Wilson Fisk, alias Kingpin, sembra invicibile. Eletto Sindaco di New York, la sua milizia privata, l'AVTF (Anti-Vigilante Task Force), fa quello che vuole sotto l'ombrello della legge marziale e di una presunta lotta all'illegalità, rappresentata da Daredevil e dai vigilanti, nella distorta visione dei media da lui controllati.
In realtà è proprio Fisk a perpetrare le azioni più illegali, con loschi traffici che hanno per crocevia il porto franco di Red Hook.
A New York però c'è una resistenza. Matt Murdoch, ovvero Daredevil, insieme all'amata Karen Page, sono in connessione con una rete composta da poliziotti non corrotti, giornalisti non schierati, cittadini indignati e consapevoli, che non accettano che la loro città sia territorio di conquista e malaffare.
Indagando su una delle navi che stanno entrando in porto, Matt scopre un traffico di armi. La faccenda si complica quando la nave affonda nel bel mezzo della baia, bloccando il passaggio, innescando una reazione a catena che coinvolgerà Kingpin e i suoi soci, tra i quali misterioso Mr. Charles, in una corsa contro il tempo per occultare le prove delle attività illegali.
Avviluppate al filo rosso della trama del traffico illegale ci sono le trame di tutti gli altri personaggi della tragedia che opprime la città. Trame scaturite dalla collisione delle diverse aspettative e intenzioni dei personaggi coinvolti. La maggior parte di loro alla fine non rimarrà nello stato in cui la stagione è iniziata, ma subirà un decisivo cambio di stato.
Benjamin Pointdexter, per iniziare, l'infallibile killer chiamato Bullseye, agisce come una variabile aleatoria impazzita, cercando di perseguire il suo piano di vendetta contro Vanessa Fisk. Per lui però non vale il detto "il nemico del mio nemico è mio amico", non per una persona retta come Matt Murdoch che, nonostante Daredevil sia il suo aspetto combattivo, vuole inchiodare Kingpin con la legalità e, soprattutto, non uccide se non costretto.
Nel "team Kingpin" abbiamo la psicologa Heater Glenn, venduta anima e corpo alla causa degli anti-vigilanti, persegue sua vendetta personale contro Matt, subendo la fascinazione del suo lato oscuro; Vanessa Fisk proseguirà le schermaglie con il marito, in un ruolo sia di complice che di antagonista; il fido Buck, braccio destro, killer, primo confidente di Kingpin, agirà per salvaguardare il dominio del suo capo con cieca fedeltà; Daniel Blake vedrà la sua fedeltà e devozione messe a dura prova dal sentimento che prova per la giornalista BB Urich. Ma le azioni di Kingpin, palesemente influenzate da un temperamento iracondo e incontrollato metteranno anche la fedeltà della spin doctor Sheila Rivera. I poliziottti corrotti dell'AVTF, da parte loro, saranno l'inarrestabile braccio armato del dominio di Kingpin.
E nel "team Daredevil"? Se da un lato BB Urich è la quinta colonna/interesezione tra i due mondi, continueranno nella loro azione di supporto a il poliziotto Cherry e l'avvocata Kristen, al fianco di Karen Page, sempre più paladina, anche se divisa tra il desiderio di vendicare Foggy Nelson e quello di perseguire la via della giustizia in modo legale. Nel team sono previsti arrivi importanti, il cui ruolo è da scoprire, come quello di Angela, la nipote di Hector Ayala, il compianto eroe Tigre Bianca. Ma altri ancora, di calibro più potente, si scopriranno nelle otto puntate della stagione. Tra gli annunciati, non è uno spoiler, c'è la potente alleata Jessica Jones, una vera e propria cavalleria.
Senza nasconderci, ancora più che nella prima stagione, i paralleli con le azioni dell’ICE statunitense sono non solo visibili ma corroborati dall'interpretazione autentica dello showrunner Dario Scardapane: la Anti‑Vigilante Task Force di Wilson Fisk, con agenti in uniformi nere, raid notturni, van ciechi e detenzioni in un’area recintata che ricorda le gabbie usate nelle realtà dell’ICE, è stata pensata come un riflesso diretto di quelle stesse pratiche di polizia speciale e di controllo migratorio, tanto da far emergere inevitabilmente i paragoni con l’amministrazione Trump e con le operazioni di separazione di famiglie e detenzioni arbitrarie. Scardapane, in più interviste, ha ammesso che, durante il montaggio, la serie è entrata in una sorta di circolo nel quale la realtà ha spesso superato la fantasia, con scene di arresti di strada, retate in botteghe di quartiere e prelievi di persone in un contesto di protesta diffuse dai media che sembravano anticipare le scene di finzione, e le scene di finzione che sembravano copiate di peso dai notiziari reali.
Le stesse dinamiche autocratiche di Fisk, un leader populista che usa le istituzioni contro gruppi marginali, seguono uno schema storico che si ripete, citando esempi come Nerone, Pinochet e Franco per spiegare come la storia tenda a ripetersi se non si imparano le lezioni. In questo modo Rinascita trasforma il mondo secondario di fantasia di Fisk e Daredevil in una lente di analisi della politica contemporanea, usando il linguaggio simile a quello dell'ICE e il riferimento al trumpismo per indagare la normalizzazione del potere autoritario entro le istituzioni, senza però ridurre la complessità storico‑politica con una semplice allegoria a un solo personaggio o a un solo governo, ma con un messaggio che vuole essere un monito universale.
Ma pur nell'allegoria, ricordiamo che, seppur calata nel mondo alternativo Marvel, il teatro di questo dramma è New York, che emerge come un personaggio, con il suo cuore, la sua anima, i suoi abitanti schierati contro la dittatura che fanno rete, si aiutano a vicenda, così come, nel mondo reale hanno fatto gli abitanti di Minneapolis. E come loro, gli abitanti della New York di finzione pagano anche un tributo di vite innocenti.
La lunghezza, per quanto otto puntate possano sembrare poche, è il tallone d'Achille di questa stagione. La carne al fuoco è tanta ma alla fine poteva essere compressa in metà del tempo, se non in un film di poco più di due ore e mezza. Per farlo probabilmente si sarebbe dovuto rinunciare a momenti in cui tutto sembra dilatato oltre misura, e a molte delle belle scene d'azione della stagione. Non che non siano spettacolari, anzi, probabilmente ci sono alcune delle più belle scene di combattimento urbano e non, di tutto il Marvel Cinematic Universe nei serial di Daredevil, ma alla fine è inutile girarci intorno: quello che succede in questa stagione poteva essere raccontato con maggiore sintesi.
Per fortuna, oltre alle belle scene di combattimento, la serie conferma le sue scelte felici di casting. Il duello, sia a distanza che nei momenti ravvicinati, tra Daredevil e Kingpin, è reso magistrale dalla bravura dei due interpreti: Charlie Cox e Vincent D'Onofrio danno una marcia in più ai loro personaggi, come estensione di se stessi, come due facce della stessa medaglia. Anche Deborah Anne Wool è ormai osmotica con Karen Page. Bravissimo è poi anche Wilson Bethel nel non facile ruolo di Pointdexter/Bullseye.
La seconda stagione di Daredevil: Rinascita, la quinta se consideriamo le tre stagioni su Netflix come facenti parte del serial dedicato a Daredevil, dato che sono canoniche, conferma comunque, pur con le sue lungaggini, di rappresentare al meglio il lato oscuro del MCU. A mio giudizio, sarebbe l'ora di inserire nella programmazione cinematografica dei Marvel Studios un bel film noir urbano, per esaltare i concetti espressi invece di diluirli e per dare l'occasione di ammirare su grande schermo il lavoro di stuntman e attori.
Poi ci sono altri spiragli, altri riferimenti a future serie e futuri film di altri personaggi, ma sono tutti da verificare e scoprire. Possiamo solo attendere.
All'orizzonte di sicuro, per ora, c'è una nuova stagione in preparazione per Daredevil, che proseguirà da dove il finale aperto di questa stagione si è fermato.

















