L'area più importante del pianeta Darkover. Disegno di David Speakman, fan della saga
L'area più importante del pianeta Darkover. Disegno di David Speakman, fan della saga
Eccoci dunque al nostro terzo appuntamento con la Quintessenza di Darkover: vasto approfondimento pensato e studiato appositamente per far luce su una delle saghe fantasy (o meglio di science fantasy) più longeve della storia: La Saga di Darkover. I primi due incontri affrontavano la storia e la carriera dall’autrice che “scoprì” il mondo di Darkover, Marion Zimmer Bradley, spaziando tra le ispirazioni e le idee che hanno fatto della saga un ciclo di levatura mondiale.

Questo nuovo incontro vuole invece mettere in luce, in primis, la vasta geografia per lungo tempo incerta e nebulosa di un pianeta come Darkover; e come seconda mossa offrire un veloce e curioso prospetto circa l’habitat e la cultura respirabili tra le pagine di questa Saga. Ci soffermeremo in particolar modo su flora, fauna e religione: aspetti che hanno fatto grande il nome della Saga di Darkover, sia secondo i lettori sia secondo i critici.

Vi ricordiamo altresì i titoli dei capitoli, che sono:

1. La Scopritrice di Darkover;

2. Gli Albori di Darkover: Le Origini del Sole Rosso;

3. Cartografia Nascosta: Un Mondo da Decifrare;

4. I Grandi Libri della Saga di Darkover;

5. Volumi Smarriti;

6. Il Futuro di Darkover.

Non ci resta allora che invitarvi tutti, come la scorse volte, a raggiungere Darkover, e lo facciamo con le oramai note parole della stessa Zimmer Bradley: «Lontano, molto lontano, da qualche parte al centro della galassia e a quattromila anni nel futuro, c'è un mondo con un grande sole rosso e quattro lune. Volete venire laggiù a giocare con me?»

Cartografia Nascosta: Un Mondo da Decifrare

Una mappa della città di Neskaya. Neskaya è uno dei centri abitati più noti di Darkover, e deve la sua popolarità alla presenza della Torre omonima e del poco distante convento di S. Valentino delle Nevi
Una mappa della città di Neskaya. Neskaya è uno dei centri abitati più noti di Darkover, e deve la sua popolarità alla presenza della Torre omonima e del poco distante convento di S. Valentino delle Nevi
Iniziamo questo nostro terzo appuntamento con alcuni dati curiosi, di certo sconosciuti alla maggior parte dei lettori della Saga. Per anni l’autrice, Marion Zimmer Bradley, lasciò che la sua creatura (Darkover, appunto) vivesse una vita propria e crescesse quasi senza controllo. Questa evoluzione durò finché non nacque l’intimo bisogno di dare coerenza alla Saga. Sebbene Marion Zimmer Bradley non abbia mai dato troppa importanza a questo genere di dettagli, privilegiando sempre la completezza narrativa e stilistica – come l’approfondimento psicologico dei personaggi – possiamo oggi (non senza una certa difficoltà), formulare con una qual certa precisione l’aspetto di Darkover. L’esploriamo assieme?

Grandezza del pianeta: più o meno come quella Terrestre.

Gravità: inferiore alla nostra, anche se non di molto.

Atmosfera: più ricca di ossigeno rispetto a quella respirabile sulla Terra.

Caratteristiche geografiche: grandi catene montuose, estesi ghiacciai (il più noto è chiamato Muro Intorno al Mondo). Limitate zone abitabili e abitate, localizzate nella zona equatoriale del pianeta, dove è circoscritta la popolazione di Darkover. Il clima è rigido, quasi proibitivo, e la vita ha assunto aspetti inconsueti e a dir poco affascinanti.

Popolazione: più o meno 20 milioni di abitanti. Questo dato va riferito agli ultimi romanzi che organizzano l’ampia storia Darkovana. Dopo quasi 2000 anni di isolamento, in La Riscoperta di Darkover (Rediscovery, 1993, in collaborazione con Mercedes R. Lackey), la Federazione Terrestre rintraccia quel suo antico “mondo perduto”. Dunque, in conseguenza di ciò, l’incremento della popolazione ne risente visibilmente, specie nelle classi meno abbienti.

I Mari: pochi hanno un nome assodato, ma di sicuro possiamo indicare il noto e gelido mare di Dalereuth (che in verità è una specie di enorme golfo che si incunea nei territori abitati.)

Un altro disegno di Speakman. Darkover e le sue quattro lune
Un altro disegno di Speakman. Darkover e le sue quattro lune
Le Lune: sono quattro, e i loro nomi, in ordine di distanza partendo dalla più vicina al pianeta sono: Liriel (colore viola); Kyrrdin (colore blu); Idriel (colore verde); Mormallor (colore bianco-madreperlaceo).

Periodo di Rivoluzione (Anno Solare): l’anno su Darkover dura di più rispetto a quello terrestre, circa 1,3 volte rispetto al nostro. Di conseguenza anche le giornate sono più lunghe e contano fino a 28 ore, per un totale di circa 15 mesi.

Dislocazione: Darkover, come noto da alcuni romanzi che ne indicano la posizione, si trova tra il braccio superiore e quello inferiore della nostra galassia (e questo, negli intenti della Zimmer Bradley, avrebbe reso il pianeta strategicamente importante per le rotte commerciali galattiche.) Il sistema solare della stella Cottman – questo è il nome dell’immenso Sole Rosso di Darkover – è altresì formato da otto pianeti: il quarto pianeta (originariamente noto con la fredda e impersonale sigla di Cottman 4) è appunto Darkover, ed è l’unico abitabile.

Gli altri sette pianeti sono inospitali e desertici, anche se l’autrice, in La Sfida degli Alton (Exsile’s Song, 1996), cita un Cottman 5 (ribattezzato anche Wolf), come destinazione di un’astronave: il quinto pianeta sarebbe sì simile a Darkover, ma completamente coperto di ghiaccio e con un periodo di rivoluzione di cinque anni terrestri. I tre pianeti interni hanno invece una loro insindacabile identità: il primo, il più vicino al sole, è una grossa “pietra calda” fissa nello spazio, gli altri due sono invece giganti gassosi come anche i pianeti: Cottman 6, Cottman 7 e Cottman 8.