Quattro amici quarantenni, insoddisfatti delle loro vite, si ritrovano per un progetto folle: girare nella giungla amazzonica il remake di Anaconda, film action horror del 1997. Ma le riprese del film si riveleranno più pericolose del previsto e si trasformeranno per i quattro in una corsa per la sopravvivenza tra due fuochi: un regolamento di conti tra loschi trafficanti e una mostruosa anaconda che li bracca famelica.

Jack Black è Doug, che aspirava a diventare regista, ma invece andare a Hollywood insieme al suo amico Ronald, detto Griff (Paul Rudd), è rimasto nella natia Buffalo a gestire l'azienda paterna dirigendo film di matrimoni. Griff invece è andato in California per diventare attore, ma con alterne fortune. Completano il quartetto Claire (Thandiwe Newton) vecchia fiamma di Griff, anche lei rimasta a Buffalo per diventare avvocato, accantonando il sogno del cinema, e Kenny (Steve Zahn) che ha affogato le sue frustrazioni per la vita di provincia e per mille paure irrisolte in droghe e alcool.

Da sinistra Jack Black, Selton Mello, Paul Rudd, Steve Zahn, Thandiwe Newton
Da sinistra Jack Black, Selton Mello, Paul Rudd, Steve Zahn, Thandiwe Newton

L'occasione per reincontrarsi, facendo un triste bilancio delle loro vite, è il compleanno di Doug, nel quale Griff annuncia agli amici di avere i diritti di Anaconda, e di volere proprio Doug come regista, ingaggiando Claire come co-protagonista e Kenny come tecnico.  Dopo aver convinto il riluttante Doug, i quattro partono per l'Amazzonia, con un budget risicatissimo ma tanto entusiasmo. Le loro strade si incroceranno con Ana (Daniela Melchior), inseguita da loschi individui nella foresta, e con Santiago (Selton Mello), ammaestratore di anaconde, possessore del serpente addomesticato che dovranno usare per le riprese. 

Se il cast si rivela bene assortito, sia nei ruoli principali che nei comprimari, meno riuscito è il ritmo che gli scambi tra i personaggi vorrebbero dare al film.

Anaconda
Anaconda

Per almento due terzi il film gira a vuoto. Senza ritmo, con battute stantie mai veramente a tempo. La sceneggiatura va avanti a strappi, con parecchi parecchi buchi e illogicità, cose che non tornano se esaminate sul fronte della coerenza interna. Se l'idea meta narrativa ricorda Tropic Thunder, film nel quale un gruppo di attori in declino, ingaggiati per un film di guerra, si trova coinvolto in veri combattimenti, rispetto a questo modello manca quell'incalzante susseguirsi di battute che immergeva con credibilità lo spettatore nella paradossalità della vicenda.

La svolta arriva con il terzo atto, che pur trascinandosi ancora in parecchi momenti "ma che cosa?", acquisisce ritmo e significato, entrando nel vero "tema" che poi veramente caratterizza il film: non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni.

Anaconda
Anaconda

La delicatezza con la quale dai personaggi emergono quei demoni che hanno cercato inutilmente di nascondere riscatta anche i momenti più beceri e demenziali. Inoltre finalmente il ritmo è quello giusto, incalzante, appassionante, condito anche di gustosi cameo con le battute giuste al posto giusto.

Anaconda riesce pienamente nell'intento di non essere il "solito reboot senza idee", ma si tratta probabilmente di un film indirizzato alla generazione dei protagonisti e alle successive che non ai più giovani, i quali difficilmente potranno immedesimarsi in chi comincia a fare bilanci della sua vita. Se poi al cinema il ritmo dei primi due atti risulta soporifero, il rischio è che nella visione casalinga il film venga abbandonato prima che arrivi alla sua essenza. Un vero peccato, perché Anaconda aveva tutte le carte per una riuscita piena. E se riuscirete a resistere, c'è anche una scena a metà dei titoli di coda.