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Ma se J.K. Rowling lo sapesse...

Ieri abbiamo parlato del caso Lexicon, un'enciclopedia potteriana che - lo ricorderete - J.K. Rowling e la Warner Bros stanno cercando di bloccare.
Prendendo spunto da quella vicenda, facciamo un'esercizio di pura speculazione mentale e immaginiamo di scrivere una serie di libri con le seguenti caratteristiche:
— una scuola di magia in un castello circondato da montagne e da una foresta (proprio come a Hogwarts)
— una preside dai tratti fermi ma gentili e comprensivi (proprio come Albus Silente);
— un'insegnante di pozioni allampanata, vestita di nero, dal carattere arcigno e che se la prende sempre con il personaggio centrale della serie (proprio come Severus Piton fa con Harry Potter);
— un'insegnante di incantesimi (proprio come il professor Filius Vitious)
— delle formule magiche composte da un misto di Inglese e Latino (altresì come gli incantesimi della serie di Harry Potter);
— delle lezioni di volo sulla scopa (proprio come nella famosa scena della con Madama Bumb nel cortile di Hogwarts);
— un terzetto buono che litiga sempre con un personaggio rivale rappresentato da un'antagonista affetta da evidente complesso di superiorità (proprio come Harry, Ron ed Hermione da un lato e Draco Malfoy dall'altro);
— lo spauracchio degli esami per conseguire la licenza magica, agitato dai professori come incentivo a studiare (proprio come i GUFO);
— divise scolastiche complete di mantelli e cappelli da strega (proprio come quelle dell'iconografia classica, dalle quali anche la serie di Harry Potter attinge);
— studenti che possiedono un gatto per ciascuno (proprio come a Hogwarts ogni studente ha un animale da compagnia);
— un mago famoso e pieno di sé che incanta l'intera scolaresca (proprio come Gilderoy Allock).
Ebbene, dato il polverone che la Rowling ha sollevato con un semplice Lexicon, non pensate che se qualcuno di noi scrivesse una serie di questo tipo, l'autrice ci salterebbe addosso come un razzo?
Beh, peccato che questa serie non solo è già stata pubblicata, ma da essa è stata tratta anche una serie televisiva. Si chiama The Worst Witch ed è stata scritta da Jill Murphy, autrice inglese con l'interesse della scrittura e del disegno dall'età di quattro anni e una vita sfortunata a suo carico.
Fra calderoni e incantesimi, la scrittrice narra le vicende scolastiche della timida Mildred Hubble, apprendista strega presso l'Accademia di Cackle. Mildred ha una nemica nell'altezzosa e aristocratica Ethel Hallow e due fidate compagne in Maud Moonshine ed Enid Nightshade. Mildred è coccolata dalla bonaria direttrice Miss Cackle e vessata dall'insegnante Miss Hardbroom.

Come mai allora J.K. Rowling e la Warner, così solerti ad accusare Lexicon di speculare sulle fatiche altrui, non si sono diretti di corsa verso il più vicino tribunale trascinandovi la Murphy?
Molto semplice: perché il primo libro della serie appena menzionata risale al 1974 e il film che ne fu tratto risale al 1986 (mentre nel 1998 vide la luce una serie tv). Cioè, rispettivamente, 17 e 5 anni prima che uscisse La Pietra Filosofale sotto forma di libro e di film (mentre ancora non si parla, stranamente, di una Potter serie per il piccolo schermo).
Potete gustare un assaggio delle similarità sopra descritte attraverso la visione questi quattro spezzoni dei telefilm (che dal 2002 al 2003 furono trasmessi anche in Italia su Rai Due, RaiSat e Disney Channel col titolo A scuola di streghe):
LEZIONE DI VOLO
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INCANTESIMO ANGLO-LATINO
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LEZIONE DI POZIONI
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IL FRATELLO DI GILDEROY?
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Su youtube ne trovate comunque molti altri, se vi va di continuare la comparazione per conto vostro.
Alla luce di tutto questo, cosa vogliamo dimostrare? Vogliamo forse indicare, con tutto ciò, che Harry Potter sia solo un volgare plagio della serie ideata dalla Murphy? Non necessariamente, perché può anche darsi che due persone abbiano la stessa idea senza sapere nulla l'una dell'altra. Del resto è accaduto anche a molti inventori e poi, se C.G. Jung aveva ragione, tutti noi peschiamo da un unico serbatoio collettivo inconscio, no? E come accade anche a scuola con i temi, una stessa idea, in mano a una persona diversa, può venire con sfumature diverse che la rendono comunque unica. Diversissime infatti sono le avventure che coinvolgono Mildred e Harry.
Ad ogni modo è comunque innegabile che esistano in questo caso — e in grande quantità — delle similarità nettissime nel 'setting', che avrebbero offerto alla ben meno nota Murphy molti validi appigli contro la celeberrima Rowling. Eppure la Murphy non le ha mai fatto causa....
Dove vogliamo arrivare, allora, per tirare le somme?
Anche qui è molto semplice: non sarebbe ora di piantarla di gridare alla violazione del copyright ogni volta che un libro presta il minimo fianco a qualche obiezione? Non sarebbe meglio rilassarsi un attimo e lasciare che la creatività di ciascuno fluisca liberamente, senza agitarle davanti spauracchi togati, specialmente quando non è in gioco una necessità economica stringente? E in ultima battuta non sarebbe ora di lasciare i lettori liberi di decidere quello che desiderano leggere e di premiare o meno il mercato facendo scelte autonome, senza bisogno di essere manipolati da pubblicità, accuse, processi mediatici o altri mezzi del genere?
Suvvia signora Rowling, abbiamo appena visto che nessuno è perfetto: allora faccia anche lei un passo indietro...
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Commenti
2 «Sulla testa dei giudici c\'è scritto la legge è uguale per tutti, ma le leggi sui diritti d\'autore non lo sono per niente. Mettiamo che la Murphy avesse tentato di fare causa alla Row, secondo voi quante possibilità di vittoria poteva avere? Stiamo parlando di una piccola scrittrice contro l\'autrice che ha venduto + libri al mondo sostenuta da una majior cinematografica. Possibilità di vittoria 0.
.»
no, su questo non sono d'accordo. Se la Murphy avesse fatto causa avrebbe avuto le stesse possibilità di chiunque (del resto la storia giudiziaria è piena di pesci piccoli che mangiano quelli grandi), a meno che si voglia sottintendere che la Warner si compra i giudici per le serie da lei opzionate
Una pratica un po' rischiosa, oltre che dispendiosa...
:">
Ma ancora una volta il punto che volevo centrare non è questo, bensì il fatto che se tutti si dessero una calmata, con la paranoia del diritto d'autore (anche perché nessuno è in grado di poter scagliare la prima pietra, a conti fatti), vivremmo tutti più tranquilli. Guardate che casino succede anche nella musica... ![]()
» postato da Marina alle 01:11 del 30-04-2008
3 concordo con marina: la storia dei diritti d'autore è una cosa complessa e intricata, ma già oggi esistono validi esempi (in tutti i campi) di come un autore possa "difendere" la sua opera e trarne profitto senza chiuderla nella campana di vetro della legge, dove tutti possono guardare (pagando) ma non toccare. Ne avevamo già parlato nella discussione su "manituana" nel canale "annunci e segnalazioni". I Wu Ming hanno in ballo un grande progetto aperto legato a questo libro, dove tutti i volenterosi possono impegnarsi a contribuire scrivendo, disegnando, componendo musica, inventando qualsiasi cosa che possa arricchire il mondo che sta attorno e dentro la storia narrara...pensate cosa accadrebbe se fosse così anche per HP...
» postato da Bran alle 08:06 del 30-04-2008
4 L'articolo è ben scritto e costruito, ma si basa su una premessa fallace, cioè che il caso Lexicon sia basato sul plagio delle -idee- di J. K. Rowling. La base del caso in corso, tuttavia, è un'altra: l'uso del -materiale- di J. K. Rowling (le -parole e frasi scritte dalla Rowling-, non i concetti su cui si basano). Mi spiego meglio: c'è la stessa differenza che corre tra scrivere una scherzosa canzone d'amore che parla di una vigilessa di nome Rita e prendere "Lovely Rita" dei Beatles e aggiungere uno strumento o due, o riarrangiare una sezione, o missare il tutto in maniera diversa. Che dal punto di vista legale o morale la ragione sia in un campo o nell'altro, se ne può discutere (la chiave del caso è il fatto che l'opera di Vander Ark sia abbastanza "transformative" rispetto al materiale originale, e il giudice non ha ancora deliberato al riguardo) ma il concetto è molto diverso.
» postato da (Matteo Scarabelli) alle 08:26 del 30-04-2008
5 La precisazione è corretta. Resta il fatto che un giudice potrebbe benissimo decidere che, nel caso Harry Potter - The Worst Witch si tratta più di una situazione da "Lovely Rita" che da vigilessa di Milano. I contorni del confine tra ispirazione e plagio restano tuttoggi molto incerti, più che mai nella giustizia anglosassone, dove praticamente tutte le sentenze fanno giurisprudenza.
» postato da WebWizard alle 08:56 del 30-04-2008
6 «L'articolo è ben scritto e costruito, ma si basa su una premessa fallace, cioè che il caso Lexicon sia basato sul plagio delle -idee- di J. K. Rowling. La base del caso in corso, tuttavia, è un'altra: l'uso del -materiale- di J. K. Rowling (le -parole e frasi scritte dalla Rowling-, non i concetti su cui si basano).
.»
Matteo, so bene che si tratta di due diverse violazioni del diritto d'autore ma ai fini dell'articolo questo non rileva assolutamente perché il punto di arrivo è unico, e cioè quello che ha ben riassunto Brak Mak Morn: voler chiudere il copyright "sotto la campana di vetro", essere rigidi come stoccafissi al riguardo. E questo idnipendentemente dalla fattispecie coinvolta.
Ora, io sono daccordo , per es, che non venga permesso che uno prenda i personaggi di Harry e ne faccia una ff e poi possa pubblicarla (ad ogni modo anche qui c'è la contraddizione x cui su Internet viene tollerato); non sono d'accordo invece sul fatto che uno rompa le balle su un'enciclopedia contendo al grammo ciò che è stato riassunto/parafrasato, perché per forza un'enciclopedia deve utilizzare dei compromessi di questo tipo. E per me vale benissimo la discriminante: se leggo l'encilopedia non vorrò leggerei romanzi? Domanda peraltro retorica, tranne che nella mente dei legali della Row (e chissà perché eh
).
Per quanto riguarda il tuo esempio musicale, il paragone non è cmq calzante, visto che guide e ed enciclopedie sono prassi comuni nel mondo accademico (e ad ogni modo la Row cade in contraddiizone quando tollera quella on line) mentre costruire una canzone con pezzi altrui è operazione diversa e mai consentita, neppure del resto con dei romanzi, visto che prendere appunto la trama di un libro e cambiare qualcosa qua e là è l'esempio più classico di plagio che si possa trovare.
«
ma si basa su una premessa fallace, cioè che il caso Lexicon sia basato sul plagio delle -idee- di J. K. Rowling.»
faccio tra l'altro una precisazione: nemmeno nel caso della Murphy sostengo che ci sia un 'plagio di idee', visto che il copyright non tutela l'idea ma solo il modo in cui viene espressa. Mi spiego: in sé usare l'idea di un castello, di un scuola di magia, di una foresta, è pratica del tutto lecita. Se però si inizia a combinare una scuola di magia che ha sede in un castello circondato da una foresta, ecco dove possono iniziare i problemi...
» postato da Marina alle 10:00 del 30-04-2008
7 Se però si inizia a combinare una scuola di magia che ha sede in un castello circondato da una foresta, ecco dove possono iniziare i problemi... Anche qui non vedo il problema, una scuola può essere circondata da una foresta. Non penso che si possa mettere un copyright su un'idea così comune, come non penso che si possa mettere sul fatto che dei maghi usino delle bacchette, certo che se queste bacchette sono fatte di certi tipi di legno pressi dagli alberi dello zodiaco celtico allora si può dire che è plagio. Il problema non nasce dal fatto che l'enciclopedia era in rete, ma che adesso sia stampata, e potrebbe far nascere della confusione sul quella che la Row ha intenzione di pubblicare. Qui la rete non credo che c'entri molto, anche perchè sarebbe contro produttivo per la Row e la WB far chiudere i siti d'informazione o di fanfic o i forum che parlano di Harry Potter, che sono tutta pubblicità gratuita, quello che fanno i fans in rete non lo fanno i siti ufficiali. Forse senza il web il successo di HP sarebbe stato molto minore. Marina ha ragione quando dice che ci si sta esasperando su tutto questo, e che forse la Row e la WB vincerà la causa, ma quanto ne avrà perso davanti ai suoi fans.
» postato da (dalastor ) alle 10:46 del 30-04-2008
8 «Se però si inizia a combinare una scuola di magia che ha sede in un castello circondato da una foresta, ecco dove possono iniziare i problemi...
Anche qui non vedo il problema, una scuola può essere circondata da una foresta. Non penso che si possa mettere un copyright su un'idea così comune,»
era per esemplificare. Chiaro che non basta questo ma se via via aggiungi tutti gli elementi evidenziati nell'articolo a proposito del romanzo della Murphy, ecco che hai in mano un buon caso. Il che non significa che io concordi con questa accezione lata di plagio, perché come ho detto, dai uno stesso tema (attenzione: non gli stessi personaggi e la stessa storia eh!) a una persona diversa e te lo svolgerà in modo diverso. Ma le leggi non le faccio io
« Il problema non nasce dal fatto che l'enciclopedia era in rete, ma che adesso sia stampata, e potrebbe far nascere della confusione sul quella che la Row ha intenzione di pubblicare.»
eh no, questo è uno dei punti chiave dell'altro articolo: se c'è violazione, non importa dove è pubblicata e fare un distinguo è solo ipocrisia da parte della Row, solo perché online è gratis e dunque il tipo non ci guadagna tranne che con l'adverts.
« Qui la rete non credo che c'entri molto, anche perchè sarebbe contro produttivo per la Row e la WB far chiudere i siti d'informazione o di fanfic o i forum che parlano di Harry Potter, che sono tutta pubblicità gratuita, quello che fanno i fans in rete non lo fanno i siti ufficiali. »
Dalastor, alla Warner non frega nulla dei siti, altrimenti non avrebbe cercato di far chiudere quelli coi domini contenenti il nome di Harry
L'UNICO motivo per cui tollerano, come tolerano le ff, Row compresa, è perché in rete son talmnete tante che è impossibile perseguirle tutte e dunque fan buon viso a cattivo gioco mostrandosi come quelli di larghe vedute ![]()
» postato da Marina alle 10:54 del 30-04-2008
9 E per me vale benissimo la discriminante: se leggo l\'encilopedia non vorrò leggerei romanzi? ma il punto non è questo a mio avviso, il punto è che lexicon è un\'enciclopedia che ha la pretesa di racchiudere e spiegare un mondo creato da un altra persona, persona che è davvero l\'unica a sapere che cosa ha immaginato quando scriveva la sua opera. Se non ci viene detto dalla R. nessuno di noi può sapere ad esempio quand\'è il comleanno di un personaggio, quando è morto, o che cosa ha fatto nella vita, in quanto nessuno può oggettivamente essere nella sua testa, non so se mi spiego. Un\'altra cosa è il caso dell\'idea uguale in tempi diversi, su cui non ho nulla da obiettare (salvo poi allora andare a capire il perchè M.Z.Bradley non fece lo stesso con uno dei suoi romanzi, ma questa è un\'altra storia). Anzi, la stessa R. dichiarò che tutti sono liberissimi di scrivere storie di magia e di scuola di magia anche in altri paesi. Ed infine, tutta la faccenda è raccontata anche sul suo sito in cui spiega appunto che i personaggi sono suoi (e che comunque le informazioni presenti in lexicon lei le aveva messe a disposizione gratuitamente, quindi no è giusto che altri si arricchiscano quando una cosa era gratis on-line) e sta preparando lei l\'Enciclopedia sulla sua serie. Ora sarà anche solo un qualcosa a scopo speculativo il fatto che lei blocchi lexicon in favore del proprio lavoro che uscirà, ma voi che fareste al posto suo? Mi fa riedere il fatto che si dica di rilassarsi, se toccasse a voi altro che rilassati sareste! da fan oltrettutto, gradirei assai meglio leggere l\'enciclopedia della R. piuttosto che quella scritta da terzi. Generalmente trovo molto obiettivo e costruttivo ogni volstro articolo, questo invece mi ha lsciata di stucco.
» postato da (Silvia -) alle 11:38 del 30-04-2008
10 A mio dire l'unica cosa che si può dimostrare è che se si ambienta una storia in un certo contesto, determinati clichè sono quasi impossibili da evitare. Il resto sono risibili basi su cui solo uno squalo d'avvocato potrebbe pensare di ricavare qualcosa.
» postato da Phayart alle 11:49 del 30-04-2008
11 « E per me vale benissimo la discriminante: se leggo l\'encilopedia non vorrò leggerei romanzi?
»
cioè? Silvia, non riesco a capire il senso dell'affermazione: intendi dire che secondo te chi si legge Lexicon non vorrà leggere i romanzi?
«
ma il punto non è questo a mio avviso, il punto è che lexicon è un\'enciclopedia che ha la pretesa di racchiudere e spiegare un mondo creato da un altra persona, persona che è davvero l\'unica a sapere che cosa ha immaginato quando scriveva la sua opera. Se non ci viene detto dalla R. nessuno di noi può sapere ad esempio quand\'è il comleanno di un personaggio, quando è morto, o che cosa ha fatto nella vita, in quanto nessuno può oggettivamente essere nella sua testa, non so se mi spiego. »
no,in effetti non ti seguo: lexicon dice su HP quello che si evince dai libri piu' quello che la Row ha dichiarato, quindi dove sta il problema? Non è che si inventa le cose...
«
Un\'altra cosa è il caso dell\'idea uguale in tempi diversi, su cui non ho nulla da obiettare (salvo poi allora andare a capire il perchè M.Z.Bradley non fece lo stesso con uno dei suoi romanzi, ma questa è un\'altra storia).
»
dipende da quanto è uguale Silvia, perché ad esempio le similitudini fra la Row e la Murphy sarebbero una bella sfida per la legge
«
Anzi, la stessa R. dichiarò che tutti sono liberissimi di scrivere storie di magia e di scuola di magia anche in altri paesi.
»
beh, grazie, non e- che la Row possa impedire cio che non viene impedito per legge...
«
Ed infine, tutta la faccenda è raccontata anche sul suo sito in cui spiega appunto che i personaggi sono suoi (e che comunque le informazioni presenti in lexicon lei le aveva messe a disposizione gratuitamente, quindi no è giusto che altri si arricchiscano quando una cosa era gratis on-line) »
la Rowling non ha emesso a disposizone un bel nulla, Silvia, e- l-autore di lexicon che l-ha fatto
«
e sta preparando lei l\'Enciclopedia sulla sua serie. Ora sarà anche solo un qualcosa a scopo speculativo il fatto che lei blocchi lexicon in favore del proprio lavoro che uscirà, ma voi che fareste al posto suo? Mi fa riedere il fatto che si dica di rilassarsi, se toccasse a voi altro che rilassati sareste! da fan oltrettutto, gradirei assai meglio leggere l\'enciclopedia della R. piuttosto che quella scritta da terzi. Generalmente trovo molto obiettivo e costruttivo ogni volstro articolo, questo invece mi ha lasciata di stucco.»
Silvia, l-obiezione della Row e- ridicola per il semplice motivo che NESSUNA ENCICLOPEDIA POTRA- COMPETERE CON LA SUA. E questo e- un fatto. Quindi per rispondere alla tua domanda, se fossi la Row Lexicon mi afrebbe semplicemente ridere. Inoltre se le danno noia le enciclopedie perche non ha bloccato quelle che sono invece liberamente in circolazione.
L-articolo probabilmente ti ha lasciata di stucco perche stai ragionando da fan, non obiettivamente. E ti giro la tua domanda> se tu fossi la Murphy, applicando il ragionamento che applichi alla Row, non avresti fatto causa?
«
Il resto sono risibili basi su cui solo uno squalo d'avvocato potrebbe pensare di ricavare qualcosa..»
che gli avvocati ci marcino e- indubbio ma loro non fanno altro che applicare quello che altri, cioe il legislatore, hanno decretato. Quindi la resposnabilita, in primis, e di una legge sul copyright troppo stretta per certi aspetti, come ad esempio IMO la durata della protezione
NOTA> mi scuso per gli accenti e gli apostrofi sballati ma mi e improvvisamente impazzita la tatsiera e tutti i caratteri non alfabetici si son sballati
» postato da Marina alle 12:42 del 30-04-2008
12 Tralasciando la questione della rete, qui si mette anche in discussione, l'uscita di Libri che parlano di altre saghe. Quanti sono i libri/enciclopedia, su star wars o star trek, o su Tolkien o su fumetti Marvel o DC? Ma vi sembra logico pensare che qualcuno smetta di guardarsi una serie tv o di leggere un romanzo o un fumetto perchè ne esiste una enciclopedia, secondo me un'enciclopedia di queste opere come anche di HP, non è altro che un surplus un corpo aggiunto come i contenuti speciali di un film in dvd, che fra l'altra viene comprato da chi già a letto l'opera. Faccio un esempio i libri sulla fisica di star trek, vengono comprati da appassionati della serie x sapere come funziona in linea teorica un motore a curvatura, spiegazione che non si trova nella serie e molto spesso questi libri vengono scritti da fans. Bloccare questo genere di pubblicazioni in web o su carta sarebbe un danno enorme, vorrebbe dire anche che i libri di critica letteraria o di cinema violano i diritti d'autore. Secondo il motivo di questo processo sta nel titolo Lexicon = enciclopedia, è nella impossibilità di usare lo stesso titolo quando la Row farà uscire la sua enciclopedia.
» postato da (dalastor ) alle 14:40 del 30-04-2008
13 « Secondo il motivo di questo processo sta nel titolo Lexicon = enciclopedia, è nella impossibilità di usare lo stesso titolo quando la Row farà uscire la sua enciclopedia. »
ipotesi interessante, ma se così fosse mi viene da domandarmi perché allora non si sia trovato un accordo prima di tutto sto putiferio
:
. Credo che l'editore di Lexicon, pur di pubblicare senza intoppi, avrebbe volentieri modificato questo aspetto usando qualche artificio... Non so, davvero più ci penso più questa causa - a prescindere dalle strette questioni legali - non ha assolutamente senso...
PS: Dalastor, non per farmi i fatti tuoi
, ma perché non ti iscrivi al forum anziché restare un semplice ospite? ![]()
» postato da Marina alle 15:26 del 30-04-2008
14 Scusami marina, sono io che non so utilizzare questo sito nel modo giusto. La prima frase l'ho riportata dal tuo post precedente e il seguito che ho scritto voleva solo esserne la risposta. No, non ti parlo da fan, per il semplice fatto che se io fossi stata la Murphy avrei probabilmente fatto causa, visti tutti i punti in comune. Ma come dici tu, ed io condivido, tutti allora potrebbero essere accusati di plagio o appropriazione indebita di opere altrui! In questo caso vige secondo me il tacito buonsenso come hai giustamente già detto tu e come anche la R. mi sembra abbia fatto più che abbondantemente, visto che i libri con la dicitura HP proliferano in ogni dove e fanno vendere per il semplice fatto di portane il nome! Ti invito a leggere i commenti della R. stessa alle date del 31/10/07 e del 09/11/07, a mio avviso in questo caso non è poi così strano che la R. abbia intentato causa. Ma al di là della giustezza o meno, della ragione o meno, (perchè ognuno di noi è libero di dire e pensare come crede, ci mancherebbe) non ho proprio gradito il tono dell'articolo nè il tono delle risposte in quanto in generale non amo le polemiche e mi è dispiaciuto vederne il tono in questo sito (che come dico mi è sempre sembrato molto al di sopra delle polemiche e del gossip da bar sport, per intenderci). Per quel che riguarda M.Z.Bradley mi riferisco al vostro stesso excursus in cui avete citato la cosa. Come dice una mia amica, idee uguali in tempi diversi. Ma questo è ben diverso a mio avviso dal caso Lexicon. Spero di essere stata più chiara questa volta.
» postato da (Silvia -) alle 17:40 del 30-04-2008
15 Per me Marina centra esattamente il punto quando cita Jung: «può anche darsi che due persone abbiano la stessa idea senza sapere nulla l'una dell'altra. Del resto è accaduto anche a molti inventori e poi, se C.G. Jung aveva ragione, tutti noi peschiamo da un unico serbatoio collettivo inconscio, no?» Esplorare un Castello popolato da fantastiche creature, di notte, con gli amici, per giunta avendo a disposizione un pò di magia... queste cose risuonano dentro di noi ! Questi sono proprio gli elementi che hanno portato la fortuna di Harry Potter, unitamente al fatto che l'autrice sa sicuramente il fatto suo quando crea le trame, i personaggi e l'ambiente. Se ci mettiamo a guardare nella letteratura, sono sicuro che riusciamo a trovare altri esempi, oltre quello della Murphy. Nel 1977, ad esempio, la famosa scrittrice per ragazzi Diana Wynne Jones pubblicava il romanzo "Vita Stregata", dove l'adolescente Cat Chant viene invitato a imparare la magia (insieme con altri ragazzi) nel magico castello dell'Incantatore Chrestomanci. Ovviamente va in giro di notte e affronta pericoli e creature fantastiche... Il punto è che in queste beghe legali, JK Rowling rischia di passare per antipatica e perdere in popolarità e magari lettori. Il tutto per impedire a Van der Ark di pubblicare ciò che ha già scritto in Internet. Ne vale la pena? E poi insomma... basta spremere le idee trite e ritrite! Basta con questa enciclopedia! Harry Potter è finito? JKR sa scrivere bene i romanzi? Forza e coraggio! Nuove storie, un fresco afflusso di fantasia... e una nuova avventura letteraria! Se quel che scrivi vale, JKR, i fan seguiranno ti seguiranno ancora!
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 19:00 del 30-04-2008
16 io non so chi ha scritto questo articolo, ma il telefilm di The Worst Witch è stato trasmessso da Rai2 prima dell'apparizzione di Harry Potter1, quindi la Ro non può fare proprio nulla visto che The Worst Witch è stato creato prima anche del primo romanzo della Ro!
» postato da D.Tennant alle 14:46 del 28-08-2011
17 Sono andata a rileggere alcune cose, contro The Worst Witch la Roling non può fare nulla, i libri sono stati pubblicati nel 1974 e la serie tv è stata messa in onda nel 1998 in Italia mentre il primo harry potter è stato pubblicato nel 1997 ma il film è stato creato nel 2001, quindi se lei volesse citarte Jill Murphy è la Roling che subirebbe!
» postato da D.Tennant alle 15:29 del 28-08-2011
18 «Sono andata a rileggere alcune cose, contro The Worst Witch la Roling non può fare nulla, i libri sono stati pubblicati nel 1974 e la serie tv è stata messa in onda nel 1998 in Italia mentre il primo harry potter è stato pubblicato nel 1997 ma il film è stato creato nel 2001, quindi se lei volesse citarte Jill Murphy è la Roling che subirebbe!» non ho mica capito l'obiezione, è esattamente il putno su cui fa perno l'articolo! Forse dovresti rileggerlo...
» postato da Marina alle 16:33 del 28-08-2011
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1 Conosco questa serie, ed è un peccato che da noi i libri di Jill Murphy non siano stati tradotti. Anche qui come x il caso di book of magic o il film Troll non ci dato sapere se la Row avesse letto i libri della Murphy prima di scrivere Harry. Sulla testa dei giudici c\'è scritto la legge è uguale per tutti, ma le leggi sui diritti d\'autore non lo sono per niente. Mettiamo che la Murphy avesse tentato di fare causa alla Row, secondo voi quante possibilità di vittoria poteva avere? Stiamo parlando di una piccola scrittrice contro l\'autrice che ha venduto + libri al mondo sostenuta da una majior cinematografica. Possibilità di vittoria 0. E se invece tutto questo processo non sia altro che un modo per far continuare a far parlare di se e di HP, un po\' come la dichiarazione del Silente Gay dopo l\'uscita del 7 libro. Non è che la Row e ancora di + la WB temano che il fenomeno Potter venga dimenticato prima del 2011 cioè prima dell\'ultimo film. Ai posteri ardua sentenza.
» postato da (dalastor ) alle 00:46 del 30-04-2008