La copertina di Sara Forlenza per la Saga di Amon
La copertina di Sara Forlenza per la Saga di Amon

Prima di tutto, Sara, un caloroso benvenuto da parte di FantasyMagazine. Iniziamo col presentarti ai nostri lettori: chi è Sara Forlenza? E come e quando hai deciso di diventare illustratrice? 

Salve a tutti i lettori di FantasyMagazine, mi chiamo Sara e da sempre ho seri problemi di dipendenza dal disegno! Scherzi a parte, adoro disegnare sin da quando ero bambina, quindi fare questo lavoro è stata una scelta più che naturale, anche se all’inizio preferivo il fumetto all’illustrazione. Infatti ho frequentato la scuola di fumetto realistico a Milano e sono tuttora felice di avere preso quella decisione, perché così facendo ho trovato dei professori preparatissimi che mi hanno insegnato a “raccontare per immagini”. La tecnica è importante, ma sapere cosa disegnare lo è forse di più.

Parliamo delle tue opere. Come le realizzi? Prepari qualche schizzo o procedi istintivamente? Quali sono le tecniche artistiche che prediligi? 

Dipende molto dall’illustrazione e dal soggetto. Quando le tematiche sono molto affini al mio carattere, ho subito un’idea precisa di cosa fare; altrimenti faccio una montagna di schizzi. Quando ne trovo uno che mi soddisfa, procedo studiando il bilanciamento della scena, i colori e le luci piu adatte e funzionali alla composizione.Mi trovo abbastanza bene con molte tecniche, dalla china all’acrilico alla matita, ma prediligo assolutamente il digitale perché per me, che sono una tremenda disordinata, è più comodo e pratico, e non rischio di far gocciolare i colori sull’immagine o di rovesciare il bicchiere con l’acqua utilizzata per diluirli (cosa che mi è capitata un sacco di volte!)

Quali sono, in un’illustrazione, i tuoi soggetti preferiti e i dettagli su cui tendi a soffermarti di più? 
Un'illustrazione di Sara Forlenza
Un'illustrazione di Sara Forlenza

Adoro disegnare draghi e demoni, anche se ritengo che il mio punto di forza siano i personaggi femminili. Generalmente tendo a soffermarmi sui volti, che devono essere caratteristici ed espressivi, e sull’atmosfera di cui l’immagine deve essere imperniata. La cosa a cui tengo di più è assicurarmi che l’illustrazione stia raccontando qualcosa attraverso tutti gli elementi che la compongono.

C’è qualche artista che influenza le tue creazioni, dandoti l’ispirazione?

Be’, così come per scrivere bene bisogna leggere molto, per disegnare bene bisogna guardare di tutto, che siano opere di altri artisti, film, fotografie, ecc... non tanto per trarne ispirazione, quanto per definire il proprio stile.Molte volte può essere altrettanto utile guardare cose che non ci piacciono per allargare i nostri orizzonti e capire meglio come vogliamo disegnare. Comunque adoro talmente tanti artisti che elencarli tutti sarebbe un problema! Colui che ammiro maggiormente e che considero intoccabile è Todd Lockwood. Le copertine della saga di Drizzt Do’Urden sono esempi di eccellenza tecnica incomparabile.

Attraverso il tuo sito personale, i visitatori possono ammirare svariati lavori. Qual è o quali sono quelli che ti sei divertita di più nel realizzare?

Eh, eh! Non è facile scegliere visto che ogni mia opera è come se fosse una mia creatura! Probabilmente i disegni più divertenti sono quelli che nascono in maniera più spontanea, rispetto ad altri che invece mi fanno sudare sette camicie. Non è detto però che quelli che mi hanno divertita di più siano quelli che ritengo riusciti meglio, o a cui sono più affezionata.

Donna Vampiro
Donna Vampiro

Com’è il tuo rapporto con gli autori dei libri di cui curi le illustrazioni? Si tratta di un semplice rapporto lavorativo o ti è capitato di instaurare anche legami più forti con alcuni di loro?

Diciamo che in particolare con le “mie” scrittrici cerco di avere contatti che vanno al di là del semplice rapporto lavorativo, anche se faccio fatica perché sono molto timida (sono timida persino in questa intervista!) Con Francesca Angelinelli il rapporto è ancora poco approfondito per via dei tempi contrattuali che ho avuto a disposizione per il suo romanzo Kizu no Kuma, mentre con Paola Boni, autrice della Saga di Amon (in pubblicazione da maggio 2010, n.d.r.), l’amicizia è già più consolidata. Comunque le reputo due persone molto affascinanti e sono fiera di potere in qualche modo tradurre in immagini i mondi e le storie che creano.In generale, quindi, nell’ambito lavorativo cerco di intrattenere rapporti professionali, ma allo stesso tempo amichevoli, perchè ho bisogno di libertà nell’espimermi per poter interpretare al meglio le richieste artistiche che mi vengono sottoposte.

Sappiamo che attualmente hai realizzato alcune copertine per Casini Editore. Come ti sembra questa nuova collaborazione e, soprattutto, come hai conosciuto la casa editrice per la quale lavori? 

È stata la Casini a trovarmi, grazie a delle opere pubblicate su un sito. Il mio era lo stile che più si adattava al progetto di Amon. Mi sono trovata molto bene per merito di Joe Casini, che mi ha aiutato parecchio con i disegni e con appunti volti a migliorare la resa grafica delle immagini di mia creazione.

Come illustratrice, tendi ad avere delle abitudini particolari? Dei luoghi in cui preferisci disegnare o degli orari in cui ti concentri maggiormente, per farti un esempio.

Utilizzando il mezzo digitale e prediligendo i computer fissi non posso spostarmi molto dalla mia postazione lavorativa. Un’abitudine particolare consiste nella posa buffa con cui sto seduta davanti al pc, che sembra quella del personaggio “L” di Death Note! Per quanto riguarda gli orari, i momenti in cui mi reputo più produttiva sono il tardo pomeriggio e la sera. Potrei andare avanti a disegnare tutta la notte (tra l’altro moltissimi disegnatori preferiscono la notte al giorno per lavorare), ma cerco di mantenermi un “animale diurno” per poter conciliare tutti i miei impegni.

Quali sono i tuoi passatempi preferiti? Oltre al disegno, s’intende.

Hellgate, di Sara Forlenza
Hellgate, di Sara Forlenza

Sono un’accanita videogiocatrice, anche se ultimamente non gioco spesso per mancanza di tempo. Adoro gli mmorpg (giochi di ruolo online, n.d.r.), ma anche gli rpg (giochi di ruolo dal vivo, n.d.r.). Ho giocato ad alcuni giochi strategici e ho una passione nascosta per un paio di vecchi sparatutto. Poi, settimanalmente, mi ritrovo con i miei amici piu stretti per giocare a Dungeons&Dragons (ho una maghetta di 18° livello con la palla di fuoco facile!). Adoro guardare film, in particolare film di fantascienza e ovviamente fantasy; infine mi piace documentarmi su argomenti come la mitologia, le religioni, l’occulto e le culture antiche.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Puoi svelarci qualche piccola anteprima? Senti di avere raggiunto qualche traguardo?

Il mio progetto è quello di riuscire a ritagliarmi uno spazio tra i mostri sacri dell’illustrazione, ma mi accontenterei anche solo di consolidare la mia posizione di professionista! Il piu grande traguardo che mi sento di aver raggiunto è quello di essere riuscita a suscitare una forte reazione emotiva negli spettatori con una mia particolare opera. L’illustrazione in questione si chiama I was waiting for you, una fan art del videogioco World of Warcraft. Forse solo chi ha giocato a questo gioco la può apprezzare completamente, ma ho ricevuto moltissime e-mail che mi ringraziavano di aver creato un’immagine così toccante. Qualcuno ha scritto dei racconti ispirandocisi, altri mi hanno detto di essersi commossi. Sono stata felicissima di averli colpiti! È stata una grande conquista.

Grazie per averci concesso questa intervista, Sara. Ricordiamo ai nostri lettori che è possibile ammirare tutte le tue opere sul sito: www.saraforlenza.com/