Sembra che al giorno d'oggi qualsiasi nuovo genere debba incorporare il suffisso -punk, prendendo a modello il termine Cyberpunk, anche se ormai la presenza di “-punk” nel nome non ha più nulla a che fare con la cultura omonima, e si riferisce solo genericamente a fattori quali l'estetica DIY (do it yourself), le influenze da altri generi, il riferimento visivo ai stili del passato o a una riflessione sullo sviluppo tecnologico.

Il presente articolo è il risultato di una lunga esplorazione degli oceani del cyberspazio, dove ho pescato quanti più generi -punk possibile. Alcuni termini sono di ampio uso, altri si stanno guadagnando giorno dopo giorno un sempre maggiore riconoscimento ufficiale, molti altri ancora sono utilizzati in maniera marginale nel mondo dei giochi di ruolo (RPG) o vengono usati dagli autori stessi per descrivere le loro opere. Il sito tvtropes.org ha ideato una parola specifica per definire questa proliferazione di generi: Punkpunk, che ho preso in prestito per il titolo di questo articolo.

All'interno di quella grande famiglia che è la Fantascienza abbiamo il genere Cyberpunk. Il termine è stato coniato da Bruce Bethke come titolo per un suo racconto del 1983 ed è stato reso famoso da Gardner Dozois, che lo ha adoperato per definire scrittori quali William Gibson, Bruce Sterling, John Shirley, Rudy Rucker e Michael Swanwick. Deriva dalla contrazione dei termini cybernetic e punk, e descrive l'essenza del genere: da una parte la cibernetica (cyber) e dall'altra un certo livello di ribellione verso l'ordine sociale stabilito (punk).

Dal Cyberpunk è derivato anni dopo il Postcyberpunk, che ne lascia invariati gli aspetti tecnologici ma che non ne accetta il contesto sociale. Per esempio, mentre il tipico protagonista cyberpunk è un reietto della società, quale un criminale o un hacker, l'eroe postcyberpunk è una persona con un lavoro legale e una posizione regolare nella società.

Il concetto base del cyberpunk, ma aggiornato alle tecnologie moderne, è presente nei generi Biopunk e Nanopunk, nei quali gli elementi speculativi della storia sono incentrati rispettivamente sulle scienze biologiche e nanotecnologiche. Come buoni esempi di biopunk possiamo prendere il film Gattaca e il videogioco Bioshock, entrambi (non è un caso) ambientati in un'utopia genetica.

È da notare che il vocabolo biopunk è stato coniato al di fuori della Fantascienza e in questa accezione fa riferimento a quei movimenti che enfatizzano le conseguenze economiche e politiche di un'ingegneria genetica e una biologia sintetica avanzate e sostengono la diffusione delle conoscenze biotecnologiche, in modo simile a quanto fa la filosofia open-source con gli strumenti informatici.

Il termine Steampunk venne inventato dall'autore K. W. Jeter per descrivere i romanzi suoi e di Tim Powers: le loro storie erano ambientate in età vittoriana e traevano ispirazione dalle opere di proto-fantascienza dell'epoca. La creazione di questo vocabolo è ben documentata nella lettera di Jeter alla rivista Locus (Aprile 1987): “Personalmente, penso che le fantasie vittoriane saranno la prossima grossa novità, a patto che troviamo un termine collettivo per descrivere Powers, Blaylock e me. Qualcosa basato sulla tecnologia dell'epoca; come “steampunks” forse...”

Da allora lo steampunk ha pian piano colonizzato numerosi ambiti culturali ispirando film, videogiochi e moda; la parola è stato usata e abusata fino a indicare qualsiasi cosa con anche solo un ingranaggio incollato sopra. È obiettivamente di difficile definizione, non essendo ormai solo un genere ma una comunità, un'estetica, una filosofia. Lo steampunk attuale può essere visto come un movimento culturale post-moderno, ed è una reazione a una società che spinge a ogni costo verso la modernità, e dove visioni sorpassate del futuro vengono riciclate per creare un altro presente o un altro passato.

La navi volanti in I Tre moschettieri
La navi volanti in I Tre moschettieri
Abbiamo visto il sorgere di diversi termini per indicare sub-generi talmente vicini allo steampunk originale da esserne quasi indistinguibili. Molto vicino allo steampunk è il Clockpunk, nel quale gli elementi relativi alla tecnologia a vapore sono sostituiti da molle e ingranaggi, che prendono il ruolo di “primo motore” per le macchine. Figura ispiratrice del clockpunk è Leonardo Da Vinci, con le sue macchine prodigiose e le sue invenzioni anticipatrici. A volte, più genericamente, con questo termine si fa riferimento a un'epoca anteriore a quella dell'invenzione del motore a vapore. Clockpunk quindi risulta essere il film I Tre Moschettieri del 2011, o la Golden Army del secondo film di Hellboy, o ancora il romanzo Mainspring di Jay Lake, dove il mondo stesso è letteralmente un enorme meccanismo creato da Dio che deve essere ricaricato.