New Moon: recensioni con psicologia da discount

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“Beh, si scrive di ciò che si conosce e la mia adolescenza è stata così. Penso che se salti dritto al rapporto sessuale in una storia, tu ti perda un sacco di cose eccitanti: la prima volta che tieni la mano a qualcuno il tuo cuore impazzisce, è un’esperienza straordinaria, vai a casa e racconti alle tue amiche “oh mio Dio, mi ha toccato la mano…”. E se salti questi momenti ti perdi delle cose. Voglio dire, perché andare così veloce? Rallentate e sperimentate tutto quanto!”.

 

 

Faccio fra l’altro notare che qualche esponente del Vaticano, che dovrebbe approvare — se ci fossero — intenti moralistici così rigorosi come quelli ipotizzati dal Corriere, ha appena stigmatizzato la serie…

 

Ma torniamo all’articolo, che prosegue imperterrito:

 

[…] Al suo posto [di Edward Cullen — NdR] c'è un altro ragazzo, Jacob Black, anch'egli metà mostro e non bello uguale (è pur sempre Pattinson il protagonista!) ma sessualmente provocante nella maniera corretta per essere il deuteragonista […]

 

Analizziamo allora le due figure maschili: se, per i canoni umani, un essere che uccide questi ultimi per cibarsi del loro sangue rientra senz’altro nell’accezione di ‘mostro’, non così è per i licantropi della Meyer. Essi infatti non hanno i requisiti ‘mannari’ che normalmente vengono attribuiti a queste creature (cioè l’incapacità di controllare la propria trasformazione, l’asocialità, gli intenti da ‘untore’ nei confronti nell’umanità, in modo da propagare il morbo in quanti più soggetti possibile). I licantropi della Meyer sono infatti uomini-lupo nell’accezione più letterale del termine e non caso sono figli della cultura dei nativi americani e del loro totemismo animale, per il quale il lupo rappresentava in particolare la devozione familiare. Col risultato che questi licantropi non rifiutano la propria componente umana ma, sfruttando anzi le doti extra mutuate dai lupi, le mettono al servizio dell’umanità-famiglia contro i mostri-vampiri.

 

Ed è appena il caso di notare che, all’interno del tema fiabesco e mitologico — che sono poi le matrici del moderno romanzo Fantastico — i lupi, caratterizzati da precise valenze simboliche in cui nulla c’entra quella sessuale, vantano una bibliografia sterminata. Sotto questo profilo, dunque, la Meyer non fa altro che pagare il proprio tributo a una tradizione culturale che si perde nella notte dei tempi.

 

Se si vuole leggere una componente psicanalitica nel ragazzo mezzo animale, si deve semmai guardare a quanto scrive Bruno Bettelheim a proposito delle fiabe e della rappresentazione che esse danno  l’Es, istanza della personalità che secondo Freud è la sede delle pulsioni inconsce: “L'Es è spesso descritto sotto forma di una qualche bestia, che rappresenta appunto la nostra natura animale […]. Quelli pericolosi simboleggiano il selvaggio Es non ancora soggetto al controllo dell’Io e del Super-Io, in tutta la sua pericolosa energia” (1).

 

E se è innegabile che anche le pulsioni sessuali facciano parte dell'Es, esse non sono comunque le sole che un adolescente come Jacob si trova a dover affrontare e a dover e metabolizzare lungo il proprio percorso di crescita. A questo proposito ben riassume C.G. Jung, in una prospettiva non limitata, asfittica e ossessiva come quella dell’articolo in esame, laddove nota che “Il simbolo dell’animale indica […] qualcosa […] di sovrapersonale, perché i contenuti dell’inconscio collettivo non sono solo residui di funzioni arcaiche specificamente umane, bensì anche residui di funzioni degli antenati animaleschi dell’uomo, la cui durata è stata infinitamente maggiore dell’epoca relativamente breve che riguarda l’esistenza specificamente umana” (2).

Dunque, la componente ‘animalesca’ non solo ingloba una molteplicità di istinti, ma è qualcosa che non appartiene ai ‘mostri’, bensì a ciascuno di noi, e a noi tutti spetta il compito di integrarla con le altre istanze della personalità affinché da adolescente si diventi adulti maturi.

 

Quanto alla specifica forma del lupo, L.M. Von Franz (3) vi legge la simbologia dell’essere umano che nutre “un desiderio indifferenziato di divorare tutto e tutti, di avere tutto, il che è visibile in molti nevrotici rimasti bambini a causa di un’infanzia infelice”. Un tratto che non solo ben si attaglia a certi atteggiamenti di Jacob, ma anche all’intero branco di licantropi adolescenti cui si accompagna.

“L’aspetto luminoso” del lupo, che supera questo stadio infantile, viene da essi conquistato solo dopo ripetute prove, che culminano nell’epilogo di Breaking Dawn.

 

Per ciò che concerne Edward, il tratto mostruoso viene conservato quanto basta solo affinché possa essere legittimamente inserito in quel filone fiabesco dove la componente selvaggia degli impulsi primordiali, cui appartiene anche l’impulso sessuale, è funzionale agli intenti educativi della fiaba stessa.

La mostruosità di Edward — peraltro già ammorbidita in partenza dal suo ‘vegetarianesimo’ — non è infatti fisica, come nel caso della Bella e la Bestia, bensì istintuale: nel vampiro risiede infatti una spinta ferina a mordere e a uccidere. In quest’accezione molto lata, l’unione con questo personaggio da parte di un’umana come Bella può essere allora assimilato alle fiabe appartenenti al ciclo dello sposo-animale.

 

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Autore: Marina Lenti - Data: 10 dicembre 2009

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Commenti

1 Wow! Complimenti davvero per l'accurata analisi ^^

» postato da anima alle 06:10 del 10-12-2009

2 Finalmente! Brava! Era ora che qualcuno dicesse le cose come stanno!

» postato da (Federica Gobbi) alle 08:33 del 10-12-2009

3 Applausi a scena aperta. Sono orgogliosa che ci siano donne in grado di difendere una causa in questo modo. Non sono affatto sorpresa che il Corriere della sera pubblichi ciarpame simile. In genere i critici cinematografici uomini non sono in grado di capire certe cose. Sono quasi tutti misogini che si sentono attaccati se una donna esprime (in questo caso la Meyer con i suoi libri) idee contrarie alle proprie, che chiaramente sono arroccate su posizioni patriarcali molto antiquate. Complimenti per la cultura.

» postato da Luisa Iori alle 10:21 del 10-12-2009

4 D'altrone, la recensione di un "libro/film da mercatino rionale del texas" non può che essere "pseudo psicanalitica da mercatino rionale"...

» postato da (emilio ballatore) alle 10:44 del 10-12-2009

5 Ho letto la dotta concione di Marina e poi l'articolo in questione, e non mi sembra poi che la recensione cinematografica, e sottolineo cinematografica, non libraria del Corriere sia fatta poi così male. Non mi sembra giusto attaccare il/ la "giornalista-psicologo/a da Discount" dicendo che il disgraziato/a non ha letto la saga. Anche l'avesse letta millemila volte qui non le/gli è stato richiesto di scrivere dell'opera letteraria della Meyer ma del secondo film da essa tratta. E infatti qui non vedo un solo giudizio di valore riguardo agli scritti della mamma di Edward e Bella (e anche quando si accenna al sostrato religioso dell'autrice non la si chiama "bigotta";), quanto una disanima del mondo rappresentato sulla pellicola. Un'analisi per di più molto più approfondita e generosa di quella fatta dal Mereghetti sullo stesso quotidiano dieci giorni dopo. « Vampiri e licantropi: volti inespressivi – I ragazzini, che ovviamente non leggono i giornali e se li leggono se ne fregano, sono accorsi in massa al richiamo falso della saga romantica di vampiri, licantropi e affini, battendo ogni record. Non solo il film di Weitz è di noia catatonica e i tre divi sono inespressivi per contratto ma ancor peggio la storia promette un terzo film Eclipse. Quel che disturba è l'organizzazione del consenso mediatico non solo, anche letterario: ci si dovrebbe chiedere come mai abboccano, cosa ci trovano di misteriosamente inespresso?» Se Marina, con le opere citate di Frazer, Bettelheim, Jung e mille altri dotti trattati alla mano sa illustrarmi i reconditi significati dell'opera della Meyer non posso che farle tanto di cappello. E ammetto che potrebbe persino convincere qualcuno dei lettori ora prevenuti nei confronti della scrittrice a prendere un suo libro in mano. Ma tutta questa psicanalisi d'alta scuola non è forse fuori luogo nel difendere un film che altre finalità non ha se non il puro svago dello spettatore?

» postato da uljanka alle 11:01 del 10-12-2009

6 P.S. e a proposito di misoginia e posizioni patriarcali molto antiquate, purtroppo viviamo in un mondo che attualmente va proprio verso quella direzione (in parte grazie alla "chiesa-magisterium" e in parte a fatti accaduti circa 4000 anni fa, ma non mi sembra questa la sede per discuterne...). Per riscoprire l'importanza del Femminile nel mondo di oggi, più che la Meyer, mi farei ispirare da "Le Dee Viventi" dell'archeologa Gimbutas o il capolavoro di Robert Graves "La Dea Bianca". Se vogliamo parlare invece strettamente di fiction, possiamo nominare due autrici maestre del fantasy: Ursula K. Le Guin e Marion Zimmer Bradley. E mettiamoci pure J.K. Rowiling, và!

» postato da (emilio ballatore) alle 11:08 del 10-12-2009

7 «Ho letto la dotta concione di Marina e poi l'articolo in questione, e non mi sembra poi che la recensione cinematografica, e sottolineo cinematografica, non libraria del Corriere sia fatta poi così male. Non mi sembra giusto attaccare il/ la "giornalista-psicologo/a da Discount" dicendo che il disgraziato/a non ha letto la saga. Anche l'avesse letta millemila volte qui non le/gli è stato richiesto di scrivere dell'opera letteraria della Meyer ma del secondo film da essa tratta. E infatti qui non vedo un solo giudizio di valore riguardo agli scritti della mamma di Edward e Bella (e anche quando si accenna al sostrato religioso dell'autrice non la si chiama "bigotta";), quanto una disanima del mondo rappresentato sulla pellicola. » Ulianka, evidentemente non hai letto bene il mio pezzo. No, non sono io che mi son spiegata male, sei proprio tu che non hai letto bene. Perché se l'avessi fatto, ti saresti accorta che, proprio all'inizio, ho fatto una precisazione fondsamentale: NON SI RECENSISCE UN FILM FACENDO LA RECENSIONE DELLA SAGA E DEGLI INTENTI DELL'AUTRICE. Recensisci il film? Bene, fallo, io non ti posso dire nulla perché non l'ho nemmeno visto. Ma se prendi il film A PRETESTO PER SOPPESARE L'OPERA CARTACEA, allora sei intellettualmente disonesto e i tuoi rilievi sono assolutamente un tanto al kg da mercatino rionale, l'ho detto, lo ridico e lo ribadisco col megafono. Poi io non voglio convincere nessuno sulla straordinarietà di Twilight, di cui - anzi - mi pare di avere evidenziato i difetti (anche questo a inizio articolo, quindi ben prima che tu fossi giustificata a sbadigliarne) . Solo, non mi si spacci significati reconditi sul fatto che l'attore va in giro a torso nudo. Lalettura psicologica va fatta sull'opera e sotto questo aspetto Twilight ha degli elementi di fiabesco e quelli ho messo in luce Emilio: cosa c'entra il Femminino? Non è questo il punto dibattuto nell'articolo. Ringrazio le altre utenti per l'apprezzamento

» postato da Marina alle 11:22 del 10-12-2009

8 Eh, se tutti quelli che sparano boiate avessero risposte di questo tipo, forse smetterebbero di spararne, posto che capiscano la risposta :mrgreen: Purtroppo (gamberi docet) a nessuno interessa se quanto si urla sia vero, quanto il volume dello strillo.

» postato da Palin alle 11:36 del 10-12-2009

9 Ho rispondevo a Luisa Iori, che ha tirato in ballo la misoginia e la cultura patriarcale, Marina.

» postato da (emilio ballatore) alle 11:42 del 10-12-2009

10 Verissimo Palin:se uno ha già deciso che Twilight è solo una roba per bimbeminkia e casalinghe frustrate, tutto quello che scriverà sarà per suffragare questa tesi, piegando forzatamente i contenuti oggettivi allo scopo. E se si limitassero solo a Twilight, ma di fatto certi giornalisti lo fanno con argomenti ben più importanti, purtroppo. Per inciso, io la rece delle cozze l'ho pure letta, ed è ridicola. Non perché stronchi il libro che, per carità, è molto debole su più fronti. Ma per le motivazioni per cui lo stronca: una parte sono pretestuose, una parte dettate dall'ignoranza dell'opera completa (ma del resto da gente che soppesa un romanzo da un estratto - vedi il Segreto di Krune - non posso aspettarmi un metodo serio) e una parte dettata dal fatto che chi ha recensito è troppo giovane per comprendere certe sfumature che la Meyer ha voluto dare a certi elementi e che probabilmente sono l'elemento di presa delle lettrici più mature di Twilight (che poi ci sia riuscita o meno è argomento su cui si può ragionevolmente dibattere ma, come hai detto giustamente, prima bisogna capire di cosa si sta parlando)

» postato da Marina alle 11:47 del 10-12-2009

11 «Ho rispondevo a Luisa Iori, che ha tirato in ballo la misoginia e la cultura patriarcale, Marina.» appunto: e mi sembra che Luisa, a sua volta, si riferisse al recensore del Corriere, che ridicolizza le spettatrici, non alla Meyer come guru della liberazione/rivendicazione femminile, ruolo che credo nessuno le voglia attribuire

» postato da Marina alle 11:51 del 10-12-2009

12 Come uljanka, anch'io, pur applaudendo alla ottima analisi della saga fatta da Marina, non me la sentirei di attaccare più di tanto il/la giornalista del Corriere, che si è pur sempre limitato ad una recensione del FILM, pur commettendo probabilmente l'errore di estendere la sua critica all'intera saga e alla Meyer. E, almeno a mio avviso (e parlo da lettore della saga), alcuni aspetti colti dal giornalista (non quelli religiosi) sono giusti. E' vero che l'astinenza, e le frustrazioni che ne conseguono, è uno dei temi della saga (e che sia da sangue anziché da sesso secondo me è secondario). E' vero che Bella si trova divisa tra due amori in cui la componente fisica è fondamentale (l'autrice fin troppo batte sulla contrapposizione tra il "freddo" di Edward e il "caldo" di Jacob). E' vero che le lettrici cercano l'identificazione in Bella, non tanto come personaggio con un carattere proprio (antipatico), quanto come oggetto delle attenzioni dei due belli impossibili che, per Bella, sono possibili (magari non per tutte è così, ma per la maggior parte è vero). Ed è vero che la saga (soprattutto CINEMATOGRAFICA) sul fascino fisico dei due protagonisti maschili ci marcia (se non addirittura punta tutto): quanto tempo Jacob gira senza maglietta nel film? Sicuramente i suoi bicipiti sembrano più curati del resto della pellicola.

» postato da Laeryn alle 12:37 del 10-12-2009

13 Io non sono una simpatizzante di Twilight, l'ho letto per curiosità e perché siccome ne parliamo molto spesso cerco sempre di documentarmi al meglio su quello che scrivo. Non penso assolutamente che la Meyer sia talmente subdola da provare a fare proselitismo religioso attraverso la sua opera, non perché prendo le sue parti, ma perché a giudicare da quello che scrive e da come lo scrive non sembra avere il necessario spessore. Alcune considerazioni: 1 - ho letto anche l'Ospite, che è pensato per un pubblico più adulto e sebbene i personaggi non siano sposati si capisce chiaramente che hanno rapporti sessuali 2 - twilight è un prodotto per gli adolescenti, una fascia d'età molto vasta in cui sono ricomprese ragazzine anche ragazzine delle medie, per questo target di riferimento penso che la scelta di non inserire riferimenti troppo espliciti al sesso sia una buona scelta 3 - nella saga però si spiega perché Edward vuole aspettare il matrimonio per fare sesso. Se il tipo/a avesse letto i libri saprebbe che il vampiro offre una spiegazione più che valida e tutta la sua disanima salterebbe. Edward non vuole fare sesso con Bella perché teme di farle male a causa della sua forza fisica. L'unico modo sarebbe essere entrambi sullo stesso piano e quindi sarebbe necessario trasformare Bella. Bella vuole essere trasformata da Edward ed Edward accetta a condizione che lei lo sposi, mentre lei a causa della sua storia familiare è un po' restia al matrimonio. Qui, il fazioso autore avrebbe potuto benissimo mettere un riferimento alla crociata contro il divorzio, ma la zuppa poi sarebbe stata troppo lunga.

» postato da MagicamenteMe alle 12:44 del 10-12-2009

14 Quel giornalista ha interpretato il film (quindi il libro) come se il tema pricipale fosse il sesso. Secondo me non è così perchè i libri della twilight saga sono incentrati sull'amore, non sul sesso. Sono in prima liceo e i libri li ho letti l'anno scorso e direi che non ci vuole molto per capire che il sesso è presente solo in minima parte:

» postato da (alicecullen22 ) alle 13:48 del 10-12-2009

15 Complimenti per il tuo articolo Marina. Ben detto, ben scritto, e ottimo uso delle fonti. Di questi tempi una vera rarità. L'articolo del Corriere l'avevo letto anchio nei giorni dell'uscita del film, ed ero rimasta perplessa, proprio per la gratuità del commento, la sensazione che non fosse la pellicola in sè l'oggetto dell'articolo bensì il dover stroncare a tutti costi il "fenomeno twiilght". Hai ragione, praticamente su tutto al di là del fatto che uno abbia o meno apprezzato i libri della Meyer. Il film, in realtà, con tutti i difetti di questo mondo è una fotocopia pressocchè fedele del testo della Meyer. Inevitabile che piaccia a chi ha amato le suggestioni del libro, difetti del libro compresi, Inevitabile che lo abbiano visto in tanti visto che i libri sono dei bestseller. I dati di fatto sono questi. un pò di mariti e fidanzati sono stati trascinati al cinema per vedere un film che a loro non interessava. Che tragedia...che cosa terribile.. A te Marina faccio tanti complimenti, davvero, per il bell'articolo scritto

» postato da (fiammetta camelio) alle 18:34 del 10-12-2009

16 Pur non condividendone appieno il contenuto, non trovo l'articolo incrimato così pessimo nelle motivazioni, e questo lo dice uno che in tempi passati si era alquanto inalberato verso altri articoli rivolti alla narrativa fantastica pubblicati da Repubblica e Corriere Fiorentino. Ora, io mi sono fermato al primo capitolo della Meyer (il piccolo Chtulhu che vive nella mia testa m'implorava pietà ^_^), però l'impressione che la religiosità dell'autrice ne avesse influenzato alcune scelte di trama l'avevo avuto pure io al momento della lettura. Ciò su cui non sono d'accordo con quanto scritto dal giornalista del Corriere è che tale visione sia alla base dei romanzi come mezzo d'intottrinamento. Per come la vedo io la Meyer ha scritto un romanzo che fosse innanzitutto in sintonia con la sua personale visione delle relazioni umane, e questo al di là di questioni legate all'abilità tecnica della suddetta scrittrice, a mio avviso scarsine soprattutto in fatto di caratterizzazione dei personaggi. Più che altro a darmi fastidio nel libro è stata la visione succube della protagonista femminile, la quale il più delle volte non agisce, ma subisce. Senza contare il buonismo di fondo (Bella non sa fare nulla, non è bella, eppure si ritrova una selva di figaccioni che le fanno la corte... si, vabbé, e i castori incartano la cioccolata :roll: ).

» postato da Okamis alle 19:19 del 10-12-2009

17 Fiammetta, ti ringrazio. Okamis: quindi tu trovi metodologicamente corretto analizzare il senso di un'opera letteraria basandoti sul film che ne viene tratto? :roll: Laeryn, spunti interessanti i tuoi.I miei due cent i proposito: «E' vero che l'astinenza, e le frustrazioni che ne conseguono, è uno dei temi della saga » nessuno ne dubita, anzi, è uno dei motori tensori della saga e , 'scrittoriamente' parlando, è una cosa ottima perché tiene il lettore sulla corda. Ma quel che dà da intendere il Corriere è che "astinenza è bello". Mentre tu stesso, dicendo che prova frustrazione, realizzi che – anzi – l'astinenza non è salvifica come dice il Corriere ma, anzi, provoca frustrazione. Come è normale che sia quando si provano sentimenti profondi per qualcuno. E poi mica è la Meyer la prima a parlare di amori non consumati no? Lasciando perdere il libro, che non è Imo all'altezza del film, il primo esempio forte che mi viene in mente è L'Età dell'Innocenza. Il film è bellissimo (probabilmente l'unico film che io reputi migliore del libro da cui è tratto) e Scorsese costruisce magistralmente la tensione della tentazione rinviata all'infinito ed è l'asse portante che rende il film forte e struggente « E' vero che Bella si trova divisa tra due amori in cui la componente fisica è fondamentale (l'autrice fin troppo batte sulla contrapposizione tra il "freddo" di Edward e il "caldo" di Jacob). » Io su questo non sono molto d'accordo ma anche ammettendo che fosse così, bene e dunque dove sta il bigottismo della Meyer? ;) Il 'caldo' Jacob equivale a dire alle ragazzine "se baci un ragazzo diventi cieca"? :mrgreen: Perché questo è ciò che propugna il Corriere E un'altra cosa: perché sempresempresempre, la quindicenne che sbava sulla foto del culturista è una bimbaminkia e il quindicenne che sbava sul poster della playmate è un dritto che ha già capito tutto della vita? « E' vero che le lettrici cercano l'identificazione in Bella, non tanto come personaggio con un carattere proprio (antipatico), quanto come oggetto delle attenzioni dei due belli impossibili che, per Bella, sono possibili (magari non per tutte è così, ma per la maggior parte è vero). » Ed è normalissimo. Le fiabe col Principe azzurro non propongono forse lo stesso modello? Qua, che la meyer sia o non consapevole, si gioca con gli archetipi, quindi è normale che ci siano assolutismi. Per tornare alle pessime recensioni di cui parlavo con Palin poco sopra, è un'osservazione demenziale dire "Edward è un Gary Stu , non è credibile perché perfetto". E' osservazione che possono fare solo i bambinetti che hanno ingoiato il Manuale del Bravo Scrittore compresa la copertina, e che però poi non sanno capire come e quando applicare le regole. Perché che un archetipo non sia credibile solo perché perfetto va benissimo. Fa semplicemente il suo lavoro di archetipo. Che poi a voler ben guardare nemmeno in Twilight è così: se Edward fosse perfetto non avrebbe tutta quella serie di dubbi, certezze e timori che emergono al meglio in midnight Sun (e ripeto, è un peccato che nel libro in cui secondo me la meyer è riuscita meglio, non abbia visto la luce) « Ed è vero che la saga (soprattutto CINEMATOGRAFICA) sul fascino fisico dei due protagonisti maschili ci marcia (se non addirittura punta tutto): quanto tempo Jacob gira senza maglietta nel film? Sicuramente i suoi bicipiti sembrano più curati del resto della pellicola.» Bene, mi va benissimo questa affermazione, ma: a)la visione restrittiva del regista non può essere estesa ai libri o all'autrice ed è quello che continuo a dire e sembra che non arrivi b) se il giornalista avesse voluto fare un bel pezzo di giornalismo, anziché ciarpame da 4 soldi vestito da straccio della polvere di casa Freud, avrebbe analizzato il film, i libri e messo a confronto le due discrepanti visioni. Certo, sarebbe costato fatica, ma se la fatica di documentarmi sulla saga l'ho fatta io che non sono pagata, a maggior ragione lo può fare uno che scrive per mestiere no? A me non frega nulla di difendere la Meyer, ma mi dà estremamente fastidio quando si affermano cose FALSE solo per far sì che un lettore all'oscuro di tutto creda a quella versione dei fatti. E dunque l'istinto che mi pervade è quello di sbugiardarli pubblicamente. Poi per carità, mi si potrà dire "non mi hai convinto neanche tu", però io almeno ho parlato con cognizione di causa portando esempi concreti. E per la stessa ragione esigo anche che chi mi dice "non mi hai convinto" mi dica il perché con altrettanti esempi concreti ;) (chiarisco che non mi sto rivolgendo a te, è un discorso al di fuori del tuo post)

» postato da Marina alle 20:56 del 10-12-2009

18 «Okamis: quindi tu trovi metodologicamente corretto analizzare il senso di un'opera letteraria basandoti sul film che ne viene tratto? :roll:» Non mi pare di aver affermato nulla del genere. Ho detto solo che su alcuni punti (e li ho specificati) mi trovo in sintonia, mentre su altri (e pure quelli li ho specificati) invece no. Come detto, io non ho letto né il secondo volume né visto il secondo film (e nemmeno il primo, se è per questo), quindi non posso dire se quest'ultimo sia fedele o meno all'originale. Non a caso il mio discorso faceva esplicito riferimento al primo volume della serie. Sulla questione metodologica (e qui si esce dal caso specifico per entrare in un discorso più generale), no, non lo ritengo un approccio corretto. Ciò non toglie tuttavia che si possa benissimo giudicare un film senza aver letto il romanzo d'origine, visto che comunque si tratta di due media che poco o nulla hanno in comune. L'importante, in questo caso, è focalizzare l'attenzione di eventuali lodi o critiche su regista e sceneggiatore, anziché sull'autore del libro. Ma ripeto, quest'ultimo è un discorso generale, non avendo avuta esperienza diretta né con il libro né con il film.

» postato da Okamis alle 21:08 del 10-12-2009

19 ««Okamis: quindi tu trovi metodologicamente corretto analizzare il senso di un'opera letteraria basandoti sul film che ne viene tratto? :roll:» Non mi pare di aver affermato nulla del genere. Ho detto solo che su alcuni punti (e li ho specificati) mi trovo in sintonia, mentre su altri (e pure quelli li ho specificati) invece no. » hai specificato solo un 'impressione dal primo capitolo, francamente mi sembra assurdo che tu abbi avuto quest'impressione perché un capitolo è troppo poco per soppesare qualsiasi libro (incluso l'approfondimento die personaggi) e poi perché non mi s embra proprio che nel primo capitolo si parli di rapporti non consumati e sensi sublimati. E a parte questo, il bigottismo della Meyer p solo un sasso dalla montagna di frignacce che ha scritto il Corriere «L'importante, in questo caso, è focalizzare l'attenzione di eventuali lodi o critiche su regista e sceneggiatore, anziché sull'autore del libro .» o sul libri stesso E infatti è ciò che ho contestato

» postato da Marina alle 21:47 del 10-12-2009

20 Scusa, intendevo il primo capitolo della serie, ovvero Twilight. Errore mio.

» postato da Okamis alle 22:01 del 10-12-2009

21 Ok ho due domande allora: 1. quali sono gli elementi che ti hanno dato quell'idea? 2. quando l'hai letto sapevi già che la Meyer era mormone?

» postato da Marina alle 02:42 del 11-12-2009

22 Marina, per carità, lungi da me dal sostenere che i film che puntano sulla fisicità dei personaggi femminili siano migliori di quelli che puntano sui bei fusti, o che le ragazzine attratte da tali fusti siano più ingenue dei ragazzi. Resta però il fatto che se la produzione è scadente, non è il paragone con altri insuccessi cinematografici/letterari a salvarla. Quanto alla questione religiosa, come dicevo non concordo con il giornalista del Corriere su molti punti, ma trovo che la sua analisi non sia completamente infondata. O meglio, qui sarebbe meglio parlare di "interpretazione", piuttosto che analisi, ed è per questo forse che è discutibile. E' probabile che il giornalista del Corriere abbia visto cose che la Meyer non intendeva inserire nella serie, ma alcuni dei suoi punti sono validi. Io non sapevo che la Meyer fosse mormone, quando ho letto la saga, ma avevo comunque percepito la presenza di alcune idee e alcuni modi di pensare... di un certo tipo. Soprattutto in Breaking Dawn, in cui tutto è intriso di un buonismo e di una concezione piuttosto rigida di certi valori (il matrimonio prima della trasformazione, la nascita di una bambina naturale e quindi una certa concezione della famiglia, il modo in cui Bella riesce a trattenere la sete di sangue, ecc.). E' vero che trattando queste questioni la Meyer affronta in modo abbastanza realistico la frustrazione e le inquietudini che ne derivano, ma resta il fatto che nella saga questi sono considerati VALORI da rispettare. E' per questo che mi discostavo parzialmente dalla tua (comunque ottima) analisi. Perché, per come la vedo io, in molti punti non va tanto guardata la reazione del personaggio o il contesto fantastico, quanto il (presunto) valore che l'autrice pone alla base della trama. Faccio un esempio: è vero che Edward ha molti dubbi su se trasformare Bella o no, ma non è questo, secondo me, che va evidenziato, quanto piuttosto il fatto che, nel libro, il concetto che passa è che "è sbagliato arrendersi alla passione". E quindi la Meyer ci mette "prima il matrimonio", perché dev'essere "per sempre"...

» postato da Laeryn alle 13:37 del 11-12-2009

23 «Ok ho due domande allora: 1. quali sono gli elementi che ti hanno dato quell'idea? 2. quando l'hai letto sapevi già che la Meyer era mormone?» Parto dalla seconda domanda. No, non lo sapevo. La religiosità della Mayer l'ho scoperta credo un anno fa o giù di lì. Il libro invece l'ho letto prima che la "Twilight Mania" raggiungesse i livelli attuali. Comunque all'inizio non avevo collegato il sostrato del libro a una confessione religiosa particolare, quanto a un "imprinting" culturale più ampio. Passando alla prima domanda, è la costruzione generale del romanzo a lasciarmi sciettico. Come dicevo, Bella non è (e ricordo che parlo solo del primo libro) un personaggio carismatico: non ha doti particolari e non si muove sulla scena con l'intento di creare contrasti, motore di ogni storia. Sono invece i comprimari, soprattutto maschili, ad agire per e trasportarla da una parte all'altra. Volendo prendere una scena in particolare, penso alla parte finale del libro, dove viene accennata la possibilità per Bella di diventare anche lei un vampiro così da poter rimanere con Edward per sempre. Assieme a quanto scritto sopra, mi è parsa una scena di sottomissione della donna nei confronti dell'uomo, il che mi ha lasciato decisamente perplesso. In questo senso l'ho trovato un romanzo molto maschilista. Questa era la parte, pur con sfumature diverse, su cui mi trovo d'accordo con l'articolo del Corriere. A ciò poi si aggiungono quelli che reputo essere i veri deficit di un romanzo che ritengo di qualità a dir poco scadente: il fatto che fino a cinquanta pagine dalla fine non succede praticamente nulla, i personaggi stereotipati all'inverosimile, lo stile sì scorrevole ma privo di guizzo...

» postato da Okamis alle 17:21 del 11-12-2009

24 « mi è parsa una scena di sottomissione della donna nei confronti dell'uomo, il che mi ha lasciato decisamente perplesso. In questo senso l'ho trovato un romanzo molto maschilista. ..» Questa di Bella "debole" e "poco femminista" è una posizione più volte emersa e sempre nettamente smentita dall'autrice: Bella non è debole, ma è inevitabile che in mezzo a vampiri immortali e licantropi telepatici lo appaia, non per il suo essere donna, ma per il fatto di essere umana, senza forza e poteri speciali da vantare. Se si analizzano le vicende si nota che Bella non è debole affatto, si accosta a esseri che potrebbero ucciderla in un istante senza paura, non si lascia controllare (praticamente in tutti i libri agisce mandando all'aria le restrizioni che gli altri le impongono cercando di proteggerla) e lotta sempre per quello in cui crede, anche a costo di soffrire in prima persona. A guardare i fatti (con magari una lettura di 'Midnight sun') si nota che ad essere insicuro ed emotivamene fragile, nella coppia, è semmai Edward.

» postato da anima alle 09:30 del 12-12-2009

25 Articolo piacevole e molto accurato, i miei complimenti. Sono d'accordo su tutto. Purtroppo a volte si giudicano le cose con troppa superficialità.

» postato da ( Cristallo ) alle 15:31 del 16-12-2009

26 @ Anima: Scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma ho avuto delle giornate un po' piene e me ne stavo per scordare. Innanzitutto ho più volte ricordato che io mi sono fermato al primo libro, dove tutto traspare tranne che sia Edward l'insicuro dei due. Se poi la Meyer voleva in verità creare un personaggio forte... beh, a mio avviso ha toppato in pieno, oppure la sua concezione di emancipazione femminile è molto diversa dalla mia. Personaggi forti per me sono la Mikayla della M.Z. Bradlay, la Sposa di Tarantino, la Ripley di Scott (Alien, forse è bene ricordarlo, è forse l'opera di fantascienza più intrisa di femminismo di sempre) ecc. Non penso certo a Bella Swan. Dopotutto che ambizioni ha questa ragazza? Nessuna che non sia il desiderare il grande amore della sua vita, un amore che la protegga dai mali del mondo. Ripeto, io tutto vedo tranne che personaggi femminili forti ed amancipati in Twilight; e per emancipati, lo scrivo a scanso di equivoci, non intendo personaggi combattenti (tanto che ho citato proprio uno dei personaggi più "passivi" della Bradley).

» postato da Okamis alle 17:15 del 16-12-2009

27 «Questa di Bella "debole" e "poco femminista" è una posizione più volte emersa e sempre nettamente smentita dall'autrice: Bella non è debole, ma è inevitabile che in mezzo a vampiri immortali e licantropi telepatici lo appaia, non per il suo essere donna, ma per il fatto di essere umana, senza forza e poteri speciali da vantare. Se si analizzano le vicende si nota che Bella non è debole affatto, si accosta a esseri che potrebbero ucciderla in un istante senza paura, non si lascia controllare (praticamente in tutti i libri agisce mandando all'aria le restrizioni che gli altri le impongono cercando di proteggerla) e lotta sempre per quello in cui crede, anche a costo di soffrire in prima persona. A guardare i fatti (con magari una lettura di 'Midnight sun') si nota che ad essere insicuro ed emotivamene fragile, nella coppia, è semmai Edward.» Bella è debole e insicura ancor prima di conoscere Edward Cullen e la sua famiglia. Questa è l'impressione che ho avuto io. Se si lascia trasportare dalle amicizie di esseri come vampiri e licantropi, ignorando i pericoli, è solo perché è accecata da Edward; non se ne rende conto subito, e neanche dopo, tanto che non fa altro che ripete "voglio stare con te, voglio stare con te...". Il suo lottare è sempre una conseguenza dell'amore incondizionato che prova per Edward. Come costruzione e caratterizzazione, deboli sono tutti personaggi.

» postato da Coram85 alle 19:36 del 16-12-2009

28 Okamis, nessun problema :wink: Come ho già scritto, Bella è tutto tranne che una ragazza intenta solo ad 'aspettare di essere salvata'; in tutti i volumi della saga fa l'esatto opposto, mentre chi le sta intorno cerca di proteggerla, lei agisce sempre di testa sua cercando di fare in modo che nessuno si ferisca (tendenza che risulta alquanto esasperante per un pessimista cronico come Edward XD) Se si desidera un eroina in stile "Mikayla della M.Z. Bradlay,la Sposa di Tarantino, la Ripley di Scott" suggerisco di leggere la seconda parte di 'Breaking Dawn', il volume conclusivo della saga; se invece si vuole constatare come nella coppia il più insicuro sia Edward basta sfogliare Midnight Sun :roll: «(Alien, forse è bene ricordarlo, è forse l'opera di fantascienza più intrisa di femminismo di sempre) » Ot: Non da subito, inzialmente, come rivela la stessa Sigourney Weaver, la scelta di far sconfiggere il mostro a Ripley era dovuta al fatto che nessuno si aspettava che a salvarsi potesse essere lei, un semplice 'colpo di scena', è dal secondo film che la componente femminista è diventata esplicita e fondamentale. «Bella è debole e insicura ancor prima di conoscere Edward Cullen e la sua famiglia. Questa è l'impressione che ho avuto io. Se si lascia trasportare dalle amicizie di esseri come vampiri e licantropi, ignorando i pericoli, è solo perché è accecata da Edward; non se ne rende conto subito, e neanche dopo, tanto che non fa altro che ripete "voglio stare con te, voglio stare con te...". Il suo lottare è sempre una conseguenza dell'amore incondizionato che prova per Edward. » La prima pagina del primo romanzo raffigura Bella intenta a lasciare la città e la scuola per trasferirsi in un cittadina (che detesta) per dare alla madre la possibilità di godersi la vita con il nuovo marito, già solo questo non credo si possa definire l'atto di una persona "debole e insicura"..... Il fatto che ripeta di voler stare con Edward, beh, è una conseguenza del fatto di essere innamorata di lui.... è questo amore che le dona il coraggio di affrontare situazioni terribili, quali vampiri intenzionati ad ucciderla lentamente, su questo siamo d'accordo, ma non si comprende come/perchè questo sia motivo di demerito. ?_? :

» postato da anima alle 03:08 del 17-12-2009

29 @anima: attenta, però, che coraggiosa e forte non sono la stessa cosa. Bella potrà essere coraggiosa per le scelte che compie (andare a Volterra, per esempio), ma resta un personaggio debole che deve contare sempre sulla forza altrui (come alla fine del primo libro, quando si salva grazie solo all'intervento dei Cullen) e che, se resta sola, è perduta (appena Edward la lascia cade in una specie di trance depressiva, dalla quale riesce a riprendersi solo appoggiandosi ad un altra persona, cioè Jacob). Capisco che il contesto fantasy rende impari il confronto con creature soprannaturali come vampiri e lupi mannari, ma è anche vero che per creare un personaggio forte la Meyer avrebbe potuto curare di più la sua personalità, ad esempio dandole un progetto per il futuro (chessò: "voglio fare il dottore") e mostrarci una ragazza determinata a realizzarlo malgrado tutto. Invece tutto quello che fa è affermare di essere innamorata, subire in modo passivo tutto ciò che accade attorno a lei, e dirsi disposta a rinunciare a tutto (anche alla vita) per Edward, il che non fa affatto bene alla sua caratterizzazione. E Bella, oltre che debole, è anche insicura. Basta vedere la sua reazione quando Edward la lascia in New Moon. Non dimentichiamoci che uno dei punti più importanti del libro è proprio quando Edward la rimprovera di aver creduto che lui potesse abbandonarla sul serio. Anche qui, la Meyer avrebbe potuto renderla più decisa facendole prendere più decisioni, invece di renderla completamente passiva. anima, tu citi Edward dicendo che dalla lettura di Midnight Sun emerge un personaggio pieno di dubbi. E' vero, però tieni presente che, insicuro o no, è sempre Edward che decide se stare con lei o no. E' sempre e comunque in una posizione di superiorità. In un certo senso, proprio il fatto che Bella non mette mai in discussione il suo amore, che lo subisce passivamente NON DECIDENDO MAI, a renderla insicura. Certo, si può scavare per trovare qualche episodio in cui Bella dà una dimostrazione di forza (la fine del quarto libro, magari), ma si tratta pur sempre di episodi marginali, e l'immagine globale del personaggio è questa.

» postato da Laeryn alle 16:48 del 17-12-2009

30 Coram, prima, e Laeryn, poi, hanno espresso alla perfezione il mio pensiero riguardo la debolezza di Bella. Come ho già scritto, la Meyer potrà dire quello che vuole sul suo personaggio, ma sulla carta ne viene presentato uno diametralmente opposto. Proprio questa sicurezza di Bella nei suoi sentimenti la rende un personaggio non solo privo di spessore, ma soprattutto ingenuo. Riguardo il fatto che Bella accetti la scelta di sua madre di trasferirsi, dove sarebbe la "forza" del personaggio? E' una ragazzina, e forte o no, non poteva mica fare nulla per opporsi alla decisione.

» postato da Okamis alle 17:04 del 17-12-2009

31 « La prima pagina del primo romanzo raffigura Bella intenta a lasciare la città e la scuola per trasferirsi in un cittadina (che detesta) per dare alla madre la possibilità di godersi la vita con il nuovo marito, già solo questo non credo si possa definire l'atto di una persona "debole e insicura" » L'ho visto più come un atto di bontà nei confronti della madre. «Il fatto che ripeta di voler stare con Edward, beh, è una conseguenza del fatto di essere innamorata di lui.... è questo amore che le dona il coraggio di affrontare situazioni terribili, quali vampiri intenzionati ad ucciderla lentamente, su questo siamo d'accordo, ma non si comprende come/perchè questo sia motivo di demerito.» Com'è stato ripetuto più volte (in ultimo da Okamis) Bella è ingenua. Vero che si tratta di un ragazza diciassettenne e non di una persona vissuta e con esperienze alle spalle, ma è un personaggio privo di caratterizzazione, anche minima. "Innamorata incondizionatamente": è solo questo Bella. Sia nel libro che nel film non ha un momento di esitazione, di riflessione, di paura di Edward e della sua famiglia, cosa che l'avrebbe resa più simile a una persona, e delineata meglio come personaggio. Non avere paura è da ingenui, e Bella lo è. E' troppo palese per cercare di affermare il contrario.

» postato da Coram85 alle 08:55 del 18-12-2009

32 Articolo davvero interessante, Marina. Complimenti e 5 stelle! :)

» postato da Irene Vanni alle 13:21 del 18-12-2009

33 Ringrazio Irene e mi scuso con Okamis e Laeryn per aver lasciato ancora aperto il discorso: rimando le risposte articolate a tempi migliori, questi non lo sono... :?

» postato da Marina alle 22:00 del 22-12-2009

34 Premetto di non aver letto i libri e di aver visto solo i film (ob torto collo accompagnando il mio nano). Premetto anche che ho trovato i suddetti film di una noia quasi letale... Ho letto le considerazioni di Marina e concordo sul fatto che l'articolo "incriminato" è in effetti piuttosto superficiale. Se, come me, l'autore ha visto solo i film non poteva essere altrimenti, visto che la caratterizzazione dei personaggi e il loro conseguente spessore lascia molto a desiderare. Difficile dunque compiere un'analisi psicologica articolata e complessa su qualcosa che, tutto sommato, complesso non è :P Onestamente non mi sorprende affatto un utilizzo della psicoanalisi così rudimentale da parte della stampa: tutti masticano un po' di Freud, un po' di Jung (scomodando anche Marie-Louise von Franz) e si approntano delle insalate un po' insipide <img src=:"> IMO è importante, comunque, precisare che a prescindere dalla teoria psicologica che vogliamo applicare alla letteratura o al linguaggio filmico (in modo più rigoroso, possibilimente) il risultato che otteniamo è solo una possibile descrizione/interpretazione dell'intreccio relazionale o dei "significati nascosti". Una specie di "gabbia", per intenderci, di schema concettuale che viene applicato a qualcosa che, di per sè, non nasce quasi mai nell'idea dello scrittore con un intento didascalico di questo tipo.

» postato da Tattersail alle 10:52 del 23-12-2009

35 Articolo molto interessante, forse il meglio riuscito(senza offesa! :wink: ) Era da un po' che tenevo d'occhio questa discussione, ma prima di rispondere ne ho discusso a lungo con una persona che ama molto la figura del vampiro, ovvero il mio prof di Greco e Latino. Lui, come me, sostiene che alla figura del vampiro sia connesso il conflitto antichissimo tra Eros e Thànatos, quel conflitto che pochi riescono a portare fino in fondo. Tuttavia, mi faceva notare che il topos letterario amore-morte è interpretato in maniera sempre diversa dalle varie culture e che non è uguale al concetto che abbiamo noi dell'amore fisico e della morte del corpo. Quindi, se vogliamo una piccola parte di verità l'articolo "incriminato" ce l'ha, ma ha di certo esagerato e interpretato male il rapporto tra Bella e Edward. Premesso che ognuno è libero di far vivere al proprio personaggio la sessualità che più gli aggrada, e non c'è nulla di male in questo, l'amore che si prova per un vampiro corrisponde grossomodo all'attrazione che si ha per il misterioso e il proibito, ed è qualcosa che va al di là del puro piano sessuale. Ma su questo ci sono molti scrittori, sia fantasy che non, che hanno detto molto più di me!

» postato da meloth alle 15:47 del 23-12-2009

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