In un presente che potrebbe essere "cinque minuti nel futuro", come è stato detto in conferenza stampa dal cast, una pericolosa droga gira nel mondo di chi non vuole rassegnarsi al passare del tempo e insegue l'eterna giovinezza e il fascino, come modelle, lavoratori e lavoratrici in carriera, ma anche incel in cerca di riscatto. Una droga che sembra inizialmente dare vigore e giovinezza, ma poi spinge il metabolismo talmente all'estremo che il soggetto che l'ha assunta esplode, letteralmente. Un altro pericoloso effetto collaterale è che il soggetto diventa anche il veicolo di un virus che propaga gli effetti della droga mediante fluidi corporei, come sangue, sudore e umori sessuali.
A indagare sulla morti per questa droga sono due agenti federali statuntensi, Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall), colleghi ma anche in una relazione aperta. La loro indagine li porta in giro per il mondo, come l'Italia, terra della moda, incrociandosi con le trame portate avanti dai creatori della droga, guidati da un misterioso soggetto chiamato The Corporation (Ashton Kutcher). Questi ingaggia un killer (Antony Ramos) per eliminare le prove che possano collegare la droga alla sua organizzazione, ovvero i soggetti che ne sono venuti a contatto impropriamente, tra i quali l'incel Jeremy (Jeremy Pope).
Tutto sommato il motore della storia è sempre la consueta triade che molti definiscono alla base di qualsiasi narrazione, ovvero le tre "S": Sesso, Sangue, e Soldi. The Beauty affonda il dito nella piaga della ricerca a ogni costo della bellezza, ma anche dell'inebriante sete di potere e senso di invicibilità che la bellezza stessa provoca.
I primi tre episodi, diretti dallo showrunner della serie Ryan Murphy, non perdono tempo nello stabilire i cardini su cui si muoverà il resto della miniserie. Possono tranquillamente essere visti come un unico lungo film, con un cliffhanger finale, che presentano ambientazione, personaggi e relazioni tra loro.
Relazioni tutte da scoprire nei ben dosati colpi di scena degli episodi.
Murphy si dimostra capace di reggere il timone delle sequenze d'azione, ben coniugato insieme alla sua consueta colorata cifra stilistica.
I mezzi profusi non mancano, se si pensa che la serie è girata in location in giro per il mondo, anche in Italia tra Roma e Venezia.
Giunti alla fine del terzo episodio, si resta quindi con la giusta curiosità di continuare, sperando che le premesse iniziali non vengano deluse.


















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