Chi è lo scrittore?

Puoi dirci “chi è” Claudio Tassitano? Dove sei nato, dove vivi, e cosa fai oltre a scrivere?

Sono nato e vivo tuttora a Reggio Calabria, dove sono rimasto per scelta e per amore, anche se sarebbe stato sicuramente più semplice seguire le mie inclinazioni creative trasferendomi in una grande città, come hanno fatto diversi miei amici. In un luogo lavorativo tradizionalmente difficile come la Calabria sono riuscito ad avviare, insieme a due soci (e a patto di notevoli sacrifici), un’azienda informatica che assorbe gran parte del mio tempo. Quello che rimane lo dedico alla mia famiglia, e cioè a mia moglie Simona e alla piccola Gaia, la mia figlioletta di due mesi. Nel tempo libero leggo, guardo film, videogioco, se posso faccio qualche breve viaggio. Quando però arriva la Sacra Fiamma dell’Ispirazione, metto da parte tutto questo e scrivo!

Come riesci a conciliare la tua attività di scrittore, con il lavoro, la famiglia, figli, ecc. ecc.?

È molto difficile e richiede tanta pazienza da parte dei familiari; per questo non smetterò mai di ringraziare mia moglie che durante la stesura del romanzo, oltre ad accollarsi anche la mia parte di lavori domestici, mi ha aiutato non poco a risolvere diversi punti delicati dell’intreccio. E per fortuna sono un tipo che scrive poco (ma intensamente)! Per il primo romanzo, giocoforza ho dovuto relegare la scrittura alla pausa pranzo e qualche ora rubata prima di cena.

Come scrittore, come organizzi la tua giornata lavorativa? Ogni scrittore ha una sua ritualità nello scrivere, quale è la tua?

Io adotto con convinzione il metodo “sistematico” che ho conosciuto grazie a un’intervista a Philip Pullman: sedersi ogni giorno davanti alla tastiera e tirare fuori tre pagine, belle o brutte che siano. La fase di revisione, in cui mi capita di tagliare brutalmente interi periodi, mi aiuta poi a limare le inevitabili asperità. Quando scrivo preferisco la penombra e un adeguato sottofondo a base di musica orchestrale e colonne sonore da film.

Senti di avere raggiunto qualche traguardo?

Assolutamente no! Capisco che molti aspiranti scrittori vedano la pubblicazione di un libro con un editore nazionale come un traguardo, e anche per me per un certo tempo è stato così; ma con umiltà e alla luce di questa esperienza posso affermare che è solo il primo gradino di una scala che potrebbe anche non condurre da nessuna parte. Per questo preferisco tenere i piedi ben saldi per terra.

Leggere

Quali sono i tuoi hobby, il passatempo preferito, cosa ti piace leggere? E quali sono i tuoi autori preferiti?

Claudio Tassitano
Claudio Tassitano
Il mio passatempo preferito (oltre a essere la base stessa del lavoro dello scrittore, a mio modo di vedere) è la lettura: leggo non appena ho un minuto libero, in qualsiasi posto, qualsiasi cosa, persino le etichette dei cereali! I miei autori preferiti sono J.R.R. Tolkien,

la J.K. Rowling, Stephen King, Philip Dick, e tra gli italiani Alberto Moravia e Michele Prisco.

Quando hai iniziato a leggere e cosa? E quando hai scoperto la narrativa fantastica? Ti ricordi i primi titoli letti?

Ho avuto la grande fortuna di avere una madre scrittrice e amante della letteratura (Nadia Crucitti, che anni fa ha pubblicato il suo romanzo Casa Valpatri con Mondadori), quindi a casa mia i libri non sono mai mancati. Il primo del quale ho un ricordo forte è Lo Hobbit, poi è venuto Lovecraft, i gialli classici di Philo Vance, i primi King, accanto a letture più impegnate come Freud, Bulgakov, Kafka, etc. Al fantasy mi sono avvicinato da ragazzino con i LibriGame, ma confesso che di fantasy classico oltre al Signore degli Anelli non ho letto molto; la mia immaginazione è sempre stata catturata dagli ibridi e dalle contaminazioni. Uno dei libri fantastici che più hanno segnato il mio immaginario è stato Lo specchio nello specchio di Michael Ende. Poi mia madre dice che a sette anni leggevo “L’Apocalisse”, forse è da qui che deriva la mia passione per le scene epiche e catastrofiche...

Quali autori ti fanno da "guida"? Cosa leggi abitualmente? Leggi anche autori italiani?

Le mie guide per scrivere Arthur e lo Stregone Nero sono state Tolkien da una parte, del quale ammiro l’eleganza e l’evocatività delle descrizioni e dello stile in genere (questo si inquadra nella mia passione per lo stile narrativo classico dell’Ottocento e del Novecento), e

la Rowling dall’altra, una scrittrice geniale che a mio avviso ha ridefinito il linguaggio della narrazione per ragazzi. Gli italiani li leggo con piacere, non con un’ottica da scrittore ma di puro lettore.

Che libro hai in questo momento sul comodino?

Ho appena terminato Il medioevo e il fantastico, una raccolta di saggi di Tolkien, e ho cominciato La Terra Morente, un capolavoro degli anni ‘50 di Jack Vance.