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Intervista a Silvana De Mari
Lei ha studiato medicina; considerando i suoi studi, come è arrivata poi alla scrittura?

Silvana De Mari nel corso dell'intervista
Nei suoi libri l’elemento fantastico è spesso presente, ma alcuni — e penso a L’Ultimo Elfo — sono fantasy propriamente detti: il fantasy è un genere che rientra tra i suoi preferiti, oppure è quello che si adatta meglio a esprimere ciò che a lei interessa trasmettere ai suoi lettori?
Tutte e due le cose: incontra moltissimo i miei gusti personali proprio perché è il genere che più facilmente può trasmettere certi messaggi. Ricordo anche come è nato il genere fantasy, con Tolkien e Lewis. Il fantasy cerca disperatamente di salvare i valori del Cristianesimo che sono stati annientati dall’Illuminismo. La stessa parola ‘magia’ nasconde il miracolo, qualcosa di cui abbiamo un disperato bisogno. Nelle profezie c’è nascosta la Provvidenza.
Lei si sente un’autrice per l’infanzia? Oppure quando scrive pensa a un pubblico adulto (costituito, ad esempio, da genitori)?
I miei sono tutti libri anche per ragazzi, nel senso che un buon libro per un dodicenne è un buon libro anche per un settantenne, mentre non sempre è valido il contrario. L’Ultimo Elfo è un libro buono anche per un adulto, come La Bestia e la Bella e L’Ultima Stella a Destra della Luna; lo stesso vale per Il Gatto dagli Occhi d’Oro, che adesso stanno usando molto perché è un libro che, con una notevole leggerezza, parla di infibulazione, quindi è utile anche per un adulto: se bisogna chiarire a degli adulti il problema, è bene dare loro questo libro, che si legge con una certa leggerezza, mentre ad esempio L’Infedele, in cui l'autrice descrive l’infibulazione sua e della sorellina, che poi diventa psicotica, giustamente è una lettura angosciante. Il Gatto dagli Occhi d’Oro, come L’Ultimo Elfo, è scritto su diversi livelli: l’adulto coglie le citazioni e i riferimenti, il bambino invece va avanti per vedere cose succede nella pagina dopo. Anche in Harry Potter ci sono rimandi alla situazione politica, La Bussola d’Oro ha diversi piani di lettura. E’ divertente il tragitto de Il Cavaliere, la Strega, la Morte e il Diavolo, che nasce come libro per gli adulti e invece è stato scambiato per un libro per ragazzi: benché non ci sia scritto da nessuna parte “per i dodici anni”, lo stanno usando nelle scuole medie e quando me lo hanno detto non potevo crederci, ma mi hanno detto “Ci è piaciuto tanto”.
Oltre che autrice di narrativa per l’infanzia (romanzi e racconti), lei è autrice di saggistica: in quale di queste vesti si sente più a suo agio?
Come narratrice. Però anche scrivere saggi mi piace molto, anche perché il fatto di essere medico e quindi avere una certa conoscenza delle neuroscienze, mi regala una conoscenza che manca agli altri saggisti: c’è una regola generale secondo cui qualsiasi cosa si faccia bisogna averne un guadagno, e questo principio è stabilito da Madre Natura. E’ il principio del piacere: ci si allontana dal dolore e ci si avvicina al piacere. Ascoltare storie deve darci piacere basato su endorfine, come accade anche per la musica. Il poema epico permette l’affiliazione al gruppo, e perché è in versi? Perché dovevano impararlo a memoria ed è molto più facile imparare a memoria un racconto in versi piuttosto che in prosa. Il poema epico serve a veicolare il coraggio.
Com’è il mondo del futuro che lei immagina per i bambini di oggi?
Commenti
2 Bel lavoro, Pia
Le risposte non dicono nulla di nuovo a chi, come me, la segue puntualmente sul blog, ma sicuramente danno un'idea del suo pensiero a chi non la conosce.
Ho molti dubbi, però, sulla possibilità di penetrazione del fantasy in certe aree geografiche. Non mi sembra una gran tattica... ![]()
» postato da Marina alle 12:30 del 09-06-2010
3 A me sorprendono più che altro le parole rivolte alla Salani, dopo quanto aveva scritto poco tempo fa sul suo blog... ![]()
» postato da Okamis alle 15:46 del 09-06-2010
5 «A me sorprendono più che altro le parole rivolte alla Salani, dopo quanto aveva scritto poco tempo fa sul suo blog...
»
quello che hai letto tu era quello 'a botta calda', dopo ne ha postato un altro in cui precisava 'a mente fredda' e anticipava le cose che ha detto ora.
Insomma, è umana anche lei, ha reazioni viscerali, come tutti quando ci toccano il ns lavoro, e aggiustamenti più razionali una volta che la rabbia è sbollita.
» postato da Marina alle 16:14 del 09-06-2010
6 «Ricordo anche come è nato il genere fantasy, con Tolkien e Lewis. Il fantasy cerca disperatamente di salvare i valori del Cristianesimo che sono stati annientati dall'Illuminismo.» Non so niente di questa scrittrice però devo fare un appunto. Se uno dice che intende il fantasy come bandiera per i valori del cristianesimo, è un suo punto di vista individuale. Ma questa affermazione (una specie di arruolamento del fantasy in una battaglia cristiana) semplicemente non risponde al vero.
» postato da Rakanius alle 09:19 del 12-06-2010
7 ««Ricordo anche come è nato il genere fantasy, con Tolkien e Lewis» Ma questa affermazione (una specie di arruolamento del fantasy in una battaglia cristiana) semplicemente non risponde al vero.» E nemmeno è nato con Tolkien e Lewis. Forse il senso di fantasy "moderno", ma c'era in giro già da un po' il sig. Howard (tra gli altri) e Fritz Leiber jr. i cui racconti hanno origine (anche in pubblicazione) prima di Tolkien.
» postato da Palin alle 12:29 del 12-06-2010
8 Non scordiamo Haggard H. Rider (Olaf spadarossa), cui Howard deve buona parte del personaggio di Conan. Della Mari purtroppo ho letto per intero solo il disastroso "Il Drago come realtà", uno dei saggi peggiori che abbia mai letto. De L'Ultimo Elfo ho letto una trentina di pagine e non mi è parso malaccio, anzi, ma non è proprio il mio genere.
» postato da Zweilawyer alle 14:36 del 12-06-2010
9 Bella intervista, anche se - come sempre (parlo per me, ovviamente) -, la trovo in alcuni punti contraddittoria. Non sono ancora riuscito a inquadrare il pensiero della De Mari. Mi trovo allineato in tutte le sue parole a favore dei più sfortunati del mondo, mi trovo meno allineato quando comincia ad appiccicare teorie politiche ai testi di Tolkien, un brutto vizio che non perderà mai il pelo. Saruman impersonava l'avanzare della civiltà industriale, che a Tolkien stava particolarmente sul gozzo (cosa chiara ed evidente, dato che abbattevano alberi per "costruire" un esercito). Punto. Tutto il resto è pura interpretazione personale. Chissà cosa ne pensa di quanto sta accadendo in Italia negli ultimi tempi (non seguo il suo blog, è troppo aggressiva: il tono non mi piace, è una delle componenti del marciume occidentale). Ciò detto, mi dileguo, dato che qui non si può parlare di politica. E quindi siamo fuori dalla realtà. Per me il Fantasy è sempre stato uno dei modi più potenti per riflettere sulla realtà. Capisco - e approvo - la linea guida del forum, ma non è possibile dare un'opinione completa su Silvana De Mari senza parlare di politica. Ah, un'ultima cosa: come fanno gli scrittori che non sono medici a scrivere Fantasy? Rispondo così: come tutti gli autori che scrivono (buona) Fantascienza e non sono né fisici, né ingegneri elettronici o informatici, come tutti gli autori che scrivono (buoni) romanzi Storici e non sono storici, come tutti gli autori che scrivono (buona) fiction di qualità e non sono né antropologi, né psicologi, né sociologi... Si documentano e interpellano chi ne sa più di loro.
» postato da Negróre alle 17:56 del 12-06-2010
10 «
ma non è possibile dare un'opinione completa su Silvana De Mari senza parlare di politica.
»
è possibilissimo, solo che non volete farlo perché vi sta antipatica la sua posizione politica e allora dovete sempre per forza tirarla in mezzo.
«
Ah, un'ultima cosa: come fanno gli scrittori che non sono medici a scrivere Fantasy? Rispondo così: come tutti gli autori che scrivono (buona) Fantascienza e non sono né fisici, né ingegneri elettronici o informatici, come tutti gli autori che scrivono (buoni) romanzi Storici e non sono storici, come tutti gli autori che scrivono (buona) fiction di qualità e non sono né antropologi, né psicologi, né sociologi... Si documentano e interpellano chi ne sa più di loro.»
Andrea, era una battuta... ![]()
» postato da Marina alle 19:01 del 12-06-2010
11 «« ma non è possibile dare un'opinione completa su Silvana De Mari senza parlare di politica. » è possibilissimo, solo che non volete farlo perché vi sta antipatica la sua posizione politica e allora dovete sempre per forza tirarla in mezzo.» Ma che razza di risposta è? Da te, Marina, mi aspetto più maturità. Così ti accodi a quell'accozzaglia di gente che crede di poter pensare con la testa altrui (in questo caso la mia). Sei diventata una specie di Cerbero, quando si parla di Silvana De Mari. Che ti piaccia o no, le risposte che l'autrice e medico dà nelle sue interviste necessiterebbero altrettanta "profondità di vedute" per essere discusse. Non si possono dimostrare le sue contraddizioni (o tentare di farlo) se non si combatte ad armi pari. Silvana De Mari dice cose politiche, anche se non nomina alcun partito. Con cosa vuoi risponderle, citandole testi Fantasy? Chiudo qui. E non torno più sull'argomento.
» postato da Negróre alle 20:48 del 12-06-2010
12 « Ma che razza di risposta è?» Non è una risposta, è una constatazione. Siccome dice delle cose scomode, allora tutto quello che dice anche quando parla semplicementte di libri, viene guardato sotto, sopra e in controluce. Non dico da tutti, ma in questo thread da te e Ulianka. Guardacaso gli stessi che han tirato fuori la questione politica quando si parlava dell'abbandono di Salani, che ancora una volta non aveva nulla di politico. « Da te, Marina, mi aspetto più maturità. Così ti accodi a quell'accozzaglia di gente che crede di poter pensare con la testa altrui (in questo caso la mia).» non mi accodo a nulla, e la maturità non c'entra un fico; prendo atto di un'atteggiamento palesemente parziale. Credo che un autore abbia diritto a essere valutato come tale a prescindere dalle sue idee politiche, almeno in un forum che parla di letteratura e non di politica. La DE Mari autore è uan cosa, la De Mari 'militante' è un'altra. Applicando il vs metro, sarebbe come dire che devo valutare l'autore Andrea D'Angelo anche dal punto di vista scacchistico (qualora, metti caso, tu fossi un'appassionato di scacchi) o modellistico (se tu avessi il trip di costruire aerei). Che senso ha?! Soprattutto quando poi mi par di capire che non avete letto nulla della suddetta. « Sei diventata una specie di Cerbero, quando si parla di Silvana De Mari. » solo perché dico che tu e alcuni siete prevenuti? In questo thread si è (giustamente) sottolineato alcune cose riguardo al fantasy e si è detto di un suo saggio. Tutte cose rilevanti - a prescindere o meno dalla condivisibilità - al discorso. Poi c'è chi tenta sempre di buttarla sul politico. anche quando non c'entra un mazza. « Chiudo qui. E non torno più sull'argomento.» sì anch'io ho di meglio da fare, Andrea, e in effetti sono già in ritardo
» postato da Marina alle 21:29 del 12-06-2010
13 «Poi c'è chi tenta sempre di buttarla sul politico. anche quando non c'entra un mazza.» Potrei dirti che sono d'accordo e poi citarti questo, per individuare chi la butta sul politico, anche quando non c'entra una mazza. Silvana De Mari, dall'intervista: "E' come una spirale aurea, che progressivamente aumenta la distanza tra le spire: prima facciamo guerre tra di noi, poi facciamo guerre sempre più grandi, le guerre mondiali, e a ogni guerra — che può essere fisica oppure può anche essere mentale — aumenta la libertà del mondo e la compassione. Vinceranno la libertà e la compassione, ma sarà una guerra, una guerra dove molti di noi lasceranno il loro sangue a terra; Theo Van Gogh è stato il primo. Una guerra dove non sarà il coraggio a essere definitivo, perché quello già lo abbiamo, ma la fede in quello che diciamo, che i nostri stessi intellettuali ci stanno levando. Nel Signore degli Anelli c'è questa figura straordinaria di Saruman; lì ci sono due intellettuali: uno è Gandalf, che sta col popolo, l'altro è Saruman, che è quello per cui la stessa parola 'popolo' è imbarazzante. Saruman, a furia di guardare negli occhi il nemico, se ne è innamorato. Per decenni Saruman ci ha spiegato come il comunismo sovietico, dove in realtà erano dei mostri, fosse il paradiso in terra. Adesso Saruman sta di nuovo sbagliando, ci dimostra come la civiltà occidentale sia marcia e corrotta, mentre gli altri sono migliori. Che 'gli altri', una società dove una bambina di otto anni può essere sposata, infibulata e lapidata siano una società migliore raccontatelo a qualcun altro. Perché ci sono Nazioni dove per il solo fatto di girare a testa scoperta e aggiustarsi i calzini in pubblico si può essere condannati a morte. Quindi ce la faremo. Ce la faremo con la compassione e il coraggio. Noi stravinceremo, come abbiamo fermato anche tutti gli altri. Ma abbiamo bisogno di recuperare la fede in noi stessi e questo possiamo farlo attraverso il fantasy." Ma non sono d'accordo. La politica c'entra sempre, quando un autore è impegnato (come la De Mari è. Sto parlando di letteratura, Marina: lei non vuole scrivere romanzi di mero intrattenimento, per sua stessa ammissione, perché li impernia sulla sua visione della vita - e giustamente, ci mancherebbe altro che un autore non possa farlo!). Scriva favole, scriva Fantasy, scriva quel che le pare, la sua visione sarà nel romanzo. La risposta di cui sopra parla esclusivamente di letteratura? Ma, dico, vogliamo scherzare? Allora io, il solito pollo troppo sincero e onesto, lette le parole della De Mari di cui sopra, ho pensato: no, nel forum di Fantasy Magazine non si può parlare di politica. Così ho pensato di dire, in tutta sincerità, che per discutere di certe affermazioni bisognerebbe parlare di politica e che qui non si può fare, quindi rispetto la regola e mi fermo lì. Non ti basta l'onestà intellettuale, che dice a chiare lettere di non condividere e che rispetta le regole di un forum che non è casa sua? Pare di no, viste le accuse che mi muovi nelle tue risposte. Ribadisco. Come pensi che si possa discutere di frasi come "a ogni guerra aumenta la libertà nel mondo" o ancora a chiose come "che i nostri stessi intellettuali ci stanno levando" o ancora quest'altra discutibile affermazione "Per decenni Saruman ci ha spiegato come il comunismo sovietico, dove in realtà erano dei mostri, fosse il paradiso in terra." e ci infila pure dentro "Theo Van Gogh è stato il primo"? Vediamo un po', qui ci sono convinzioni assolute circa l'effetto positivo delle guerre (tutte, perché non fa distinguo), una chiosa che sputtana tutti gli intellettuali di sinistra (perché sono quelli che difendono la parte su cui lei vuole stravincere), l'appropriazione de "Il Signore degli Anelli", un'altra volta, come opera contro il comunismo e l'assassinio di un regista per mano di un islamico. Ora, se vuoi, continua a pensare che i miei sono pregiudizi. Marina, perdonami: io il discorso della De Mari l'ho capito benissimo. Non solo, trovo giusto che lei voglia parlare di certe cose nei suoi romanzi (anche solo di riflesso, magari infilandovi valori cristiani) e che nelle sue interviste esprima le sue idee, senza peli sulla lingua. La letteratura è anche politica, da quando esiste. Ho rispettato le regole del forum. Mi aspetto un altro atteggiamento da una persona matura. Se, invece, vuoi nasconderti dietro un dito, allora continua a dire a chi non la pensa come l'autrice che è pregiudizievole e che infila nel discorso cose che non c'entrano una mazza. Ma non fai una bella figura, perché la risposta della De Mari è lì, chiara come il giorno. Se invece vogliamo scherzare, be', io su certe cose non ho più voglia di scherzare. Quindi tolgo il disturbo.
» postato da Negróre alle 00:32 del 13-06-2010
14 « La politica c'entra sempre, quando un autore è impegnato (come la De Mari è. Sto parlando di letteratura, Marina: lei non vuole scrivere romanzi di mero intrattenimento, per sua stessa ammissione, perché li impernia sulla sua visione della vita » Tutti imperniamo qualsiasi azione sulla ns visione della vita. E cmq chiamare politica la visione della vita di un individuo mi sembra assai riduttivo. Io ho letto solo un libro della De Mari e non ci ho trovato nulla di politico, la De Mari fa sempre un discorso di Civiltà. Di diritti umani calpestati, che sono una questione di Civiltà prima ancora che di politica, la quale dovrebbe semmai occuparsi di farli rispettare. Ma son due cose diverse. Quand'ero alle medie avevamo tre ore di Inglese alla settimana, che la prof. aveva diviso in due di Lingua e una di Civiltà. Cosa trattava in quell'ora? Questioni di educazione civica sulla società inglese e usi e costumi degli Inglesi. Non ci vedo nulla di politico, manco sapevamo il nome del Primo Ministro. Sapevamo che esisteva un Primo Ministro, certo, così come ci insegnò che in Parlamento si opponevano Laburisti e Conservatori. Ma non è che ci abbia mai illustrato le linee programmatiche degli uni o degli altri. Sarà anche un confine sottile, ma il confine c'è, e basta vederlo. Certo che per vederlo bisogna volerlo ed è qui che mi sembra stia il tuo punto nevralgico. « Così ho pensato di dire, in tutta sincerità, che per discutere di certe affermazioni bisognerebbe parlare di politica e che qui non si può fare, quindi rispetto la regola e mi fermo lì. Non ti basta l'onestà intellettuale, che dice a chiare lettere di non condividere e che rispetta le regole di un forum che non è casa sua? Pare di no, viste le accuse che mi muovi nelle tue risposte.» Tu mi tiri in ballo maturità e onestà intellettuale. Io continuo a dirti: cosa c'entrano col questo discorso? Tu sostieni che non si possa parlare della De Mari senza scendere in politica, io sto dicendo che non è affatto vero, basta volerlo, magari guardando con occhio un po' più scevro da pregiudizio. La De Mari parla senz'altro di politica nel blog, quando posta sul conflitto arabo-israeliano, quando loda Berlusconi (cosa imperdonabile per moltissimi e già solo per questo diventa nemica giurata, alla faccia della libertà d'opionione!) o quando si scaglia contro il regime iraniano. Ma in questa intervista e nei libri, lo ripeto, fa un discorso di contrapposizione di valori e quelli che lei propugna sono quelli della ns civiltà, quelli che tutelano le donne, i bambini, la libertà di parola (quella che molti di voi danno per scontata, provate a vivere in Iran e a criticare il governo, che sia di ds o sin, e poi vedete che bella Gestapo vi viene a trovare a casa), la libertà di vivere la propria vita, di uscire con chi ci pare, di amare chi ci pare, di frequentare chi ci pare, di andare dove ci pare, di scegliere l'istruzione e il lavoro che ci pare. Tutte cose negate in alcune parti del mondo, specialmente se sei donna. Sono valori politici? E, soprattutto, fanno così schifo? « Ribadisco. Come pensi che si possa discutere di frasi come "a ogni guerra aumenta la libertà nel mondo" o ancora a chiose come "che i nostri stessi intellettuali ci stanno levando" o ancora quest'altra discutibile affermazione "Per decenni Saruman ci ha spiegato come il comunismo sovietico, dove in realtà erano dei mostri, fosse il paradiso in terra." e ci infila pure dentro "Theo Van Gogh è stato il primo"? Vediamo un po', qui ci sono convinzioni assolute circa l'effetto positivo delle guerre (tutte, perché non fa distinguo), una chiosa che sputtana tutti gli intellettuali di sinistra (perché sono quelli che difendono la parte su cui lei vuole stravincere), l'appropriazione de "Il Signore degli Anelli", un'altra volta, come opera contro il comunismo e l'assassinio di un regista per mano di un islamico.» Da come la metti tu sembra che la De Mari sia una guerrafondaia. Ora, a parte che questo va contro ogni principio di un medico coscienzioso, e la storia della De Mari in questo senso parla da sola, tu dai un'interpretazione alle sue parole che è diversa da quello che intende. Perché lo dico? Perché, a differenza di te, il suo blog lo leggo e quindi ho una visione un po' più ampia per interpretare questo passo. La De Mari non sta tessendo le lodi della guerra, dice semplicemente che, nella storia dell'umanità, volente o nolente le guerre hanno fatto da propellente verso qualcosa di migliore. A costi altissimi, ma è un dato di fatto che è successo. Si parla di Storia, quindi, ancora una volta la politica non c'entra. E si può forse negare che l'ultimo conflitto mondiale ci abbia garantito in Europa il più lungo periodo di pace mai conosciuto? La corsa al nucleare degli anni '60 era positiva? No, se la si giudica in una prospettiva astratta. Paradossalmente invece lo è stata se si pensa che, proprio a causa di quel muro contro muro dove nessuna parte avrebbe vinto (c'è una frase nel film War Games, che esemplifica perfettamente e che dice: l'unica mossa vincente è non giocare), ci son stati garantiti oltre 60 anni di pace. Ancora: si può forse negare che l'Europa, reduce dagli orrori del nazismo, abbia fatto fiorire il discorso sui diritti umani come fino a quel momento non era avvenuto? Forse non ogni guerra, come dice lei, sortisce quest'effetto, ma l'ultima senz'altro lo ha fatto. Se poi noi siamo una razza idiota che ha bisogno di massacrarsi prima di capire il valore di certe cose, non mi sembra che si possa farne una colpa alla De Mari. Quando parla di Van Gogh, che non era un politico, ma un semplice regista, parla di nuovo di scontro sui valori. Sulla libertà di dire che si è contrari, contro la violenza di chi ti dice che non solo non puoi dirlo, ma ti ammazza per averlo detto. Politica anche qui? No, diritti fondamentali dell'Uomo. Sugli intellettuali: personalmente penso che un intellettuale non dovrebbe nemmeno 'battere bandiera', altrimenti è solo un servo di fazione. L'intelletto non ha bandiera. Ma è forse negabile che il comunismo abbia creato povertà e gli orrori dei gulag? Non bisogna dirlo? Bisogna parlare sempre e solo del nazismo e non degli altri regimi, solo perchè gli altri sono di segno opposto oppure sono teocrazie? Sul SdA: lei gli dà la sua interpretazione. Può non corrispondere alle intenzioni di Tolkien, ma qui non stiamo ricostruendo una critica letteraria sul professore e forse ognuno non si appropria delle letture che lo hanno toccato, elaborandole? E', anzi, il motivo per cui ci toccano: in esse vediamo trasfigurata l'espressione di certi valori in cui crediamo. E vuoi negare al lettore questo piacere e questo diritto? Mi sembra il discorso della Rowling quando, una volta uscito l'ultimo libro, continuava a precisare questo e quello sui personaggi. Mi permetto un'autocitazione dall'articolo che scrissi per Delos e che illustra il mio punto di vista sull'appropriazione di un'opera da parte del lettore, sperando che chiarisca meglio il mio pensiero di cui sopra: "se l'autrice sente il bisogno di spiegare, di precisare e di intervenire continuamente su ciò che ha scritto, è legittimo dubitare della completezza del lavoro dato alle stampe. E' inoltre discutibile il fatto che, una volta liberati i propri personaggi e consegnatili ai lettori, la scrittrice pretenda di continuare a esercitare, su queste creazioni, qualche forma di controllo rivelando aspetti della loro personalità tenuti sinora nel segreto del proprio cassetto: che senso ha, per esempio, annunciare ora che Albus Silente è omosessuale? La circostanza nulla toglie o aggiunge alla trama o alla sua figura rispetto alla trama. Silente fa ormai parte dell'immaginario collettivo attraverso ciò che la Rowling ci ha esplicitamente raccontato nelle sue pagine. Tutto il resto è pura speculazione, anche se proviene dalla persona che l'ha ideato, perché tutto il resto è avulso da quelle pagine che sono l'unico monumento al personaggio in grado di giungere anche ai posteri. E, d'altro canto anche il lettore ha diritto alla propria speculazione personale, senza suggerimenti esterni, perché quando il creatore consegna la sua creazione al pubblico affinché la condivida, ne perde l'esclusiva letteraria (cosa ben diversa da quella strettamente legale) e deve concedere a ciascuno di appropriarsi dei personaggi per poterli metabolizzare secondo i propri valori e secondo la propria esperienza. La scrittura è infatti un esercizio di solitudine finché ci si limita a fissare l'inchiostro sulla pagina; ma volerlo mantenere tale va contro ogni intento artistico, il quale necessariamente si nutre dell'interazione con gli altri, altrimenti si ripiega narcisisticamente su se stesso. Perché l'arte nasce dall'insopprimibile bisogno umano di esprimere la propria interiorità, ma incontra la sua compiutezza solo nel momento in cui la forma espressiva prescelta viene condivisa, in quanto solo così è in grado di arricchire e arricchirsi. E allora un dono così grande non può essere condizionato, e un personaggio letterario non può recitare la parte di una marionetta di cui il suo burattinaio si ostina a voler monopolizzare i fili anche a sipario calato". « Se, invece, vuoi nasconderti dietro un dito, allora continua a dire a chi non la pensa come l'autrice che è pregiudizievole .» Andrea, non inventarti le cose, per cortesia. Io questo non solo non l'ho scritto da nessuna parte, verifica bene, ma neanche lo penso. Ho scritto semplicemente che gradirei un po' meno prevenzione quando si parla della De Mari e ho detto che è possibilissimo scindere il discorso politico da quello letterario (e sopra ho abbondantemente spiegato come) La De Mari autrice e persona fa schifo? Legittimo, ma motivare in maniera un po' più sostanziosa, grazie. Estrapolare un pezzo di intervista e trarne conclusioni sulla De Mari autrice e persona, senza aver letto nessun libro e senza aver mai seguito il blog, mi sembra il metodo gamberoso per cui è possibile recensire un libro basandosi solo dall'estratto on line, come insegna la famosa rece sul Segreto di Krune. Io davanti a una persona che ha un grosso pezzo di vita più di me e che in certe realtà ci è stata di persona, ci vado molto cauta a trinciare giudizi, mentre a volte ho visto nel suo blog ragazzini che andavano a darle lezioni di vita, magari armati di qualche link o tutt'al più di qualche titolo di libro. E francamente mi danno la stessa idea di questo, minuto 1.21 fino alla fine. http://www.youtube.com/watch?v=Bw6g3F9cFTk « Ma non fai una bella figura, perché la risposta della De Mari è lì, chiara come il giorno.» Esatto, la risposta è chiara come il giorno, e molti ci vedono quello che ci vogliono vedere e non sono disposti a vederci nient'altro. Figura? A me non importa nulla delle 'figure', io dico quello che penso, sempre. Una cosa molto fastidiosa, lo so, ma sono fatta così. E ringrazio il cielo di vivere in un paese dove lo posso dire. E siccome son convinta di ciò che dico non penso di fare alcuna figura.
» postato da Marina alle 11:50 del 13-06-2010
15 I libri dell'autrice non li ho letti (ne ho a casa un paio ma sono in lista d'attesa) però il discorso politico in questa intervista è così evidente (poi posso approvarlo o no, quella è un'altra cosa) che, se si vogliono evitare discussioni politiche nel forum, qui forse era meglio togliere la possibilità di commentare.
Anche se poi la politica in verità la si respira dappertutto e non la si può evitare mai...
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» postato da Rakanius alle 13:51 del 13-06-2010
16 Marina, non ci siamo capiti. Sono venuto qui a commentare l'intervista. L'articolo è un'intervista, non la recensione a un suo romanzo - su cui, se non l'avessi letto, non avrei avuto nulla da dire. Mi lanci accuse di pregiudizio e poi mi dici che non seguo il suo blog. Non lo seguo, per l'appunto. Ho detto d'aver letto qualcosa e di essermene allontanato, perché il suo tono non mi piace (e, come ben sai, non mi piace il tono anche di altri personaggi della rete: quindi nulla di personale con la De Mari, il mio è un fastidio istintivo). Non so praticamente nulla delle sue idee politiche. Non sapevo nemmeno che lodasse Berlusconi (cosa che, sì, non mi fa una bella impressione, ma io non sono così tranciante come tu mi vuoi dipingere. Mio padre votò Forza Italia sin da quando nacque e per lui Berlusconi è un uomo di successo, che stima: pensi che non gli parli più, che non discuta con lui, che ritenga che mio padre sia un decerebrato?). Me l'hai detto tu adesso, di Berlusconi (e altre cose). Ovvero, tu mi accusi di essere prevenuto in base a informazioni che non ho. E io, scusami, non porgo l'altra guancia, quando mi si accusa di cose assurde. Ho commentato solo e soltanto quanto si legge nell'intervista. Le mie non sono interpretazioni, è quello che emerge da quella sua risposta, con la quale io non sono affatto d'accordo. E' un delitto? Se non sono d'accordo sul fatto che le guerre aumentano la libertà, non sono d'accordo. Punto. Non è la prima cosa a cui penso, quando penso alle guerre, mi dispiace. E' una posizione così prevenuta? O forse è un'opinione valida tanto quanto quella della De Mari circa le guerre? Inoltre, il fatto che faccia il medico cosa cavolo mi significa a valle di certe affermazioni? Ognuno ha le sue idee. Io non sono venuto qui a dire che è una che non cura con grande professionalità, con coscienza, magari perfino con amore i suoi pazienti. Quello sì sarebbe stato un pregiudizio bell'e buono. Ciò detto, le sue affermazioni restano. Parlando di medici, credi che se facessimo un bel dibattito a due, tra Silvana De Mari e Gino Strada, e lei ripetesse le stesse parole dell'intervista, i due andrebbero d'amore e d'accordo? Il concetto è semplice, Marina: se avere un'idea diversa, formatasi leggendo e ascoltando ben più di un personaggio impegnato sul campo, significa che sono prevenuto e incapace di dialogare, allora il dialogo tra te e me è morto prima ancora di cominciare. (Cosa che è esattamente ciò che penso adesso, perché le tue risposte e prese di posizione continuano a farmi torto e a sviare il discorso nato dalla mia prima risposta e dalle tue prime accuse.) Infine, l'estrapolazione (e rigira la frittata...), Marina, è stata fatta per evidenziare quanto quel tuo "non c'entra una mazza" fosse in tutta evidenza un'accusa ridicola. L'estrapolazione è conseguenza del tuo intervento, non intenzione iniziale.
» postato da Negróre alle 18:40 del 13-06-2010
17 Andrea, allora giochiamo a non capirci su sofismi... Su Berlusconi io ho detto "moltissimi", ho scritto da qualche parte Andrea D'Angelo? Sul fatto che non leggi il blog l'hai detto tu, io ho semplicemente ripreso quel che hai detto. Sulla questione medici, mi riferisco al fatto che DI SOLITO, un medico si ricorda di avere alle spalle un giuramento pro vita, quindi troverei bizzarro che proprio un medico fosse innamorato della guerra. Ma anche se, per carità, non posso escludere eccezioni e del resto la cronaca nera è piena di medici che del giuramento se ne impippano allegramente, è la storia della De Mari in certe aree del mondo che parla per lei, questo volevo dire. Punto due, nessuno ti ha negato di poter commentare l'intervista (anzi, sei tu che ti sei autonegato l'approfondimento, vorrei ricordartelo!), ma va da sé che questa, avulsa dai concetti espressi nei romanzi e sul blog, rimane fine a se stessa, e quindi è un fatto che è molto facile travisare certi discorsi, come del resto è mia viva impressione che tu abbia fatto in base a ciò che hai scritto (se tu puoi avere un parere, io posso avere un'impressione no?). E non ho detto che devi essere d'accordo con la De Mari, non faccio che ripetertelo e non so più come dirtelo: ho detto, e continuo a ripetere solo che è possibile parlarne senza entrare sul politico. Non so, famo a non capirci, come si dice a Roma? Nonostante questo, non ne vuoi parlare perché lo stesso ti pare di parlare di politica. E non farlo, mica ti sto obbligando. Io parlo di possibilità, non di obblighi, quindi è inutile che mi fai passare per Cerbero, come da tua testuale citazione. Né io giro frittate, rispondo semplicemente alle tue obiezioni. Che poi è lo scopo di un dialogo. Noto cmq che hai glissato su domande cruciali che ti ho posto. Anche qui politica? « libri dell'autrice non li ho letti (ne ho a casa un paio ma sono in lista d'attesa) però il discorso politico in questa intervista è così evidente (poi posso approvarlo o no, quella è un'altra cosa) che, se si vogliono evitare discussioni politiche nel forum, qui forse era meglio togliere la possibilità di commentare. Anche se poi la politica in verità la si respira dappertutto e non la si può evitare mai...» Bruno, la politica la si respira dappertutto perché oggi tutto viene politicizzato, ma ciò non significa che tutto sia politica. E, ripeto ancora, per me questa intervista parla di diritti umani. Vogliamo politicizzare i diritti umani? E' possibile farlo, certo, ma è anche possibile non farlo. Però se dobbiamo guardare tutti gli argomenti politicizzabili, un sacco di argomenti in questo forum dovrebbero essere vietati: da chi si lamenta perché non trova lavoro, a chi si lamenta per il livello delle ns scuole o ospedali o dell'automobilista indisciplinato, a chi parla dei diritti degli animali e mille altre cose che normalmente e giustamente trovano senza problemi spazio qui dentro. A questa stregua anche un puro discorso accademico sui principi fondanti della ns Costituzione, tema squisitamente di diritto, può dare il fianco a lettura politica. Ma non credo proprio sia questo lo spirito con cui decidere la discriminante fra l'OT proibito e quello consentito...
» postato da Marina alle 19:26 del 13-06-2010
18 Specifico che mi riferisco a quanto detto dalla De Mari nell'intervista, perchè non ho letto i suoi libri. Ho letto e riletto, eppure mi resta un'impressione sgradevole: so che l'autrice affronta nei suoi libri tematiche che mi trovano più che concorde, ma mi chiedo se veramente mi piace il "come" le affronta. Non che ci siano tante risposte possibili circa la violenza su donne, bambini, o chiunque: o si è contro o non lo si è. Ma è l'atteggiamento di contorno che non mi ispira molto. Ci ho trovato una sorta di esaltazione quasi talebana verso la "guerra santa" o la "guerra giusta", che proprio non rientra nelle mie corde e un senso di superiorità nell'essere un medico... superiorità che semmai devono essere gli altri a riconoscerti, e per la quale non è necessario andare in Africa. Basta essere umani per avere tante esperienze umane, un camice non è un grado militare, e lo dico io che ne porto addosso uno. Ovvero, la De Mari mi sembra una di quelle persone che ha ragione solo lei (sorry per l'espressione sgrammaticata ^__^)
» postato da Kinzica alle 21:21 del 13-06-2010
19 Io la penso come Kinzica: il 'come' della De Mari non mi piace. Non ho mai letto un suo libro proprio per questo motivo, quindi non posso dare un giudizio su di essi, ma la mia impressione sull'uso che fa delle sue parole è che siano come una sorta di 'propaganda'. Non sono, cioè, parole che mi fanno riflettere (ma che anzi dovrebbero) proprio perché gettate come verità cui credere ciecamente, e questo è un modo che non attecchisce su di me. Relativamente all'intervista, invece, non l'ho trovata poi così molto 'politica' nelle intenzioni, nonostante i riferimenti a ciò che a lei non piace 'politicamente' siano disseminati nelle varie risposte. La De Mari ha indubbiamente una forte personalità, ma secondo me conosce bene anche come usarla per 'propagandare' il verbo in cui crede. A me, però, quel verbo sembra voler essere un pretesto per arrivare allo 'scontro' di pensieri, non tanto a un confronto.
» postato da by Ax alle 09:24 del 14-06-2010
20 «IA me, però, quel verbo sembra voler essere un pretesto per arrivare allo 'scontro' di pensieri, non tanto a un confronto.» come tutte le posizioni, può non essere condivisibile per alcuni, però è innegabile che abbia una sua logica. Che é: siccome l'altra parte ragiona in termini di fatwa (o come cavolo si scrive se l'ho scritto sbagliato), un confronto è impossibile. E siccome non voglio rinunciare ai miei valori, va da sé che sono obbligata allo scontro con chi vuole imporre a forza i suoi, altrimenti rischio di soccombere.
» postato da Marina alle 12:23 del 14-06-2010
21 «Noto cmq che hai glissato su domande cruciali che ti ho posto. Anche qui politica?»
Non ho glissato, ho volutamente ignorato, dato che non ho ricevuto alcuna risposta soddisfacente (ovvero l'ammissione d'aver sbagliato accusandomi di "prevenzione"
. Troppo comodo sviare il discorso, quando la si fa fuori dal vasetto. Non è che dici cose insensate, Marina, ci sarebbero molti spunti di riflessione. Ma c'è qualcosa che viene prima ed è un'accusa di prevenzione nei miei confronti. Se non si scioglie questo nodo, allora approfondire il tema è impossibile.
Rispondi chiaramente, senza menarmela con altre questioni che vengono dopo.
Pensi ancora che sono prevenuto o no?
Sì? Il dialogo finisce qui.
No? Bene, allora scusati e cominciamo ad approfondire quanto mi scrivi.
Spero che adesso la mia posizione sia più chiara.
» postato da Negróre alle 12:56 del 14-06-2010
22 Andrea, te lo dico francamente: mi sono stufata.
Ritengo che tu ti sia incazzato come una biscia PER UN NULLA.
Non vuoi rispondere a domande cruciali del mio post? Non farlo.
Non vuoi approfondire il discorso De Mari? Non fare neanche questo. Basta che poi non mi dici che sono un Cerbero perché ti sto dicendo di non fare cose che tu stesso hai detto di non voler fare
«Troppo comodo sviare il discorso, quando la si fa fuori dal vasetto. »
vasetto un corno, ho risposto alle tue argomentazioni. Non ti piacciono le mie risposte? Amen!
«
Rispondi chiaramente, senza menarmela con altre questioni che vengono dopo.
Pensi ancora che sono prevenuto o no?»
se pensi che parlare di De Mari sia inscindibile dalla politica sì, te lo sto ripetendo da 4 post
«
No? Bene, allora scusati e cominciamo ad approfondire quanto mi scrivi.
»
non ritengo di dovermi scusare di nulla, non ti ho mica offeso (se mai sei stato tu a intervenire con giudizi morali su maturità, 'cerberosità', vasetti e quant'altro, quando ho espresso semplicemente la mia impressione).
» postato da Marina alle 13:06 del 14-06-2010
23 «se pensi che parlare di De Mari sia inscindibile dalla politica sì, te lo sto ripetendo da 4 post»
E poi dici che non rigiri la frittata?
Ho scritto in modo inequivocabile che non si può discutere delle affermazioni che ha fatto la De Mari in questa intervista senza parlare di politica. E ne sono ancora convintissimo (e pare che non sia l'unico, Marina).
Quindi, prendendo atto della tua posizione e del tuo atteggiamento, il dialogo è morto.

» postato da Negróre alle 13:47 del 14-06-2010
24 Ah, un'ultima cosa, Marina: non sono incazzato, davvero. Mi sono sentito un po' offeso, questo sì. E non sai quanto stufo sia io di essere trattato a pesci in faccia quando mi comporto (intervengo per via scritta) con correttezza. Incazzarsi per così poco, credimi, è una cosa che ho smesso da tempo di fare in quest'ambiente di nicchia dall'aria stantia. E dovresti saperlo, non sono due giorni che "ci conosciamo". Non ce l'ho con te, Marina. Sento di dirtelo sinceramente (esponendomi). Non dubito che capiteranno altre occasioni per discutere civilmente e per essere d'accordo. Internet è una brutta bestia, si capisce molto poco delle intenzioni, del tono, eccetera. Qui sei partita male e sei troppo di parte (ai miei occhi e non pretendo che questa sia la verità). Ma come io voglio ancora bene a mio padre, pur se quasi idolatra Berlusconi e non sono affatto d'accordo sulla grandezza del personaggio, così io non ce l'ho con te soltanto perché a mio avviso hai sbagliato. E non sto facendo il santo. Solo non mi va che ti resti di me l'impressione di uno stronzo. Non lo sono e ti assicuro che se dovessimo mai incontrarci, ti stringerò la mano con un sorriso sincero. (Spero anche tu.) Ecco, è tutto. E non scrivo questo per rientrare nel discorso, che per me è chiuso definitivamente.
» postato da Negróre alle 14:04 del 14-06-2010
25 Andrea, ci mancherebbe pure che per uno scontro di questo tipo non ci si potesse più parlare. Quello sì sarebbe un comportamento infantile. Per il resto, ognuno resti delle proprie posizioni, visto che è evidente che non riesce a far capire all'altro le proprie intenzioni. Secondo me stiamo ribadendoci le stesse cose da due giorni senza riuscire - complice anche il mezzo che paradossalmente è specializzato in incomunicabilità - a trovare un punto di contatto: a me pare che a mele tu risponda a pere e vedo che per te vale il viceversa. Come ho detto: amen, penso che nessuno dei due ci perderà il sonno.
» postato da Marina alle 14:13 del 14-06-2010
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1 «Ho cominciato a scrivere a diciannove anni, dopo aver visto Brancaleone alle Crociate, film straordinario che rappresentava un eroe straordinario, Brancaleone, che per certi versi aveva alcuni tratti di cialtronaggine, ma era comunque un coraggioso e un giusto, con un linguaggio, creato mischiando dialetti meridionali con un latino molto maccheronico e un italiano arcaico, che era un gioiello; in quell'occasione ho scritto le prime trenta righe di un racconto, Il Cavaliere, la Strega, la Morte e il Diavolo... » Allora avevo azzeccato i riferimenti cinematografici in quel mio vecchio commento!
«Saruman, a furia di guardare negli occhi il nemico, se ne è innamorato. »
Ho il sospetto che, allora, la De Mari sia un vero e proprio Saruman in gonnella. Guarda il nemico e lo adora come un Dio crudele. Una sorta di Religio Diaboli traspare ormai in tutti i suoi scritti, sia in quelli polemici che in quelli letterari. Non si tratta più di denuncia, polemica, discorso, ma di testimonianza di un'irrefrenabile attrazione sensuale verso il nemico.
Io la metterei in guardia. Potrebbe passare nelle file dei malvagi da un momento all'altro, di questo passo.
» postato da uljanka alle 10:36 del 09-06-2010