Il 25 marzo è stata trasmessa in Giappone l’ultima puntata di Dragon Ball Super, anime che a distanza di quasi due decadi ha portato avanti le vicende della serie più celebre del mangaka Akira Toriyama. Da allora era stata annunciata, se non una sospensione definitiva, perlomeno una lunga pausa di riflessione frammentata solamente da un lungometraggio di cui all’epoca era stato divulgato solamente un enigmatico teaser trailer.

Sembra Yamoshi ma non è

Dai pochi frame inscenati dal video si potevano notare nell’ordine una squisita animazione di stampo classico e la presenza di un nuovo ignoto nemico, un sayian dai tratti rozzamente barbari che fronteggiava un’eccitatissimo Goku. I fan hanno lungamente discusso sull’identità del curioso personaggio e gli exit poll hanno dato come favorito Yamoshi – meglio noto come il “super sayian della leggenda” – ma tale conclusione è stata duramente rimessa in discussione quando, nei giorni scorsi, sono state divulgate voci di corridoio che sostenevano una realtà ben diversa.

Le prime bozze dei poster e alcuni elementi di merchandising avevano infatti ventilato che l’antagonista potesse essere Broly, combattente ricorrente del rooster di Dragon Ball che però non è mai riuscito a fuggire dai film non canonici, quelli degli OAV che sanno molto di puro fan service. Il gigantesco ammasso di muscoli semovente non è certamente nuovo ai patiti della serie – anzi è estremamente popolare – ma una sua introduzione formale ha colto molti di sorpresa, visto che nel cartone i suoi tratti caratteristici erano stati tutti travasati su un eroina minore di nome Kale.

Broly, chi è costui

Il Broly che fu pare tuttavia molto diverso da quello che presto invaderà il grande schermo. Le motivazioni che muovevano Broly in passato erano quanto mai risibili – fondamentalmente era impazzito perché il pianto di un Goku neonato gli turbava le fasi di sonno – ma ora Toriyama parrebbe aver spostato il focus dell’attenzione sulla ben più ampia e ricca storia della razza saiyan, svicolandosi da una genesi tanto goffa con la scusa di approfondire una tematica ancora oggi molto confusa.

Per il resto non si possono negare le evidenti similitudini: il guerriero è accompagnato da una figura paterna che funge anche da carceriere, la sua volontà sembrerebbe tenuta in scacco da un limitatore indossato attorno al collo e la potenza combattiva da lui esercitata sembrerebbe essere sconfinata. Non tanto un nuovo Broly, quindi, quanto una rivisitazione matura di quel carattere brutale e ferino che già all’epoca lo aveva reso intrigante.

Toei Animation time patrol

In tutto ciò non è ancora chiaro se Dragon Ball Super: Broly sarà il primo di una serie di pellicole atte a far guadagnare tempo agli autori dell’anime o se lo studio Toei Animation adotterà la medesima soluzione applicata in passato, convertendo l’arco narrativo in puntate da divulgare anche televisivamente. Il futuro di Dragon Ball Super non è infatti assicurato, ma probabilmente sarà chiarito questo dicembre, cioè quando il cinepanettone saiyan verrà distribuito sul mercato nipponico.