Amneris Di Cesare

Comprendendo le posizioni e le tematiche che attraverso i libri Lei si è posta in animo di trasmettere, conoscendo l'impegno sociale che manifesta anche attraverso il suo blog, apprezzando la bravura nell'esprimersi attraverso la narrazione che mostra uno stile
impareggiabile, mi chiedo: perché esprimersi attraverso il fantasy e non attraverso un mainstream più contemporaneo, più crudo e di denuncia? Non crede che in questo modo arriverebbe a raggiungere un maggior numero di lettori e il suo messaggio sarebbe più valorizzato, compreso forse meglio che non attraverso la metafora del fantasy?

Nessun genere poteva darmi la leggerezza che mi dà il fantasy. L’Ultimo Orco è un libro crudo, ma un libro di ambientazione storica lo è di più. E poi noi siamo “veramente magici”. La nostra mente quando è immersa nella fede, quando è immersa nella speranza, ha capacità straordinarie. Il fantasy esprime questo concetto.

Ezio Micheli

Non crede che, a questo punto della nostra storia, non sia opportuno che gli scrittori Fantasy, invece di parlare di mondi secondari, non pensino a guardare al mondo primario con gli occhi del fantastico. Penso all'Urban Fantasy dilagante…

La straordinaria potenza del fantasy è che ognuno sceglie il mondo che preferisce. La libertà dello scrittore è assoluta, totale.

Pia Ferrara

Nel 1928 vide la luce in Russia la Morfologia della Fiaba di Vladimir Propp, padre della semiotica struttural-funzionalista. Attraverso un'analisi condotta sulle "fiabe di magia" della tradizione popolare russa, Propp individuava una serie di funzioni – in seguito denominatefunzioni di Propp – che costituivano l'ossatura di ogni racconto fantastico (situazione iniziale, allontanamento, conquista dell'oggetto di valore, performanza, sanzione). Ora, fermo restando che Propp si è limitato a riconoscere queste funzioni, di certo non le ha create, ritiene conciliabile la sua interpretazione delle origini del fantastico con l'analisi di Propp? E se sì, come?

Propp fa un’analisi descrittiva, io delle emozioni, quelle che ci ha messo dentro chi scrive, quelle che trova chi legge. In qualsiasi puntata di CSI c’è una situazione iniziale, un allontanamento, una conquista dell'oggetto di valore, in questo caso l’oggetto di valore è l’la scoperta dell’identità dell’assassino, performanza, sanzione. Idem in ogni puntata di dottor House: l’oggetto di valore è la diagnosi. Ma non tutte le narrazioni diventano immortali. Quelle che lo diventano contengono qualcosa di enorme su di noi.

Antonella

Dato che si è "sfiorato" l'argomento, nell'universo archetipico dell'epopea fantastica che culmina sulle teste incoronate, riscattate, esaltate, mitizzate di innumerevoli exempla heroica, è riconoscibile anche un incarnato femminile che abbia caratteri universali?

Le donne sono diverse dagli uomini. Qualsiasi istruttore di arti marziali ve lo potrà confermare: le ragazze non picchiano, hanno paura di fare male.

Gli estro progestinici aumentano l’empatia, il testosterone aumenta l’aggressività.

Le donne combattenti esistono e se descritte devono essere femmine. Una donna che taglia la testa a qualcuno deve farlo per necessità e almeno per un attimo ci deve stare male.

Le madri sono le guerriere, l’umanità non si estinta perché guerra dopo guerra, catastrofe dopo catastrofe, le donne hanno messo la mondo i loro bambini e li hanno allevati.