Dopo il successo di Una donna promettente e Saltburn, la regista Premio Oscar® e BAFTA Emerald Fennell torna dietro la macchina da presa con un progetto ambizioso: una rilettura contemporanea di Cime Tempestose, il capolavoro di Emily Brontë che ha definito, da oltre un secolo, l’archetipo dell’amore distruttivo.
Il film, prodotto da Warner Bros. Pictures e MRC, arriva oggi nelle sale italiane, promettendo di rinnovare uno dei miti più intensi della letteratura romantica, in un film con cui Emerald Fennell vuole confermare la sua vocazione a esplorare le zone più oscure e seducenti dei sentimenti umani. Dopo aver raccontato la vendetta e il privilegio, la cineasta britannica affronta ora l’amore impossibile per eccellenza — quello che consuma, distrugge e sopravvive al tempo.
Dopo le note su cast e autori trovate la recensione della nostra Martina Grusovin.
Il cast
Nel ruolo di Cathy, Fennell ha voluto Margot Robbie, che torna a collaborare con la regista anche in veste di produttrice. A interpretare Heathcliff è invece Jacob Elordi, reduce dai successi internazionali di Saltburn e Priscilla. Tra i volti del cast figurano anche la candidata all’Oscar® Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, il vincitore del BAFTA Martin Clunes e Ewan Mitchell.
Autori e produttori
Descritta come una “audace e originale reinterpretazione”, l’opera di Fennell promette una Cime Tempestose meno gotica e più febbrile, dominata da una sensualità viscerale e da un’ossessione che si mescola al desiderio. La regista firma anche la sceneggiatura e riunisce il suo team creativo d’eccellenza: il direttore della fotografia Linus Sandgren (Premio Oscar® e BAFTA), la scenografa Suzie Davies, la montatrice Victoria Boydell, la direttrice del casting Kharmel Cochrane, e il compositore Anthony Willis. I costumi, affidati a Jacqueline Durran (vincitrice di Oscar® e BAFTA), promettono un’estetica sospesa tra epoca e modernità, mentre la colonna sonora originale include brani inediti di Charli XCX.
Recensione
Cime tempestose
Un ritorno sul grande schermo che ambisce a rileggere un caposaldo della letteratura inglese in chiave contemporanea, ma che finisce per sollevare più dubbi che entusiasmo
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