per arrivare un appuntamento atteso da due anni dai fan: la terza stagione di House of the Dragon, il prequel ambientato duecento anni prima degli eventi de Il Trono di Spade e basato sul libro Fuoco e Sangue.
La nuova stagione, composta da otto episodi, debutta il 21 giugno 2026 su HBO Max (in Italia disponibile anche su Sky e NOW in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti), con un episodio a settimana fino al gran finale di agosto. I trailer promettono lo scontro decisivo tra le fazioni dei Neri e dei Verdi nella sanguinosa Danza dei Draghi, presentata come il penultimo capitolo della saga televisiva prima della quarta e ultima stagione.
Non solo: anche il già citato spin-off A Knight of the Seven Kingdoms, dedicato alle avventure di Ser Duncan l'Alto (Dunk) e del giovane Aegon Targaryen (Egg), sta proseguendo a pieno ritmo. Dopo il debutto della prima stagione nel gennaio 2026, che ha registrato risultati di pubblico notevoli con una media intorno ai 13 milioni di spettatori per episodio negli Stati Uniti, HBO ha confermato il rinnovo per una seconda stagione, che adatterà la novella La spada giurata e introdurrà nuovi personaggi come Lady Rohanne Webber. Le riprese sono già in corso, anche se alcuni imprevisti di produzione (compresi allagamenti sul set) hanno spinto l'uscita al 2027, senza però compromettere il progetto.
Uno scarto sempre più ampio tra schermo e pagina
Il quadro che emerge è quello di un franchise che continua a espandersi e a trovare nuovo pubblico attraverso lo schermo, mentre il romanzo che per molti lettori rappresenta il vero "capitolo successivo" della storia resta sempre più lontano. Da un lato, una macchina produttiva che sfrutta con efficacia il mondo costruito da Martin, capace di generare ascolti record e progetti a catena (dalle serie già citate fino a ulteriori spin-off annunciati o ipotizzati). Dall'altro, un romanzo che, dopo quindici anni di attesa, rischia di arrivare in un contesto narrativo già radicalmente cambiato rispetto a quello in cui i lettori lo attendevano.
È lecito chiedersi se, quando (e se) The Winds of Winter arriverà davvero nelle librerie, riuscirà ancora a suscitare nei lettori la stessa emozione e lo stesso senso di urgenza che lo accompagnava all'inizio dell'attesa. Per gli spettatori, invece, l'interesse per Westeros appare tutt'altro che esaurito: le serie televisive continuano a riscuotere successo, a generare conversazione e a espandere l'universo narrativo in direzioni nuove, dimostrando che il marchio Game of Thrones resta, ancora oggi, uno dei più solidi del panorama televisivo mondiale, indipendentemente dalle sorti del libro che tutto questo, in origine, avrebbe dovuto concludere.












