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Einaudi apre al Fantasy

Lo storico logo dell'Einaudi. La marca editoriale della casa editrice raffigura uno struzzo che stringe un chiodo nel becco e, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e la scritta «Spiritus durissima coquit.»
Siamo stati i primi a dirlo, qui a FantasyMagazine, sebbene all’inizio molti storcessero il naso incerti se crederci o meno (e questo accade ancora oggi, a sprezzo dell’evidenza dei fatti): il genere fantasy in Italia è in gran fermento. Sono passati i tempi in cui quest’ultimo gattonava incerto in libreria, come sono passati gli anni della sua problematica adolescenza. Il fantasy italiano, con miriadi di sfumature diverse, miriadi di mondi, storie e avventure, ha raggiunto la piena maturità. Ce n’è per tutti i gusti: da quello per ragazzi a quello gotico, da quello classico a quello stemperato nell’horror, nella fantascienza o nel giallo. Non ci sono più scuse di sorta, perché anche la qualità dei vari romanzi disponibili in libreria giustifica queste parole come l’incredibile fioritura cui stiamo assistendo.
La scelta di Einaudi di guardare al fantasy è soltanto l’ultimo tassello in questo grande mosaico che abbiamo seguito nel corso di questi anni. Una delle più blasonate case editrici d’Italia (fondata nel 1933 da Giulio Einaudi) ha deciso di aprire le porte al genere che tanto ci appassiona. E l’ha fatto, a nostro avviso, nel migliore dei modi: puntando lo sguardo sugli autori di casa nostra. Dando una possibilità alle creazioni nostrane, senza dover ricorrere alla produzione straniera (per quanto pregevole essa possa essere). La qualità, quella vera, sta di casa anche in Italia.
La scelta è così caduta sul primo volume di una giovanissima autrice italiana, soltanto diciassettenne, dando vita a una specie di caso letterario nel caso letterario. Lei è Chiara Strazzulla e il suo primo romanzo, un volume di 500 pagine in uscita a maggio 2008, nella collana Einaudi — Stile libero extra, s’intitola Gli Eroi del Crepuscolo. Un volume che senza dubbio attendiamo al varco e del quale, per ora, possiamo offrirvi in anteprima la quarta di copertina.
“Il Signore delle Tenebre ha rapito la figlia del Re degli Eterni e a Dardamen la guerra è alle porte. Il giovane Lyannen, mezzomortale innamorato della principessa, si offre di partire con un gruppo di fedeli amici per salvarla. Slyman non ha mai visto Dardamen, è cresciuto lontano da tutto e tutti, non sa da dove viene né di chi è figlio, non sa nemmeno chi è. Ma si unirà a Lyannen e gli altri per salvare il Regno. Una missione costellata di avventure mozzafiato, tra fate, amazzoni, ka-da-lun e pixies, paludi e nebbie, profezie e segreti rivelati.”
Gli Eroi del Crepuscolo di Chiara Strazzulla,
Casa editrice Einaudi;
Einaudi - Stile libero extra;
maggio 2008;
500 pag.; € 16,50.
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Commenti
2 Forse, in Italia, i giovani sono gli unici ad avere il tempo di dedicarsi ai consigli degli editor per perfezionare i propri scritti. Evidentemente gli autori "già rodati e riconosciuti da concorsi e mezze pubblicazioni", facendo altro nella vita, non danno all'autore sufficienti garanzie.
Io mi sono fatto quest'idea, e da quando me la sono fatta, ho smesso di provarci.
ps: Forse non sai, ma Paolini vende molto più di Martin... ![]()
» postato da Palin alle 09:50 del 28-01-2008
3 IMVHO, prima di pronunciarsi in positivo o negativo sarebbe utile leggere prima il libro. Inutile congetturare prima no? Potrebbe trattarsi di un talento giovanile (per quanto rari non è che non ne siano mai esistiti) oppure potrebbe essere un flop, ma finché non si misura al banco di prova non mi sembra corretto giudicare senza elementi in mano ![]()
» postato da Marina alle 10:15 del 28-01-2008
4 Mi congratulo con la giovane autrice, però... a me sembra che questa trama abbia un che di già sentito... Spero solo che il mezzomortale non si riveli essere il figlio del cattivaccio di turno.
» postato da MagicamenteMe alle 10:43 del 28-01-2008
6 «IMVHO, prima di pronunciarsi in positivo o negativo sarebbe utile leggere prima il libro. finché non si misura al banco di prova non mi sembra corretto giudicare senza elementi in mano
»
Incuriosito, ho trovato su google questo raccontino di 3 paginette di Chiara Strazzulla, e vi dirò... mi ha divertito !
www.fantasiofestival.it/download/concorsi/racconti/Storia%20di%20una%20notte%20di%20meta%20autunno.pdf
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 10:49 del 28-01-2008
7 Le pubblicazioni dell'Einauidi mi attirano molto ma nel caso specifico vengono anche a me dei seri dubbi. Approvo l'aver scelto una sconosciuta dal mazzo degli scrittori, cosa che preferisco rispetto a basarsi su premi e concorsi vari, ma la giovane età mi lascia molto scettico sulla "maturità" dell'opera. Ogni persona ha una storia a sè e sono convinto che, se una casa editrice così importante decide di pubblicare questo libro, lo fa perchè ci trova delle qualità. Quindi staremo a vedere e, intanto, complimenti all'autrice.
» postato da ThomasMore alle 10:55 del 28-01-2008
8 Letto il raccontino. E' uno spasso. Speriamo in bene...
» postato da uljanka alle 10:56 del 28-01-2008
9 Letto anch'io, davvero simpatico.
» postato da ThomasMore alle 11:02 del 28-01-2008
10 «E che di secondo nome non faccia Luke...» o Eragon
» postato da MagicamenteMe alle 11:04 del 28-01-2008
11 ««E che di secondo nome non faccia Luke...» o Eragon» Appunto.
» postato da uljanka alle 11:10 del 28-01-2008
12 Complimenti a tutti: una casa editrice blasonata decide di pubblicare fantasy nostrano da un esordiente e qui subito prendono vita le teorie della cospirazione più disparate.
Sento puzza d'invidia (più che di plagio o di raccomandazione).
Tempo fa si diceva che l'editoria italiana era esterofila, che non dava spazio agli scrittori italiani; ora che in molti sono riusciti a pubblicare cosa salta fuori? Che le case editrici italiane pubblicano solo ragazzini!
:">
Comunque complimenti alla Strazzulla se è stata pubblicata se l'è meritato, punto e basta.
» postato da Glorehlen alle 11:15 del 28-01-2008
13 Può anche darsi che l'autrice sia bravissima, che la trama-fotocopia sia da lei sviluppata in modo tale da trasformarsi in qualcosa di superlativo. Oppure che lo schemino cattivo-rapisce-bellona-eroi-vanno-a-salvarla sia un riassunto fatto con i piedi da chi ha scritto la quarta di copertina. Il libro esce a maggio e quindi sia i difensori che gli accusatori non possono che fare ipotesi e hanno pari voce in capitolo... Se l'Einaudi pubblica nuovi autori fantasy meglio per noi, no?
» postato da uljanka alle 11:24 del 28-01-2008
14 « schemino cattivo-rapisce-bellona-eroi-vanno-a-salvarla »
questo è anche lo schema del mio romanzo, ma con Star Wars e tantomeno con Eragon non ha niente a che spartire...
Talvolta partendo da un clichè si può benissimo sviluppare una storia originale e avvincente (spero per me
ops: )
» postato da Glorehlen alle 11:33 del 28-01-2008
15
No!
Non ci posso credere!
Allora la cura Marina Berlusconi ha fatto bene (o male?) all'Einaudi?!
:">
Ach! Cacchie! L'avevo scritto in pubblico che avrei festeggiato l'evento (dell'Einaudi che apre ad autori italiani di Fantasy) aprendo una bottiglia di Malvasia delle Lipari e ieri ho finito anche l'ultimo goccio di marsala, e ora mi tocca rimediare!
Beh, con poca fretta, però... la quarta di copertina sa di già visto e davvero, associata questa alla giovane età dell'autrice fa temere di un caso Paolini italiano... vabbòh, aspetterò Maggio e la visione del testo per festeggiare, va! ![]()
» postato da un muspeling alle 11:37 del 28-01-2008
16 Al di là di tutti gli ipotetici discorsi che si possono fare sulla bontà della scrittrice, mi pare che la notizia sia molto positiva. In merito all'esordiente, ho letto anche io il breve raconto. Poco per giudicare seriamente. Noto che usa con troppa disinvoltura tempi verbali diversi; visto alcune imprecisioni, ma nel complesso mi incuriosisce. Staremo a vedere.
» postato da franz alle 11:39 del 28-01-2008
17 Beh, mettiamola così:
molto teoricamente l'Einaudi attuale dovrebbe puntare su storie di qualità e innovazione in ogni loro aspetto (questa è l'immagine che credo abbia, poi...) indi, come sua prima pubblicazione di un Fantasy italiano, anche dalla quarta di copertina io non mi aspettavo esattamente il classico autore adolescente che scrive per i propri coetanei, operazione legittima ma in cui non ci vedo tanto futuro (magari mi sbaglio, certo).
Più che ricordarmi Paolini, ecco, magari se mi ricordava un Gaiman, o un Miéville sarei stato - ancora - più contento! ![]()
» postato da un muspeling alle 11:58 del 28-01-2008
18 Faccio umilmente notare che Licia Troisi non era poi troppo vecchia, quando Mondadori ha pubblicato lei...
...io sono per dar fiducia alla pulzella ! ![]()
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 12:06 del 28-01-2008
19 «Faccio umilmente notare che Licia Troisi non era poi troppo vecchia, quando Mondadori ha pubblicato lei...»
Appunto
«
...io sono per dar fiducia alla pulzella !
»
Io per non giudicarla pregiudizialmente, ma l'inizio non è dei più incoraggianti e... certo, "una volta che veni, si cunta" si dice dalle mie parti
:">
» postato da un muspeling alle 12:34 del 28-01-2008
20 Comunque giudicare un autore dalla quarta di copertina è sbagliato. Se l'avessi fatto con Luk'janenko non l'avrei mai letto.
» postato da uljanka alle 12:37 del 28-01-2008
21 Concordo che da una quarta di copertina è francamente impossibile capire qualcosa di un libro.
Porto un esempio, anzi due: se mi fossi basato sulla quarta di Il Destino degli Eldowin, un altro buon fantasy italiano, be', avrei davvero perso una lettura piacevole. Al contrario, Spia nel Mondo di Sotto, bella quarta, intrigante, ma una volta letto il libro ho visto che vi era ben poco di pertinente con quelle premesse.
Non ci resta che aspettare il mese di maggio.
Un saluto,
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 13:28 del 28-01-2008
22 Sulla quarta di copertina concordo: è sciatta. Ma una quarta di copertina non fa un romanzo
Sul racconto: non mi piace, nè per il contenuto nè per lo stile, che abbonda di ripetizioni e, come ha già detto Franz, scivola sui tempi verbali. MA non sappiamo nemmneo a che età l'ha scritto e di certo non è passato per le mani di un editor, e infine si può essere buoni romanzieri ma pessimi scrittori di racconti (oppure semplicemente questo può essere uno dei suoi racconti non riusciti). Personalmente penso che il racconto sia ben piu' difficile, da padroneggiare, di un romanzo, perché richiede una capacità di sintesi immensa nel toccare i punti essenziali. Credo che prima di afforntare bene una prova del genere sia necessaria molta esperienza.
Sull'apertura da parte di altre case, per me è cmq sempre un fatto positivo, a precindere da chi ha aperto la strada. Non sono affatto d'accordo con chi fa la guerra a un autore o a un titolo solo perché a lui/lei non piace. Quel libro, magari strombazzato, NON toglie posto sullo scaffale a un'altra buona idea. Magari la visibilità immediata sì, ma il passaparola a lungo termine farà cmq il suo corso, se un libro vale ed esce dagli schemi.
Quanto al lettore che decide di mollare il fantasy dopo aver letto uno o due libri scadenti, per me è un mito, e se esistesse davvero qualcuno così sarebbe un lettore veramente superficiale che contraddice coi fatti la sua dichiarata (a parole) voglia di qualcosa di diverso o di più profondo. Perché il lettore intelligente è fondamentalmente un curioso ostinato e prima di mollare il colpo si informa, si fa consigliare e prova in vari ambiti.
Sulla capacità di una casa editrice di aprire a un nuovo genere, IMO è importante fare bene 'i compiti a casa'. Non buttarsi, cioè, solo perché per gli altri sta funzionando, senza capire prima il pubblico fantasy. Sarebbe un errore pensare, ad esempio, che il 'fantasista' medio si accontenti di una dama, un cavaliere e un mostro. E' importante capire che il pubblico fantasy è variegato e che un'offerta capace di esercitare appeal a 360 gradi come per es HP è molto difficile da mettere a punto. Meglio allora andare su fasce d'età diverse con prodotti diversi, e a quel punto se si sceglie un target giovane un Paolini può non piacere (a me personalmente amnnoia a morte) ma al ragazzino che magari ha letto pochi libri (libri in genre, non necessariamente di genere) può sembrare straordinariamente avvincente.
» postato da Marina alle 13:54 del 28-01-2008
23 Per carità, io non volevo mettere in dubbio le doti dell'autrice. Tanto di cappello per l'impresa che è riuscita a portare a termine. Però non si può non notare il fatto che le grandi case editrici sembrano prediligere scrittori giovani. Sarà forse perché sono maggiormente interssati a lettori "teen", quelli cresciuti con Harry Pottere e Moony Whitcher? Senza nulla togliere a Licia, per la quale sono molto contenta, non si può certo dire che la sua trilogia non è stata presentata come un fantasy per ragazzi, la stessa cosa si può dire per Estasia. Ora, non è che per caso le case editrici cercano autori "giovani" per seguire le orme di Licia e Francesco e contendere alla Mondadori questo segmento di mercato? Sarò prevenutà? Sarà invidia la mia? Non credo. Magari non penso bene delle case editrici, tutto qui.
» postato da MagicamenteMe alle 13:58 del 28-01-2008
24 « Sarà forse perché sono maggiormente interssati a lettori "teen", quelli cresciuti con Harry Pottere e Moony Whitcher?
»
questo rientrerebbe in uno degli errori che ho appena detto: pensare che il pubblico fantasy sia solo un pubblico di 'pischelli' (con tutto il rispetto per gli autori citati, che cma sono i primi a essere consapevoli di rivolgersi a un target giovane). E anche fra HP e Nina c'è un abisso: quest'ultima è una serie che personalmente vedo adatta unicamente per bambini e non per ragazzi (e tantomeno per adulti), sia per via della struttura che dello stile. Mentre HP è forse unico nel suo genere. Nemmeno il SdA, senza voler mettere Tohlkien dopo la Row, per carità, vanta minore gamma di pubblico. Non conosco bambini che lo abbiano affrontato. I più giovani sono già adolescenti e molti lo mollano senza riuscire a proseguire.
Può anche darsi che poi x gli editori entri in gioco un fattore psicologico: presentare come fenomeno un giovane fa più sensazione che presentare come tale qualcuno più anzianotto
:">
» postato da Marina alle 14:06 del 28-01-2008
25 « questo rientrerebbe in uno degli errori che ho appena detto: pensare che il pubblico fantasy sia solo un pubblico di 'pischelli' (con tutto il rispetto per gli autori citati, che cma sono i primi a essere consapevoli di rivolgersi a un target giovane). E anche fra HP e Nina c'è un abisso:» Mari, forse mi sono espressa male, anzi sicuramente. Fondamentalmente stiamo dicendo la stessa cosa. Non era un discorso fatto per paragonare i due personaggi o le due saghe o le due scrittrici. Mi stavo solo riferendo al fatto che nell'arco di tempo intercosrso tra il primo HP e il settimo HP, è scoppiato anche il fenomeno Moony Witcher. In questi ultimi anni, poi, i giovani lettori che per primi anno apprezzato questo genere di avventure sono cresciuti, quindi le case editrici sentono il bisogno di confezionare dei prodotti editoriali per la loro fascia d'età. Forse quando le generazioni HP cresceranno ancora un po' le case editrici penseranno a pubblicare libri fantasy più da adulti.
» postato da MagicamenteMe alle 14:18 del 28-01-2008
26 «Mi stavo solo riferendo al fatto che nell'arco di tempo intercosrso tra il primo HP e il settimo HP, è scoppiato anche il fenomeno Moony Witcher. In questi ultimi anni, poi, i giovani lettori che per primi anno apprezzato questo genere di avventure sono cresciuti, quindi le case editrici sentono il bisogno di confezionare dei prodotti editoriali per la loro fascia d'età.
Forse quando le generazioni HP cresceranno ancora un po' le case editrici penseranno a pubblicare libri fantasy più da adulti.»
beh, se è una scelta - quelal di concentrarsi sul target giovane - è appunto una scelta. Condivisibile o meno ma c'è poco da dire
Se invece, come dicevo prima, è dovuta all'erronea percezione che il pubblico fantasy sia solo quello (opzione non escludibile), allora si tratta di un grossolano errore di valutazione e il primo colosso che lo intuisce si aggiudica un'altra bella fetta di mercato con - allo stato - poca concorrenza italiana. Qualche piccolo l'ha già capito ma non potendo partire con le parate, deve attenedere i tempi medio lunghi del passaparola...
» postato da Marina alle 14:35 del 28-01-2008
27 uhm...e pensare che quando gli ho inviato il mio manoscritto, circa 2 anni fa, mi hanno risposto che il fantasy non rientra nei loro parametri..... ![]()
» postato da Kira alle 16:48 del 28-01-2008
28 A questo punto puoi provare a ricontattarli. Concordo col dire che la quarta di copertina è come se fosse una zappa sui piedi, ma è anche vero che un libro non va giudicato da questa. L'autrice è giovane, ma per me non è un problema: l'età, imo, non incide più di tanto sulla bontà della scrittura. Mi preoccupa di più il fatto che possa rivelarsi solo una storia di inseguimenti e amori senza tener conto dell'ambientazione (chi ha nominato i telefilm adolescenziali?). Un altro punto da verificare è la qualità della casa editrice in ambito fantasy. Se l'einaudi va bene nel settore della narrativa, non è detto che abbia gente qualificata per il fantasy. E' palesemente un tentativo di cavalcare l'onda del successo del genere, ma bisogna anche vedere chi c'è sopra la tavola da surf.
» postato da Bartimeus88 alle 17:56 del 28-01-2008
29 Con tutta franchezza il fatto che l'autrice in oggetto abbia diciassette anni, a me non interessa affatto. Target ragazzi e adulti... che vi devo dire, io leggo entrambi i generi con piacere. Non credo neppure a un caso editoriale da costruirsi sulla giovane età dell'autrice. Storia già sentita, una bolla che fa presto a scoppiare. Sono propenso a credere che, se una grande casa editrice ha puntato sul romanzo e l'ha editato, significa che ha trovato spunti molto interessanti (dal punto di vista qualitativo e commerciale). Ovvio, è raro trovare una scrittrice di soli diciassette anni capace di realizzare un romanzo e pubblicarlo. Imparare a scrivere non è affatto facile, occorrono anni e tanti colpi di testa contro il muro. Ma a quanto pare c'è chi ne è capace, quindi un plauso all'autrice. Tutto il resto è "fuffa". Nell'era di internet il passaparola è una saetta. Non ci resta che aspettare. Ciao, Francesco
» postato da FrancescoFalconi alle 17:59 del 28-01-2008
30 Al di là di ogni altra considerazione, a me il fatto che un colosso come Einaudi abbia aperto a una giovane autrice fantasy italiana fa estremamente piacere. Credo poco alla storia della mossa commerciale, fatta per seguire l'onda lunga (Einaudi come marchio è sempre stato sinonimo di qualità: scelte coraggiose e autori, se non poco commerciali, di certo meno commerciali di quelli spesso proposti dalla concorrenza). In ogni caso, avremo modo di valutare l'opera di cui stiamo parlando quando sarà sugli scaffali. Non entro nella diatriba circa la quarta di copertina "scontata": da un lato può anche avere il sapore di già sentito, lo ammetto; dall'altro però è altresì vero che ci sono stati autori "in erba" che hanno prodotto – partendo da trame esili o scontate – romanzi di notevole respiro e grande freschezza. Evidenzio solo - in relazione al discorso che si faceva qualche tempo fa circa le vie del fantasy italiano e i possibili scenari futuri dello stesso - come l'arrivo in libreria di un'autrice italiana sotto l'egida di un editore di qualità come Einaudi sia un altro, importante tassello nell'operazione (complessa ma fondamentale) di "sdoganamento" del genere fantasy tout court e, contestualmente, nella creazione di un ambito fantasy italiano che possa reggere nel tempo e elevarsi sempre più sotto il profilo qualitativo. Se pensiamo a come negli ultimi tempi il ventaglio degli editori che pubblicano fantasy italiano si sia ampliato (ultimi esempi la Iuorio con Fanucci e Davide con la Curcio), per chi si cimenta col genere e anela alla pubblicazione, c'è da essere speranzosi come credo mai prima d'oggi.
» postato da mikimago alle 18:42 del 28-01-2008
31 Un applauso all'autrice e uno all'Einaudi...
E mi sa che me la tenterò anch'io con loro, chissà. ![]()
» postato da gealach alle 20:03 del 28-01-2008
32 Sia chiaro che io parlavo di presagi e non di giudizi e che attendo che esca il libro per annusarlo e palpegiarlo per bene.
Quanto al fatto che, ultimamente, moltisime produzione di libri, musica e film sembrano essere state pensate e realizzate per un pubblico di teenager, la discussione è vecchia, fondata e con molte persone a pensarla così.
Ma, casomai - ma spero di trovare il testo Delizioso - simili discorsi li riprenderò dopo aver dato la sua brava chance al libro! ![]()
» postato da un muspeling alle 21:47 del 28-01-2008
33 « Ora, non è che per caso le case editrici cercano autori "giovani" per seguire le orme di Licia e Francesco e contendere alla Mondadori questo segmento di mercato? Sarò prevenutà? Sarà invidia la mia? Non credo. Magari non penso bene delle case editrici, tutto qui. » Sinceramente non penso :/ L'Einaudi fa parte del Gruppo Mondadori, assieme alla Piemme e alla Sperling & Kupfer che in quanto a narrativa fantasy stanno messe abbastanza bene. Farsi concorrenza tra loro sarebbe un controsenso, a meno che non si tratti di semplice "competitività" che comunque porta quattrini sempre al Gruppo Mondadori^^
» postato da LucaCP alle 21:59 del 28-01-2008
34 Sono davvero curiosa anch'io di questo libro ^__^. La quarta...beh, può non essere invitante per chi di fantasy ne ha letto e riletto, ma tutto sommato il libro è rivolto a un target ben preciso. Il potenziale giovane lettore fantasy è un campo ben ricco da arare, seminare e mietere. Un'ottima strategia, direi. Però ho anche voglia di una bella sorpresa ^__^. cris
» postato da Kinzica alle 22:43 del 28-01-2008
35 A me la quarta di copertina non ispira per niente... messa giù così pare un'accozzaglia di elementi fantasy a random
Poi, sarò anche prevenuta, ma io ho un po' paura a fiondarmi all'acquisto di un libro scritto da una diciassettenne e con queste premesse (so bene che non si giudica mai un libro dall'età dell'autore e dalla quarta, però sempre di dindini stiamo parlando...). Credo che aspetterò prima qualche recensione.
Appena ho un po' di tempo mi leggo il suo racconto, almeno ho qualche elemento, seppur scarno, su cui basarmi.
» postato da Loreley alle 22:58 del 28-01-2008
36 «Forse, in Italia, i giovani sono gli unici ad avere il tempo di dedicarsi ai consigli degli editor per perfezionare i propri scritti. Evidentemente gli autori "già rodati e riconosciuti da concorsi e mezze pubblicazioni", facendo altro nella vita, non danno all'autore sufficienti garanzie. » Sai Palin, hai proprio ragione. Ma mi hai fatto venire i brividi. Speriamo bene.
» postato da Kinzica alle 23:00 del 28-01-2008
37 Io comincio a pensare che gli editori stiano cercando FRESCHEZZA e probabilmente uno scrittore rodato che arriva con il suo mattone fantasy non rientra nei gusti attuali degli editori.
» postato da Glorehlen alle 23:09 del 28-01-2008
39 «Potrebbero farli scrivere alla Findus, allora.» questa potevi pure risparmiartela
» postato da Glorehlen alle 11:14 del 29-01-2008
40 Ci ho pensato un po' su, prima di scrivere, perchè non desideravo sembrare acida e mi dispiacerebbe se l'autrice si scoraggiasse leggendo mille commenti dubbiosi(anche perchè immagino che la sua gioia per la pubblicazione sia immensa, e a ragione
) Ma la notizia è davvero troppo interessante per non commentarla
Se da una parte la cosa non può che far piacere, visto che il fantasy viene finalmente considerato 'degno' anche da una casa editrice di altissima qualità come l'Einaudi, dall'altra sono un pochino scettica sull'autrice, soprattutto dopo la lettura del breve racconto di cui è stato postato il link.
Ovviamente bisogna considerare a che età l'ha scritto, e che si tratta, come già fatto notare, di un racconto breve, non sufficiente per giudicare del tutto l'abilità narrativa di una persona (anche se credo che con i racconti brevi si possano dire molte cose di sè e della familiarità con quello strumento meraviglioso che è la parola scritta).
Sicuramente quando la ragazza avrà 25-26 anni scriverà molto meglio di così, perchè avrà maturato molte più esperienze di lettura e di scrittura. E qui mi chiedo 'perchè dunque non aspettare qualche anno? Forse per rendere più efficace l'impatto sottolineando la precocità della narratrice?' E mi viene in mente l'esempio di Flavia Bujor, autrice de 'Le tre pietre', magnificato ovunque come un successo in Francia e Germania, con espressioni di meraviglia per 'l'emula di Tolkien' giovanissima e già incredibilmente brava. Ho letto il romanzo e direi che può andar bene per un pubblico dai 10 anni in giù.
Mi chiedo solo quali criteri abbia utilizzato una casa editrice come l'Einaudi per scegliere l'autrice con la quale entrare in una nuova ottica che preveda romanzi fantasy. Un concorso? Una folgorazione dopo aver scoperto una storia meravigliosa e scritta con insolita maestria (lo spero, perchè vorrei tanto leggerne una)? Sono convinta che i geni esistano, e che non sarebbe giusto stroncarli solo per la giovane età, perchè potrebbero avere qualcosa di bello da donare agli altri.
Questo potrebbe essere un caso
Attendo curiosa il romanzo, perchè solo dopo un'effettiva lettura si potrà giudicare oggettivamente.
» postato da Narelen alle 11:58 del 29-01-2008
41 «Io comincio a pensare che gli editori stiano cercando FRESCHEZZA e probabilmente uno scrittore rodato che arriva con il suo mattone fantasy non rientra nei gusti attuali degli editori.» Ma uno scrittore rodato può essere "fresco" come un esordiente e viceversa. La faccenda dell'età potrebbe anche essere solo una scelta di mercato: una diciassette che pubblica un libro fa senz'altro notizia, e può spingere il pubblico (non tutto) alla curiosità, quindi a comprare il libro. Se poi il libro, confezionato con le dovute maniere, è pure bello e interessante tanto di guadagnato. Si punta a stupire l'utente, ad attirare la sua attenzione, e una casa editrice blasonata che si avvicina a un genere - per lei - nuovo, che lancia una giovane in un settore - quello del fantasy - sempre più all'avanguardia, può stupire. Il libro qualcosa di buono lo avrà, considerato che l'Einaudi si è aperta al fantasy col suo romanzo.
» postato da Coram85 alle 12:01 del 29-01-2008
42 Io sono molto combattuta... Da un lato temo l'ennesima mossa puramente commerciale di una casa editrice, da un altro spero invece che il suo romanzo (pur con tutte le pecche di un primo romanzo) sia effettivamente valido. OT Spero il fatto che vengano pubblicati tanti giovanissimi (e non solo nel fantasy), non significhi che chi approda alla stesura dei propri romanzi da "più grande" sia automaticamente escluso da ogni possibilità di pubblicazione...
» postato da Nimiel alle 13:04 del 29-01-2008
43 Marketing, ragazzi. Si chiama Marketing.
"Einaudi apre al fantasy. Arriva in libreria il romanzo d'esordio di Mario Antonuzzi, sessantenne professore di letteratura dell'Università di Solonia, che ci ha dimostrato che il fantasy può essere abbastanza dotto e serio da entrare nelle nostre linee."
"Einaudi apre al fantasy. Arriva in libreria il romanzo di Chiara Strazzulla, diciassettenne fenomeno che ci ha talmente folgorato col suo romanzo da farci cambiare linea editoriale!!!"
Secondo voi quale "lancio" suona meglio?
Tutto questo AL DI LA' del valore o meno del romanzo in questione, che mi permetterò di giudicare solo dopo aver letto.
Ma la scelta di aprire una nuova linea editoriale in QUESTO modo è PURO marketing.
Molto probabilmente di romanzi "validi" ne avranno avuti un sacco e una sporta, tra italiani e stranieri, tra autori noti ed esordienti, tra autori di una certa età e adolescenti. A quel punto, bisogna scegliere quello che ha maggiori possibilità di fare "notizia", in modo che la notizia rimbalzi sui giornali più possibile, il che si traduce in PUBBLICITA' gratuita.
A dimostrazione:
«Il libro qualcosa di buono lo avrà, considerato che l'Einaudi si è aperta al fantasy col suo romanzo.»
Esattamente il tipo di reazione che questa operazione voleva stimolare. (Scusa Coram se ti ho usato così)
Adesso non ci resta che aspettare e... leggere. E sperare che il team Einaudi abbia scelto bene e che questo sia solo l'inizio di tanto buon fantasy per noi. ![]()
» postato da Rita alle 13:37 del 29-01-2008
44 «
«Il libro qualcosa di buono lo avrà, considerato che l'Einaudi si è aperta al fantasy col suo romanzo.»
Esattamente il tipo di reazione che questa operazione voleva stimolare. (Scusa Coram se ti ho usato così)
»
Nulla
E' pensare il marketing. O, meglio, neuromarketing e cognitivismo.
» postato da Coram85 alle 13:59 del 29-01-2008
46 Certo che si è invidiosi, ci mancherebbe!!! Questo però non vuol dire che quello che si dice non abbia senso. Io continuo ad essere pessimista. Non sono convinto che il concetto "qualsiasi cosa italiana edita aiuti il genere ad emergere" sia del tutto vera. In Italia, secondo me, il problema non è la mancanza di lettori, per quanto ce ne siano pochi, quanto la loro sfiducia, giustificata o no, verso autori connazionali. Per questo le poche, e sacrosante volte che una casa editrice italiana si decide finalmente a stampare un autore italiano fantasy, dovrebbe fare molta attenzione. Tanti non comprano buoni romanzi solo perchè il nome in copertina è italiano. Se gli si da anche la scusa che di solito vengono editi libri discutibili, allora perchè mai dovrebbe spendere i suoi soldi su un'incognita quando ci sono decine e decine di autori stranieri con al seguito migliaia se non milioni di copie vendute? Costassero poco, i libri!!! E poi, diciamocelo, di questi tempi scrivere un buon romanzo fantasy è difficile proprio perchè il terreno è stato calcato tante e tante volte. Una cultura letteraria di genere, che significa solo aver letto un sacco, è indispensabile. 17 anni, se il libro è in stampa adesso l'avrà completato a 16... o è stato chiusa a forza in una biblioteca da quando è nata, oppure quello che ha scritto sarà purtroppo qualcosa che abbiamo già letto non una, ma una miriade di volte. Tra le altre cose, se il romanzo non decolla, a perderci sarà sopratutto l'autrice, purtroppo. Che non ha colpa ne della sua età ne di essere edita. Tanta fretta di metterla sotto i riflettori rischia solo di bruciarla. E nonostante l'invidia, mi dispiace per lei.
» postato da comewithme alle 12:32 del 30-01-2008
47 Che Einaudi apra al fantasy non mi stupisce visto che ha già pubblicato due libri del migior autore fantastico italiano (ovviamente a mio parere), Evangelisti. Che per farlo scelga una diciasettenne esordiente....concordo con rita
» postato da Bran alle 18:20 del 30-01-2008
48 Sono sincera, quando ho letto l'articolo non ho potuto fare a meno di pensare "no, l'ennesimo giovane talento letteraio per un pubblico di giovani lettori". Nulla contro la scrittrice, a cui vanno comunque i miei complimenti per essere stata pubblicata da Einaudi - dico: Einaudi! -, e nessun moto di invidia, non sono scrittrice nè aspiro a diventarlo pertanto non vedo "rivali" da invidiare; come lettrice tuttavia avrei preferito un autore, toh anche italiano, con un romanzo fantasy un po' alternativo...alla Miéville magari.
» postato da Melian alle 22:38 del 30-01-2008
49 Ci riflettevo... ma all'Einaudi, i neo responsabili della nuova sezione Fantasy, ma lo sanno chi sono Gaiman, Pullman, Miéville e altri più "moderni" e originali come Fantasy?
» postato da un muspeling alle 22:43 del 30-01-2008
50 Non credo sia facile entrare e accaparrarsi subito i migliori... Salani, Mondadori e Nord, tanto per citare alcune case editrici, essendo in pista da molto più tempo, si sono assicurate le opere e gli autori più quotati.
Certo, qualche autore internazionale di successo si poteva pur soffiare alla concorrenza... specie quelli nuovi, ma almeno già "rodati" in inglese.
Che dire, Einaudi paga l'inesperienza e l'orribile scelta di non pubblicare fantasy fino ad adesso...
Insomma, non pubblicare fantasy... ma che razza di scelta era ??? ![]()
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 14:29 del 31-01-2008
51 Io spero solo di non trovarmi di fronte ad una cosa simile a quella dell'altra italiana resa celebre dalla Mondadori ![]()
» postato da Cocci alle 03:41 del 01-02-2008
52 Premesso che sono molto lieta del fatto che l'einaudi pubblichi del fantasy - per quanto mi sia quasi indifferente che si tratti di fantasy italiano o no- mi accodo alle perplessità sulla scelta di una autrice così giovane. So bene che non bisogna giudicare qualcosa che non si è letto, ma le mie osservazioni partono da una semplice considerazione che potrà anche essere sbagliata, ma della quale sono piuttosto convinta. I geni esistono, ma sono molto rari motivo per cui parto dal presupposto che questa scrittrice non lo sia. Ritengo che per scrivere un romanzo occorrano immaginazione e capacità tecniche. Non v'è dubbio che a 17 anni si possa avere la prima, più perplessità ho sulle seconde, ma ammetto che non c'è periodo, dialogo o passaggio che non possa essere aggiustato con la guida di un buon editor. Immaginazione e tecnica. Vogliamo dire che avendo l'una e l'altra e shakerando il risultato sia un bestseller? Non credo, un terzo elemento -ed è qui che nascono i miei dubbi sulla scrittura adolescenziale in generale- è la capacità di elaborare i cliquè, la capacità creare personaggi credibili e non maschere e macchiette, la capacità di uscire dagli schemi. Ma per poterlo fare, per potere uscire dagli schemi, è necessario padroneggiarli quegli schemi, e l'unico modo è avere alle spalle montagne di letture (non a caso uno dei consigli più ricorrenti è quello di leggere per migliorare la propria scrittura) e montagne di scritti buttati giù di proprio pugno. Ora, con tutta la buona volontà, a 17 anni quante e quali letture si possono avere? Quanti e quali tentativi di scrittura alle spalle? Bah, forse sono io poco obiettiva, ma davvero ho sempre pensato che nulla si crea dal nulla
» postato da Tigana alle 10:43 del 01-02-2008
53 L'Einaudi non ha bisogno certo di puntare su autori di punta del fantasy, i suoi autori di punta in generale fanno le scarpe a qualsiasi autore fantasy in circolazione. Se decidono di puntare su un autore così giovane in un genere in cui non hanno mai voluto investire, avranno visto o granzi potenzialità, o grandi profitti. La linea editoriale di un casa editrice che nel corso degli anni ha saputo portare alla ribaltà dei fenomeni mondiali prima misconosciuti (almeno in Italia) non si può proprio discutere.
» postato da Theonlyandtheone alle 12:33 del 01-02-2008
54 Sì, ma un autore veramente buono di Fantasy, che fa un Buon Fantasy, ti assicuro, farebbe le scarpe (come già è successo in terre anglosassoni) a qualsiasi autore di mainstream ![]()
» postato da un muspeling alle 12:55 del 01-02-2008
55 Domanda: ma esistono davvero questi "giovani fenomeni" letterari?
Non mi riferisco alle sole vendite, vende anche Moccia (che non è nemmeno adolescente ma parla come se avesse appena scartato un bacio perugina :roll
, ma giovani autori che veramente hanno portato freschezza e originalità al genere fantasy e, soprattuto, sono durati nel tempo mantenendo gli stessi livelli dell'esordio?
» postato da Melian alle 13:01 del 01-02-2008
56 «Domanda: ma esistono davvero questi "giovani fenomeni" letterari?
Non mi riferisco alle sole vendite, vende anche Moccia (che non è nemmeno adolescente ma parla come se avesse appena scartato un bacio perugina :roll
, ma giovani autori che veramente hanno portato freschezza e originalità al genere fantasy e, soprattuto, sono durati nel tempo mantenendo gli stessi livelli dell'esordio?»
Imho no.
» postato da Kinzica alle 13:50 del 01-02-2008
57 «Sì, ma un autore veramente buono di Fantasy, che fa un Buon Fantasy, ti assicuro, farebbe le scarpe (come già è successo in terre anglosassoni) a qualsiasi autore di mainstream
»
Dipende cosa intendi per fare le scarpe. Se si parla solo in termini di vendite puoi anche aver in parte ragione (HP e Paolini), se parliamo in termini globali nessun autore fantasy riesce a fare le scapre a McCarthy. Mi risulta difficile comunque giudicare un editore da quanto vende, molto più facile giudicarlo per cosa pubblica. Se le due cose coincidono, tanto di cappello. Per l'Einauidi molte volte è così. ![]()
» postato da Theonlyandtheone alle 14:07 del 01-02-2008
58 «
se parliamo in termini globali nessun autore fantasy riesce a fare le scapre a McCarthy. »
Se allarghiamo il discorso al fantastico (e quindi il passo al fantasy è breve), mi sento autorizzato a tirare in ballo Calvino (anche Buzzati, ovviamente). Inarrivabile nel suo Le città invisibili, e 'ciabattino' tra i migliori 
» postato da franz alle 16:27 del 01-02-2008
59 Il discorso esula tranquillamente dal singolo autore, l'esempio di McCarthy era interessante, perchè è un'autore su cui Einaudi ha puntato molto, prima del suo successo globale, o almeno prima che il Pulitzer lo consacrasse. Poi è ovvio che la differenza tra fantasy e fantastico può essere molto sottile, anche se io non lo credo. ![]()
» postato da Theonlyandtheone alle 17:37 del 01-02-2008
60 Sono concorde con Marina: aspetto prima di dire la mia sull'autrice e il racconto...
Certo oggi che sono state scritte storie su storie, essere originali non è poi così facile.. Però c'è sempre da apprezzare i "nuovi eroi scrittori" ![]()
» postato da Harlock alle 20:38 del 01-02-2008
61 «L'Einaudi non ha bisogno certo di puntare su autori di punta del fantasy, i suoi autori di punta in generale fanno le scarpe a qualsiasi autore fantasy in circolazione. Se decidono di puntare su un autore così giovane in un genere in cui non hanno mai voluto investire, avranno visto o granzi potenzialità, o grandi profitti. La linea editoriale di un casa editrice che nel corso degli anni ha saputo portare alla ribaltà dei fenomeni mondiali prima misconosciuti (almeno in Italia) non si può proprio discutere.» Mc Carthy ha preso il Pulitzer con un romanzo non certo mainstream. l'Einaudi è una casa editrice di ottimo livello, al pari di altre ha scoperto un (grande) talento. Non è la prima e non sarà l'ultima, non è certo da mettere su un piedistallo. E la sua linea editoriale può essere parimenti discutibile. Riferendosi poi ai suoi romanzi precenti, Mc Carthy, non ha certo inventato niente. hai presente Steinbeck? Cris
» postato da Kinzica alle 22:10 del 01-02-2008
62 ««Domanda: ma esistono davvero questi "giovani fenomeni" letterari?
Non mi riferisco alle sole vendite, vende anche Moccia (che non è nemmeno adolescente ma parla come se avesse appena scartato un bacio perugina :roll
, ma giovani autori che veramente hanno portato freschezza e originalità al genere fantasy e, soprattuto, sono durati nel tempo mantenendo gli stessi livelli dell'esordio?»
Imho no.»
Mi auto quoto per specificare una cosa, non vorrei essere fraintesa:
alcuni autori secondo me si distinguono, anche se ancora è presto per tirare le somme. Nadir, D'Angelo e Mikimago.
Poi, tornando IT, è ovvio che il giudizio sul libro dell'Einaudi ha un senso solo dopo averlo letto.
Cris
» postato da Kinzica alle 22:16 del 01-02-2008
63 Forse sono stato frainteso, la mia difesa ad alcuni attacchi che mi erano sembrati un'attimo eccesivi all'Einaudi e al sua scarso impegno editoriale verso il genere fantasy si è trasformata in una sorte di discquisizione su Cormac. Dato che tutto ciò mi sembra OT cercherò di concludere brevemente.
Come ho già scritto, McCarthy era puramente esemplificativo, avrei potuto prendere altri autori, mi è venuto in mente lui forse perchè avrò venduto almeno 50 copie del suo libro, così come ne ho vendute un 100 della Vargas etc.. La linea editoriale dell'Einaudi è discutibile? Finchè mi fanno vendere così libri di qualità, io non glielo vado certo a dire. Steinback? Ho letto solo Furore, bello, ma preferisco Merididano di Sangue. D'altronde c'è chi nasce con la passsione di John Ernst (non sapevo nemmeno che si chiamasse così), chi con quella con quella di un altro John (Ford) che ha fatto più furore di quello che l'ha scritto....IMO. ![]()
» postato da Theonlyandtheone alle 23:15 del 01-02-2008
64 Io l'ho letto e devo dire che un gufo che ulula non l'avevo mai sentito e tantomeno letto da nessuna parte. La Strazzulla ha dato il potere al volatile non solo di ululare ma persino di urlare! Per non parlare poi dei: "il suo figlio..." Io ammiro la ragazza per aver imboccato questo sentiero ma mi chiedo: gli editor dormivano mentre leggevano la bozza? E questi sono solo esempi banali...
» postato da (caterina armentano) alle 23:30 del 15-03-2009
65 «Io l'ho letto e devo dire che un gufo che ulula non l'avevo mai sentito e tantomeno letto da nessuna parte. »
Ecco, questa mi mancava
![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 14:33 del 16-03-2009
66 «Io l'ho letto e devo dire che un gufo che ulula non l'avevo mai sentito e tantomeno letto da nessuna parte. La Strazzulla ha dato il potere al volatile non solo di ululare ma persino di urlare!» Mah, devo dire che i gufi (con tutti gli altri rapaci notturni) fanno anche versi peggiori. Provare per credere.
» postato da Barbagianni alle 10:38 del 17-03-2009
67 Provato, grazie!
Ma è che nella lingua italiana si usa dare un nome proprio a ogni verso, sai, così... per varietà e ricchezza di linguaggio ![]()
» postato da un muspeling alle 11:06 del 17-03-2009
68 ««Io l'ho letto e devo dire che un gufo che ulula non l'avevo mai sentito e tantomeno letto da nessuna parte. »
Ecco, questa mi mancava
»
Beh, c'è anche di peggio, come ad esempio stanze CIRCOLARI con tanto di mobili negli ANGOLI.
Evviva la geometria!

» postato da Okamis alle 12:09 del 17-03-2009
69 «««Io l'ho letto e devo dire che un gufo che ulula non l'avevo mai sentito e tantomeno letto da nessuna parte. »
Ecco, questa mi mancava
»
Beh, c'è anche di peggio, come ad esempio stanze CIRCOLARI con tanto di mobili negli ANGOLI.
Evviva la geometria!
»
Senza parole

» postato da Anonimo (DH) alle 12:24 del 17-03-2009
70 Quanti di voi, o miseri mortali, saprebbero distinguere un poligono regolare di 96 lati da una circonferenza?
La sapienza millenaria consente agli architetti degli Eterni di costruire stanze poligonali con 96 e più lati, e quindi con un buon numero di angoli, nei quali si possono collocare mobiletti con relativi soprammobili in stile liberty (lo sapete tutti che l'Art Nouveau l'hanno inventato gli elfi, no?).

» postato da uljanka alle 12:34 del 17-03-2009
71 «Quanti di voi, o miseri mortali, saprebbero distinguere un poligono regolare di 96 lati da una circonferenza?»
Grosso come una stanza di almeno 3-4 metri di raggio? Credo chiunque... diversamente anche gli angoli sarebbero indistinguibili dai lati e quindi la questione sarebbe futile. Come dite, anche adesso lo è? ![]()
» postato da Palin alle 13:06 del 17-03-2009
72 La questione è appunto futile. Una stanza circolare è senza angoli... ![]()
» postato da uljanka alle 13:11 del 17-03-2009
73 «La questione è appunto futile. Una stanza circolare è senza angoli...
»
Ma un poligono a 96 lati li ha ![]()
» postato da Palin alle 13:31 del 17-03-2009
74 Le stanze circolari sono in realtà stanze poligonali con decine di lati e altrettanti angoli. Ma le vediamo come circolari. Nessuno percepisce un mobile come "messo in un angolo" se è addossato alla parete di una stanza del genere. Quindi, a meno che l'autrice non avesse in mente una figura geometrica come il Miriagono di "Flatland", il cerchio perfetto con 10000 lati e 10000 angoli la sua è una svista.
» postato da uljanka alle 13:41 del 17-03-2009
75 A questo punto c'è da aspettarsi di tutto
Anche il lupo mannaro pieno di complessi che va dallo psicanalista perchè quando fa per assalire le persone, queste si mettono a ridere. Per forza: invece di ululare o ringhiare ferocemente si mette a cinguettare soavemente
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» postato da Anonimo (DH) alle 20:37 del 18-03-2009
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1 ...mi chiedo se sia sensato essere così estremisti. O gli editori non pubblicano autori italiani, oppure pubblicano italiani, giovanissimi, privi di esperienza, sconosciuti, che non hanno neppure finito le scuole dell'obbligo. COn tutti gli autori già rodati e riconosciuti da concorsi e mezze pubblicazioni, il cui unico, o per meglio dire fondamentale difetto è solo la mancanza di copertura commerciale e pubblicitaria... E poi dicono che il genere fantastico non è maturo in Italia! Più che altro, forse a non essere maturi sono gli autori editi. Non si parla di talento, ma di esperienza, che è solo l'età e la lettura ad aumentare. Un bel concorso, con equa selezione, non sarebbe stato meglio per aprire i battenti al genere? Forse sono polemico, ma se mezza Italia scrive e cerca di essere edita, siamo certi che proprio una diciasettenne la spunti? Personalmente non ho ancora compreso il sistema editoriale di selezione degli inediti. Pronto, capo, fantasi, ok, ecco il primo dove mi cade l'occhio lo pubblichiamo. Sono contento per L'autrice, e che nn me ne voglia. Ma rimane una diciasettenne che verrà pubblicata su una importantissima casa editrice alla faccia di tanti altri che dedicano ai loro scritti anni ed anni di esperienza e fatica. In Italia non abbiamo i Martin o Rowling, ed andiamo a cercare i Paolini...
» postato da Luca Forgiarini alle 09:24 del 28-01-2008