Una voce misteriosa ci chiama per nome: "Abbi? Are you There? Can you hear me?". Siamo in un seminterrato, dove giace, riscoperta da poco dopo essere stata dimenticata, una macchina sviluppata durante la II Guerra Mondiale a Bletchley Park, dove fu creata anche la macchina Enigma, al cui sviluppo partecipò Alan Turing.
La misteriosa e immaginaria macchina invece, alla quale ci approcciamo noi, nei panni di Abbi, guidati dall'esterno dalla voce misteriosa, è stata sviluppata da due scienziati altrettanto immaginari, Cecil Caulderly e Beatrice Dooler.
L'interfaccia è semplice: una ruota che serve a comporre un codice di quattro caratteri nel formato XX-00. Ovvero i primi due caratteri sono alfabetici (alfabeto inglese di 26 lettere), mentre il terzo e quarto sono numerici. Ne scaturiscono 65000 combinazioni da associare ai contenuti dell'archivio della macchina, che si presentano come dei libri di testo.
Il gioco consiste sia nello scoprire i codici prettamente operativi della macchina, sia quelli che richiamano a schermo i libri contenuti.
Non dovremo ovviamente tirare a indovinare, bensì scoprire sia qual è la logica con la quale sono memorizzati i libri, sia quella con cui digitare i comandi.
Per aiutarci man a mano che scopriamo biografie degli autori ed esploriamo i contenuti delle schede, emergeranno altri indizi per dipanare l'intreccio delle relazioni tra i libri, oltre il racconto di chi sono i creatori della macchina, fino ad arrivare a scoprirne l'oscuro segreto.
Un aiuto, e non da poco, lo potrete avere giocando il prologo del gioco, ovvero risolvendo l'enigma della TR-49 Pinboard, una bacheca digitale che mostra sei estratti tratti da sei libri schedati nella macchina. Collegando ciascun frammento al relativo autore si decodificheranno i primi sei enigmi, cominciando a entrare nella logica del gioco.
Va detto che non è strettamente indispensabile, perché il gioco stesso prevede un ingresso graduale in tali logiche, che si rivelano abbastanza presto al giocatore, ma è comunque una base dalla quale è possibile partire.
Pur se semplice nella sua interfaccia, TR-49 è un gioco che vive dell'esperienza della lettura dei testi, alcuni dei quali declamati anche da voci che sembrano provenire da una dimensione misteriosa.
Man a mano che scopriamo i codici scopriamo che non riusciamo più a fermarci, anche nei momenti più frustranti, quelli in cui le associazioni codice->scheda non sembrano più essere reperibili. Eppure a volte basta fermarsi, distrarsi, pensare ad altro, per poi ritrovarsi ad applicare un po' di pensiero laterale.
Ad aiutarci l'interfaccia del gioco mette a disposizione dei fascicoli, che memorizzeranno le informazioni che raccoglieremo, anche se spesso potremo trovarci a prendere appunti sul nostro taccuino a penna, per ragionare sulle chiavi da decifrare.
L'interfaccia prevede anche un microfono/altoparlante, con il quale interagiamo con voci misteriose che sembrano incalzarci. Ma nessuno in realtà ci mette veramente fretta, tranne la nostra voglia di esplorare, di capire la chiave dell'enigma. I dialoghi sono parte della tensione narrativa.
Quella che ne scaturisce è un'appassionante storia di personaggi che esplorano i confini della conoscenza umana, scienziati e scienzate che si affiancano e a volte si contrappongono a filosofi, letterati, teologi. Ma emergono anche amori, commoventi storie di infanzie perdute, piccole e grandi tragedie tra le pieghe della Storia.
Un plauso anche alla musica di Laurence Chapman, che pur nella sua ripetitività a loop, grazie anche agli efficaci effetti sonori, non risulta mai noiosa, perché sembra comunque seguire la narrazione sottesa al gioco.
Con TR-49 inkle games colpisce nel segno, per tutti coloro che amano la riflessività e l'immersività dei giochi narrativi.


















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