La Ruota del Tempo è terminata nel 2013, oltre vent’anni dopo il suo inizio, anche se, come ben sanno i suoi lettori, non c’è inizio né fine al girare della Ruota del Tempo. Quattordici lunghi romanzi più un prequel, ideati da Robert Jordan e scritti principalmente da lui, anche se gli ultimi tre volumi sono stati completati da Brandon Sanderson dopo la morte di Jordan. Complessivamente sono oltre 12.000 pagine per quella che è, al momento, la storia più lunga mai raccontata.

Certo, esistono saghe comprendenti un numero maggiore di volumi, ma a differenza di opere come la Saga di Shannara di Terry Brooks (al momento lo scrittore ha pubblicato ventisei romanzi, ma ne ha in programma diversi altri), la Saga di Riftwar di Raymond E.Feist (trenta romanzi, la maggior parte inediti in Italia) e la Saga di Darkover di Marion Zimmer Bradley (28 romanzi, in parte scritti da altre autrici) La Ruota del Tempo è un’unica storia. Le altre saghe sono strutturate in serie più piccole, ciascuna con la propria conclusione, e quel che rimane comune è il mondo. Una serie può avere come punto di partenza le conseguenze di quanto avvenuto nella serie precedente, ma ci sono molti punti in cui le singole storie trovano una conclusione e il lettore più interrompere la lettura sapendo di essere arrivato alla fine.

Con La Ruota del Tempo questo non avviene. Nel primo romanzo, L’Occhio del Mondo, i protagonisti si trovano coinvolti in un’impresa importantissima e la soluzione al loro problema verrà raggiunta solo nell’ultimo, Memoria di luce.

Con una storia così lunga c’è ancora qualcosa da dire su quel mondo e i suoi abitanti? Secondo Harriet McDougal, vedova e editor di Jordan, la risposta è sì, anche se forse i fan avrebbero voluto qualcosa di più.

La saga è composta da quattordici romanzi: L’Occhio del Mondo (The Eye of the World, 1990), La Grande caccia (The Great Hunt, 1990), Il Drago rinato (The Dragon Reborn, 1991), L’ascesa dell’Ombra (The Shadow Rising, 1992), I fuochi del cielo (The Fires from Heaven, 1993), Il Signore del Caos (The Lord of the Chaos, 1994), La corona di spade (A Crown of Swords, 1996), Il sentiero dei pugnali (The Path of Daggers, 1998), Il cuore dell’inverno (Winter’s Hearth, 2000), Crocevia del crepuscolo (Crossroads of Twilight, 2003), La lama dei sogni (Knife of Dreams, 2005), Presagi di tempesta (The Gathering Storm, 2009), Le torri di mezzanotte (Towers of Midnight, 2010) e Memoria di luce (A Memory of Light, 2013).

Il prequel, Nuova primavera (New Spring), è stato pubblicato in due forme. La prima, in versione racconto lungo, è apparsa nell’antologia Legends nel 1999, la seconda, in forma di romanzo, è del 2004. In un primo momento Jordan aveva ipotizzato di scrivere altri due prequel, uno incentrato sul periodo trascorso da Tam al’Thor nell’esercito di Illyan e del suo ritrovamento del neonato Rand, e l’altro sulla ricerca del Drago compiuta da Moiraine e Lan e del loro arrivo nei Fiumi Gemelli subito prima dei fatti narrati nell’Occhio del Mondo. Jordan avrebbe voluto concentrarsi sui prequel subito dopo aver ultimato Nuova primavera ma la reazione delusa del pubblico, desideroso invece di conoscere la conclusione della storia giunta in quel momento al decimo volume, Crocevia del crepuscolo, lo aveva spinto a rinviare la scrittura dei prequel a un momento successivo alla pubblicazione dell’ultimo romanzo della trama principale.

In seguito Robert aveva progettato di scrivere tre storie da lui definite “outrigger” e ambientate al di fuori della linea temporale principale della saga. Di una si sa da anni che avrebbe dovuto narrare del viaggio di Tuon e Mat nelle terre dominate dai Seanchan. La morte, arrivata il 16 settembre del 2007, gli ha impedito di scrivere queste e molte altre storie.

Robert Jordan: La Ruota del Tempo

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Memoria di luce

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