Quando i lettori fanno la conoscenza di Pern, nel primo racconto scritto da Anne McCaffrey, La cerca del Weyr, pubblicato sulla rivista Analog nel 1967, il mondo descritto dalla scrittrice si presenta con caratteristiche affini alla fantasy eroica.

I Weyr sono i luoghi nei quali vengono allevati i draghi, cavalcati da una casta di cavalieri chiamata Dragonieri. I weyr, i draghi e i dragonieri sono mantenuti per via di un antico patto con gli altri insediamenti umani del pianeta: le Fortezze, comunità ma anche bastioni militari; le Sedi delle Arti, dove vivono artigiani, costruttori e tecnologi.

Pern è uno dei cinque pianeti che orbitano intorno a Rukbat, nel settore del Sagittario, stella di Classe G, “dallo splendore dorato”, come viene definita nel racconto. In questo sistema solare, un pianeta gassoso, denominato Stella Rossa, catturato dal pozzo gravitazionale di Rukbat, descrive un'orbita irregolare ed ellittica che lo porta circa ogni 200 giri alla minima distanza da Pern.

Le antiche Cronache affermano che quando i due corpi celesti si trovano alla minima distanza dalla Stella Rossa precipitano verso Pern i Fili, delle spore letali che diventano fili argentei a contatto con l’atmosfera distruggento la materia organica con la quale vengono a contatto. Principale difesa contro i Fili è il fuoco dei draghi, addestrati allo scopo di intercettare i Fili in volo.

All’inizio della storia tutto questo è considerato poco più che una leggenda, e molti su Pern dubitano dell’utilità dei Weyr, e del sistema feudale che si basa sul loro mantenimento. Sono passati infatti quasi quattrocento Giri da quando si è verificata l’ultima Caduta, degli antichi Weyr ne sopravvive solo uno e in molti credono che se c’è stata mai una minaccia, quseta ormai sia finita, mentre gli altri cinque giacciono abbandonati e nessuno sa cosa sia avvenuto nel remoto passato. Quando entriamo nella narrazione gli abitanti delle Fortezze dubitano dell’utilità dei draghi, anche in considerazione di come per assicurare loro grandi quantità di cibo, spazi dove allevarli e addestrarli, tutte le infrastture fosse concepite in tal senso. Agricoltura e allevamento del bestiame sono inoltre programmati in funzione delle Decime, ovvero i contributi ai weyr.

Anne McCaffrey
Anne McCaffrey

Senza volere entrare nel dettaglio della trama se non per il mimimo necessario, La Cerca del Weyr e il successivo racconto Volo Nuziale, raccolti nel volume Il volo del drago (Dragonflight, 1968), narrano quindi di come gli abitanti di Pern debbano riprendere consapevolezza dell’imminente ritorno delle Cadute, la cui ciclicità è mutata, e che quindi sia necessario organizzarsi. I passaggi narrativi sono la crescita dei numerosi personaggi umani e dell’intreccio dei loro rapporti, la scoperta delle origini remote delle comunità umana, la riscoperta e rivalorizzazione del rapporto tra cavalieri e draghi.

Queste linee guida caratterizzeranno i romanzi della prima trilogia della serie, composta anche dai titoli I dragonieri di Pern (Dragonquest, 1971) e  Il drago bianco (The White Dragon, 1978), nei quali scopriremo gradualmente le caratteristiche complesse del mondo narrativo ideato da Anne McCaffrey, nel quale la figura del drago è centrale.

Dalle lucertola di fuoco al drago

Volo di Drago
Volo di Drago

I draghi di Pern condividono alcune caratteristiche comuni a quelle della cultura occidentali, ma anche elementi di novità. Volano, sputano fuoco, sembrano dei giganteschi rettili, ma sono imprescindibilmente legati all’umanità, con la quale hanno un rapporto di mutua dipendenza. Inoltre non sono creature esistenti in natura, bensì sono una vera e propria operazione di ingegneria genetica.

Pern è in realtà una colonia terrestre che ha perso i contatti con il mondo originario, dimenticando di provenire da una civiltà ad avanzata tecnologia.

All’epoca della prima Caduta, quando ancora non si era persa memoria dell’essere una colonia, non esistevano ancora i draghi ma dei piccoli rettili autoctoni, battezzati dagli umani “lucertole di fuoco” o “draghetti”.  Morfologicamente sono infatti simili ai draghi delle leggende terrestri, con quattro zampe e due ali che gli consentono di volare. A causa delle loro capacità empatiche le lucertole di fuoco sono subito entrate in sintonia con gli esseri umani, come animali da compagnia.

Durante la prima Caduta gli umani hanno potuto rendersi conto di una reazione istintiva di difesa delle lucertole, che ha messo in luce alcune importanti caratteristiche: la capacità di emettere fuoco, in grado di distruggere i Fili, dopo aver masticato pietre focaie ad alto contenuto di fosfina; il potere di teletrasportarsi.

Ma creature così piccole, seppur coraggiose, non potevano garantire un’adeguata difesa per gli umani contro le enormi quantità di spore che cadevano su Pern. Con quanto ancora sopravvissuto delle loro capacità tecnologiche gli umani cominciarono quindi un lungo processo di manipolazione genetica delle lucertole, con l’obiettivo di creare un’arma di difesa contro le Cadute. Non furono l’unico strumento allo scopo, ma i draghi rappresentarono quello di difesa attiva.

Iniziato dalla biologia  Kitti Ping Yung, e proseguito dalla nipote Wind Blossom, il processo di selezione è durato parecchi anni. Gli inizi sono narrati nel romanzo L’alba dei draghi (Dragonsdawn, 1979, nono della serie, tecnicamente prequel dei precedenti romanzi della serie. Le tecniche usate hanno amplificato sia le dimensioni che le caratteristiche naturali dei draghetti al fine di renderli più efficaci contro i Fili.

Caratteristiche fisiche e poteri dei draghi

I draghi di Pern sono carnivori, ovipari, a sangue caldo verde, basato sul rame. Hanno occhi sfaccettati che cambiano colore a seconda dell’umore del drago. Sono dotati di sei arti: quattro zampe e due ali, con una coda biforcuta.

Se nella prima covata i draghetti geneticamente modificati erano poco più grandi di cavalli terrestri, all’epoca di Il volo del drago, hanno la lunghezza di circa una cinquantina di metri. Le genetista Kitti Ping ha progettato i draghi per aumentare gradualmente le dimensioni a ogni generazione fino a raggiungere le dimensioni finali pre-programmate, raggiunta all’epoca sesto passaggio dei Fili, circa 1500 anni dopo. Una dimensione che fu superata in realtà per un salto evolutivo imprevisto, dovuto al graduale oblio subito dalle tecniche di manipolazione genetica dal Weyr di Benden, l’unico di cui facciamo la conoscenza nel primo romanzo della serie.

La pelle dei draghi è liscia, descritta come simile al camoscio, e non a scaglie come quella dei draghi delle mitologie terrestri e presenta diverse colorazioni, a seconda delle quantità di nichel, cobalto e ferro presenti sulla loro pelle: oro, bronzo; marrone, blu, verde e bianco.

Il fuoco

Nei draghi è ovviamente amplificata negli effetti la capacità di emettere fuoco dopo aver masticato le piere focaie a base di fosfina. La fosfina, reagendo con un acido presente nel secondo stomaco dei draghi forma un gas volatile che si infiamma al contatto con l'aria. La pietra masticata viene poi rigurgitata dal corpo dopo essere stata consumata, poiché i draghi non sono in grado di digerirla.

Telepatia

I draghi hanno più che un rapporto empatico con il proprio dragoniere. Sono in una vera e propria simbiosi telepatica con il dragoniere, stabilita alla schiusa dell’uovo in una cerimonia che ricorda l’imprinting di alcune specie terrestri, chiamata Schema di Apprendimento. Il legame che si stabilisce tra drago e cavaliere diventa indissolubile. Lo schema di apprendimento era già presente nelle lucertole di fuoco, ma nel caso dei draghi l’intensificata telepatia ha notevolmente aumentato la loro intelligenza e ha dato loro una forte spinta istintiva a nello stabilire un legame con un umano. Al momento della schiusa, ciascun drago sceglie uno degli umani presenti ricevendone lo Schema di Apprendimento. Da quel momento in poi, la coppia vive in uno stato di contatto telepatico costante per tutto il tempo della loro vita. Una connessione che diminuisce solo se drago e dragoniere sono distanti nello spazio o nel tempo.

Se il dragoniere è l’interlocutore privilegiato, i draghi comunicano telepaticamente tra loro e con le lucertole di fuoco, raramente con altri esseri umani. La comunicazione telepatica dei draghi gli consente di non colpirsi tra loro in aria.

Volo

Come i draghetti i draghi possono volare. Aumentando le dimensioni aumenta la capacità polmonare e pertanto l’altezza massima, ma la cosa più importante è la possibilità di sellare i draghi come cavalli, che consente agli umani di cavalcarli e farli lavorare di concerto. Anche se possono raggiungere altezze considerevoli (circa 3000 metri), nel volare devono tenere conto del cavaliere umano, che subisce gli effetti del freddo e della rarefazione dell’aria. Potendo trattenere il respiro riescono anche ad andare negli strati alti dell’atmosfera e nello spazio.

Nonostante non siano a sangue freddo, i draghi amano molto prendere il sole volando nei punti più alti ed esposti.

Teletrasporto

La cerca del drago
La cerca del drago

Un importante caratteristica dei draghi è la capacità di volare nel Mezzo, una dimensione iperspaziale che gli consente di ridurre il tempo di percorrenza da un punto all’altro, di fatto annullando la distanza. Questa dimensione è vuota ed estremamente fredda, pertanto né draghi né cavalieri possono restarci a lungo senza conseguenze. I draghi possono infatti portare nel Mezzo sia umani che carichi. Tale caratteristica è ereditata dalle lucertole di fuoco, che la usavano come forma di difesa contro le Cadute.

Il teletrasporto ha un minimo margine di errore, pertanto è fondamentale la conoscenza del luogo di destinazione. Se un drago tentasse di teletrasportarsi senza una chiara immagine mentale del luogo in cui intende riapparire, potrebbe non riuscire a emergere dal mezzo, oppure arrivare dentro un oggetto, come una montagna. I draghi sono molto riluttanti a teletrasportarsi all’interno di luoghi chiusi, a meno che non sia spazio sufficiente conosciuto. Inoltre grazie alla telepatia i draghi riescono a emergere dal Mezzo evitando di apparire nello stesso luogo occupato da un altro drago.

È fondamentale il collegamento con il dragoniere che forma tale immagine mentale trasmettendola telepaticamente al drago. Dare la corretta immagine della destinazione è parte dell’addestramento dei dragonieri.

Viaggio nel tempo

Una scoperta del primo romanzo è che il passaggio nel Mezzo non è solo un modo di viaggiare nello spazio, ma anche nel tempo. Per il viaggio nel tempo valgono le stesse regole del viaggio nello spazio, ovvero l’immagine mentale di quando e dove arrivare deve essere chiara per il Drago. Il Drago può coesistere con la sua versione dell’epoca in cui arriva, a differenza degli umani che invece subiscono problemi di natura fisica e psicologica nel lungo periodo. Inoltre se il passaggio nel Mezzo nella stessa epoca è praticamente immediate, il viaggio per raggiungere un’epoca diversa si allunga, facendo rischiare a drago e cavaliere ipotermia e asfissia per mancanza di ossigeno. In Il volo del drago, Lessa, signora del Weyr di Bende, primo essere umano che dal Mezzo va indietro nel tempo di quattrocento giri, sviene dopo il viaggio e la sua regina drago Ramoth viene spossata, nonostante sia grado di trattenere il fiato più a lungo degli umani.

Telecinesi

Un potere usato inconsapevolemente dai draghi è la telecinesi, che è il realtà la facoltà che li mette in grado di sopportare il peso del cavaliere, nonché di grossi carichi spostati da un punto all’altro del pianeta. In questo caso la migliore combinazione si ha nell’uso di due draghi per bilanciare lo sforzo.

Telepatia

I draghi sono in grado di “parlare” mentalmente in modo chiaro e fluente con il proprio cavaliere e dimostrano spesso di avere ciascuno una propria personalità, carattere distinti tra loro e divergenze di opinioni con i propri cavalieri, nonostante il rapporto di simbiosi e, talvolta di dipendenza psicologica che si crea con l’impressione dello Schema di Apprendimento. Nonostante preferiscano dialogare solo con il cavaliere, poiché comprendono la lingua parlata degli umani, talvolta si rivolgono telepaticamente ad altre persone che gli aggradano. Tra gli esseri umani è considerato un grande onore.

Nella progettazione genetica del loro carattere i draghi sono di temperamente calmo e non litigiosi. Le uniche occasioni sono provocate da eventuali confitti tra i cavalieri, che si ripercuotono sui draghi, o da conflitti tra regine drago che si contendono i maschi. Raramente durante la schiusa delle uova è successo che piccoli spaventati abbiano ferito o ucciso accidentalmente i candidati cavalieri all’Impressione.

Come conseguenze negative della dipendenza dei draghi dall’uomo si ha in primis che se dopo la schiusa a un drago non viene impresso lo Schema questi è destinato a morire. I draghi adulti si suicidano balzando nel mezzo senza una precisa destinazione in caso di morte del propri cavaliere. Analogamente molti cavalieri si uccidono in caso di morte del proprio drago. I pochi che restano in vita rimangono traumatizzati al punto di non volere più imprimere alcuno schema. Altre conseguenze, che investono la sfera sessuale, le approfondiremo più avanti.

I colori dei draghi

Oro

I draghi dorati sono i più rari su Pern. Sono tutti di sesso femminile e pertanto sono le Regine dei draghi.

Le regine sono più grandi di tutti i draghi degli altri colori, mediamente lunghe dai 21 ai 25 metri. A loro è demandata la sopravvivenza della specie. I draghi degli altri colori sono geneticamente programmi all’ubbidienza nei confronti delle regine. Non sono in grado di masticare pietra focaia pertanto l’unico modo di farle partecipare a uno scontro con le Cadute dei Fili è dotarle di lanciafiamme azionato dal cavaliere. È possibile distinguere il colore sin dall’uovo, che è di colore dorato. Lo Schema viene impresso loro da donne, le Dame del Weyr, giovani donne eterosessuali non cresciute nel Weyr.

Bronzo

I draghi di bronzo sono gli esemplari più grandi tra quelli di sesso maschie, anche se più piccoli delle Regine (tra i 17 e i 20 metri circa). Sono circa il 5% di tutti i draghi. Il loro manto va dal verde dorato al marrone.

Grazie alle loro dimensioni sono mediamente in grado di accopiarsi più frequentemente dei draghi di altri colori, per la loro maggiore resistenza nell’inseguire le regine nei “voli nuziali”.

Poiché sono superiori di numero rispetto alle Regine ora, spesso si accoppiano con draghesse verdi, anche se la maggiore mole li mette in svantaggio rispetto a femmine più piccole e agili. Il cavaliere di un drago di bronzo è sempre un maschio eterosessuale.

Marrone

I draghi marroni sono circa il 15% del totale, lunghi tra i 15 e i  18 metri. I colori vanno dal bronzeo scuro al cioccolato. Raramente si accoppiano con le regine. Tutti i cavalieri di draghi sono di sesso maschile, sia eterosessuali che omosessuali.

Blu

I draghi blu sono i maschi più piccoli (tra i 10 e 13 metri circa) e costituiscono circa il 30% di tutti i draghi di Pern. La loro gamma di colori comprende quasi tutto lo spettro del blu. Sono agili quasi quanto i verdi, ma a differenza di questi, sono abbastanza resistenti alla fatica da durare per un’intera Caduta.

Sono tra più veloci nel volo in linea retta e ricevono lo Schema da dragonieri altrettanto veloci. Si accoppiano per lo più con draghesse verdi, perché sono troppo piccoli per tenere il passo con le Regine. I cavalieri blu sono tipicamente omosessuali o bisessuali, anche se alcuni sono eterosessuali.

Verdi

Le draghesse verdi sono le più piccole (tra i 9 e i 12 metri) e più diffuse, costituendo circa il 50% di tutti i draghi su Pern. La loro gamma di colori comprende quasi tutto lo spettro del verde. A differenza delle regine sono in grado di masticare la pietra focaia e produrre fiamme, con l’effetto collaterale di sterilizzarle. Sono tra le risorse più preziose durante le Cadute, anche se meno resistenti di altri draghi alla fatica e non sempre in grado di resistere fino alla fine. In origine, ai verdi veniva impresso lo Schema da giovani donne, di qualsiasi orientamento sessuale. Tuttavia, quando vari disastri naturali e epidemie decimarono la popolazione di Pern, le donne furono necessarie per aiutare a ripopolare il pianeta. Poiché passare nel Mezzo durante la gravidanza poteva indurre un aborto spontaneo e poiché essere cavalcate da dragoniere incinte dalle ali riduceva l'efficacia delle ali, è diventato poco pratico presentare un gran numero di donne come candidate per l'impressione dello Schema. Così, è cominciata la prassi di fare imprimere i draghi verdi da ragazzi omosessuali. Dopo alcuni giri si è perso il ricordo dell’esistenza di dragoniere di draghi verdi e nessuna ragazza venne più presentata per l’Impressione (ad eccezione delle Regine Oro).

Bianco

Il drago bianco
Il drago bianco

Ruth, che nasce nel libro Il volo del drago e ed è uno dei protagonisti in Il drago bianco, è stato l'unico drago di colore bianco conosciuto, a cui è impresso lo schema da Lord Jaxom della Fortezza di Ruatha. Non è albino, in realà la sua pelle contiene macchie molto deboli di tutti i normali colori del drago, visibili a un attento esame quando Ruth è molto pulito. L'uovo di Ruth non si sarebbe schiuso se Jaxom non l'avesse forzato ad aprirlo e liberato il cucciolo di drago da un guscio insolitamente duro. Si ipotizza che la colorazione bianca nei draghi sia in realtà una mutazione letale, poiché è tradizione non assistere i draghi che non possono schiudersi da soli. Ne conseguirrebbe che un drago bianco non sia in grado di uscire dal proprio uovo, forse a causa della sua forza inadeguata del drago e/o del guscio più resistente duro di un uovo bianco. Sebbene i suoi genitori fossero Ramoth e Mnementh, ovvero la regina più grande e il bronzeo più grande nella storia di Pern, Ruth è più picclo persino delle draghesse verdi, poco più grande dei draghi delle prime selezioni genetiche, quindi circa poco più di un cavallo terrestre. Ruth ha l’abilità di orientarsi intuitivamente nel tempo e nello spazio, facoltà che gli consentirà molte gesta eroiche insieme al suo cavaliere.

Il volo nuziale

Quando una femmina entra in estro, i maschi interessati gareggiano per conquistarla in volo. Di solito, la femmina sceglie il maschio che la impressiona di più con la sua abilità nel volo. Spesso però le femmine inesperte possano essere catturate prima di fare la loro scelta. I due draghi si accoppiano a mezz'aria. Più salgono durante il volo, più a lungo dura il loro accoppiamento.

Le Regine vanno in estro circa una volta a Giro, ma durante i Passaggi della Stella Rossa anche due volte. Durante gli Intervalli tra un Passaggio e l’altro questa esigenza cala, fino a presentarsi ogni quattro o cinque giri. Le draghesse verdi vanno in estro quattro/cinque volte a giro. Le verdi si accoppiano con qualsiasi maschio, preferite dai blu e marroni, con qualche sporadico caso di bronzeo. Il volo nuziale di una verde è più corto di quello di una Regina.

Considerato il gran numero di draghesse verdi e la loro elevata frequenza di accoppiamento, il fatto che queste diventino sterili masticano la pietra focaia non è considerato un problema, anzi è visto come uno strumento di controllo della crescita della popolazione.

Al contrario, le Regine sono state progettate geneticamente non in grado di masticare pietra focaia proprio per evitare che rimanessero sterili, causando il problema inverso di non potere allevare un numero sufficiente di draghi in tempo per le Cadute. Nel tempo si è persa la memoria di questa impossibilità ed è stata introdotta come proibizione per impedire alle Regine di essere sterilizzate.

Draghi e sessualità

Una conseguenza dell’intenso legame tra cavaliere e drago si ha nel come viene vissuta la sessualità. Il legame tra i due è costante e lo scambio di emozioni continuo. Si attenua solo con l’aumentare della distanza fisica. Quando i draghi di accoppiano nel volo nuziale, anche i cavalieri hanno rapporti sessuali.

Anche quando i cavalieri delle draghesse verdi erano tutti maschi, i rapporti tra i cavalieri erano ritenuti normali. Questo a prescindere da quale fosse la reale inclinazione del cavaliere. Più in generale, con l’arrivo di dragoniere a cavalcare draghi verdi, si è arrivati a considerare l’atto sessuale durante durante il volo nuziale come una eccezione rispetto alla propria inclinazione. Il sesso durante i voli di accoppiamento non è facoltativo per il cavaliere. A comandare in questo caso è il drago.

Durante il volo nuziale, le forti emozioni dei draghi sono incontrollate. Sappiamo che i draghi possono comunicare, volontariamente con altri esseri umani, anche non dragonieri. Durante il volo nuziale le loro emozioni raggiungono gli abitanti dei weyr, che si accoppiano non solo tra loro, ma anche con i cavalieri di quei draghi che non riescono ad accoppiarsi, trovando quindi uno sfogo per l’intenso desiderio che li ha travolti.

Tutto il resto degli abitanti di Pern pertanto ritiene che gli abitanti dei weyr, che siano o no dragonieri, siano più disinvolti sessualmente di loro.

Conclusioni

La saga dei dragonieri di Pern è un ciclo ricco di spunti che meritava una riscoperta da parte degli editori italiani. Fanucci ha rimediato a questa assenza pubblicando lo scorso maggio i già citati primi tre titoli della saga: Volo di Drago, La cerca del drago e Il drago bianco.

Vi rimando pertanto alla news con la quale annunciammo l'uscita per farvi scoprire l'affascinante mondo di Anne McCaffrey.

I dragonieri di Pern di Anne McCaffrey sono tornati nelle librerie italiane

I dragonieri di Pern di Anne McCaffrey sono tornati nelle librerie italiane

Articolo di Emanuele Manco Lunedì, 22 giugno 2026

In libreria la riproposta dei primi tre volumi di una saga fondativa del fantastico moderno.

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