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Le Nebbie di Avalon

«Parla Morgana. Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute…»
«Vi fu un’epoca in cui le porte tra i mondi fluttuavano con le nebbie e si aprivano al volere del viaggiatore. Di là dal regno del reale si schiudevano allora luoghi segreti e incantati, siti arcani che sfuggivano alle leggi di natura e si sottraevano al dominio del tempo, territori favolosi dove le più strane e ammalianti creature parlavano lingue oggi sconosciute, avevano gesti, modi e riti oggi indecifrabili; dove nessuna cosa era identica a se stessa, ma poteva mutarsi a ogni istante in un’altra. Con l’andar del tempo, però, passare da una parte all’altra si fece sempre più difficile: reale e immaginario entrarono in netto contrasto, presero a scontrarsi come due opposte visioni del mondo. Spettò allora a Morgana, Igraine e Viviana — Sacerdotesse, Dame del Lago e Maestre di Magia — l’arduo compito di guidare gli ardimentosi eroi della Tavola Rotonda per quel territorio inesplorato e seducente, avvolto tra le nebbie, e chiamato da sempre Avalon…»
A vent’anni esatti dalla prima edizione italiana (Longanesi, 1986), Le Nebbie di Avalon (The Mists of Avalon, 1982), volume magno nella produzione di Marion Zimmer Bradley, capostipite del ciclo di Avalon, viene nuovamente ripresentato ai lettori in una lussuosa edizione cartonata — questa volta dalla casa editrice Nord — a conferma che “le nebbie” sono più vive, dense e avvolgenti che mai. Un successo incrollabile, duraturo nel tempo, che solo pochi libri possono vantare fregiandosi del titolo di “classici del genere”. Un solidità mantenuta fresca e sempre attuale da una scelta narrativa che fa del romanzo in questione un raffinato esempio di letteratura fantasy, epica, o storico-fantasica che dir si voglia. Ma da dove arriva tanta fortuna?
Le Nebbie di Avalon si pongono su una scia letteraria ben nota, conosciuta ai più, con un tema di base classico e per certi versi, forse, prevedibile: la Saga Bretone, Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, ovvero, ancora, Camelot e Merlino, Morgana la fata, Lancillotto e Ginevra, la spada Excalibur e il Santo Graal… insomma, un vasto, sterminato insieme di leggende che dal dimenticato Medioevo, attraverso i secoli bui del mondo antico e poi per quelli luminosi della Rinascenza, discende fino a noi, attraverso riletture e riscritture (più o meno fedeli), analisi storiche e romanzate, ricerche e mitologie ben note. Come si spiega, allora, questa fortuna decennale? Come si spiegano, all’apparire del volume, i 4 mesi al primo posto nella classifica americana del New York Times? O la permanenza di un anno nelle classifiche letterarie in Germania e poi in Francia (dove il libro fu diviso in due volumi, vincendo addirittura il Grand Prix du Roman d'évasion) e ancora in Italia, dove al suo presentarsi al grande pubblico, nel giro di un mese, il romanzo della Zimmer Bradley raggiunse quota 50.000 copie vendute?
Forse il mistero di tanto successo sta tutto nel modo di narrare la vicenda, stravolgendone il contesto, ma sempre con cura e considerazione della tradizione su cui quest’ultima si basava. Marion Zimmer Bradley si prese del tempo, molto tempo per fare ciò (quasi un decennio), per raccontarci col dovuto rispetto le storie, le vite, gli eventi, racchiusi in un mondo di tale fascinosa ampiezza: ricercando sul territorio stesso della leggenda e poi del mito i preziosi resti di antichi misteri, noti a pochi, e sussurrati dai più a fior di labbra. Segreti, che l’autrice narrò con la voce di Morgana, svelandoci attraverso le pagine di questo libro i retroscena di un mondo tornato a rivivere attraverso la penna di questa pregevolissima autrice.
La Zimmer Bradley non lasciò nulla al caso. In una trascinante e sapiente fusione di miti greci e romani, egiziani, celtici e orfici, delineò ambientazioni, scene e protagonisti di indiscusso spessore emotivo e psicologico, dove su tutti spicca Morgana. Lei. La strega delle antiche leggende, qui resa in una ricchissima infinità di sfaccettature: sacerdotessa, maga, regina, amate, sorella, allieva e, infine, rappresentazione stessa della Dea Madre (indiscusso tributo dell’autrice alla femminilità intesa come “altra metà del cielo”).
La trama del romanzo si svolge così con una accuratezza quasi maniacale per i particolari, con un’indagine approfondita delle tradizioni e delle leggende care alla Zimmer Bradley fin da giovanissima. I personaggi si staccano dalla pagina e prendono vita come di rado accade in un libro. Le nebbie ci appaiono allora per davvero fitte, spesse come drappeggi stesi sul mondo, e le spade brillano al sole sui campi di battaglia, e le Sacerdotesse della Dea splendono di niveo candore sotto i raggi della luna… La traduzione di Roberta Rambelli non perde nulla di tutto ciò: fedele come non mai alle intenzioni, ai propositi e al sentire dell’autrice.
Autrice che, nella sua sfida letteraria più grande, più difficile, mise tutta se stessa, tutto il suo essere, senza timori, senza remore. E proprio nel finale del romanzo Marion Zimmer Bradley lo rende palese a tutti i lettori, immedesimandosi per l’ultima volta con Morgana, e accorgendosi quasi con stupita emozione che «la sua opera era compiuta…» La sua opera più grande, diciamo oggi noi.
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Le Nebbie di Avalon: dai il tuo voto
Commenti
2 Mi associo a BOLAK... Leggere queste recensioni ti porta a fare un tuffo nei ricordi e nel passato... Ricordo che ci era stato dato come testo da leggere nell'estate! Sapendo che parlava di "Re Artù" ne ero affascinato... Poi all'inizio ricordo che rimasi deluso - non era il Re Artù che immaginavo -, leggendo però tutto il racconto alla fine mi sono ricreduto. Ad oggi è uno dei più bei racconti della MZB!!! ![]()
» postato da Harlock alle 12:01 del 17-01-2007
3 Di MZB ho anche "La signora delle tempeste", un TEA del 99, ma sinceramente ho vaghissimi ricordi. Ne deduco che forse quel libro non mi piacque un granchè. Ciao, Fra PS: si potrebbe quasi quasi aprire un post intitolato "Il tuo libro fantasy più vecchio nello scaffale". Accipicchia quanto sono cambiate le edizioni e le copertine...
» postato da FrancescoFalconi alle 14:05 del 17-01-2007
4 Le nebbie di Avalon é uno dei libri più belli che siano mai stati scritti!
L'autrice riesce a mescolare magia e mito in un mondo cavalleresco e ricco di storia. Veramente ottimo!
» postato da Chya alle 15:29 del 17-01-2007
5 «Di MZB ho anche "La signora delle tempeste", un TEA del 99, ma sinceramente ho vaghissimi ricordi. Ne deduco che forse quel libro non mi piacque un granchè.» ...fu questo il libro che mi porto per la prima volta nel mondo di Darkover... E pensare che me lo prestò una collega di lavoro di mia madre...
» postato da Harlock alle 18:04 del 17-01-2007
6 secondo me questo libro ha il grande pregio di elevare la produzione della zimmer, che trovo nel complesso decisamente scadente. Non che non ci abbia provato, ne ho letti una ventina circa, ma il femminismo che li permea proprio non mi va giù.
» postato da frankifol alle 19:44 del 17-01-2007
7 Questo è il primo libro fantasy che abbia mai letto. Leggere la recensione mi ha fatto tornare la voglia di rileggerlo, del resto è passato un bel pò dalla prima lettura.
» postato da Fairfax alle 20:22 del 17-01-2007
8 «Ricordo che ci era stato dato come testo da leggere nell'estate! Ad oggi è uno dei più bei racconti della MZB!!!
»
Libri Fantasy da leggere durante l'estate? Che fortuna gigantesca!
» postato da Adelasia alle 20:44 del 17-01-2007
9 « ...fu questo il libro che mi porto per la prima volta nel mondo di Darkover... E pensare che me lo prestò una collega di lavoro di mia madre...» Mmm... Harlock, quindi mi suggerisci di rileggerlo? Perchè non ne ho un ricordo estremamente entusiasmante. Frengho
» postato da FrancescoFalconi alle 21:44 del 17-01-2007
10 ««Ricordo che ci era stato dato come testo da leggere nell'estate! Ad oggi è uno dei più bei racconti della MZB!!!
»
Libri Fantasy da leggere durante l'estate? Che fortuna gigantesca!»
Ogni tanto qualche colpo di fortuna anche a scuola ci voleva...
@Bolak: ma sai personalmente in generale non rileggo libri letti... Mi piace ricordarmeli come sono... Semmai se dovessi rileggerli, lo farei solo in quei casi dove li avevo letti da ragazzo, quindi in un'età diversa da quella di ora.
Tornando, quindi, a noi: lascia la ragazzina che controllava le tempeste lì dov'è... E se per caso un giorno ti tornasse la voglia, allora si: rileggilo!!!
» postato da Harlock alle 12:56 del 18-01-2007
11 Purtoppo i romanzi della MZB pubblicati direttamente da Longanesi hanno subito un grosso danno dovuto al cambio di traduttore/ice (non ricordo i nomi, sorry). Quando sono passata dai romanzi della nord a quelli della longanesi mi sono persino chiesta se facessero parte di un'altro ciclo... Per tornare IT, bella recensione... mi ha fatto quasi tornare la voglia di rileggere questo libro, che non è tra i miei preferiti della MZB (in effetti è un filino melenso...)
» postato da Jirel alle 17:37 del 18-01-2007
12 beh, gia' che c'erano potevano almeno proporre la versione integrale. invece no, e' ancora quella tagliata ( o censurata ? )
» postato da selene alle 20:30 del 19-01-2007
13 Ciao a tutti!
Wow, allora è proprio vero che Le Nebbie sono più dense e fitte che mai!
Be', parrebbe proprio di sì... Dunque, rispondo prima a Selene, e all'annoso quesito: tagliata o censurata?
E' vero, basta guardare il libro in edizione originale per farsi venire un colpo: circa 900 pagine a confronto delle nostre 664? Possibile? Be', sì, ma prima di tutto c'è da fare un discorso del tipo: in Italia il volume è presentato in un formato "lente d'ingrandimento", forse per non spaventare un possibile lettore con 900 pagine, o forse per non alzare troppo il prezzo di copertina, o forse per una qualche curiosa scelta editoriale targata 1986...
Per quanto riguarda le parti "tagliate" (preferisco questo termine a "censurate"), credo, ma non ne ho la certezza, rientri tutto in un discorso di revisione del testo, scelta editoriale ben precisa e non, come invece si può pensare, a "mancanze nella traduzione" (per me una delle migliori mai capitate in un testo della Zimmer Bradley) E' noto ad esempio che solo i ringraziamenti, nel romanzo originale, occupano un interno capitolo, dunque, anche qui si parla di tagli...
Per quel che riguarda La Signora delle Tempeste, citata in precedenza, io lo trovo un libro molto interessante, scritto bene, in una fase di piena maturità dell'autrice. Inoltre il libro "dice qualcosa" (come tutta la serie di Darkover), non è una storia come ce ne sono tante, non è solo un volume per intrattenere un paio d'ore il lettore (questo credo sia uno dei grandi pregi della Zimmer Bradley), quanto allo spiccato femminismo di alcune sue opere (non tutte, per carità), be', non vedo perchè questo debba essere un difetto o, peggio, un demerito: era una scelta precisa dell'autrice, una scelta volta a richiamare un senso di parità e rispetto in generale, dove sta tutto questo mistero? Perchè tanto astio?
Alla fine, credo, se questa scelta ha suscitato una qualche emozione tanto di guadagnato, no?
P.S. : Grazie anche per i complimenti alla recensione.
Salutoni
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 18:09 del 20-01-2007
14 ricordo di questo libro un inizio "lento"poi un "crescere"costante.Un grande libro.
» postato da Remus alle 09:43 del 21-01-2007
15 E' uno dei pochi libri che alle volte rileggo (non tutto insieme ma un pezzo qui e un pezzo lì
), ed è stato tra i primi fantasy che abbia letto. Come alcuni di voi hanno già detto, anche secondo me innalzano di un gradino la produzione della Bradley, insieme a pochi altri suoi romanzi, come "La casa tra i mondi" e gli altri del ciclo di Avalon (ad eccezione dell'ultimo che trovo di una lentezza e una noia imbarazzanti
).
Ho visto la nuova edizione delle"Nebbie" in libreria e in effetti mi ha fatto provare un po' di nostalgia^^...
» postato da Tigana alle 11:23 del 21-01-2007
16 Pienamente d'accordo anche io lo rileggo spesso, secondo me è quello che a marion è venuto meglio. Adoro il personaggio di Morgana, veramente bello!
» postato da Kimia alle 14:01 del 21-01-2007
17 «(ad eccezione dell'ultimo che trovo di una lentezza e una noia imbarazzanti
)»
Forse perché non l'ha scritto lei, ma una signora che *non sa scrivere*, ovvero Diana Paxson.
» postato da jibril84 alle 21:27 del 22-01-2007
18 ««(ad eccezione dell'ultimo che trovo di una lentezza e una noia imbarazzanti
)»
Forse perché non l'ha scritto lei, ma una signora che *non sa scrivere*, ovvero Diana Paxson.»
Mah, in effetti L'Alba di Avalon lascia un po' l'amaro in bocca.
Certe scelte della Paxson sono toste da mandar giù. Tuttavia, credo, c'è sempre da tenere presente che quello, in particolare, era un libro di raccordo. L'Alba di Avalon lega assieme tutto il percorso letterario della Zimmer Bradley (e forse è proprio questo l'errore di base: cercare di stendere e rendere noto a forza un qualcosa che forse era meglio lasciare intravedere in modo più sfumato).
La Paxson ci prova (e non è la prima volta: ha co-firmato tutti i libri di Avalon tranne Le Nebbie), ma in parte non riesce a catturare appieno il clima del libro, peccato.
Mi chiedo cosa sarà di Ravens of Avalon... le premesse sono buone: azione, magia, "temi caldi", l'Isola di Avalon come l'abbiamo sempre letta. Si riscatterà? Mah...
Ciao
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 12:55 del 23-01-2007
19 «««(ad eccezione dell'ultimo che trovo di una lentezza e una noia imbarazzanti
)»
Forse perché non l'ha scritto lei, ma una signora che *non sa scrivere*, ovvero Diana Paxson.»
Mah, in effetti L'Alba di Avalon lascia un po' l'amaro in bocca.
Certe scelte della Paxson sono toste da mandar giù. Tuttavia, credo, c'è sempre da tenere presente che quello, in particolare, era un libro di raccordo. L'Alba di Avalon lega assieme tutto il percorso letterario della Zimmer Bradley (e forse è proprio questo l'errore di base: cercare di stendere e rendere noto a forza un qualcosa che forse era meglio lasciare intravedere in modo più sfumato).
La Paxson ci prova (e non è la prima volta: ha co-firmato tutti i libri di Avalon tranne Le Nebbie), ma in parte non riesce a catturare appieno il clima del libro, peccato.
Mi chiedo cosa sarà di Ravens of Avalon... le premesse sono buone: azione, magia, "temi caldi", l'Isola di Avalon come l'abbiamo sempre letta. Si riscatterà? Mah...
Ciao
Luca»
dopo queste premesse sono un po' indecisa se leggere o no il libro. In effetti il fatto che fosse stato scritto dalla Paxson aveva lasciato un po' dubbiosa anche me.
» postato da Adelasia alle 10:19 del 13-02-2007
20 Ciao Adelasia,
ti dirò, il libro, L'Alba di Avalon (e ti invito a leggere, se non l'hai già fatto, la recensione apparsa su FantasyMagazine, dove non corri il rischio di incappare in anticipazioni moleste), ha pregi e difetti come ogni altro libro.
Il fatto è che la Zimmer Bradley ci aveva abituati a certe atmosfere (e a un certo modo di narrare) che per forza di cose nell'Alba di Avalon non si trovano.
Prima di tutto perché la scrittura è passata in mano alla Paxson (che come autrice, a mio avviso, risente un po' troppo del confronto con lo stile della Zimmer Bradley); e in secondo luogo, credo, perché il libro si pone agli albori del ciclo e "si respira meno" l'Avalon classica e i legami con la mitologia Arturiana.
Poi, certo, ci sono passaggi intensi (come la fondazione del Tor e i primi rituali druidici) e altri meno brillanti (un po' troppi personaggi secondari, a mio avviso), e questo l'ho già detto nella recensione che scrissi a riguardo. E' un romanzo che si legge bene, senza troppe pretese, che lega con Avalon e le sue leggende, ma che non consiglieri a chi deve avvicinarsi per la prima volta alle opere della Zimmer Bradley (ovviamente molto meglio Darkover o Le Nebbie di Avalon). Insomma, L'Alba di Avalon è un libro indicato per chi già conosce il ciclo ed è curioso di saperne di più.
Spero di esserti stato utile.
L'edizione economica è prevista in uscita per le edizioni Tea entro il 2007, la data è stata di recente posticipata ed è ancora da destinarsi.
Ciao
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 11:32 del 13-02-2007
21 Piccola domandina...la recensione mi ha fatto venire voglia di leggere questo libro, ma non me la sento di cominciare adesso un'ennesima saga!
Le nebbie di Avalon è un libro autoconclusivo o ti lascia l'amaro in bocca e un senso di incompiuto se poi non si leggono gli altri del ciclo? ![]()
» postato da Jong alle 22:47 del 12-03-2007
22 Ave,
«Le nebbie di Avalon è un libro autoconclusivo o ti lascia l'amaro in bocca e un senso di incompiuto se poi non si leggono gli altri del ciclo?
»
Te lo puoi leggere piuttosto tranquillamente, ma poi non potrai fare a meno di leggerti anche gli altri, garantito.
Di seguito puoi trovare altri spunti:
http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=7794&highlight=avalon
http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=1497&highlight=avalon
http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=2463&highlight=avalon
http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=361&highlight=avalon
Divus Imperator Dixit.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 23:18 del 12-03-2007
23 «Te lo puoi leggere piuttosto tranquillamente, ma poi non potrai fare a meno di leggerti anche gli altri, garantito.
»
Suvvia, è già qualcosa!
:"> Prossimamente allora provvederò a procurarmelo e a leggerlo, con le più rosee aspettative, ovviamente! ![]()
» postato da Jong alle 23:22 del 12-03-2007
24 Ave,
Tieni presente:
«Per quanto riguarda la SAGA DI AVALON:
prima di tutto ti consiglio di leggere Le Luci di Atlantide, che funge diciamo da prologo agli avvenimenti del Ciclo di Avalon.
Poi:
L'Alba di Avalon
Le Querce di Albion
La Signora di Avalon si scompone in tre parti. Ti consiglio di leggere le prime due, interromperti, leggere La Sacerdotessa di Avalon e poi terminare La Signora di Avalon.
Poi c'è Le Nebbie di Avalon...
E abbiamo finito!
Buona lettura!»
Tranne L'alba di Avalon (nel quale però MZB c'entra poco), più recente, si trova tutto in economica teadue.
Divus Imperator Dixit.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 23:27 del 12-03-2007
25 Come non detto, mi sa che dovrò cominciare un'altra saga!!
:">
Grazie mille veramente per i consigli Caesar! ![]()
» postato da Jong alle 23:30 del 12-03-2007
26 «Come non detto, mi sa che dovrò cominciare un'altra saga!!
:"> »
Ciao Jong,
non farti spaventare dalla mole della saga
, Le Nebbie di Avalon fanno sì parte del Ciclo di Avalon, ma si possono leggere benissimo senza bisogno di conoscere i volumi precedenti. Anzi, diciamo pure che è consigliato iniziare con quel libro...
Grazie per aver letto la rece!
Cià
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 16:54 del 13-03-2007
27 Una recensione davvero entusiasta
E comunque ben fatta, devo dire. Personalmente non amo molto questo libro, preferisco le leggende celtiche in originale. Ma su questo sono di parte, lo ammetto.
Però mi viene irresistibile una domanda: Luca, tu non hai trovato nessun difetto in questo libro?
Magari prima o poi imparerò a starmene zitta... ![]()
» postato da Kinzica alle 21:32 del 13-03-2007
28 A me è piaciuto, verbosità a parte. Sicuramente, fra le varie rivisitazioni moderne del ciclo di Artù, questa è quella che prediligo
» postato da un muspeling alle 23:09 del 13-03-2007
29 «Una recensione davvero entusiasta
E comunque ben fatta, devo dire. Personalmente non amo molto questo libro, preferisco le leggende celtiche in originale. Ma su questo sono di parte, lo ammetto.
Però mi viene irresistibile una domanda: Luca, tu non hai trovato nessun difetto in questo libro?:»
Ciao Kinzica,
grazie per aver letto la rece.
Già, che dire: le mie recensioni, nel bene e nel male, sono tutte più o meno entusiaste.
Non posso fare a meno d'infiammarmi quando parlo di libri (e se ti capiterà di leggere anche le altre apparse su FM, te ne accorgerai da sola.) Ma passo alla tua domanda.
Mi chiedi se non ho trovato difetti nelle Nebbie di Avalon?
Be', accidenti, certo che ce ne sono! Ce ne sono in tutti i libri. Poi dipende da cosa intendi per difetti, ma sono del parere che il libro perfetto non esista: compresi gli Harry Potter e la Trilogia del Signore degli Anelli (per restare nel genere che tanto ci piace, ma ti ripeterei la stessa cosa anche per altri classici della letteratura passata o contemporanea). Quando ho recensito Le Nebbie di Avalon ho pensato a quello che il libro mi ha dato mentre lo leggevo (e lo rileggevo), e a quello che mi ha lasciato. Può sembrare banale, ma è così.
Ora, ovvio che ognuno di noi ha i propri gusti in fatto di libri. Ognuno ha un'idea personale di "come" deve essere il libro fantasy per eccellenza, e, per quello che mi riguarda, apprezzo molto i libri introspettivi che scavano a fondo nell'animo umano; più che raccontarmi intricate serie di complotti, colpi di scena infinti che al 10° volume manco mi ricordo cosa è successo nel 2° o nel 3°, un libro – ma lo ribadisco: questo vale per me –, deve lasciare qualcosa di ben più profondo...
Poi, per tornare alla tua domanda, quando ho recensito Le Nebbie di Avalon ho tenuto un po' da parte quello che già pensavo del libro, e ho cercato di guardarlo con occhi da "recensore"... Cosa ho visto? Una bella idea di partenza (raccontare le vicende Arturiane dal punto di vista di Morgana), ho notato un bell'intreccio, uno studio profondo e decennale della storia della Britannia, dialoghi corposi e non banali, personaggi ben caratterizzati e uno stile narrativo piacevolissimo. Credo che il voto, alla fine, si presentasse da solo.
Poi sì, certe idee personali della Zimmer Bradley ti lasciano un po' lì, con lo sguardo fisso sulla pagina, a chiederti: ma perché?
Questo però non lo trovo un difetto, anzi, ripeto: un'emozione regalata, sia in positivo che in negativo, è un'emozione che l'autore riesce a trasmettere, no?
«Magari prima o poi imparerò a starmene zitta...
»
Startene zitta? E perchè? No no, anzi!
E' sempre un piacere fare quattro chiacchiere e scambiare le proprie opinioni, no? Alla fine le recensioni servono a questo, altrimenti per cosa le facciamo?
Ora però mi aspetto un tuo commento, eh! Non mi scappi!
Cià
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 19:37 del 14-03-2007
30 Ave, News dal sito tealibri: di prossima pubblicazione l'edizione economica de L'alba di avalon. In economica ci si può fare un pensierino, consierando che con questo libro MZB c'entra poco. Divus Imperator Dixit.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 21:41 del 14-03-2007
31 Luca wrote:
Ora però mi aspetto un tuo commento, eh! Non mi scappi!
^____^ ! ben volentieri.
Un commento alla tua recensione? La trovo buona: anch'io quando parlo di un libro che mi piace non nascondo il mio entusiasmo. Ma faccio sempre a me stessa la domanda che ho rivolto a te: quali sono i lati negativi? Se poi non ne trovo, beh...WOW!!
Un commento al libro? Eccolo: MoA è un libro che si legge con interesse. Intrigante, buon stile e dotato di spessore. Riesce quasi sempre a tenere alta la suspence, nonostante riprenda temi già noti.
Però mi ha dato l'idea di un feuilleton che sfrutta abilmente, devo dire, un tema di per sè ricco di fascino, con un punto di vista originale ma abbastanza ristretto e una visualizzazione che sconvolge la gioiosità pagana della religione celtica. L'erotismo è presente nelle saghe arturiane, e non poco, ma l'uso che se ne fa qui mi ha dato l'idea che la Bradley voglia attrarre il lettore proponendogli immagini succulente e "proibite". Naturalmente, un autore prende la sua ispirazione e poi la rimaneggia a modo proprio, ma questo aspetto mi è sembrato eccessivo.
Altra cosa: lo scavo psicologico di un romanzo tutto al femminile è interessante e apprezzabile, ma la Bradley non mi pare si sia limitata ad umanizzare le sue protagoniste, bensì le ha "uominizzate". Mi spiego meglio: le donne sembrano comportarsi come altrove fanno gli stereotipi dei personaggi maschili: intrigano, complottano, prevaricano, ingannano.
Gli uomini invece appaiono svuotati totalmente di materia grigia, e sembrano realizzarsi solo con l'uso sprovveduto dei loro genitali... Ora, io sono donna ( e molto felice di esserlo), ma mi pare che qui manchi il giusto mezzo.
La chiudo qui, ho già blaterato anche troppo! ![]()
» postato da Kinzica alle 22:05 del 15-03-2007
32 «^____^ ! ben volentieri. Un commento alla tua recensione? La trovo buona: anch'io quando parlo di un libro che mi piace non nascondo il mio entusiasmo. Ma faccio sempre a me stessa la domanda che ho rivolto a te: quali sono i lati negativi? Se poi non ne trovo, beh...WOW!!»
Eh eh...
Grazie ancora, Kinzica. Intendevo commento al libro, certo.
«Un commento al libro? Eccolo: MoA è un libro che si legge con interesse. Intrigante, buon stile e dotato di spessore. Riesce quasi sempre a tenere alta la suspence, nonostante riprenda temi già noti.
Però mi ha dato l'idea di un feuilleton che sfrutta abilmente, devo dire, un tema di per sè ricco di fascino, con un punto di vista originale ma abbastanza ristretto e una visualizzazione che sconvolge la gioiosità pagana della religione celtica. »
Uhm, punti di vista, immagino. A parte il feuilleton – termine col quale orami si tende a classificare tutto ciò raggiunga una certa mole e abbia un certo tipo di ambientazione –, personalmente non vedo tutta questa gioia nei riti pagani, o meglio: non trovo esista solo un concetto di dionisiaca e perenne estasi (o contatto libero e piacevole con una "natura sacra").
Credo ci sia di più, un lato bianco (vero), uno nero (credo io) ma anche una serie infinita di grigi. Poi, certo, è vero: Le Nebbie di Avalon hanno un taglio spesso e volentieri forte, crudo per certi versi, ma è pur sempre un romanzo e non un saggio sui vari aspetti della religione celtica. Alla fine si può parlare di scelta narrativa della Zimmer Bradley, o così la vedo io.
«L'erotismo è presente nelle saghe arturiane, e non poco, ma l'uso che se ne fa qui mi ha dato l'idea che la Bradley voglia attrarre il lettore proponendogli immagini succulente e "proibite". Naturalmente, un autore prende la sua ispirazione e poi la rimaneggia a modo proprio, ma questo aspetto mi è sembrato eccessivo. »
Ecco, qui rientriamo in ciò che ti dicevo nell'altro post, i famosi: ma perché?
Sì, alcune scelte narrative possono essere (e sono) discutibilissime; forti, ma sempre fatte in libertà da un autore. Non guardo se queste scelte sono in contrasto o no con quello che penso (altrimenti sarebbe una presa di posizione ingiusta in caso di recensione, come nel nostro caso); piuttosto, guardo se queste scelte bene si immergono nel clima generale del libro. A dirla tutta, la Zimmer Bradley ha sempre avuto un qual gusto per l'erotismo non ovvio, chiamiamolo così. Nelle Nebbie, poi, la cosa si presenta a più livelli. Ma che sia eccessivo è sempre in linea con la sensibilità di chi legge. Anche qui tutto si riduce al gusto e al sentire personale.
«Altra cosa: lo scavo psicologico di un romanzo tutto al femminile è interessante e apprezzabile, ma la Bradley non mi pare si sia limitata ad umanizzare le sue protagoniste, bensì le ha "uominizzate". Mi spiego meglio: le donne sembrano comportarsi come altrove fanno gli stereotipi dei personaggi maschili: intrigano, complottano, prevaricano, ingannano. »
Non credo che "intrigare", "complottare", "prevaricare", "ingannare" siano verbi (e qualità) prettamente di sesso maschile (o da stereotipo maschile). Da quando (e lo chiedo storicamente parlando) le donne sono prive di queste "qualità"? Intrigare... be', di chi vogliamo parlare? Di quale abile statista donna?
Possiamo iniziare con la figura più banale che mi viene in mente, Cleopatra, per finire a, non so, qualche imprenditrice dei giorni nostri? Complottare, prevaricare, ingannare... no, non mi sembrano caratteristiche solo maschili. Anzi, e non voglio con questo generalizzare e banalizzare il concetto, credo fermamente siano presenti in varia misura in ambo i sessi.
«Gli uomini invece appaiono svuotati totalmente di materia grigia, e sembrano realizzarsi solo con l'uso sprovveduto dei loro genitali... Ora, io sono donna ( e molto felice di esserlo), ma mi pare che qui manchi il giusto mezzo. »
Ancora punti di vista. Vedo di spiegarmi. Ovvio che alcuni personaggi possono risultare "svuotati" di una certa importanza (sostanza?) quando da un punto di vista si passa a un altro (in questo caso dal maschile al femminile). Poi, certo, se si fa riferimento all'Artù o al Lancillotto rappresentati nelle ballate celtiche, come la Prophetia Melini o la Vita Merlini, il divario si fa enorme (ma questo non solo nelle Nebbie di Avalon, ma in tutti i volumi Arturiani che ti possono capitare in mano). E forse sono proprio questi due personaggi a risentire di più della scelta narrativa, vero, perchè scivolano in secondo piano. Ma in altri, come Accolon, Kevin, Gwydion, e lo stesso Merlino, credo di aver intravisto altro che il solo uso dei genitali.
«La chiudo qui, ho già blaterato anche troppo! »
Grazie invece per la bella chiacchierata e per aver lasciato qui le tue opinioni, Kinzica!
Cià
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 13:45 del 16-03-2007
33 Bellissima recensione per un bellissimo libro.
Complimenti a Luca
» postato da gealach alle 19:28 del 30-04-2007
34 «Bellissima recensione per un bellissimo libro.
Complimenti a Luca»
ops:
Eeee...
Tropppo Buooona!
Grazie Gealach!
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 20:08 del 30-04-2007
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1 Bella recensione, mi ha spinto a sfilare dallo il volume impolverato delle Nebbie di Avalon e a sfogliarne le pagine ingiallite. L'edizione che ho consta di 653 pagine, edito nei bestseller mondadori e risale al lontano1988. Non essendo io così vetusto, all'epoca avevo appena 12 anni. Bene, ricordo che non fu una lettura semplicissima, anche per la mole del libro, tuttavia mi lasciò un bellissimo ricordo, a oggi forse un po' sbiadito. Chissà, un giorno potrei riprendere questo libro in mano e assaporarne nuovi aspetti. Ciao, Fra
» postato da FrancescoFalconi alle 00:12 del 17-01-2007