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Il Vampiro e i Media: quattro chiacchiere con Marco Tonetti

Da bravo promotore di te stesso (la decisione di pubblicare con Boopen è nata proprio per non subire la speculazione di alcune case editrici), hai cercato di fare delle presentazioni del tuo libro. Quante ne hai fatte? Qual è l’intento con cui ti rivolgi a chi viene ad assistere? Perché in questo momento il tuo libro dovrebbe fare la differenza?
In realtà ho fatto una sola promozione del libro, appena uscito, e riscosse un discreto successo (circa cinquanta persone, alla biblioteca comunale di Ronciglione, in provincia di Viterbo). Non credo di avere la pretesa che il mio libro faccia la differenza. L’unica cosa di cui posso andare fiero è il fatto che sono stato uno dei primi a trattare il tema del vampiro, prima che scoppiasse la “vampiro-mania” e per di più di averlo fatto in modo scientifico, creando così un piccolo saggio che in poche pagine riesce a delineare la storia mediatica del meraviglioso mito del vampiro, preannunciando in modo quasi “profetico” il grande successo che oggi sta vivendo.
Il vampiro è il tuo mito preferito. Supponiamo che i vampiri esistano. Vorresti essere uno di loro?
Ovvio. Vorrei essere un vampiro, anche se ho tremendamente paura del sangue. L’aspetto che mi affascina di più è l’immortalità, il poter vivere in eterno senza invecchiare e senza sentire il peso delle malattie. Vorrei essere un vampiro per poter sconfiggere per sempre il più grande nemico dell’uomo: lo scorrere del tempo. Come contropartita dovrei affrontare la sofferenza che deriva dalla progressiva perdita di tutti coloro che amo, vederli invecchiare e morire. Mi porterebbe alla pazzia e mi spingerebbe ad isolarmi dal resto del mondo. A quel punto a cosa servirebbe essere immortali? Ti dico una cosa, per fortuna i vampiri non esistono, eccetto che nella nostra immaginazione e nella nostra fantasia, il luogo della vera immortalità, dove tutto può accadere.
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Commenti
2 Ciao Ohdrein. Per quanto riguarda il telefilm Buffy non parlerei di banalizzazione della figura del vampiro, piuttosto di un adattamento al carattere "dilatato" e a volte "semplificato" della televisione e della fiction. In Buffy troviamo tantissime tipologie di vampiri: il classico "nosferatu", il vampiro romantico, il vampiro post-moderno e quello fantascientifico. Il tutto è trattato in modo "superficiale" perchè il vampiro è lo strumento da sfruttare per poter parlare di altre tematiche più profonde come i problemi del mondo giovanile. Ricordiamoci sempre che Buffy è un prodotto della fiction, indirizzato (almeno nelle prime serie) ad un target piuttosto giovane. Il vampiro è stato e continua ancora ad essere al centro dell'attenzione ed è stato trattato in tanti modi ... non sempre può piacere la sua rappresentazione! Per il resto sono d'accordo con te, sopratutto quando parli del vampiro come una rappresentazione allegorica dei difetti più "oscuri" che da sempre affliggono l'essere umano: sete di potere e dominio, strumentalizzazione e manipolazione ... Cosa intendi di preciso quando parli di parassiti che rubano l'energia?
» postato da (Marco Tonetti) alle 15:34 del 06-02-2010
3 Ehm, Marco, quando Ohdrein parla di banalizzazione della figura del vampiro, fa riferimento a Twilight e non a Buffy ![]()
» postato da Okamis alle 17:30 del 06-02-2010
4 Ops ! Hai ragione ho frainteso !
Regola 1: rileggere sempre più di una volta i post ahahah
!
» postato da (Marco Tonetti) alle 12:56 del 07-02-2010
5 Mi piace moltissimo questo paragone vampiro-potente/ sfruttatore ... è molto adeguato e preciso! Devo dire che sono d'accordo anche per quanto riguarda la questione di Twilight ... potremmo dire che ha un pò svalutato la figura del vampiro. Tuttavia è da segnalare il fatto che, nel bene o nel male, ha ridato vita al mito, ponendolo sotto i riflettori dei mass-media, facendolo diventare idolo dei giovani (il film ha amplificato ancora di più la cosa trasformando Edward/Pattinson in una divinità venerata dalle ragazzine). La critica personale che posso fare a Twilight è: ma il messaggio che pone è corretto? Mi spiego ... Il vampiro è sempre stato un mito negativo/malvagio oppure ha sempre pagato la sua condizione con l'infelicità e la sofferenza interiore. In Twilight il vampiro "vince" ... ha tutto ciò che vuole, è ricco, bello e trova l'amore eterno-perfetto. Un essere senza anima, predatore e assassino è presentato come modello positivo ... mah!
» postato da (Marco Tonetti) alle 12:49 del 23-02-2010
6 Mi trovi pienamente d'accordo. Mi piacerebbe leggere il punto di vista di altri della Comunità di Fantasy Magazine ... questo tema è molto interessante!
» postato da (Marco Tonetti) alle 11:52 del 25-02-2010
7 Su suggerimento di Ohdrein riporto in questa sede quanto scritto in altro thread, perché là andavo senz'altro OT. Io non credo che la Meyer volesse proporre come positivo un modello negativo (che poi, se anche avesse proposto un messaggio avrebbe cmq avuto addosso una fetta di detrattori perché ci son quelli che stortano il naso di fronte a qualsiasi messaggio etico). E che in fondo tanto negativo non è, visto che rinnega la propria natura e fa una scelta etica di non uccidere umani. Credo che volesse semplicemente ribaltare un cliché per avere una storia un po' diversa. Anche se poi è diversa fino a un certo punto, visto che non è certo la prima che narrare di un vampiro buono. Dunque che Twilight non abbia guizzi particolari, né stilistici né narrativi siam d'accordo, ma ho l'impressione che si faccia eccessiva dietrologia sui suoi intenti e sui personaggi. Ho letto per es. un articolo secondo cui Edward sarebbe uno stalker, una tesi da morir dal ridere: ammetto che sia un po' troppo appiccicoso (ma anche nella vita c'è chi ama la gente appiccicosa e simbiotica) ma da qui a integrare il profilo dello stalker ci passa l'oceano. Quanto all'amore di Twlight, ho visto che tu contesti la portata. IMO la portata ci sta, ci sono amori fortissimi, che sembrano un romanzo, anche nella vita. Quello che manca, piuttosto, è la costruzione credibile di questo rapporto. I due si innamorano perdutamente senza alcun motivo. Una cosa che succede solo nelle fiabe, immagino per motivi di semplificazione rispetto al target i riferimento e di brevità delle stesse, ma che in un romanzo, anche se di un genere che è figlio della fiaba, fa senz'altro arricciare il naso.
» postato da Marina alle 12:08 del 02-03-2010
8 « «Quanto all'amore di Twlight, ho visto che tu contesti la portata. IMO la portata ci sta, ci sono amori fortissimi, che sembrano un romanzo, anche nella vita. Quello che manca, piuttosto, è la costruzione credibile di questo rapporto. I due si innamorano perdutamente senza alcun motivo. Una cosa che succede solo nelle fiabe, immagino per motivi di semplificazione rispetto al target i riferimento e di brevità delle stesse, ma che in un romanzo, anche se di un genere che è figlio della fiaba, fa senz'altro arricciare il naso.» A parte il modo e la costruzione, critico anche il termine amore, usato per una cosa che non lo è: si è di fronte a cotte adolescenziali e i sentimenti rappresentati rispecchiano qull'età. E si sa in quel periodo come quelle emozioni possono essere assolute e allo stesso tempo volubili. Sembra tanto la pubblicità della telefonia fissi di tanti anni fa: mi ami, ma quanto mi ami. Ma l'amore non può essere quantificato, non ci sono scale per classificarlo.» no, qua dissento, l'età non è sempre un termine di riferimento valido, in letteratura - vedi Romeo e Giulietta - così come nella vita - coi sono coppie, specialmente quelle di una volta, ammetto che oramai sia rarissimo - che si conoscono a 20 anni e crescono assieme per tutta la vita, facendo un percorso evolutivo personale e di coppia la tempo stesso. Quel che manca nella Meyer è non mostrare i presupposti per cui il rapporto Bella-Edward dovrebbe rientrare in questa casistica.
» postato da Marina alle 13:31 del 02-03-2010
9 Vista l'attuale vampiro-mania, rinvigorita da Twilight vorrei proporre un mini-sondaggio a tutti.
Per quale motivo siete attratti dalla figura del vampiro?
Sotto con le risposte ![]()
» postato da (Marco Tonetti) alle 09:43 del 09-03-2010
10 «Vista l'attuale vampiro-mania, rinvigorita da Twilight vorrei proporre un mini-sondaggio a tutti.
Per quale motivo siete attratti dalla figura del vampiro?
Sotto con le risposte
»Personalmente i vampiri proprio non li sopporto ma penso che quanto detto da Ohdrein sia uno dei motivi principali del loro fascino.
Naturalmente molte fan di Twilight diranno che i vampiri piacciono perchè sono fighi ![]()
» postato da l'assassino alle 14:11 del 09-03-2010
11 «« molte fan di Twilight diranno che i vampiri piacciono perchè sono fighi
»
Più che piacere il vampiro in sè, sono affascinate dal sentimento che c'è tra i due protagonisti delle saga
temo che del vamprio, se gli fosse chiesto cos'è e cosa le attrae e si indagasse a fondo cercando di fargli dare un giudizio, risponderebbero quello che hai detto tu
»
penso chei vampiri di Twilight avrebbero potuto tranquillamente essere alieni, chimere-dugongo, fantasmi, zombie o ispettori delle tasse, l'attrattiva nasce dal loro essere incarnazione di fantasie prettamente femminili (e adolescenziali).
» postato da Agar Cioccolato alle 17:10 del 09-03-2010
12 *** Messaggio rimosso dal moderatore CDM *** Marco, questo si chiama SPAM. Anche se le tue intenzioni erano sicuramente innocue contravvengono alla politicy di Fantasy Magazine. Ti consiglio di inserire il link al tuo sito personale nel tuo profilo, e vedrai che partecipando al sito da iscritto (approposito, benvenuto!) ci saranno maggiori occasioni di visibilità per i tuoi progetti letterari. Ora, ti consiglio di presentarti nel canale Benvenuti... e se hai qualche perplessità contatta me o gli altri moderatori del forum.
» postato da Darkcry alle 10:08 del 01-09-2010
Puoi continuare la discussione sul forum


1 Vorrei ringraziare tutto lo staff di Fantasy Magazine per aver dedicato dello spazio al mio libro, in particolare Emanuele Manco e Maria Cristina Calabrese per l'ottima recensione ed intervista. Grazie di cuore ragazzi !
» postato da (Marco Tonetti) alle 20:47 del 14-01-2010