La Torre Proibita racconta la storia del giovane tecnico delle matrici, Damon Ridenow, allontanato dalla Torre di Arilinn perché troppo sensibile (alle emozioni, come alle tensioni dell’animo che lo spingono a desiderare la virginale Custode della Torre, Leonie Hastur), mettendo così a rischio se stesso e tutto il delicato equilibrio del circolo dei Sapienti. Mosso da profonde riflessioni e turbamenti (che ne fanno uno dei personaggi più intensi della Saga), sposa in seguito Ellemir Alton nella stessa cerimonia in cui Callista Alton sposa Andrew Carr: ma il legame tra le due coppie è solo l’inizio di un lungo progetto letterario ideato dall’autrice. Assieme, tutti e quattro i protagonisti, daranno difatti anima e corpo nel porre le fondamenta ed erigere la cosiddetta Torre Proibita: un gruppo di persone che scardinerà alla base le regole avulse della società Darkovana, ponendosi “l’eretico” fine di addestrare all’uso del Laran anche i Telepati di non nobili origini.

Questa storia dà l’impulso definitivo a ciò che si può definire come la svolta epocale nella società dei Comyn (svolta che si rifletterà anche nei libri della Saga). L’autrice tocca qui i temi più disparati: dalle inamovibili rigidità di un credo magico-religioso come quello delle Torri; alle potenzialità della scienza; alla libertà di vivere il sesso nella sua piacevole pienezza (senza tabù); ai rapporti umani e sociali… Si affronta il dolore di uno e si giungere al sacrificio di tutti. E’ questo, dunque, il libro che meglio riassume la Saga di Darkover, stilisticamente e concettualmente parlando, ed è senza discussioni una tra le gemme più preziose che vanno a comporre questo ricco diadema.

I Regni di Darkover (Thendara House, 1983).

Seguito ideale della Catena Spezzata (sebbene il titolo italiano non renda per nulla giustizia ai contenuti relativi al testo), il romanzo si pone come un gustoso excursus del mondo Darkovano. Si analizzano qui le contraddizioni e i vantaggi insiti nella modernità Terrestre che avanza, rispetto a ciò che Darkover può offrire (nel bene e nel male), il tutto osservato da più punti di vista. In particolare si seguono le vicende di una Terrestre (Magdalen Lorne) e di una Amazzone (Jaelle n’ha Melora). Negli intenti della Zimmer Bradley il romanzo doveva porre le basi, con la nascita della Società del Ponte, a un idilliaco periodo d’integrazione culturale tra Darkover e la Federazione Terrestre: una salda unione in segno di pacifico confronto tra esperienze culturali diverse (anche se, come si vedrà, il passare degli anni muterà con forza l’iniziale convinzione dell’autrice).

Non solo. Il romanzo si occupa anche dell’immediato futuro di Darkover, e lega idealmente due mini-cicli interni alla Saga, quello delle Libere Amazzoni a quello della Torre Proibita. (Il romanzo fu finalista al Prometheus Award del 1984, come miglior romanzo dell’anno).

La Città della Magia (City of Sorcery, 1984).

Terzo e ultimo romanzo del mini-ciclo delle Libere Amazzoni di Darkover, La Città della Magia è un volume di viaggio nel vero senso del termine. La Zimmer Bradley dichiarò di aver concepito la storia sull’onda di una lettura fatta durante gli anni dell’adolescenza, e che la struttura dei vari capitoli le fu suggerita da quel medesimo romanzo: l’opera di Talbot Mundy, The Devil’s Guard (apparso nel 1926, e letto dall’autrice nel 1945).

E’ un volume, questo, definito dalla stessa Zimmer Bradley come "un eccellente romanzo di Cerca o di Ricerca Ideale" che meritava una originale trasposizione in un contesto Darkovano, rielaborando, naturalmente, personaggi e situazioni di sua completa invenzione. Dopo un rilevamento aereo, Alexis Anders e l’Amazzone Rafi partono alla ricerca di una città nascosta (che non dovrebbe esistere e che non è segnata su nessuna mappa) nell’estremo nord del pianeta, vicino al Muro Intorno al Mondo. Preoccupate per la loro sorte, Magda Lorne, Jaelle n’ha Melora, e uno sparuto gruppo di Amazzoni e Terrestri decidono di seguirle, mentre messaggi e visioni sembrano tracciare per loro una strada ben precisa da seguire…

Ritorno a Darkover (Star of Danger, 1965).

E’ il 4° romanzo che l’autrice scrisse, ambientandolo sul pianeta Darkover, agli inizi della carriera. Volume senza troppe ambizioni, narra col solito stile piacevole e avvolgente della Zimmer Bradley le gesta dell’adolescente Larry Montray – figlio di un funzionario Terrestre – e del suo entusiasmo per quel pianeta (Darkover) su cui si è trovato d’improvviso a vivere. Un trasporto che lo indurrà a uscire dallo Spazioporto Terrestre, portandolo a fare la conoscenza della nobile famiglia degli Alton. Sebbene il romanzo non incolse nel favore del pubblico alla sua primissima uscita, tanto che la Zimmer Bradley pensò di non scrivere più di Darkover per 5 anni, la storia in questione ha diversi meriti. Storicamente parlando dà avvio a eventi importanti, qui solo brevemente accennati, mostrandoci personaggi dalle vicende future ben più interessanti di quelle qui invece brevemente narrate. Ma ci presenta anche, per la prima volta, uno degli ultimi Chieri sopravvissuti all’estinzione, delineandone tutte le caratteristiche base: spiritualità, moralità, conoscenze, sessualità, e raffinata emotività.

La conclusione di questo lungo percorso storico la si ha nel Signore di Storn (The Winds of Darkover, 1970).

E’ il libro col quale l’autrice riprese in mano Darkover dopo 5 anni di fermo, e dove le prime avvisaglie di una turbolenta rottura rispetto al passato sono già presenti. Le tinte del romanzo si fanno inevitabilmente più fosche, e anche se la storia è l’ultima espressione dell’idillio tra Darkover e la Terra, i personaggi sono sempre più tormentati e complessi. Assalita dai banditi, la rocca degli Storn cade in mano nemica. Il signore del castello – Loran di Storn – cieco dalla nascita, non trova altro sistema per farsi aiutare che contattare per mezzo del Laran una mente simile, obbligando il possessore di questa mente a recarsi incontro a una delle sue sorelle, Melitta, che ha precedentemente aiutato a fuggire dall’assedio di Brynat lo Sfregiato. Ma, all’insaputa di Loran, la mente contattata è quella di un terrestre… Dan Barron. La “strana coppia” sarà così costretta a collaborare e a spingersi nelle Terre Aride, e poi sugli Hellers, tra gli antichi popoli della foresta e tra gli adoratori della sanguinosa Dea Sharra, pur di salvare il signore di Storn. Questo romanzo è dunque il primo della Saga a mostrarci la famosa matrice di Sharra e le terrificanti potenzialità della Dea a essa legata: doti che languono sopite da secoli, ma che lo saranno ancora per poco tempo.