Queste lotte, sempre più feroci, porteranno a un progressivo avvelenamento della terra poco a nord-ovest del noto lago di Hali e alla prima distruzione della sua Torre. Tuttavia, la successiva pacificazione e riunificazione del pianeta, non vedrà più un singolo Impero su Darkover, ma la nascita “un’assemblea” in cui gli Hastur si limiteranno a regnare lasciando il governo effettivo al Consiglio dei Comyn: cioè un consiglio in cui siedono i rappresentanti delle 7 famiglie discendenti – secondo le leggende – dal mitico Dio Hastur, Signore della Luce. Sorgono così 7 nazioni da quella miriade di regni precedenti, riunite poi in una confederazione da Carolus II Hastur con l'aiuto di Varzil il Buono e Bard I di Asturien. (Vedi: Il Sapiente di Darkover).

A questo primo progetto fece poi seguito l'approvazione e la sottoscrizione del noto Patto caldeggiato da Varzil,

in cui si bandivano tutte le armi definite “non cavalleresche”, cioè quelle che colpivano a una distanza maggiore di un braccio (e dunque la gran parte delle armi, se non tutte, tra quelle ideate dalle Torri). Di fatto, si escludeva il potere più o meno magico dei Sapienti – Tenerésteis, Tenerézu, Leronis o Laranzu che fossero – in campo militare, e si raffreddava la continua animosità e bellicosità dei nobili di Darkover. Tutto questo è narrato nei volumi: La Caduta di Neskaya (The Fall Of Neskaya, 2001, con Deborah J. Ross. Pubblicato in Italia da Settembre 2006). Zandru’s Forge, 2003 (ancora inedito in Italia, con Deborah J. Ross). A Falme in Hali, 2004 (ancora inedito in Italia, con Deborah J. Ross).

Una trilogia, quest’ultima, La Trilogia della Pece Stregata, in cui le estreme mostruosità delle Età del Caos si combinano alle prime speranze di rinascita sbocciate nell’epoca successiva, intessute da Varzil il Buono, Laranzu della Torre di Neskaya. I romanzi, non ancora disponibili in una versione italiana al momento della stesura di questo approfondimento, coprono un vasto periodo storico (quasi 50 anni), e narrano per la prima volta nella storia del ciclo degli orrori alla base delle guerre di Darkover che condussero alla firma del Patto di Varzil.

A questi segue: La Donna del Falco (Hawkmistress, 1982).

Qui si narra la storia di Romilda MacAran (nella versione originale la protagonista si chiama Romilly), una giovane ragazza che detiene il Dono del suo Clan, quello di entrare in empatia con gli animali, specie con i cavalli, i falchi e i cani. Promessa sposa dal padre a un uomo molto più anziano di lei, dalle maniere brutali e violente, decide di scappare di casa per unirsi alle Sorelle della Spada (primo abbozzo storico di coloro che diverranno le Libere Amazzoni o Rinunciatarie di Darkover sul finire di questa Era Darkovana). Romilda viene così a trovarsi coinvolta, suo malgrado, nella guerra che si svolge tra Carolus Hastur, legittimo re in esilio, e il tirannico usurpatore del trono degli Hastur. Concepito come un romanzo di viaggio, sia reale sia metaforico, affronta (più che lo scontro per il potere, come già detto solo secondario) le angosce giovanili, le costrizioni di un ambiente chiuso e fortemente patriarcale, in una società moralista, bigotta e isolata come solo quella sviluppata su Darkover sa essere (specie in questo periodo storico).

Qui Marion Zimmer Bradley tocca corde profonde dell’animo umano, debolezze e animosità che rendono il romanzo uno dei più sentiti dall’autrice.

Il Sapiente di Darkover: (Two to Conquer, 1980).

E’ il volume che segue La Donna del Falco. Il romanzo si svolge in un momento fondamentale per la storia di Darkover, quando cioè gli Hastur tentano, in ogni modo, di porre fine alle molte, infinite guerre che dilaniano il pianeta. Sebbene sia qui presente uno dei personaggi più importanti della storia Darkovana, Varzil il Buono, il romanzo si concentra in modo fin troppo impegnativo su Brad di Asturien, il Lupo dei Kilghard, tralasciando forse il punto centrale della storia: la firma del Patto. Un accordo, questo, che impedisce ai combattenti l’uso delle armi non cavalleresche, cioè delle armi a matrice, quelle create col Laran, e che impediscono un corretto duello in cui chi aggredisce deve avere le stesse possibilità di perire dell’aggredito. Conclude, infine, il periodo storico dei Cento Regni uno dei romanzi più contestati dai lettori (almeno così pare, in genere).

Gli Eredi di Hammerfell (The Heirs of Hammerfell, 1989). Primo romanzo Darkovano scritto dalla Zimmer Bradley dopo una lunga pausa durata 5 anni dall’ultimo volume inerente la Saga (vedi: La Città della Magia, 1984). Il libro, in effetti, si pone come un romanzo di corredo, godibilissimo nella lettura, ma in definitiva accessorio nel quadro generale dei grandi eventi appartenenti la Saga. Narra degli ultimi eredi del casato di Hammerfell, due gemelli, Alester e Conn, che per una tragica fatalità vengono separati ancora in fasce, mentre una lunga faida con la famiglia degli Storn devasta il loro piccolo regno.

L’Era dei Comyn L'adozione (quasi unanime) del Patto voluto da Varzil il Buono, diede inizio a un lungo e florido periodo di pace, interrotto solo sporadicamente dai baldi tentativi di espansione dei principi delle lontane e selvagge Città Aride (che alla fine riescono ad annettere ai loro possedimenti la città di Carthon ai piedi degli Hellers). In questo periodo l'antico splendore delle Torri è scomparso, ed esse languono per la continua e inestinguibile diminuzione del numero di individui dotati di Laran. Ma in questa quieta e lirica decadenza che avvolge il pianeta, accade d’improvviso un fatto che sarà destinato a sconvolgere la vita Darkovana. La Federazione Terrestre, ormai in piena espansione, riscopre dopo un millennio la sua vecchia “colonia perduta” stanziata su Darkover. L'impatto sulla società Darkovana sarà fortissimo (esattamente com’era nelle intenzione della Zimmer Bradley, interessata sopra ogni modo da quello che si può qui definire come “lo scontro tra le civiltà”, o meglio, interessata da tutte quelle evenienze che possono compromettere l’integrazione pacifica di civiltà diverse messe a confronto.)

Il volume che dà l’avvio a questo periodo storico è: La Riscoperta di Darkover (Rediscovery, 1993, con Mercedes R. Lackey). Ci sarebbero molte cose da dire su questo romanzo in particolare, ma ci soffermeremo solo su alcune. Innanzitutto prende vita da una collaborazione, la prima nata in “territorio Darkovano”, voluta dall’autrice, e sviluppatasi 4 anni dopo la scrittura dell’ultimo volume inerente la Saga (vedi: Gli Eredi di Hammerfell, 1989). Sebbene sia la critica sia il pubblico dei lettori frammentino i loro giudizi su questo particolare tomo, la storia di per sé si apre nel migliore dei modi, affrontando un tema tra i più dilettevoli: un’astronave da esplorazione della Federazione Terrestre atterra su di un pianeta abitabile che ruota attorno a una stella rossa che viene chiamata Cottamm.

Il pianeta si rivela da subito abitato e dopo un primo contatto, involontario e fortuito, i Terrestri capiscono di aver ritrovato i discendenti di una loro primitiva Astronave Perduta. Lo scontro è inevitabile. Ma si tratta di un fine scontro tra la teologia Darkovana (saldamente in pugno ai nobili Comyn, che si credono ancora i discendenti degli Dèi) e la cruda verità “storica” Terrestre.

Un abile intreccio di scienza e religione, uno scontro viscerale tra ciò che si crede e ciò che si vorrebbe credere. Come però vi abbiamo anticipato, il romanzo trovò una certa resistenza per alcune evidenti mancanze (specie cronologiche), come se le autrici avessero difettato nel legare questo volume ai precedenti (o ai successivi), preferendo concentrarsi sulla caratterizzazione dei personaggi. In verità, un motivo logico alla base di tutto ciò esiste (e ne parleremo più diffusamente nel prossimo approfondimento, il 5°, dal titolo Volumi Smarriti). Qui basti dire che l’autrice storica del ciclo, la Zimmer Bradley, usciva all’epoca dei fatti da un periodo particolare della sua vita, e che il provvidenziale intervento della Lackey permise la tempestiva realizzazione di questo gradevole romanzo.

La Catena Spezzata (parte I), (The Shattered Chain, 1976).

E’ questo un volume davvero complesso, che fece scalpore negli Stati Uniti al suo apparire, e che fu duramente attaccato dalle femministe americane dell’ala più radicale (come si può leggere nella Prefazione al libro, curata dalla stessa Zimmer Bradley).

Di base la storia, la prima parte della storia per essere precisi, ha inizio una ventina d’anni dopo il precedente romanzo. Narra di come la nobile Rohana, del clan Ardais, assoldi una banda di Libere Amazzoni con lo scopo di liberare sua cugina Melora (e la sua primogenita Jaelle) dalle angherie di Jalak, uno dei brutali Signori delle Città Aride.

Le parti seconda e terza si situano invece dieci anni dopo la precedente, e hanno come protagonista una Terrestre, Magda Lorne, che cerca in ogni modo di liberare l’ex marito, Peter Haldane, catturato da un bieco mercante delle Città Aride. Magda si finge allora una Libera Amazzone, su suggerimento di Rohana Ardais, ma lo fa finché non si imbatte in una vera banda di Amazzoni, guidata da Jaelle n’ha Melora, ed è così costretta a pronunciare il giuramento delle Rinunciate per continuare la sua missione.

Il romanzo, uno tra i preferiti dai lettori della Saga – forse per il clima che si respira tra la sue pagine, o forse per la caratterizzazione davvero impeccabile dei personaggi – è alla base della Trilogia delle Rinunciatarie: un ampio affresco narrativo in cui donne forti e indipendenti gestiscono le loro vite eludendo le soverchianti pressioni maschiliste della società Darkovana. Qui, la Zimmer Bradley, dà sfogo alla sua parte più “femminista” (e sembrerebbe un controsenso visto che le stesse femministe attaccarono duramente il libro in questione). Tuttavia, l’autrice spiegò in modo esauriente nella premessa al romanzo che il “suo femminismo”, se così lo si può chiamare (come quello di altre ottime autrici statunitensi, pensiamo a Ursula K. Le Guin o ad Anne McCaffrey), aveva come unico fine la parità e la dignità tra i sessi, in un libero confronto tra uomo e donna: al contrario di quello auspicato dalle femministe americane, che come traguardo auspicavano a una sovranità tutta al femminile.

Nonostante questi fatti contingenti al romanzo, la storia si pone con una scrittura limpida e irresistibile, come nelle migliori opere dell’autrice. La Zimmer Bradley disse: "La teoria esposta nel libro era che tutte noi – persino quelle che si considerano libere – ci blocchiamo con catene invisibili, ancor più pesanti proprio perché non ci rendiamo conto della loro esistenza." […] Se La Catena Spezzata ha un qualche “messaggio” è proprio questo: non esiste una scelta perfetta. E ogni donna – come ogni uomo – è libera di scegliere le sue catene, o di flirtare con la pericolosa e impossibile illusione della libertà."

La Spada Incantata (The Spell Sword, 1974).

Romanzo breve, di facile e veloce lettura, scritto dalla Zimmer Bradley con la collaborazione del fratello (Paul Edwin Zimmer, 1945-1997) ha il pregio di introdurre i personaggi chiave del libro successivo, uno dei più noti della Saga (vedi: La Torre Proibita). Il terrestre Andrew Carr, in servizio allo Spazio Porto di Thendara, vede in sogno il volto di una giovane, Callista Alton. Il richiamo di quella donna misteriosa è forte, impossibile resisterle, e presto le loro strade saranno costrette a incontrarsi per non sciogliersi più…

La Torre Proibita (The Forbidden Tower, 1977). Secondo classificato all’Hugo Award del 1978, questo volume è uno dei pilastri della Saga di Darkover. Di forte impatto emotivo, affascinante e per certi versi tragico, il romanzo non agguantò per un pungo di voti la vittoria al premio Hugo, che andò invece a Gateway di Frederik Pohl (Quell’anno, tanto per la cronaca, concorrevano anche: Dying of the Light di George R.R. Martin; Time Storm di Gordon R. Dickson e Lucifer’s Hammer di Lerry Niven e Jerry Pournelle).