Asterix è un’icona del fumetto. Per umorismo e freschezza gran parte delle storie scritte da René Goscinny e disegnate da Albert Uderzo prima, interamente realizzate da Uderzo poi, godono di quella strana alchimia che solo la bande dessinée, il fumetto, riesce a dare. Le trasposizioni sul grande schermo sono quanto mai rischiose. I migliori risultati si sono raggiunti con Asterix e Cleopatra del 1968, trasposizione fedele dell’albo anonimo, e con le 12 fatiche di Asterix, storia originale uscita una decina di anni dopo.

Oggi arriva questo Asterix e i Vichinghi, versione a cartoni del volume Asterix e i Normanni anche lui del ’68, coraggioso e spericolato come i nordici suoi protagonisti, pronto a sbarcare sugli schermi cinematografici italiani.

Protagonista della storia, al fianco degli immancabili Asterix e Obelix, è Spaccaossix, nipote del capo del villaggio Abraracourcix. Il giovanotto viene dalla città, è scapestrato, arrogante, sciupafemmine, seguace dell’ultima moda e dedito al ballo e alla musica. Pacifista perché gli conviene, il biondo galletto è incapace di capire come i compaesani del campagnolo parente possano trovare divertimento nel dare sganassoni ai romani, cacciare cinghiale e gozzovigliare nei banchetti serali con cibi ipercaolorici. Sta ai nostri eroi, il piccoletto furbo e il grosso tardone più famosi del fumetto, fare di Spaccaossix un uomo.

A Casa Con Panini Comics con Asterix

L’intero catalogo con le più belle storie di Asterix & Obelix un prezzo speciale.

Irene Grazzini, 19/05/2020

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Emanuele Manco, 1/01/2015