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Elfi, magiche fanciulle e cavalieri di EverQuest al cinema, in compagnia di uno spartano
Mentre procede, per la verità avarissimo di news, il lavoro sull’adattamento cinematografico del gioco di ruolo on line principe del mercato, quel World of Warcraft di cui ormai anche la Nonna ha sentito parlare, ovvio che altri titoli del genere rischiano di approdare sul grande schermo.
E allora ecco l’annuncio della versione live action, ossia con attori veri, di EverQuest, certo uno dei pionieri nell’ormai ultra competitivo mondo degli MMORPG, i giochi di ruolo di massa on line, appunto.
La notizia in sé è presto detta: l’autorevole Variety annuncia che il potente Avi Arad, mente e portafoglio di tutti i supereroi Marvel al cinema, ha deciso di impiegare tempo e soldi (suoi e di Sony Entertainment) sul progetto EverQuest; e ha già ingaggiato lo sceneggiatore rampante Michael Gordon, che ha folgorato fumettofili e non con i testosteronici testi di 300.
Per i neofili del gioco, vediamo di che si tratta. Fra i non conoscitori comprendete in linea di massima anche chi scrive, perché si può star dietro a un solo gioco di ruolo on line alla volta, come i giocatori sanno bene. Salvo non essere capaci di piegare lo spazio tempo come il buon Hiro, dal telefilm culto Heroes, e costruirsi giornate di 55 ore.
EverQuest, rilasciato in un 1999 che sembra ormai lontanissimo (in termini di grafica), è stato uno dei primi giochi del genere a catturare un bel numero di appassionati, sviluppato da Verant Interactive e sotto il machio Sony Online Entertainment. Nel 2004 è stato pubblicato Everquest II, con un motore grafico 3D tutto nuovo e una giocabilità simile a tanti suoi concorrenti. Ovvio che c’è dietro tutto un merchandising, con immancabili giochi di carte collezionabili, action figure e altri videogiochi di contorno.
L’ambientazione è quella fantasy classica, con cavalieri, maghi, druidi, antiche e nuove razze che combattono all’ombra di potenti coalizioni, mentre gli antichi imperi e gli dèi del passato sembrano dimenticati. Il mondo è quello di Norrath, ma è difficile dire quali personaggi e quali storie verranno prese dalla complessa cosmogonia di EverQuest. Potremmo seguire le vicissitudini di eleganti Elfi Alti, Elfi dei Boschi, o rinnegati Mezzelfi, magari nella città sugli alberi di Kelethin. O forse gettarci nelle viscere della Butcherblock Mountains, per vedere i Nani alla riconquista della loro patria ancestrale. O ancora bearci insieme al potente e immortale Lucan D’lere del suo oscuro potere, dalla malvagia città di Freeport.
Ma con tutta probabilità saranno nuovi i personaggi di EverQuest destinati alla celluloide, come d’altronde sembra accadrà per il film di Warcraft. Magari vedremo una candida fanciulla appartenente ai Celestial Watch, adoratori degli antichi dèi della Luce, invaghirsi di un bel tenebroso, che tra le fila degli Arcane Scientist ha imparato che la dedizione per la magia non ha posto per le emozioni. Ma una folte ciglia e qualche vestito non troppo coprente possono sciogliere anche il più gelido dei cuori.
Vedremo uno gnomo dagli addominali scolpiti urlare “Stanotte ceneremo all’Inferno!”? Inutile dire che vi terremo informati.
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