Danilo Arona è una vecchia conoscenza del fantastico italiano. Nato nel 1950, laureato in filosofia con indirizzo psicanalitico, Arona è scrittore, saggista, critico cinematografico, giornalista e musicista. E abbastanza?

Come autore, ha pubblicato svariati racconti e libri, tra i quali ricordiamo L’ombra del dio alato, La stazione del dio del suono, Rock, Il vento urla Mary, Palo Mayombe, Cronache di Bassavilla, Black Magic Woman, Finis Terrae, Melissa Parker e l’incendio perfetto, Santanta, La croce sulle labbra (con Edoardo Rosati).

Lo abbiamo strappato dalla sua indemoniata tastiera per intervistarlo.

Benvenuto, Danilo, su FantasyMagazine.

Grazie a voi. All'apparenza il Fantasy non starebbe nelle mie corde, ma l'apparenza come sempre inganna. Sdoppiandomi nel critico che da sempre voglio essere, esiste uno scoppiettante universo fantasy nelle viscere sotterranee della mia narrativa. Una certa “Black Magic Woman” proviene proprio da un mondo antichissimo e parallelo popolato da maghi, draghi e guerrieri.

Da lettore e da scrittore, il fantastico (nelle sue molteplici forme) lo bazzichi da ben più di qualche... “annetto”. Nell’ambito dei generi che compongono l’universo della fiction fantastica, quali sono, nel bene o nel male, le differenze che vivi in modo più marcato rispetto al passato?

Rispetto al passato, c'è che la passione è divenuta – quasi – un lavoro. Non me ne lamento, sia chiaro. Ma quando ti trovi a fare i conti con progetti importanti e consegne da rispettare, c'è un sacco di roba da leggere – e anche da vedere - che si accumula. E qualcosa inevitabilmente si perde o la si lascia troppo indietro. Il fantastico in tutti i suoi rivoli è diventato pingue, ricco e interessantissimo: tanto in Europa che negli Stati Uniti. Uno come me – che peraltro deve lavorare su altri fronti per ragioni alimentari -, che vorrebbe conoscerne il più possibile per purissima passione, mi sa che non ce la fa... Ma, insomma, questo non è altro che uno degli aspetti dell'umana tenzone quotidiana. Il divertimento scaturisce anche da qui. Da questa continua sfida con sé stessi.

Soprannaturale e horror sono i tuoi cavalli di battaglia. Ma, pur conservando degli aspetti tipicamente aroniani (ops, suona come un popolo alieno; ) ), hai operato su più generi, distinti o in contaminazione, quali il thriller, la science fiction e il fantasy. Di quest’ultimo in particolare, cosa ci racconti? Quali sono i suoi punti di forza, a tuo avviso. Quali le debolezze. Quali gli autori fantasy che più hai apprezzato?

Pazuzu
Pazuzu
Guarda, non ti nascondo che di tutte le varie “stanze” del fantastico, quella del fantasy è la meno frequentata. Non cerco scusanti e in parte temo proprio di avere sbagliato. Se consideri che mi sono ingorillato da piccolo per i Racconti di Dracula, Edgar Allan Poe e H.P.Lovecraft e che, una volta superati gli anni Sessanta, sono stato “arruolato” nella fantascienza militante dall'impagabile Vic Curtoni, puoi capire come ci sia passato attraverso senza poterlo apprezzare nella sua giusta dimensione. Negli anni Settanta poi c'erano questi schieramenti, fantasy di destra contro fantascienza di sinistra, se qualcuno se ne ricorda. Comunque un po' l'ho recuperato, non facendomi mancare il meglio di Tolkien, Howard, Moorcock, Sprague de Camp, Martin... e il cinema, ovviamente, mi ha aiutato molto. Forza e debolezza? Credo che i cultori, veri, del fantasy siano una setta che ama il genere proprio in virtù dei suoi schematismi e della sua prevedibilità programmatica. Perciò mi esento dall'elencarne caratteristiche che, per chi le ama, ne rappresentano esattamente i punti di forza. Di sicuro uno come me apprezza la componente horror che nel fantasy genuino c'è e suona “autentica”. Gli autori che più apprezzo sono quelli che ho appena citato.

Hai mai partecipato ad una pizzata in tavola con un tipo di nome... Yon Kasarai?

Me l'ha presentato Franco Forte. Kasarai è uno scrittore molto eclettico. Cambia stile a ogni libro.

Il suo libro “Pazuzu” (DelosBooks) come ti sembrava?

Un interessante tentativo di far uscire – solo un pochino – il genere dai paletti dell'audience adolescenziale. A me è piaciuto, ma dalla mia parte di barricata il parere è ininfluente. E' il pubblico ad avere sempre ragione.

Yon Kasarai è presente, assieme ad un’eclettica squadra di autori (Stefano Di Marino, Gianfranco Nerozzi, Alan D. Altieri, Barbara Baraldi, Andrea G. Colombo, Giacomo Cacciatori e vari altri) in un’antologia recentemente pubblicata da Epix, l’ultima nata tra le collane da edicola della Mondadori. Bad Prisma è una tua creatura. Vuoi raccontare qualcosa di questa esperienza anche ai nostri lettori?