Ciao Alexandra, è un piacere averti con noi. È appena uscita una tua nuova pubblicazione, il romanzo fantasy Young Adult Il rifugio delle Sorgenti, un’avventura dalle atmosfere orientaleggianti e un sapore fiabesco. Ti va di raccontarci di cosa narra?

È la storia di Meurisia, una ragazza catapultata da un’esistenza serena nella sua città alla dura vita nel Rifugio delle Sorgenti. Tutto questo per colpa di uno spirito malvagio che l’ha resa orfana e ha fatto cadere in disgrazia i suoi nonni, e che lei è ben decisa a sconfiggere.

I Trova Acqua sono creature molto affascinanti, di che poteri sono dotati? Come funziona la loro magia?

Oltre a possedere una lunga coda e un piumaggio multicolore, i Trova Acqua sono in grado di far sgorgare sorgenti d’acqua pura e di far piovere. Gli sciamani li addestrano da molto tempo, e a Malvarma circola la leggenda dell’esistenza di un primissimo addestratore di nome Malveran, il fondatore della città nel deserto. Fra i Trova Acqua e gli esseri umani c’era un patto speciale di amicizia… che è stato infranto.

Siamo curiosi di scoprire di più sui due protagonisti della storia, Meurisia e Zardel, due adolescenti in lotta contro un potere oscuro e soverchiante. Quali sono i loro punti di forza? 

Meurisia è una ragazza volitiva, curiosa del mondo e alla ricerca di se stessa. Zardel invece è un giovane mercante astuto e pratico che non ama gli spiriti. Li unisce il comune destino di orfani e il desiderio di vendicarsi dello spirito malvagio che ha portato la siccità.

Come mai la migliore amica della protagonista femminile è uno spettro? Il rapporto tra Meurisia e Vogela è molto particolare.

Vogela è morta per un amore sbagliato e il suo spirito tormentato è a guardia del Birdadomo, la casa degli sciamani. Si è mostrata a Meurisia e ci ha fatto amicizia dopo aver scorto in lei delle doti speciali. Sono due figure speculari: Vogela è una giovane sciamana morta troppo presto, Meurisia è una ragazza in carne e ossa, ancora inconsapevole del suo reale potere.

Che rapporto ha Meurisia con i nonni che l’hanno cresciuta?

La nonna Ardeylin tende a proteggere moltissimo Meurisia perché teme che lei possa fare la stessa fine di sua figlia e del genero. Si sente anche in colpa perché, malgrado fosse una addestratrice di Trova Acqua, non è riuscita a far tornare indietro i sacri volatili, la cui fuga ha portato siccità e morte. Il nonno Lorgellius ha seguito la moglie nella caduta perché, ormai ex-Cercatore di Soffio Stellato, ha conservato un certo spirito di avventura e capisce le ragioni di Meurisia quando lei scalpita per scendere dalla montagna per cercare di aiutare la loro gente. Per questo la appoggia e la aiuta a compiere la sua missione contro lo spirito malvagio.

Nella tua storia, fra Zardel e Meurisia si crea un rapporto speciale. Si sa, affrontando insieme grandi sfide, talvolta sbocciano dei sentimenti profondi. Le fangirl amanti del romance troveranno pane per i loro denti?

Direi di sì. Fra battibecchi e occhiate languide, istanti di tenerezza ed episodi drammatici, ci sono diversi momenti speciali nel romanzo. Non farà spoiler, ma ci saranno sorrisi e commozione, e i loro destini si intrecceranno.

Si può dire che Birdadomo sia una sorta di Hogwarts degli sciamani? O almeno, che un tempo lo fosse, prima della grande siccità?

Non proprio. Il Birdadomo è sempre stata un centro di apprendistato per persone dotate di capacità sciamaniche, ma fin dalla sua costruzione è rimasto un edificio elusivo, sfuggente, difficile da scovare se non vuole farsi trovare. Il sapere degli sciamani, poi, è molto diversificato: esistono addestratori di Trova Acqua, fabbricanti di anelli da zampa, compilatori di rotoli di pergamena carichi di formule magiche. Esistono anche sciamani in grado di trasformarsi in Trova Acqua, ma sono molto rari.

L’antagonista di Meurisa e Zardel è un allievo sciamano che ha osato giocare con formule proibite, causando morte e distruzione. Che tipo di villain è?

Morgei possiede un’acuta intelligenza, una grande sicurezza di sé e un bell’aspetto, oltre che una personalità magnetica. Ha risentito dell’esempio del padre, immerso negli intrighi di palazzo, ed è diventato molto ambizioso. Questo gli è costato la trasformazione in spirito vendicativo. È una presenza subdola, inquietante, e riesce a manipolare le persone anche nella sua condizione di abominio.

Birdadomo, Malvarda, Heeslaan, Vogela… i nomi che compaiono nelle tue storie sono sempre molto originali ed evocativi. Da dove prendi gli spunti?

Mi ha aiutata il fatto di essere di madre italiana e di padre tedesco. Entrambi i miei genitori hanno sempre usato l’inglese per lavoro e hanno voluto che lo imparassi fin dalle scuole medie inferiori. Inoltre, mia madre amava molto la lingua francese. Studiò alla Berlitz School e io imparai da lei il fascino delle lingue (in quella scuola, ancora oggi, si studiano tutte le lingue del mondo). È stata lei a spingermi a studiare al liceo linguistico. Poi con la lettura di Farmer ho scoperto l’esperanto, da cui ho attinto per alcuni dei nomi della storia. 

Vorresti ricordare ai nostri lettori cos’è l’esperanto?

Certo! Si tratta di un miscuglio di lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, latino, portoghese) inventato da Ludwig Zahmenhof in epoca ottocentesca. Lui era contemporaneo di Berlitz, perse la sfida contro di lui quando si trattò di costruire una lingua accessibile a tutti. L’esperanto è complesso, perché per capirlo e scriverlo bisogna sapere almeno quattro lingue, ma è un dizionario prezioso per chi scrive fantasy e SF.

L’ambientazione della tua storia ha un sapore fiabesco che ricorda un po’ i film di Miyazaki. Quali sono le tue fonti di ispirazione? E com’è nata l’idea del “Rifugio tra le sorgenti”?

L’ispirazione per la storia è nata dalla lettura di un articolo che parlava dell’acqua come di “Oro Blu”. Inoltre mi è sempre piaciuta la biologia, e dopo alcune letture sulla specie dell’Uccello Lira, la trama ha preso forma. Mi è capitato anche di leggere la “Storia della Turchia” e mentre scrivevo ho ripensato a certi libri di Carlos Castaneda come “A scuola dallo stregone” e “Il Viaggio a Itxtlàn”.

Dal tuo lungo curriculum appare chiaro che sei un’amante del fantastico, ma se non sbagliamo questa è la prima volta che ti cimenti in un fantasy per pubblico Young Adult. Come ti sei trovata a scrivere questo genere? 

Per me è stato un primo giorno di scuola. Ho dovuto svecchiare molto lo stile, sostenuta da un lavoro di editing parecchio approfondito, perché ho sempre amato leggere libri di epoche lontane. Mio padre, ad esempio, mi donò certi romanzi a puntate pubblicati su un quotidiano del 1919 scritti in tedesco. E poi, ho assorbito molto la narrativa degli Anni Settanta e Ottanta. Oggi, con l’evoluzione continua nella letteratura, scrivere è una sfida, che personalmente trovo molto stimolante. Per quello che riguarda questo romanzo, spero che possa incontrare il gusto del pubblico al quale è rivolto. In una delle sue lettere, Lovecraft scrisse che gli autori del Fantastico restano degli eterni adolescenti, ed è con questo spirito che ho scritto questa storia.

A breve distanza da Il rifugio delle Sorgenti hai pubblicato anche La soffitta, un romanzo breve di tipo weird per la stessa casa editrice. Sei un’autrice dallo stile inconfondibile e molto versatile. A quali storie ti vorresti dedicare in futuro?

Penso che andrò avanti con il fantastico, tenendo a mente la lezione imparata con questo romanzo. Mi piace molto il fantasy, ma anche il weird, la “ghost story” e il realismo magico (la tradizione della fiaba per adulti, genere che ho scoperto leggendo Angela Carter e Dino Buzzati).

Grazie per essere stata con noi. E mi raccomando, lettori, non infastidite mai i sacri Trova Acqua, specialmente ora che arriva l’estate!

Il rifugio delle sorgenti

Sinossi

Meurisia, orfana di entrambi i genitori, vive con i nonni nel Rifugio tra le Sorgenti in un’epoca di grande siccità. La sua unica amica è Vogela, custode spettrale di Birdadomo, la casa degli sciamani, e dei suoi oscuri segreti. Ma quando la spedizione degli sciamani fallisce il compito disperato di far tornare i sacri uccelli Trova Acqua e la loro benevola magia della pioggia e delle fonti, toccherà a lei salvare la città di Malvarma.

Per scagionare i nonni da antiche accuse e ripulire il nome di famiglia, Meurisia dovrà scoprire quali sono le vere cause della siccità e interrompere una volta per tutte la maledizione che flagella la sua gente.

L’incontro con il giovane mercante Zardel, appena giunto dalla gelida Heeslaan, le darà il coraggio per partire all’avventura e affrontare il proprio destino.

L'autore

Alexandra Fischer, nata il 12 novembre 1971 a Stoccarda, di padre tedesco e madre italiana, si è trasferita in Italia nel 1974. Lavora come traduttrice in inglese, francese e tedesco presso un’azienda di Alba.

Ha pubblicato numerosi racconti, tra cui lo sword and sorcery Il deserto delle Maschere, all’interno dell’Antologia Hiperborea 4, Midgard edizioni, la storia horror Strega del fiume o Masca d’Eva per Argento Vivo, e Il ponte sulle montagne rosse nell’antologia Women in Weird con Mosca Bianca edizioni.

Con Nulla Die, nel 2018, ha pubblicato il romanzo urban fantasy L’alamaro color cenere. Per Delos Digital, nel 2019, ha pubblicato il romanzo Le due porte gemelle all’interno della collana Odissea Wonderland e La soffitta per la collana Innsmouth.

Alexandra Fischer, Il rifugio delle sorgenti , Delos Digital, Odissea Wonderland 23, isbn: 9788825416954, ebook formato kindle (su Amazon.it) o epub (sugli altri store) con social drm (watermark) dove disponibile , Euro 3,99 iva inclusa

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