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L'animazione scompiglia le carte nel cinema
Chissà cosa avrebbe realizzato Walt Disney se avesse potuto servirsi delle tecnologie che ci sono adesso. La domanda la poniamo perché l'animazione non si è limitata a fare grandissimi passi avanti, ma sta anche cominciando a influenzare il cinema dal vero, e a esserne influenzata in modi inaspettati.
L'uso della grafica al computer sta cancellando la linea di separazione fra le due forme di cinematografia: se pensiamo a realizzazioni come Avatar, Alice in Wonderland o i vari Pirati dei Caraibi risulta facile rendersi conto come creare un film con attori dal vero spesso richiede abilità simili a quelle necessarie per l'animazione, e può diventare indifferente lavorare per l'uno o per l'altro tipo di cinema.
Guillermo del Toro, che si è affermato con Il labirinto del Fauno, sta ora lavorando al suo primo film d'animazione (Trollhunters) alla DreamWorks, e afferma che, per quanto lui sia un regista interessato alla verità più che al realismo, "c'è grande verità nelle emozioni e nella forza che si può trovare nell'animazione."
Anche Steven Spielberg con il suo Tintin sta sperimentando l'acquisizione dei movimenti in 3D e la grafica al computer. E allo stesso tempo, specialisti dell'animazione stanno trasferendo le loro abilità, come Brad Bird (che ha all'attivo titoli come Ratatouille e The Incredibles) ora impegnato nel quarto film della serie Mission Impossibile.
L'ingresso di esperti che hanno lavorato nel cinema dal vivo ha portato ormai l'animazione a un grande livello di realismo e fluidità, e ad adottare uno stile, nel raccontare le proprie storie, che imita quello che avverrebbe nella realtà: con il movimento delle telecamere e gli effetti dell'illuminazione.
Rango, un film d'animazione diretto da Gore Verbinski che porta animali antropomorfi in una storia in stile spaghetti western, ha beneficiato di vere e proprie sessioni di recita da parte degli attori che dovevano fornire la propria voce ai personaggi. Coloro che erano coinvolti nel creare le immagini e animarle hanno visionato con cura le pellicole del genere (ad esempio Il Buono, il Brutto e il Cattivo di Sergio Leone) per assorbirne lo stile. E dopo aver creato un modello virtuale del paese dove si svolge l'azione hanno fatto muovere una "telecamera vrtuale" attraverso lo scenario per realizzare le "riprese."
Il risultato finale è un film dove i personaggi e gli oggetti creati con la grafica computerizzata sembrano veri.
Questi mondi virtuali che sembrano veri hanno incontrato il favore del pubblico: nel 2010 quattro film di animazione si sono imposti tra i primi 10 campioni di incassi, e per quest'anno sono previsti 15 film di animazione, quasi un record. Inutile dire che il fantastico la fa da padrone in questo tipo di cinema.
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