La fantasy italiana è una realtà.

Lo è, per quanto rappresentata da un numero di autori e titoli tutto sommato ancora esiguo, soprattutto se proporzionato alla totalità dell’attuale offerta fantastica del nostro mercato editoriale.

E’ poi una realtà sfaccettata: con un’identità cioè non ben precisa. Il che, è peraltro positivo sintomo della presenza di personalità e stili differenti.

Non è sempre impeccabile, d’accordo.

Qualche volta non è nemmeno originale – teniamo però ben presente quanto il tema dell’originalità, della sua essenza e della sua necessità, sia giustamente controverso.

Ha faticato ad imporsi, se non episodicamente, anche a causa di una certa refrattarietà da parte di editori e lettori.

Questi sopra elencati, sono tratti distintivi in gran parte comuni anche alle altre realtà della narrativa di genere nazionale, che pure travagliano (chi più chi meno) per farsi riconoscere appieno. Con l’eccezione del giallo e del noir (e non sempre…)

Comunque sia, possiamo ribadirlo con serenità: la fantasy italiana è una realtà. Indiscutibilmente. A partire da autori quali Giuseppe Pederiali, Gianluigi Zuddas, Adalberto Cersosimo, Donato Altomare, Mariangela Cerrino, eccetera… Attraverso la grande scommessa dell’ultima gestione di Gianfranco Viviani alla Nord, che ci ha fatto conoscere, tra gli altri, Errico Passaro, Fabiana Redivo e Andrea D’Angelo. Quindi, con l’inconfutabile  successo di vendite delle Cronache del Mondo Emerso, la saga firmata dalla giovane Licia Troisi. Fino ai più recenti esordi, come quelli di Daniele Nadir, Egle Rizzo, Luca Tarenzi... E al debutto nel genere di Milena Debenedetti, vincitrice del Premio Italia.

Ora, con Il segreto di Krune, un nuovo autore arriva nelle nostre librerie: Michele Giannone.

Lo abbiamo intervistato.

Buon giorno Michele. Salto il benvenuto sulle pagine di FantasyMagazine, per un semplice motivo: qui sei di casa...; )

E’ vero, Fabio. FantasyMagazine è il “luogo” in cui mi rifugio quando voglio sentire le ultime che giungono dai mondi fantastici o scambiare qualche opinione con gente che, come me, ama e segue il genere fantasy.

Il segreto di Krune rappresenta il tuo romanzo d’esordio. Quanta emozione?

Tanta. Davvero tanta. Andrea D’Angelo sostiene che per uno scrittore l’importante sia scrivere. Condivido in pieno l’affermazione: nella sua essenzialità, rende meglio di molte altre l’idea che chi scrive lo fa soprattutto per amore della scrittura. Tuttavia sapere che c’è un editore disposto a investire tempo e denaro su una tua opera e che ti permetterà di renderla fruibile a lettori che non siano soltanto parenti o amici è estremamente gratificante.

La Dario Flaccovio è una casa editrice indipendente che, in pochi anni di attività letteraria, ha dato visibili e felici contribuiti alla narrativa italiana, ricevendo peraltro ampi consensi della critica, oltre che dei lettori. Recentemente, per esempio, ha piazzato numerosi suoi titoli gialli e noir in finale al prestigioso Premio Scerbanenco, aggiudicandosi il premio stesso con Incontro a Daunanda di Giancarlo Narciso. Come sei entrato in contatto con Flaccovio? Come hai lavorato con l’editor, che immagino sia stata Raffaella Catalano?

Ho seguito la trafila propria di un esordiente. Appurato che nel loro catalogo c’era spazio per il fantasy, li ho contattati chiedendo se potessi inviare loro un mio romanzo. Mi hanno invitato a farlo e io ci ho provato. Come hai sottolineato tu, la Dario Flaccovio si sta ritagliando uno spazio importante nel quadro editoriale italiano. Quando la speranza che lo ritenessero degno di pubblicazione si è trasformata in certezza per me è stato motivo di grande orgoglio.

Per rispondere alla tua seconda domanda, sì, ho lavorato con Raffaella Catalano che costituisce il mio referente principale all’interno della casa editrice.

La Flaccovio ha già pubblicato fantasy. In particolare, due romanzi di Egle Rizzo: Ethlinn e Il viaggio di Aelin. Li hai letti?

Il primo no; il secondo è nella pila inesauribile dei romanzi che accatasto nella mia libreria in attesa di poterli smaltire tutti.

Il romanzo è scorrevole. Hai dovuto “penare” almeno un po’ per raggiungere la stesura finale?

Ho penato più di un po’. “Il segreto di Krune” è figlio di tre revisioni da parte mia. Inoltre, quando la Dario Flaccovio ha accettato di pubblicarmi, ci abbiamo lavorato ancora. A tale scopo, permettimi di ringraziare Raffaella Catalano che mi ha aiutato a renderne migliore la forma e l’occhio infallibile di Alessia Di Giovanni che ha riletto le bozze finali, scovando errori che a me erano sfuggiti, nonostante diverse riletture o forse proprio per quello.

Chi è Michele Giannone?

Un uomo che ancora oggi fa fatica a non pensare a se stesso come a un ragazzo, un marito felice, un difensore falloso, un lettore insaziabile e uno scrittore appassionato.

Cosa legge?

Fantasy, ovvio, ma non solo. Spazio molto tra i generi. Che si tratti di un thriller, di mainstream o d’altro non è importante; basta che la trama mi attiri.

Cosa e come scrive?

Oltre al fantasy, mi sono cimentato anche col genere thriller. La forma espressiva che preferisco è il romanzo. Sono allergico ai racconti: ho provato qualche volta a scriverne qualcuno ma con poca convinzione e ancor meno risultati.

Di solito scrivo un paio d’ore ogni mattina, dalle 5 alle 7. Negli spazi liberi che riesco a ritagliarmi durante il resto della giornata mi limito a pianificare il lavoro per il giorno successivo. Credo nel metodo e nella pianificazione. Senza queste componenti, per me, sarebbe impossibile portare a termine un romanzo.

Perché ami il genere fantasy?

Direi che si tratta di un retaggio della mia infanzia. I primi libri che i miei genitori mi misero in mano erano fiabe illustrate. Fu amore a prima vista. Quei volumi mi schiusero le porte di posti immaginari dove potevi volare con la polvere di fata o aprire una grotta servendoti di una formula segreta. Da lì nacque la voglia di cercare prima e creare poi altri mondi fantastici: il genere fantasy mi ha permesso di soddisfare entrambe quelle esigenze.

Torniamo al Segreto di Krune. Trama e contenuti. A te l’onere…

E’ la storia dell’incontro tra due persone appartenenti a realtà diverse che, oltre a cambiare la vita dei protagonisti, influirà in maniera determinante anche sui mondi da cui provengono entrambi.

Il soggetto nasce come e quando?