Adhara Fouad è una giovane allieva del Gymnasium, un'accademia militare del Panopticon volta al recupero di giovani criminali. Al Gymnasium, Adhara si addestra insieme ai suoi compagni di corso per ottenere l'agognata Katarsi, ovvero la totale redenzione dai suoi crimini attraverso l'impegno militare; tuttavia, la ragazza sembra avere una speciale propensione per il cacciarsi nei guai e quando misteriosi sogni iniziano a farle visita, distinguere sogno e realtà sembra diventare impossibile. 

E se invece i sogni non fossero soltanto sogni? Grazie all'aiuto delle criptiche domande del nuovo insegnante di agronomia, il professor Lantis Coriander, Adhara inizia a dubitare dell'onestà del Gymnasium e di tutta l'amministrazione del Panopticon, giungendo a rivelazioni sconvolgenti che la porteranno a decisioni difficili e dolorose conseguenze.

La figlia del Dakh'ne ci mette di fronte alla società marziale di cui il Gymnasium fa parte e che, tra tecnologie e procedure che hanno dell'incredibile, costringe Adhara a destreggiarsi tra verità e menzogna senza poter contare nemmeno sui propri ricordi. 

L'etica e la legalità vengono forzate e piegate giornalmente dai Duumviri che governano il Panopticon e dai loro sottoposti, pronti a usare ogni mezzo pur di ottenere l'assoluta supremazia militare sugli altri popoli. 

In cerca di antichi poteri da risvegliare e utilizzare come armi al servizio dello stato, la scienza diventa un vile mezzo con il quale assicurarsi l'assoluta fedeltà delle truppe e un numero infinito di nuove risorse, ma le rivoluzioni sono sempre dietro l'angolo e a volte la scienza non può che arrendersi di fronte alla resilienza delle sue cavie.

La narrazione cerca all'inizio di mantenerci in un limbo di confusione dove nemmeno il lettore sa di chi fidarsi, almeno finché gli intrighi non vengono rivelati e il quadro della situazione si presenta sotto una nuova luce, che apre la vista sul mondo fuori dal Gymnasium e sui sotterfugi al suo interno. Le vicende vengono raccontate tramite gli occhi di una persona le cui certezze si stanno velocemente sgretolando sotto i piedi, creando un divario tra il lettore che può razionalizzare meglio la situazione e la protagonista, costretta a decidere in fretta e spesso impulsivamente in situazioni di vita o di morte. Il ritmo della narrazione dapprima più calmo e lento diventa velocemente frenetico, man mano che ci si addentra nei segreti dei personaggi e nei folli studi scientifici del Panopticon. Questa frenesia lascia infine il passo a capitoli dal più largo (ma non troppo) respiro, con una conclusione che lascia la porta aperta a nuove avventure di Adhara.

La confusione iniziale non si limita all’apprezzabile ambiguità delle affiliazioni del Gymnasium e dei suoi generali ma include inevitabilmente anche i primi approcci del lettore a questo mondo, data la grande quantità di elementi che convergono a creare il racconto. Per fortuna procedendo con il racconto molti dettagli e termini trovano una loro collocazione nel mondo, permettendo una comprensione più completa della situazione sin da subito ad una seconda lettura.

Un problema più evitabile e lampante è, invece, il ricorrente cambio di tempo verbale e del punto di vista per riportare determinati pensieri. Per quanto questa soluzione narrativa abbia la sua attrattiva e non impedisca il procedere della narrazione, forse un maggior sforzo nel segnalare questi cambi di prospettiva sarebbe stato opportuno.

La figlia del Dakh'ne, comunque, mette in piedi il dipinto maestoso di un mondo pieno di vita e diversi popoli in bilico sull'orlo della guerra e della rivoluzione, che funge da introduzione a quella che, con qualche accorgimento, si prospetta come una nuova avvincente saga fantasy.