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Harry Potter and the Deathly Hallows

Scrivere la recensione del settimo libro della saga di Harry Potter fa un po’ tremare i polsi, sia perché il libro si porta dietro le aspettative di milioni di lettori di tutte le età, ed è impensabile che soddisfi tutti, sia perché — ammettiamolo — siamo alla fine di un’epoca. Certo, ci aspettano altre due incarnazioni cinematografiche, ma escludendo eventuali enciclopedie o simili, le avventure di Harry si concludono qui, dieci anni e sette libri dopo il loro inizio.
Prima di continuare, una piccola precisazione: questa recensione non contiene spoiler particolari, solo alcune indicazioni volutamente generiche (che alcune scene si svolgano a Howgarts non stupisce nessuno, vero?). Questo perché parlare in dettaglio dei pregi e delle mancanze del romanzo significa obbligatoriamente rivelare molti dettagli della trama, e visto che c’è ancora chi preferisce leggere da solo i propri libri noi preferiamo tenerci su un discorso generale.
Harry Potter and the Deathly Hallows è un libro ben scritto ma non privo di difetti e limiti, sicuramente il sincero tentativo di chiudere al meglio il lungo racconto fantastico e di crescita che ci accompagna da tanto tempo. L'infanzia di Harry è ormai lontana, e anche se molti dei nomi e dei volti che ruotano attorno al ragazzo sono gli stessi dei primi libri a questo punto è rimasto ben poco dell’atmosfera della Pietra Filosofale o anche della Camera dei Segreti. Howgarts è sempre “casa” per Harry ma è stata violata e, se anche nel migliore dei casi potrà essere riconquistata, sicuramente non può più essere il rifugio sicuro contro le brutture del mondo esterno. Le cifre di questa storia sono la morte, la rinascita, la capacità di sopravvivenza e la fedeltà degli affetti quando tutto il resto crolla.
Già nel Il Calice di Fuoco l'autrice aveva tolto i guanti e iniziato a giocare sul serio, ma se in quel caso eravamo di fronte alla morte di un personaggio minore e al ritorno di Voldemort, stavolta è la stessa società dei maghi a tremare dalle fondamenta, e sono vecchi amici a lasciarci. La guerra infuria, sia di fronte a noi lettori che fuori scena, suggerita da eventi che ci vengono accennati con poche pennellate e, proprio per questo, molto più impressionanti di lunghe descrizioni o dialoghi.
Vediamo in dettaglio, partendo dalle critiche: il vero, serio, problema del romanzo è la discontinuità di ritmo. Si può concordare o meno con il destino che J.K. Rowling accorda alle sue creature, ma si tratta di preferenze personali. Nel caso del ritmo narrativo, invece, il problema è oggettivo e reale: leggendo le seicento e più pagine non si può non notare un'alternanza tra (lunghe) parti al limite del ripetitivo, spesso un po' didascaliche e dispersive, e brani più efficaci e calzanti che si adattano a situazioni e personaggi come un guanto. Il risultato è che si ha l'impressione di avere davanti un collage di opere diverse.
E' una sensazione comune a opere scritte in un lungo lasso di tempo e rimaneggiate in più occasioni, perché quando alcuni brani sono rivisti e corretti a distanza di tempo e poi reinseriti nel resto del contesto è inevitabile che il risultato non comunichi la sensazione di un unico lavoro continuo. Che sia successo questo o meno, è indubbio che il continuo alternarsi di situazioni riuscite con altre ben poco valide è una pecca da cui Deathly Hallows non può prescindere. Per esempio rimane, perfetto, il senso della sorte avversa imminente che può colpire chiunque inaspettatamente ma, sorprendentemente, a volte si perde il senso di minaccia proprio attorno alla figura di Harry, disperso in troppe pagine di riflessioni o eventi minori. Una pecca non irrilevante visto che questa è la fine dei giochi: la strada compiuta finora ci porta, assieme ai protagonisti, ad una risoluzione che non può e non deve essere annacquata da una certa dispersività di fondo che sembra pervadere un po' tutto.
Detto ciò, i pregi non sono pochi: il romanzo abbonda di brani e situazioni non straordinari ma comunque validi. Situazioni efficaci in cui, come un buon artigiano sa come usare i suoi strumenti al meglio, l'autrice sa risolvere le situazioni lasciate in sospeso in scene funzionali alla risoluzione della guerra o allo sviluppo dei personaggi. Sono buoni i tanti rimandi ai libri precedenti, i momenti in cui cose o persone ritornano, almeno nella memoria di Harry, acquistando nuovo spessore o giustificazione. Tutte le parti che si svolgono ad Howgarts sono particolarmente riuscite, con punte di grande valore. Ben gestita anche l'evoluzione di tanti personaggi secondari o minori, ma così tanti sulla scena. Un coro impegnativo che la Rowling orchestra con abilità, mostrandoci l'evoluzione di vecchi amici e nemici come Neville o Lucius e Draco Malfoy.
Infine ci sono — rari — alcuni momenti eccezionali. Pochi, ma quei pochi sono commoventi per bellezza e semplicità. Ci sono alcuni dei lunghi monologhi che si svolgono nella mente di Harry e danno al personaggio una gravitas e una maturità nuove. C'è una passeggiata nella notte che diventa una sorta di splendida e tragica veglia funebre, un momento perfetto. C'è il dolore, attonito o urlato, per alcune perdite irreversibili. Ci sono, infine, quelle piccole, brevi frasi tipiche dello stile dell'autrice che balzano dalla bocca dei protagonisti e dicono più di dieci pagine, ricordandoci che quando J.K. Rowling ci si mette sa affascinare.
Nonostante i suoi limiti e grazie ai suoi pregi, Deathly Hallows rimane un saluto non banale per la lunga avventura che ha accompagnato milioni di lettori più o meno giovani. Al di là del successo mediatico, della pubblicità e dei gadget nati attorno a Harry Potter, rimane il fatto che nell'epoca della playstation in cui "i ragazzi non leggono più", per citare tante cassandre, l'universo di J.K. Rowling ci ha mostrato un mondo di avventure, sentimenti, onore, perdita e rinascita da cui ci separiamo malvolentieri.
Meno male che è sempre lì, sulla pagina, per future visite.
NdR: Questo libro è stato recensito prima della sua traduzione in italiano con il titolo Harry Potter e i doni della morte.
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Commenti
2 « La Rowling, in questo libro, va a toccare uno dei temi classici del fantasy, la quest, e ci perde la testa. Fioccano le incongruenze e le trovate spettacolari e, contemporaneamente, crolla la credibilità. E, anche se può sembrare un paradosso, la credibilità di quello che sta succedendo è basilare nel fantasy; se crolla quella, il castello cade ed è impossibile che il lettore riesca realmente a sentirsi trascinato all'interno del racconto. » leggermente OT: Parole sante, santissime. C'è in giro una bella quantità di registi e scrittori (di questi un po' meno) che 'sta roba qua ancora non l'hanno capita; e si buttano via una marea di bellissime occasione di avere un ottimo prodotto.
» postato da Fabio alle 10:24 del 23-07-2007
3 Devo ancora metabolizzare bene, ho una strana sensazione piscologica, l'equivalente fisico del giramento di testa. Probabilmente perché in questo libro succede una tonnellata di cose...
Però sono d'accordissimo con Chiara sul ritmo altalenante. Ci sono capitoli in cui non si capisce perché la si tira così in lungo.
Rimando considerazioni più articolate a quando... la psiche avrà smesso di girare
:">
» postato da Marina alle 10:39 del 23-07-2007
4 «Però sono d'accordissimo con Chiara sul ritmo altalenante. Ci sono capitoli in cui non si capisce perché la si tira così in lungo» Come ho scritto anche nell'altra sezione, questo è uno dei punti su cui concordo appieno. Va detto che le parti più dinamiche non sono poche. Concordo anche con gwenny sul fatto che ci sia qualche Deus ex-Machina di troppo, anche perchè ripensandoci i modi per evitarli (o attenuarli) ci sarebbero stati. La cosa mi ha disturbato sul momento ma non così tanto da rovinarmi la lettura.
» postato da ThomasMore alle 10:54 del 23-07-2007
6 Un'espansione del mio commento precedente, per quanto ancora incompleto.
Se pensate stia meglio nella sezione HP, ditemelo o spostatelo pure.
Il testo contiene SPOILER su TUTTO IL LIBRO. Il Testo è colorato in BIANCO leggete a vostro rischio e pericolo.
Il quote NON è spoiler e lo lascio colorato. Si riferisco a quanto dichiarato dalla Row un annetto fa sull'incanto fidelius.
Riuscire a fare un commento decente su Deathly Hallows si sta rilevando una cosa difficilissima. Ho lasciato commenti sparsi su una quantità sproposita di forum e community, ma tirare le fila e mettere giù tutto in maniera ordinata e metodica credo sia al di là delle mie possibilità.
Troppe, troppe e ancora troppe le cose che non mi sono piaciute, che mi hanno lasciato perplessa e, infine, delusa.
So già che mi dimenticherò di un oceano di cose e particolari, chiedo perdono fin dall'inizio.
Struttura e Trama. Semplicemente assente o, nel migliore dei casi, estremamente mal curata. Non c'è "planning" e si vede. Una contraddizione ci può stare, già due fanno storcere il naso. Quando è un continuo, cadono le braccia.
Lo schema base degli eventi, dall'inizio alla fine, è pressoché sempre identico. Fuga -> Salvataggio all'ultimo secondo -> Trappola/Tranello/Situazione di nuovo pericolo -> Fuga. E questo si ripete, e si ripete ancora.
L'utilizzo del Deus ex Machina è imbarazzante. E' una figura costantemente presente, tanto che non si può più neanche parlare di fortuna al riguardo.
Come faceva notare ChaDo questo libro è molto più "fantasy" degli altri sei, e gran parte della trama gira intorno a uno dei temi classici del fantasy, la quest. (Anzi, nel nostro caso, le due quest). E in un libro fantasy le prime regole sono CREDIBILITA' e COERENZA, senza queste, tutto viene a cascare (proprio e ancor di più perché è fantasy).
Su questi due temi la Rowling ha fatto cilecca, di CREDIBILE e di COERENTE nelle sue quest non c'è nulla.
La Quest per gli Horcrux e la Quest per le Deathly Hallows sono un susseguirsi di colpi di fortuna e deus ex machina, senza dimenticare i cambiamenti dei limiti e dei poteri della magia.
Non c'è una singola informazione una che Harry&Co non scoprano per caso, non c'è una singola fuga che non porti Harry&Co nel luogo giusto per la mossa successiva.
Lo Spegnino di Silente diventa un oggetto fantasmagorico, la Gringott la banca più facile del Mondo da svaligiare, la Stanza delle Necessità è ora capace di tutto (e poi ci si lamenta delle fic che piazzano al suo interno una spiaggia caraibica... qui ti porta direttamente ai Caraibi), Voldemort (grandissimo Occlumente) non è capace di chiudere la propria mente (e non ditemi che non poteva evitarlo... altrimenti perché nel sesto la connessione è completamente chiusa? Ah, giusto, lì non serviva), la Camera dei Segreti ora si apre con qualche sibilo e fischio a caso... altro che Paraseltongue (beh, per lo meno si capisce perché Voldemort sia tanto stupido, avrà preso da Salazar...), il Mantello dell'Invisibilità di Harry che fino all'anno prima era un "normale" Mantello dell'Invisibilità non certo impermeabile all'occhio di Moody, ora diventa specialissimo e perfetto, invisibile a tutto e a tutti (ma lasciamo perdere, Moody è morto e se lo dimenticano tutti in due pagine, chi volete che si ricordi mai del suo occhio e di quello che poteva fare).
Vogliamo poi parlare della connessione storica Voldemort-Hitler e Nazisti-Mangiamorte? Io, messa così, l'ho trovata insultante per chi c'è passato davvero per l'orrore hitleriano. Perché qui non si tratta più di un vago riferimento, si tratta di un parallelismo troppo stretto e al contempo superficiale, dove arriva l'eroe di turno che libera gli "interrogandi" con azione spettacolare, peccato che gli ebrei nella germania nazista non avessero l'eroe di turno...
E poi, comunque, la storia si muove velocemente, ma non così velocemente. In meno di due mese crolla un ordinamento e se ne instaura un altro. TROPPO veloce, e quindi non credibile, e quindi torniamo al punto di partenza.
Torniamo ai nostri eroi e alle loro continue fughe. Che ci sia una fuga/salvataggio all'ultimo respiro in un libro è credibile, che ce ne siano due è accettabile, che ce ne siano tre diventa sospetto, se aumentano diventano non credibili e estremamente irritanti.
Eppure Harry, Hermione e Ron (quando presente) riescono a scappare (e pure relativamente senza conseguenze fisiche gravi) o a salvarsi all'ultimo da 1)Privet Drive, 2)dal "Café", 3)dal Ministero, 4)dalla trappola a Godric's Hollow, 5)Ron salva Harry dal lago ghiacciato (e mi chiedo da quanto cavallerie e nobiltà sia diventato sinonimo di idiozia pura), 6)dal tradimento di Xeno Lovegood, 7)da Malfoy Manor,
dalla Gringotts, 9)dalla Stanza delle Necessità, e forse ho dimenticato pure qualcosa.
E per di più sopravvivono per pura fortuna, non per qualche piano intelligente e astuto da parte loro.
Poi Harry si salva pure dalla morte, in un passaggio che non solo è confusionario, ma pure malamente spiegato. Così come è assolutamente ridicola la spiegazione sulla Elder Wand e sul passaggio di proprietà delle bacchette.
Non è assolutamente vero che è la Bacchetta che sceglie il mago, è assolutamente il viceversa. Tanto che basta un Expelliarmus per farle cambiare idea. E, per logica, il 90% dei maghi va in giro con bacchette non proprie (tra questi da notare praticamente tutti i componenti dell'ES che si sono allenati a duellare tra loro... a ogni duello una bacchetta passava di mano... e a questo punto se A e B stanno duellando, A vince e quindi la bacchetta di B diventa sua, poi A e B fanno una rivincita... come può B vincere?). E come può Silente aver battutto Grindelwald in un duello se questi aveva la Elder Wand? Si potrebbe dire che Grindelwald, che l'aveva rubata, non sia il legittimo proprietario. Ma se così fosse neanche Silente lo sarebbe, e di conseguenza neanche Draco e neanche Harry.
Ma torniamo al "presente", sei Voldemort, hai appena lanciato un Avada contro il tuo nemico, non sei sicuro che sia morto davvero, che fai? Lo controlli tu di persona? Gli mozzi la testa o gli lanci un secondo Avada per sicurezza? Ma no, non sarebbe Mister Stupidità altrimenti! Manda a controllare la più inaffidabile tra i suoi Mangiamorte. Una donna che a cui ha spodestato la casa, che ha trattato in maniera indicibile, a cui ha appena negato una richiesta per il figlio e a cui non ne frega nulla del Signore Oscuro, se non che lasci in pace la sua famiglia.
Abbiamo tante rivelazioni sul passato, alcune delle quali mi fanno ancora venire i brividi.
La lettera di Lily, bellissima e commovente, con tanto di foto ad accompagnarla. E volete dirmi che Sirius per due anni se l'è tenuta in camera e non l'ha mai fatta vedere a Harry?
Silente, bellissimo passato, incomprensibile come nessuno ne abbia mai fatto parola prima (Hermione, cara, ti sei letta di tutto e di più, hai pronto un incantesimo per ogni occasione e ti sei lasciata sfuggire Albus? Mai incappata in una notizia? E come è mai possibile che, nel momento in cui stavano veramente cercando di diffamarlo nel quinto, nessuno abbia mai tirato fuori questa storia? O devo credere che l'unica giornalista che avrebbe potuto farlo era Rita? Please...)
Torniamo un attimo agli Horcrux e a come vengono scoperti (e scusate la totale mancanza di linearità in questo "commento"). Hermione e Ron hanno passato almeno due mesi a fine quarto libro a Grimmauld Place, Harry almeno uno. Mesi in cui hanno sistemato la casa e l'hanno ripulita da cima a fondo (per quanto possibile) e non era mai caduto loro l'occhio su Regulus Arcturus Black? Stampato e ben visibile su una porta! Non nascosto e introvabile...
Anche per risolvere il più semplice degli enigmi hanno avuto bisogno del colpo di fortuna.
Su Kreacher parlerò dopo, comunque interviene ora Mundungus che casualmente ha venduto il medaglione all'unica persona riconoscibile anche senza nome che i ragazzi conoscono, entrano al Ministero (ma la Polisucco non durava solo un'ora?) combinano quello che combinano e casualmente la Umbridge porta il medaglione al collo in bella vista. Lo prendono, ritornano a Grimmauld Place, Hermione tramite Smaterializzazione congiunta a tremila persone trasporta Ron e Harry nella foresta del quarto libro. E qui si capisce perché la Row ha inspiegabilmente deciso di cambiare le regole sull'Incanto Fidelius che lei stessa aveva dato poco più di un anno fa, sul suo sito, in risposta a un sondaggio. Riporto per completezza:
« Che cosa succede a un segreto quando muore il Custode del segreto?
Mi ha sorpreso che abbia vinto questa domanda, perché non è quella per cui avrei votato io... ma, insomma, se è questo che volete sapere, è questo e basta!
Quando un Custode Segreto muore, il suo segreto muore con lui, o, in altre parole, lo status del segreto resta com'era al momento della sua morte. Le persone a cui l'ha confidato continueranno a sapere le informazioni segrete, ma nessun altro.
Se per caso avete dimenticato come funziona l'Incanto Fidelius, è
"un incantesimo incredibilmente complesso che consiste nel nascondere con la magia un segreto dentro una sola persona vivente. L'informazione è nascosta dentro la persona prescelta, o Custode Segreto, e quindi è impossibile da trovare... a meno che, naturalmente, il Custode Segreto non decida di renderla nota" (Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban)
In altre parole, un segreto (per esempio dov'è nascosta una famiglia, come i Potter) viene incantato in modo da essere protetto da un unico Custode (nel nostro esempio Peter Minus, alias Codaliscia). Da quel momento nessun altro – neppure i soggetti stessi del segreto – può divulgarlo. Anche se uno dei Potter fosse stato catturato, obbligato a bere il Veritaserum o sottoposto alla Maledizione Imperius, non avrebbe potuto rivelare dove si trovavano gli altri due. Le uniche persone che sapevano dove si trovavano i Potter erano quelle a cui Codaliscia l'aveva detto direttamente, ma nessuno di loro avrebbe potuto trasmettere l'informazione.»
Ora, se questa affermazione l'avesse fatta cinque, quattro, tre anni fa avrei potuto dire, va beh, ha cambiato idea. Ma qui si parla di qualcosa che ha dichiarato dopo la pubblicazione del Principe quando mi permetto di pensare che avrebbe già dovuto avere le idee chiare su HP7... E poi non devo pensare che questo libro sia stato malamente pianificato?
Cmq, torniamo a noi, l'incanto Fidelius deve crollare per poter permettere quella fuga che conduce, casualmente, nei dintorni dell'unico posto al mondo dove un gruppo di passanti per caso si scambia informazioni sulla Spada...
Sono a meno un terzo del libro e tutte 'ste coincidenze hanno già iniziato a stufare.
Ma torniamo all'Horcrux. Capiscono che fa male tenerlo addosso e che fanno? Lo tengono addosso ovviamente (altrimenti Ron non sarebbe potuto sfuggire mantenendo al contempo un minimo di dignità). La volta precedente (il Diario) l'Horcrux si impossessava letteralmente del corpo e dell'anima di Ginny, tanto che la ragazza non si ricordava nulla di quello che faceva sotto la sua influenza. Stavolta influenza e basta il comportamento di Ron. Cambia Horcrux, cambia modalità di attacco? Io vado più sul... è andata avanti a leggere Tolkien e le è piaciuta l'idea. Anello? Frodo? Anyone?
Ma passiamo al secondo Horcrux, Harry è stato convenientemente stupido da pronunciare ad alta voce il nome di Voldemort (ma solo io trovo IDIOTA sto sistema? O meglio, idiota chi lo usa? Va beh, prima non sapeva, e anche qui... non sapeva^^, che Hermione fosse con Harry, poi però lo scoprono anche i DE. Quante persone con il nome Hermione ci sono in Gran Bretagna? Quanto sarebbe costato "dare l'allarme" all'utilizzo della parola Hermione? Ah no, li avrebbero trovati troppo facilmente, così. E comunque fa troppo Grande Fratello^^) da essere recapitato direttamente a Malfoy Manor dove, del tutto casualmente, Bellatrix si lascia scoprire come una deficiente per quanto riguarda il successivo Horcrux. Convenientemente Aberforth stava guardando dalla parte giusta al momento giusto e quindi i nostri scappano. Della Gringotts ho già parlato.
Passiamo al capolavoro di zio Voldie il diadema di Corvonero. No, ci vuole un applauso, veramente, oh caro!, nascondi un Horcrux, che dovresti custodire con la massima cura, nella Stanza delle Necessità in una stanza strapiena di oggetti pensando veramente che nessuno ci sia mai passato prima? Nella stessa stanza in cui Draco l'anno prima ha lavorato costantemente? Ma scemo! Almeno avessi chiesto per una stanza dove potevi entrare te e te solo!
E poi il pezzo magistrale... il ritmo della narrazione è semplicemente sballato. Non segue logica, langue per pagine e pagine, poi il momentaneo risveglio e poi langue ancora. Inizia a farsi veloci sul finale e... BOOM! Finisce tutto all'improvviso. Senza perché, senza spiegazioni, senza nulla se non un inutile squarcio 19 anni dopo (19 fa figo, un po' come nei supermercati o nei negozi in periodo di saldi, l'importante è che l'ultima cifra sia un 9^^).
Va beh, passiamo alle morti. Che morti? Ah, è morto qualcuno? No, perché a vedere le reazioni non sembra proprio.
Edvige? L'animaletto che è stato con Harry per anni, compagna delle solitarie notti a Privet Drive? Dimenticata in meno di due giorni. Ha battuto di poco il record di Sirius.
La morte di Malocchio è la prima delle tante off-screen. Il suo impatto è ancora più misero visto il personaggio. Sì dispiace, ma alla fine chi è? Un uomo che faceva il suo lavoro.
Nessuno dei protagonisti era legato a lui in qualche modo. L'unica che lo conosceva era Tonks, che però non è certo una protagonista (anzi, in questo libro il suo impatto sulla serie si riduce al minimo).
Scrimgeour, di nuovo off-screen. Devo sentirmi dispiaciuta? E orgogliosa che non ha detto nulla su Harry? Bah, non mi ha fatto nessun effetto.
Codaliscia, beh qui andiamo sul ridicolo forte. Che fa la sua mano? Lo strangola. Perché? Perché ha accennato la minima esitazione. Furba! Non era meglio se prima avesse strangolato Harry (tanto ha vita propria^^) e poi Codaliscia?^^
Il motivo per cui, poi, Codaliscia debba esitare dopo che nel quarto libro non si fa problemi a tagliuzzare il braccio di Harry mi lascia un po' perplessa, debito di vita o meno che sia^^
Dobby, beh almeno gli fanno un funerale^^ La sua morte è triste e tutto, ma ancora: quanto ci pensano Harry&Co? Ha l'unico merito di fare dire a Ron la frase giusta al momento giusto per farsi baciare da Hermione...
Muoiono altri personaggi secondari, di cui abbiamo sentito parlare solo di sfuggita, poi Grindelwand e infine arriviamo alla memorabile battaglia di Hogwarts.
Muoiono, tra i vari, Lupin, Tonks, Fred. A parte Fred (incluso a mero scopo statistico, non potevano sopravvivere tutti i Weasley), sono tutte off-screen, di nuovo. E soprattutto non c'è una persona una che si disperi un minimo, che faccia sentire al lettore un minimo di partecipazione per quelle morti.
Ah, bene, sono morti. Andiamo oltre... Per carità! E' la fortuna dei fic-writers, ci sono tanti buchi emotivi/reazionali che si può veramente scrivere di tutto. Ma io in questo libro non stavo cercando i buchi aperti per le fanfic, stavo cercando una degna conclusione della saga.
Piton! Povero. Il senso della sua morte è nullo, e non gli viene manco data la possibilità di morire a testa alta, da uomo libero. E ancora chi se ne frega se è morto! In quel momento il lettore manco sa che è un "buono"...
Poi abbiamo Bella (il fatto che sia Molly, per quanto catartico sia – la Madre contro la Donna Ossessionata – mi ha lasciata un po' così... E la vendetta per Sirius? E per i Longbottom? Lasciamo perdere le differenze di "talento" tra le due...) e, anche se non so quanti l'abbiano notato^^, Greyback.
Conclusione, Voldemort che ha una morte anti-climatica al massimo dopo il simpatico discorsetto da maestro-che-sta-per-mettere-l'alunno-dietro-alla-lavagna di Harry.
Il mio problema con queste morti è 1) che non ce n'è una che mi abbia emozionato o lasciato qualcosa. E non ditemi che è perché alcune di queste le conoscevo già, so a memoria la conclusione della trilogia di Bartimeus e piango ogni volta che la rileggo. 2) mi sono sentita presa in giro con queste morti. Il bagno di sangue è un "mero" bagno di sangue di personaggi quasi senza volto, non ha nessuno impatto psicologico.
Non voglio dire che c'erano bisogno di pagine e pagine di angst, ma se sono per primi i sopravvissuti a fregarsene di chi è morto, come mi devo sentire io lettore?
Passiamo a una rapidissima (perché ormai non ne posso più^^) rassegna dei personaggi.
Lupin... Chi è costui? Porca pupattola! E' un uomo che va sui 40! E vuoi dirmi che se non voleva avere figli non sapeva come fare? O che non avesse già discusso della cosa prima di sposarsi con Tonks (un po' più veloce e si sposavano al funerale di Silente...)
Poi, altrettanto inesplicabilmente cambia idea... solo a me sembra che questi cambiamenti siano come minimo labili?
Silente... bello il suo background, di nuovo non ho la minima idea sul perché abbia cambiato idea sui Babbani...
Severus, oh povero Severus! Uno dei migliori personaggi della Row... fino al sesto. Sfaccettato, complesso, profondo. Ridotto a macchietta in questo libro. Ci fa pure la figura del fesso con questo amore negativo (perché un amore del genere non è certo positivo) e totalizzante.
La donna in me può essere attratta platonicamente da un amore così assoluto e distruttivo, lascio il romanticismo da parte e dico che è patetico. Patetico che non si sia un interesse uno che Severus sviluppi nelle successive due decadi. Patetico il rapporto tra Albus e Severus. Probabilmente mi aspettavo troppo, ma ho trovato lo sviluppo di questo personaggio disgustoso (e sì che la Lily/Snape me l'aspettavo in pieno). E poi la sua morte insensata, un personaggio che ha sbagliato e che non ha possibilità di redenzione. Non si riesce manco a trovare un messaggio positivo. Sfigato all'inizio, sfigato alla fine. Mai amato all'inizio, sempre sfruttato e mai amato manco dai suoi mentori (Voldie si capisce, ma almeno Albus...)
La frase finale di Harry sa di presa per i fondelli. Dopo le immagini del pensatoio non spreca un pensiero uno su sua madre o su Severus.
Neville, bellissimo personaggio. Che c'entra con gli anni precedenti? Quando s'è trasformato in un leader? Sono in questi punti che i limiti di avere una visione così tanto potter-centrica si fanno sentire. Gli altri personaggi cambiano, e non si sa nemmeno il perché.
Ginny viene abbandonata. Utile solo per sbaciucchiare Harry e per sfornare figli. Il suo ruolo? Inutile.
Hermione... piange per tre quarti del libro (ha preso il posto di Cho), tira fuori incantesimi dal nulla come noccioline, irritante.
Ron... uno dei pochi personaggi trattati con un minimo di dignità. E detto da me^^
Anche se la scena a Silver Doe l'ho trovata banale, ripetitiva e vagamente patetica. Non per colpa sua, viene usato in alcuni dei punti più deboli della trama.
Harry. Ho finalmente capito perché hanno preso Radcliffe a recitare! Che serve avere un attore espressivo se tanto le reazioni di Harry sono nulle? E c'è una cosa che mi ha dato profondamente fastidio. L'uso con la massima insufficienza delle Maledizioni Senza Perdono.
Porca pupattola! C'è Draco che sta male fisicamente quando le usa e tu non fai una piega. E usi con successo la Cruciatus perché un mangiamorte ha sputato in faccia a Minerva? E Minerva non ti dice nulla (anzi tra un po' fa i complimenti...)
Quindi devo dedurre che l'uso delle Senza Perdono è totalmente legittimo e senza conseguenze sulla psicologia di chi le fa. Va bene, ne prenderò atto, anche se non capisco allora tutto quel casino nel quarto libro a riguardo.
Mi fermo qua, tagliano tutto il resto, che più ci ripenso più trovo le falle e i buchi, ed è inutile continuare a rovinarselo da sola.
Concludo con i pochissimi punti che mi sono piaciuti:
- I Malfoy, mostrati come famiglia, al di là di tutto e tutti.
- Regulus, nonostante la brevità della sua apparizione
- La fuga da Godric's Hollow.
- Luna
- Kingsley.
Troppo, troppo poco per dare un giudizio decente su questo libro.
Come ho già detto per me vale un 4, senza contare l'epilogo. Quello si squalifica da solo, non ha nemmeno bisogno che qualcuno ci pensi.
» postato da gwenny alle 21:51 del 23-07-2007
7 Inizio ad amare Gwenny!*__* Sono d'accordo, comunque. Praticamente su tutto, sì sì. Se avessi scritto io la recensione, le stelline sarebbero state una o massimo due.
» postato da Valpur alle 16:21 del 24-07-2007
8 «Inizio ad amare Gwenny!*__*»
Grazie^^ Anche se io inizio a sentirmi un po' una infestante (o spammatrice, fa' tu
:"> )
«Sono d'accordo, comunque. Praticamente su tutto, sì sì.
Se avessi scritto io la recensione, le stelline sarebbero state una o massimo due.»
Forse è un bene che la recensione non l'abbia scritta io (a parte che non ne sarei stata in grado
:"> ), nel momento in cui una lettura perde credibilità ai miei occhi mi "chiudo a riccio" e anche le cose positive che ci sono non raggiungono il mio neurone^^ 
» postato da gwenny alle 16:57 del 24-07-2007
9 Gosh, avevo scritto un post in rispost a Gwenny (non così lungo
:"> ) ma una momentanea disconnessione nel momento esatto dell'invio
me l'ha fatto perdere tutto
Ricapitolo al volissimo: d'accordo su moltissime cose, su alcune no specialmente con riguardo a certi personaggi (per me promosso Piton, bocciato Silente tanto quanto Voldy, Ron il solito deficiente). Rimando ad altro momento i dettagli con cui avevo motivato.
Per il momento riprendo solo due punti sulle regole magiche: la Elder Wand, x quel che ho capito io, è l'unica a comportarsi così, non tutte le altre. Questo salverebbe il criterio, IMO.
Sull'Incanto Fidelius, magari non me lo ricordo io, ma non mi pare che la Row ci avesse detto cosa succede quando muore il Custode.
:
Per il resto, ho avuto l'impressione che questo libro fosse scritto da un altro autore...
Non trovo affatto che 6 e 7 siano parti di un unico tassello, come aveva affermato la Row.
» postato da Marina alle 19:25 del 24-07-2007
10 «Gosh, avevo scritto un post in rispost a Gwenny (non così lungo
:"> ) ma una momentanea disconnessione nel momento esatto dell'invio
me l'ha fatto perdere tutto
»
Che sf... ortuna!
:">
Io l'ho scritto su word salvando maniacalmente ogni tre secondi^^
«Per il momento riprendo solo due punti sulle regole magiche: la Elder Wand, x quel che ho capito io, è l'unica a comportarsi così, non tutte le altre. Questo salverebbe il criterio, IMO.»
Se non sbaglio quando Harry non ha problemi a usare la bacchetta di Draco, al contrario dell'altra che aveva sgraffignato prima, si dice che è perché ha "battuto" Draco in "duello" (anche se mi riesce difficile definire quello un duello
:"> ), mentre nell'altro caso no, gli era arrivata in mano, ma senza averla vinta
«Sull'Incanto Fidelius, magari non me lo ricordo io, ma non mi pare che la Row ci avesse detto cosa succede quando muore il Custode.
:
»
L'aveva fatto in risposta a una delle domande del sondaggio dopo l'uscita del Principe
Questo il link alla sua risposta sul suo sito: http://www.jkrowling.com/textonly/it/faq_poll.cfm
Non è una risposta strettamente "canon" in quanto non contenuta in un libro, ma mi sarei aspettata che mentre avrebbe dovuto star già scrivendo il settimo sapesse come volesse farlo funzionare^^
«Per il resto, ho avuto l'impressione che questo libro fosse scritto da un altro autore...
Non trovo affatto che 6 e 7 siano parti di un unico tassello, come aveva affermato la Row.»
D'accordissimo, molte delle basi che si erano poste nel sesto e che avrebbero potuto essere sviluppate sono state lasciate nel dimenticatoio
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» postato da gwenny alle 19:36 del 24-07-2007
11 Io capisco le critiche di gwenny e diverse le condivido (su alcune però non sarei così categorico). Fra tutte le pecche mi hanno stupito le incoerenze da cattiva pianificazione (non mi venga a dire JK che ha concepito le trame tutte insieme e non di volta in volta) e alcuni passaggi su cui bastava poco per fare un lavoro migliore. Ad esempio: spoiler La questione di come arrivano a casa Malfoy: bastava che l'idea (stupida forse) venisse a uno dei tre invece di usare lo stratagemma del nome di Voldemort (che, nel caso ce ne fosse stato bisogno, fa passare Harry da ritardato mentale). Il tabù non mi sconvolge anzi giustifica il perchè nessuno osasse pronunciare il suo nome. Le bacchette che cambiano proprietario: a parte che i duelli di allenamento IMO non rientrano in una sconfitta vera e propria (come nel caso dell'accordo fra Piton e Silente) ma cmq bastava che questa proprietà appartenesse solo alla Elder (una maledizione o che so..). Per le altre bacchette la cose è cmq più alleggerita, IMO vale il principio che la bacchetta sceglie il proprietario, niente vieta che cambi idea è vada al più forte (o al meno fesso) La morte di Piton: che ci voleva a farlo combattere un po'? Magari si portava nella tomba Nagini o salvava Potter da qualche cosa (sè stesso). Draco: anch'io dopo il sesto libro mi sarei aspettato qualcosa di più. Cmq non è troppo lontano da quello dei primi cinque. Per il resto, era giusto aspettarsi un po' di più? Credo di sì, ma che le avventure dovessero finire si sapeva, che dovessero trovare e far fuori 4 horcrux pure, che lo scontro finale non si sarebbe risolto a pugni pure, che difficilmente ci sarebbe stata la "normale" vita scolastica idem (IMO era una delle cose che la Rowling sapeva descrivere meglio). fine spoiler Non ho la voglia di analizzare tutti i punti anche perchè non ci trovo molto senso. La lettura mi ha divertito abbastanza proprio perchè l'ho presa come semplice intrattenimento e alla fine le pecche non mi hanno stupito più di tanto. Non sono un lettore di HP di lungo corso e quindi sono forse meno affezionato ma non mi sembra che i primi sei libri fossero "perfetti". In tutta la saga a volte sono rimasto stupito e in genere ho trovato diverse qualità, il settimo non sarà il migliore (ed è, credo, un peccato visto che è il finale) ma è davvero così tanto inferiore agli altri?
» postato da ThomasMore alle 20:41 del 24-07-2007
12 «. Per il momento riprendo solo due punti sulle regole magiche: la Elder Wand, x quel che ho capito io, è l'unica a comportarsi così, non tutte le altre. Questo salverebbe il criterio, IMO. » Spoilero in bianco, as usual: Invece a me pare proprio di no: tutto l'ambaradan che succede a Malfoy Manor, con il "furto" delle bacchette di Bellatrix e comany, segue proprio queste regole... almeno, da quel che ho capito. Ma anche se fosse solo l'Elder a comportasi così sarebbe poco coerente...
» postato da Valpur alle 22:24 del 24-07-2007
13 Tre stelline meritate.
Finisco anch'io così questo settimo e ultimo libro. Un bel libro, complessivamente riuscito, ma come scritto nella recensione, ha le sue pecche. Non tanto per discontinuità, quanto per troppe cose de raccontare, da spiegare, da rivelare e da approfondire. Una trama ricca, senza pause meditative dove il lettore ha la possibilità di assimilare le informazioni. Nella seconda metà io mi ci sono perso, poi continuando a leggere ho ripreso il filo e ho proseguito senza problemi... Arrivando così agli ultimi cinque capitoli. Qui il libro va in discesa, terribilmente. Molto confuso. La sensazione è quella dell'amaro in bocca. Mi aspettavo una fine più gloriosa, e particolare, invece le ultime pagine quasi liquidano l'intero libro. Inoltre rimangono alcuni interrogativi inspiegati... E personaggi inaspettatamente messi in ombra.
Non mi sento comunque di parlare di "finale indegno", perché per me non lo è stato. La lettura mi ha divertito ed emozionato (e soddisfatto). Ci sono momenti, descrizioni e dialoghi davvero memorabili, squisiti per la loro semplicità. E la suspense, che in The Deathly Hallows abbonda, senza eccessive pretese.
Credo che più in là arriveranno altre considerazioni. Ora cerco di riprendermi, aspettando la rilettura di gennaio.
«
Le morti non mi interessano, ma sembrano inserite con il solo intento di fare numero, non c'è dolore e partecipazioni in quelle morti. Due pagine e i protagonisti si sono già dimenticati di loro, con quelle finali è ancora più evidenti: praticamente passano sotto silenzio.»
Vero... ![]()
» postato da Coram85 alle 19:07 del 05-08-2007
14 Anche il mio commento sarà lungo ma tortuoso perchè è mezzanotte e mezza e giro dalle otto... io che mi sono abituata alla vacanza...
... insomma, anche le sinapsi, a turni, vanno a dormire.
Sinceramente io non ho fatto più di tanta attenzione alla costruzione a incastro della storia: quello che mi ha colpito di più sono state le idee di fondo... che magari erano tutte cose che vegavano nell' aere sin dal primo volume, ma non erano mai state chiarite: i rapporti tra i personaggi e le regole base della magia, soprattutto. E con magia non intendo i soliti incantesimi, intendo la... "base grezza" (come dire?) della magia.
Ciò che vorrei dire è che, al contrario di quanto diceva gwenny (perdonate, ma non ho tempo di impelagarmi nella ricerca di quella frase), secondo me non è vero che vengono deformati i limiti della magia a proprio comodo, anzi, penso che proprio questo libro, insieme al 6, seppure magari più carente dal punto di vista tecnico, è quello che mi ha illuminato di più sul fatto che la magia ha dei limiti, e pure piuttosto invalicabili. Limiti che stanno essenzialmente non nella potenza di un tale incantesimo o di un preciso strumento magico, ma nel modo in cui la magia viene concepita, che riflette il modo in cui la vita, la morte, la battaglia, i rapporti umani, eccetera eccetera vengono concepiti. Ora si capiscono meglio alcune cose.
Per spiegarmi, il succo che mi pare di leggere è questo:
Tom Riddle temeva la morte sopra ogni cosa, ma soprattutto considerava indegno il morire; ha usato la magia credendo di superare questo scoglio, e si sbagliava: la magia non può dare garanzie fino a questo punto, non da l' invulnerabilità, né l' immortalità.
Accecato dalla brama di dimostrarsi superiore a tutti e a tutto, ha riposto tutte le sue speranze e potenzialità di mago e di essere umano negli oggetti magici, nelle antiche conoscenze dei libri, nella discendenza, nei trofei, portandole in questo modo fuori di sè: ha sbagliato in questo, armandosi contro un pericolo che non era tanto fuori, ma dentro di sé, perchè non è tanto evitare la morte il punto, quanto essere disposti a morire - ed essere capaci di sopravviviere, che pare sia ancora più difficile- in vista di qualcosa di più ampio, che alla fine sono gli altri. Il problema fondamentale di Tom Riddle, la piccola falla difettosa dietro quel grande terrore invincibile che rappresenta l' Oscuro Signore, è la solitudine, in fondo.
E lo stesso vale per i Deathly Hallows: perchè Dumbledore non ne aveva mai parlato a Harry? Perchè nel corso della sua vita aveva capito che i soli mezzi magici non possono dare infinite garanzie e tutele, non sono così comodi, non basta avere una bacchetta o un sasso o un qualunque oggetto (e sottolineo oggetto) dalle proprietà straordinarie per aggirare gli ostacoli: bisogna cavarsela con la sola umanità, anche se questo significa arrendersi all' idea della morte, della malattia, del sacrificio, della perdita e via dicendo.
Non penso che i Deathly Hallows siano solo una trovata per ravvivare la storia o confondere le acque: rappresentano la tentazione, nei momenti difficili, di prendere una scorciatoia: la tentazione in cui Riddle si è immerso in pieno e dalla quale Dumbledore si è salvato alla fine. L' unica salvezza che ci viene mostrata, alla fine, sta nelle persone e nei vincoli fra di esse. Anche Snape... se fosse stato completamente solo avrebbe continuato a tiranneggiare sulla gente come se niente fosse, ma a un certo punto, semplicemente, non ne è stato più veramente capace.
E di qui la famosa quest: non ha niente di materiale questa ricerca, è più un fatto di crescita personale, di scelta di vita... molto medievaleggiante come cosa, in effetti.
Stesso tipo di rilessioni le faccio riguardo la profezia del quinto libro, e alla fine della saga posso dire di vederle confermate: anche qui Voldemort si affida alla magia per tenersi ( sentirsi?) al sicuro. Alla fine risulta che si da la zappa sui piedi da solo un' altra volta creandosi un nemico. Non so, forse si capisce che a me Tom Riddle alla fine fa un sacco pena, più di Piton, che in un certo senso si è salvato, anche se è stato infelice e per niente ripagato.
Tutte le altre cose, tipo la spada di Grifondoro, le fughe, gli incantesimi, i patti, eccetera eccetera mi intrattengono e mi divertono, ma se ci sono falle nella narrazione non mi disturba molto, non è per quello che un libro mi piace o no alla fine: ci faccio caso fino a un certo punto, in realtà. Non nego che ci siano nel libro dei passaggi bruschi, dei momenti in cui ho pensato "oh, nooooo! ma dài..." però ci passo facilmente sopra perchè anche quello mi diverte. Poi quello che mi piace sapere, è altra cosa.
Riguardo alla relativa impassibilità con cui vengono trattate le morti, invece, e in particolare le ultime tre, io sinceramente ci leggo la reazione di una persona che ormai è sfiancata e non vede l' ora di finirla.
Penso che sia un romanzo ( tutto Harry potter, dal primo all' ultimo) molto incentrato sul senso di perdita e sul valore del ricordo, ma soprattutto su come cavare da queste brutture della vita un qualcosa di positivo. Alla fine anche in Harry Potter ho trovato quello che secondo me è fondamentale in un fantasy, cioè che l' importante è parlare di scelte, di persone... al di la dell' ambientazione fantastica. Se non c' è un nucleo concettuale forte alla base di una storia interpretabile dall' homo sapiens medio, puoi scriverla bene quanto ti pare, inventare tutte le razze e gli incantesimi che vuoi, ma non funzionerà mai, sarà solo maestria e stordimento.
» postato da Eva alle 00:29 del 11-08-2007
15 Concordo su alcuni punti con Gwenny, ma su altri con Eva. Complessivamente il libro mi è piaciuto, ma ci sono dei buchi, soprattutto a livello di coinvolgimento emotivo, davvero inspiegabili. Vi incollo il commento che ho fatto in un blog. Pregi. Una storia che tiene per tutto il tempo. Gli ultimi libri della Rowling avevano il difetto di condensare tutta l'azione che contava nelle ultime cento pagine. Il resto aveva un ritmo piuttosto blando. Non in questo settimo capitolo. Il libro è un ferratissimo alternarsi di scene d'azione e momenti riflessivi, in una girandola che ti tiene incollato al libro. Stavolta vale la pena leggere tutto, e lo sviluppo dell'azione, lo svelarsi dei differenti misteri, avviene in modo assai ben dosato. Insomma, il ritmo è quasi perfetto. Poi la Rowling ha la capacità di darci ciò che non ci attendevamo. Rompe il consueto schema che le ha dato il successo e ci porta fuori da Hogwarts. Stavolta il libro è una quest con tutti i crismi, ma il tema, trito e ritrito per un fantasy, viene portato avanti con originalità. Bellissimo, poi, il senso di quieta malinconia che permea tutto il libro. Rowling sa che siamo alla fine della storia, e si permette assieme al lettore una certa nostalgia. Harry, dal canto suo, sa che nulla sarà più come prima, e ripensa al suo percorso fino a quel momento. E poi abbiamo dei momenti fantastici, e una profondità nell'analisi di certi sentimenti che finora non avevo mai trovato in un libro di Harry Potter. La morte di Dobby, struggente, bellissima. Harry che scava con la pala la fossa, l'atmosfera di raggelata incredulità in cui quella morte si consuma. E vogliamo parlare di Snape? Del meraviglioso capitolo dedicato alla sua storia? Fantastico. Da lacrime, direi. Signori, la parabola di un eroe, l'unico vero eroe di tutta la saga. Impallidisce persino Dumbledore al confronto. La forza dell'amore nella sua forma più pura e alta, il senso del sacrificio silenzioso, che non vuole nulla in cambio, che si consuma nel disprezzo e nel silenzio. Qui veramente Rowling ha superato se stessa. E Harry che va a morire? Altro pezzo altissimo, misurato, splendido. Poche pagine, ma c'è tutto Harry, tutta la sua storia nel suo camminare da solo verso la morte. Ma, ma, non mancano i difetti. Innanzitutto, sarà colpa del mio inglese, non ho ben capito l'inghippo per cui Harry non muore al primo Avada Kedavra di Voldemort. La spiegazione di Dumbledore mi è parsa farraginosa e incompleta. Se qualcuno vuole aiutarmi a capire... Anche i deathly hallows non si capisce chiaramente che ruolo abbiano ai fini della soluzione della trama. Cioè, sono chiaramente al centro del libro, ma alla fine non servono a risolvere la situazione. Probabilmente l'intento era di fare un parallelismo tra Dumbledore e gli Hollows e Voldemort e gli Horcrux: due uomini che desiderano ugualmente il potere, ma che giungono a esiti diversi durante questa loro ricerca. La cosa però non è del tutto riuscita, e alla fine non si capisce esattamente perché Harry dovesse sapere dei deathly hollows, e a che cosa davvero siano serviti. Comunque, sono difetti secondari rispetto a quello che io ritengo la maggior pecca del libro: le morti. Ci sono un sacco di morti. E fin qui...è una guerra, è giusto, inevitabile. Muoiono però solo personaggi di importanza secondaria. Nel senso: non muore Harry, non muore Ron, non muore Hermione. Muoiono gli altri. Sembra che la Rowling abbia tirato la monetina per decidere chi dovesse lasciarci le penne. Perché le morti sono improvvise e in alcuni casi persino gratuite. Avvengono senza che l'autrice le prepari, alcune sono così sbrigative che sembra che l'autrice volesse semplicemente togliersi di mezzo un po' di personaggi. E, soprattutto, spesso non hanno conseguenze, non vengono metabolizzate dai personaggi. Comincia Mad-Eye, che se ne va più o meno in sordina. Lui, comunque, almeno lo piangono. Segue Dobby, l'unica morte davvero riuscita. Poi abbiamo Fred. Anche qui c'è un minimo sindacale di shock da parte dei protagonisti, ma non ci è dato sapere la reazione di George alla morte del fratello, con cui viveva in simbiosi, né come la famiglia Weasly in genere si riprenda dalla cosa. Ma la cosa più assurda è la morte di Lupin e Tonks. Non sappiamo nemmeno come avvenga. Semplicemente, ad un certo punto li troviamo stesi al fianco di Fred. Harry li vede, e semplicemente prende atto della cosa. E basta. È morto l'ultimo amico di suo padre, è morta l'ultima figura paterna che gli era rimasta. Di più, si è sfasciata una famiglia, i due avevano da poco avuto un figlio. Niente. Certo, siamo nel bel mezzo della battaglia di Hogwarts. Non c'è tempo per le trenodie. Però, dannazione, due righe da dedicare ad un personaggio che è stato centrale nel terzo libro...ma anche la morte di Snape tutto sommato passa quasi indolore, e persino la rivelazione del ruolo che ha giocato nell'Ordine sembra non avere conseguenze. Harry non si sente in colpa ad averlo odiato una vita intera, Harry non si dice "cavoli, se son vivo lo devo a Snape". No. Ovvio. Harry ora pensa che deve morire. Però...Niente, mi resta l'idea che tutte queste morti siano occasioni sprecate. Picchi emozionali che la Rowling ha schivato immotivatamente. Grandi pezzi dell'affresco di Harry Potter che mancano, ed è un peccato. Non ho provato molta simpatia neppure per il lungo dialogo tra Harry e Dumbledore. A parte l'aspetto paradossale, e per certi versi persino consolatorio, della scena in sé, i due si dicono per la maggior parte del tempo cose che il lettore già sa o già ha capito. E, ripeto, la sopravvivenza di Harry resta un punto oscuro. Un po' ridicolo persino il duello finale tra Harry e Voldemort. I due che si girano intorno, il parlarsi per tutto quel tempo, e la fine, tutto sommato da pirla, di Voldemort. Ok, probabilmente la Rowling non voleva che Harry uccidesse nessuno, ma che Voldemort si secchi da solo getta una luce ridicola sul Signore Oscuro, che fin qui era proprio un gran bel cattivo. Insomma, un libro bello di certo, ma che avrebbe potuto essere anche migliore se la Rowling avesse pigiato l'acceleratore fino in fondo, e si fosse lasciata coinvolgere un po' di più da alcuni eventi. Sembra invece guardarli dall'alto. Peccato, peccato, peccato. È un bel libro, avrebbe potuto essere grande. Un'otto e mezzo però se lo guadagna tutto.
» postato da Leida80 alle 15:06 del 13-08-2007
16 Gwenny, ho ritirato fuori questo account giusto per risponderti, erano anni che non postavo
SPOILER da qui in giù
Be, al di là della tua rabbia per il libro, direi che molti dei problemi da te evidenziati sono tali perché non lo hai letto con attenzione/calma.
Riguardo al ritmo, a me è piaciuto molto. Devo dire, anzi, che forse le mie parti preferite sono quelle del campeggio: le sezioni avventurose erano tutto ciò che la gente si aspettava, quelle stazionarie sono molto belle e permettono uno sviluppo psicologico dei personaggi interessante. Il ritmo altalenante, oggettivamente tale, criticato da molti, non è sintomo di discontinuità, naturalmente a mio parere, ma serve a rendere più umana e reale la missione di Harry. Ho trovato il libro decisamente ben scritto e non banale anche per questo.
«
Non c'è una singola informazione una che Harry&Co non scoprano per caso, non c'è una singola fuga che non porti Harry&Co nel luogo giusto per la mossa successiva.»
Ci sono tante cose che non scoprono per caso. L'ultima Horcrux, ad esempio. Le Hallows non le scoprono per caso. Silente aveva lasciato loro tutto l'occorrente per scoprire cosa fossero nel caso vi si fossero imbattuti.
Non ci sono fughe che non portino Harry nel luogo giusto? Ma come non ci sono? Il ritmo altalenante dipende proprio da quello. Azione seguita da part in campeggio, indecisi su cosa fare. Ci sono mesi narrati in qualche riga, nei quali non succede niente, ma ciò non significa che non siano mai successi.
«, la Gringott la banca più facile del Mondo da svaligiare,»
La gringott è divenuta penetrabile perché Voldemort ha posto degli uomini al suo comando. Prima non c'erano. Spiegazione sensata, non casualità.
«
la Stanza delle Necessità è ora capace di tutto (e poi ci si lamenta delle fic che piazzano al suo interno una spiaggia caraibica... qui ti porta direttamente ai Caraibi)»
A me pare che sia in grado, più del solito, di creare un contatto con l'esterno. La sola ragione per cui non l'ha creato in passato è che nessuno gliel'ha chiesto, Malfoy aveva deciso di far venire i Mangiamorte attraverso l'armadio e non aveva preso in considerazione la possibilità di un collegamento diretto.
«
Voldemort (grandissimo Occlumente) non è capace di chiudere la propria mente (e non ditemi che non poteva evitarlo... altrimenti perché nel sesto la connessione è completamente chiusa? Ah, giusto, lì non serviva)»
La connessione non è relativa solo alla mente, ma anche all'anima. E' spiegato nel libro, basta leggere con attenzione. Nel sesto libro la connessione è chiusa perché Voldemort chiude la mente, nel settimo si riapre nel momento preciso in cui Harry vede Voldemort e la Horcrux dentro di lui, ovvero un pezzo d'anima, gli fa male. La connessione perciò viaggia su due piani, e viene riattivata quando i due (e quindi i pezzi di anima di voldemort) si incontrano - se ricordi nel sesto non si vedono, ne confrontano.
«, la Camera dei Segreti ora si apre con qualche sibilo e fischio a caso... altro che Paraseltongue (beh, per lo meno si capisce perché Voldemort sia tanto stupido, avrà preso da Salazar...)»
Non si è aperta la camera dei segreti, si è aperto il canale che porta alla camera. La porta è aperta dal secondo, solo l'erede di serpeverde può aprirla (Ginny ed Harry, entrambi posseduti).
«
, il Mantello dell'Invisibilità di Harry che fino all'anno prima era un "normale" Mantello dell'Invisibilità non certo impermeabile all'occhio di Moody, ora diventa specialissimo e perfetto, invisibile a tutto e a tutti .»
Il mantello è specialissimo e perfetto tanto quanto la bacchetta imbattibile è stata battuta. E' solo eterno, non perfetto, e non permette di sconfiggere la morte, ma è uno strumento magico potente. Si sporca col fango, è soggetto all'Hominum Revelio (Silente lo trova così nel primo libro mentre guarda lo Specchio) sia nel primo che nel settimo.
E' Xenophilius a dire che è perfetto e imbattibile, lo stesso che pensa che le Hallow riunite consentano di sconfiggere la morte, non una fonte attendibile.
« In meno di due mese crolla un ordinamento e se ne instaura un altro. TROPPO veloce, e quindi non credibile, e quindi torniamo al punto di partenza.»
Non mi pare che non sia credibile. Quantomeno, di sicuro non lo è sul piano oggettivo. Poi naturalmente ognuno è libero di pensare ciò che vuole.
«
E per di più sopravvivono per pura fortuna, non per qualche piano intelligente e astuto da parte loro.»
L'unica fuga puramente casuale è quella dalla casa di Malfoy, le altre mi pare siano state merito loro. Anzi, sicuramente.
«Poi Harry si salva pure dalla morte, in un passaggio che non solo è confusionario, ma pure malamente spiegato.»
A me non sembra. voldemort nel quarto libro ha provato a superare la protezione di Lily toccando il suo sangue, che gli ha dato la facoltà di toccare Harry, che non gli ha dato la possibilità di toccare per l'anima di Harry. Incapace di capire che la protezione si estendeva oltre il piano materiale.
«Così come è assolutamente ridicola la spiegazione sulla Elder Wand e sul passaggio di proprietà delle bacchette.
Non è assolutamente vero che è la Bacchetta che sceglie il mago, è assolutamente il viceversa. Tanto che basta un Expelliarmus per farle cambiare idea. E, per logica, il 90% dei maghi va in giro con bacchette non proprie»
No, non basta un Expelliarmus per farle cambiare idea. Bisogna disarmare il mago, ma disarmarlo in senso stresso, non togliergli la bacchetta.
Se Harry fa un Expelliarmus a Hermione, e poi consente a Hermione di riprendere la bacchetta, allora la bacchetta rimane di proprietà di Hermione. Draco ha disarmato Silente, poi Silente è morto, perciò la bacchetta è passata a Draco: Silente non l'ha ripresa, lei è diventata fedele all'ultima persona che l'ha battuta.
Se a scuola, durante il settimo anno, qualcuno ha disarmato Malfoy con un Expelliarmus, come tante volte hanno fatto Harry e Malfoy negli anni precedenti, la sua bacchetta non è diventata di chi ha fatto l'Expelliarmus: ci sarebbe diventata se avesse fatto l'Expelliarmus e poi avesse preso la bacchetta.
«E come può Silente aver battutto Grindelwald in un duello se questi aveva la Elder Wand? »
Non ci vedo niente di strano. La bacchetta è imbattibile, non lo è il mago.
Questo significa che se io e te ci scontriamo con lo stesso incantesimo e io ho l'Elder Wand, indipendentemente dalla tua abilità, il mio incantesimo risulterà più potente.
Ma se, per esempio, Silente fosse apparso alle spalle di Grindelwald e lo avesse battuto sul tempo, facendogli un Expelliarmus, senza insomma dargli la possibilità di rispondere, la bacchetta gli sarebbe filata via dalle mani.
«Si potrebbe dire che Grindelwald, che l'aveva rubata, non sia il legittimo proprietario. »
Ha sottratto la bacchetta al precedente padrone, la bacchetta è sua.
Altrimenti basterebbe semplicemente nascondere la bacchetta dentro casa senza toccarla per rimanerne il padrone per tutta la vita
«
Ma torniamo al "presente", sei Voldemort, hai appena lanciato un Avada contro il tuo nemico, non sei sicuro che sia morto davvero, che fai? Lo controlli tu di persona? Gli mozzi la testa o gli lanci un secondo Avada per sicurezza? »
Voldemort non controlla di persona, evidentemente, perché ha paura che, dopo aver vissuto quello che non si sarebbe mai aspettato, Harry stia fingendo di essere morto per attaccarlo a sorpresa. E' scritto nel libro. Per questo manda qualcun altro a controllare. Perché scelga Narcissa non lo so, forse proprio per i motivi detti da te: perché non gliene frega niente di Narcissa.
«
Silente, bellissimo passato, incomprensibile come nessuno ne abbia mai fatto parola prima (Hermione, cara, ti sei letta di tutto e di più, hai pronto un incantesimo per ogni occasione e ti sei lasciata sfuggire Albus? Mai incappata in una notizia? E come è mai possibile che, nel momento in cui stavano veramente cercando di diffamarlo nel quinto, nessuno abbia mai tirato fuori questa storia? O devo credere che l'unica giornalista che avrebbe potuto farlo era Rita? Please...)»
Non è questione che l'unica giornalista a farlo fosse Rita, è questione che l'unica a poter dare notizie sulla questione era Batilda, amica di Silente, che finché è stata sana di mente, per amicizia, non ha mai detto niente in pubblico né nei suoi libri.
Naturalmente per quanto riguarda Grindelwald. La morte della sorella era dominio comune tra le persone vissute all'epoca, ovvero 120 anni prima di Harry. Mi pare normale che lo scalpore in seguito alla morte della sorella di Silente fosse passato in 120 anni.
Comunque, basta fare un esempio pratico: tu, adesso, senza controllare, sai chi sono e quando sono morti i genitori del presidente della repubblica?
Ora devo andare, non ho tempo di continuare punto per punto.
Voglio aggiungere solo una cosa che mi pareva di aver letto nel post: le morti. Suppongo che se una persona non viene catturata dal libro, le morti siano insignificanti.
Ma di sicuro non erano scritte male. Quella di Edvige è stata meravigliosa, per come è avvenuta e per ciò che rappresentava.
Ah, la cosa che mi è piaciuta più del libro: la reazione di Harry alla morte di Silente. Sinceramente l'ho trovata bellissima, e a parte in rare situazioni non mi pare sia stata citata negli articoli. Di una cosa sono sicuro, e ciò che è stato giudicato con troppa fretta dopo letture frettolose.
Linko la recensione del libro da parte dell'autore dell'Ender Game, che non è proprio un principiante:
http://www.hatrack.com/osc/reviews/everything/2007-07-29-extra.shtml
Per fortuna quacuno la pensa come me, mi sentivo un po' solo ![]()
» postato da bakke alle 15:06 del 16-08-2007
17 «
Ma, ma, non mancano i difetti. Innanzitutto, sarà colpa del mio inglese, non ho ben capito l'inghippo per cui Harry non muore al primo Avada Kedavra di Voldemort. La spiegazione di Dumbledore mi è parsa farraginosa e incompleta. Se qualcuno vuole aiutarmi a capire...»
Certo
Incollo da un altro forum perché onestamente non ho voglia di ri-scrivere tutto, spero mi perdonerai alcune frasi incomprensibili relative alla discussione nell'altro forum
SPOILER SPOILER SPOILER
(da qui in giù)
"... la protezione di Lily fino al quarto libro funzionava sia col corpo che con l'anima di Harry; Voldemort è una persona che, seppur incredibilmente dotata, non riesce ad andare al di là della dimensione materiale... così nel quarto risorge usando il sangue di Harry, toccando il sangue di Harry e conseguentemente con la capacità di toccare Harry: lui pensa di aver superato la protezione, invece la ha solamente rinforzata, poiché agiva anche nei confronti dell'anima - cosa che Voldemort non aveva considerato. Nel settimo lui è in grado di toccare il corpo di Harry, ma non la sua anima: lui scaglia l'Avada Kedavra contro Harry, l'Avada Kedavra lo colpisce, ma sulla sua anima ancora persiste la protezione di Lily, mantenuta attiva dal sangue di harry presente in Voldemort (nel quarto libro Voldemort rinasce col sangue di Harry, è per questo che Silente ha il "lampo di trionfo") che ovviamente non è estesa all'Hocrux dentro Harry, essendo l'anima di Voldemort, che viene distrutto. Oltretutto, la protezione non avrebbe funzionato se Voldemort avesse lasciato che qualcun'altro uccidesse Harry, è lui a renderlo speciale, è lui che lo tiene in vita, non riesce ad accettare di non poter sconfiggere un buon mago e niente più, e, per questa sua ostinazione, alla fine viene sconfitto."
A questo punto credo che tu non abbia capito nemmeno perché Voldemort non è morto dopo la prima Avada Kedavra, dato che Harry era già il padrone dell'Elder Wand: perché Harry non oppone resistenza. E' per questo che è fondamentale che Harry si sia lasciato uccidere, perché se avesse opposto resistenza l'Elder Wand si sarebbe rifiutata di agire contro il suo padrone, e avrebbe fatto ciò che ha fatto nel duello successivo: avrebbe rispedito l'Avada al mittente, provocando una nuova fuoriuscita di Voldemort dal corpo e, conseguentemente, rendendo inevitabile il suicidio di Harry per l'annientamento di Voldemort.
«
Anche i deathly hallows non si capisce chiaramente che ruolo abbiano ai fini della soluzione della trama. Cioè, sono chiaramente al centro del libro, ma alla fine non servono a risolvere la situazione. Probabilmente l'intento era di fare un parallelismo tra Dumbledore e gli Hollows e Voldemort e gli Horcrux: due uomini che desiderano ugualmente il potere, ma che giungono a esiti diversi durante questa loro ricerca. La cosa però non è del tutto riuscita, e alla fine non si capisce esattamente perché Harry dovesse sapere dei deathly hollows, e a che cosa davvero siano serviti.»
Be, una funzione era sicuramente quella di spiegare il passato di Silente e creare un parallelismo con Voldemort, ma di sicuro il ruolo preponderante è quello di permettere ad Harry si uccidere Voldemort: Voldemort viene sconfitto per via della "fedeltà" dell'Elder Wand.
Silente non voleva che Harry sapesse direttamente degli Hallows perché aveva paura l'avrebbero distolto dalla cattura delle horcrux, per questo lascia il libretto in mano ad Hermione: lui vuole che Hermione scopra il mistero e lo dica ad Harry, allo stesso tempo tenendolo fermo sulla via che conduce agli Horcrux. Silente voleva che Harry, quando fosse andato ad offrirsi indifeso a Voldemort, avesse con se il conforto dei genitori (attraverso la pietra).
Inoltre, avevano lo scopo figurato di illustrare che il vero "conquistatore della morte" non è che chi possiede i tre oggetti come dice la leggenda, ma chi riesce ad accettarla.
«Avvengono senza che l'autrice le prepari, alcune sono così sbrigative che sembra che l'autrice volesse semplicemente togliersi di mezzo un po' di personaggi. E, soprattutto, spesso non hanno conseguenze, non vengono metabolizzate dai personaggi.»
Qui non concordo. Le uniche morti "gratuite" a mio parere sono state quelle di Lupin e Tonks. Le altre le ho trovate, oltre che utili ai fini della narrazione, anche ben scritte. Quella di Edvige, ad esempio, è crudele, immotivata e per questo motivata: muore l'animale che rappresenta l'innocenza di Harry, il collegamento con la sua infanzia che, con l'uccisione del gufo, finisce definitivamente.
«Anche qui c'è un minimo sindacale di shock da parte dei protagonisti, ma non ci è dato sapere la reazione di George alla morte del fratello, con cui viveva in simbiosi, né come la famiglia Weasly in genere si riprenda dalla cosa.»
Esatto, sarebbe stato molto interessante. Direi che questa è una caratteristica di questi libri, nel senso che, nonostante la gente si affezioni a personaggi secondari, alla fine l'unico che ha rilevanza è Harry: conosciamo determinate reazioni solo se Harry le conosce. Ai fini narrativi naturalmente la morte serve a far andare Ron e Hermione per un secondo verso la famiglia Weasley quando rientrano al castello, così harry approfitta per imboscarsi e andare da solo a vedere il ricordo di Piton.
Per mera curiosità, comunque, la Rowling ha risposto a questa domanda in un'intervista, dicendo che George non supererà mai totalmente la morte del gemello.
«ma anche la morte di Snape tutto sommato passa quasi indolore, e persino la rivelazione del ruolo che ha giocato nell'Ordine sembra non avere conseguenze. Harry non si sente in colpa ad averlo odiato una vita intera, Harry non si dice "cavoli, se son vivo lo devo a Snape". No. Ovvio. Harry ora pensa che deve morire.»
Secondo te c'era davvero bisogno di specificare la reazione di Harry a quei ricordi? Non è una domanda retorica, sono curioso.
Perché secondo me il rapporto tra Snape ed Harry è stato così ben delineato fino a quel momento che il lettore ha chiaro, senza bisogno che la Rowling lo scriva, quello che Harry prova nei sui riguardi.
Le sue considerazioni sul momento sono tutte volte all'imminente morte, e mi pare normale, ma nel sottofondo io come lettore, dopo aver conosciuto i pensieri di Harry per Snape per sei libri, so bene cosa sta provando. E' scioccato, non ha preso atto della cosa, non la ha razionalizzata, ma è rimasto colpito, come il lettore, e lo avvertiamo quando parla di Snape a Voldemort, alla fine.
Per Tonks-Lupin sono d'accordo con te, oltretutto la morte è piuttosto inutile: ci crederai o meno, questa morte è stata davvero tirata "a dadi". Lei ha ucciso questi personaggi perché nel quinto non ha ucciso il signor Weasley, che nei suoi piani sarebbe dovuto morire, perciò ha deciso di bilanciare l'equazione.
L'unica finalità narrativa è quella di creare un piccolo Harry in Ted Lupin, e far vedere alla fine che sta bene, che vivono in un'epoca positiva, ma comunque avrebbe fatto meglio, secondo me, a tenerlo in vita.
«Un po' ridicolo persino il duello finale tra Harry e Voldemort. I due che si girano intorno, il parlarsi per tutto quel tempo, e la fine, tutto sommato da pirla, di Voldemort»
Onestamente lo ho adorato. Giuro che era la mia personale preoccupazione, fin dal quinto: Harry è un prescelto anomalo, perché è buon mago, non un fenomeno. Per questo mi piace, o meglio, anche per questo. Ho temuto fino alla fine che sarebbe diventato un supereroe in stile Neo per sconfiggere Voldemort, ma fortunatamente non è stato così, e sono contento. Il duello finale è stato sobrio, e coerente col resto della serie. Mi è piaciuta molto la sensazione di potere che pervadeva il discorso di Harry, perché avevo capito, proprio pochi momenti prima, cosa la giustificava: il fatto che lui fosse il padrone dell'Elder Wand. Il duello finale mi è piaciuto perché è un duello finale atipico, in cui non è Harry a vincere ma Voldemort a perdere, a causa della sua ostinazione.
Oh, e volevo elogiare un'altra parte del libro che mi pare non sia piaciuta a molti: quando voldemort profana la tomba di Silente mentre Harry interroga i due (Ollivander e il goblin). Le deathly hallows, che fino a quel momento non avevano un ruolo chiaro nel libro, che fino ad allora avevano rappresentato una linea parallela a quella della struttura portante del libro (la cattura delle horcrux), cambiano improvvisamente direzione e vanno a schiantarsi, unendosi, uniformandosi in un'unica ampia struttura narrativa. Questo aggancio a catena, almeno di questa dimensione, non c'era mai stato nella serie. Uno dei punti più interessanti secondo me.
» postato da bakke alle 16:47 del 16-08-2007
18 Che onore Bekke^^
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Il libro... l'ho letto con più calma di molti altri libri e con la stessa attenzione che credo di riservare a ogni altra lettura^^
«
Ci sono tante cose che non scoprono per caso. L'ultima Horcrux, ad esempio. Le Hallows non le scoprono per caso. Silente aveva lasciato loro tutto l'occorrente per scoprire cosa fossero nel caso vi si fossero imbattuti. »
Forse discordiamo sul "casuale". Per me sia la scoperta dell'ultimo Horcrux che delle Hallow sono altamente casuali.
Il fantasma di Corvonero è la figlia di Rowena e... prima non lo sapeva nessuno (Voldemort a parte)? La notizia viene fuori giusto all'ultimo per salvare tutti? Possibile che Silente non conoscesse il passato dei suoi fantasmi? Possibile che, pur cercando un artefatto appartenente a Rowena, non avesse indagato?
Ma lasciamo da parte queste domande senza risposta, Harry non sa esattamente quello che sta cercando, eppure trova il fantasma giusto al momento giusto che gli dà l'informazione giusta. Per me questa è casualità o una botta di fondoschiena, se preferisci.
Per la coppa di Helga, idem. E' un caso che i tre siano a Malfoy Manor (vorrei ben vedere se ci sarebbero andati di loro sponte
), e Bella è presente al momento giusto per mostrarsi adeguatamente allarmata per mettere ad antenne rizzate Harry che, fortuna sua, sapeva tutto sulla Spada, sul falso e su dove fosse custodita (di nuovo, informazioni apprese per caso, ascoltando/origliando una conversazione qualunque... )
Anche il medaglione, l'unico per cui avevano elementi forti e concreti anche prima di iniziare la caccia, deducono dove fosse solo dopo aver sbattuto il naso su una porta. Tra l'altro in un posto che, senza l'attacco al matrimonio di Bill e Fleur, avrebbero pure evitato. Eppure ne avevano di indizi per capire qualcosa! Harry, che si ricorda a anni di distanza un nome impossibile come Grengorovitch (sicuramente l'avrò scritto sbagliato, perdono^^), aveva visto l'arazzo! E stiamo parlando del fratello del suo amato padrino! Del migliore amico di suo padre! E se ne dimentica così?
Le Hallow... invito al matrimonio Krum, amico di Fleur (circostanza mai nemmeno suggerita nei libri precedenti), invito anche i Lovegood e... Xeno veste giusto il simbolo necessario per causare lo scatto di Viktor, qualcosa di "indelebile" nella memoria di Harry, permettendo loro di capire a cosa si riferisca? Di portarli sulla strada di Xeno al momento giusto? Mmh... per me stiamo di nuovo parlando di casualità (non sono manco i Weasley ad aver invitato Krum!), avrei preferito (soggettivo ovvio) che l'informazione fosse stata trovata in magari un libro, o tramite zia Muriel.
«Non ci sono fughe che non portino Harry nel luogo giusto? Ma come non ci sono? Il ritmo altalenante dipende proprio da quello. Azione seguita da part in campeggio, indecisi su cosa fare. Ci sono mesi narrati in qualche riga, nei quali non succede niente, ma ciò non significa che non siano mai successi. »
Le fughe portano sempre Harry nel posto giusto, l'azione ristagna dopo esserci arrivati^^.
Fuga dal matrimonio -> Grimmauld Place dove scoprono chi è RAB -> ristagno dell'azione fino al ministero.
Fuga dal Ministero -> Arrivo nella foresta dove sentono della spada -> Ristagno dell'azione
E così via.
«
La gringott è divenuta penetrabile perché Voldemort ha posto degli uomini al suo comando. Prima non c'erano. Spiegazione sensata, non casualità. »
Ci sono sempre i Goblin alla Gringott, non solo uomini di Voldemort. E vediamo quando Griphook sia riluttante a mettere a repentaglio l'integralità della Banca.
I Goblin se ne stanno per conto loro. C'è chi è scappato, non sopportando di prendere ordini da altri che da se stessi, ma c'è chi è rimasto. Le guerre dei maghi non riguardano loro, dicono. Ma continuano a sorvegliare con estrema cura ciò che credono essere loro. Ecco perché non credo che le protezioni alla banca siano diminuite. Non tanto da permettere l'ingresso con una Polisucco e un Imperius e non tanto da permettere a un drago di farsi strada indisturbato fino alla libertà.
«
A me pare che sia in grado, più del solito, di creare un contatto con l'esterno. La sola ragione per cui non l'ha creato in passato è che nessuno gliel'ha chiesto, Malfoy aveva deciso di far venire i Mangiamorte attraverso l'armadio e non aveva preso in considerazione la possibilità di un collegamento diretto.»
Mettiamola così, perché la Stanza non si apre in un salone per banchetti quando Neville desidera del cibo? Perché si apre, giustamente dici, più verso l'esterno, stavolta. E questo cambiamento mi infastidisce perché lo vedo come un cambiamento utile ai fini di trama e non coerente con il passato.
«
La connessione non è relativa solo alla mente, ma anche all'anima. E' spiegato nel libro, basta leggere con attenzione. Nel sesto libro la connessione è chiusa perché Voldemort chiude la mente, nel settimo si riapre nel momento preciso in cui Harry vede Voldemort e la Horcrux dentro di lui, ovvero un pezzo d'anima, gli fa male. La connessione perciò viaggia su due piani, e viene riattivata quando i due (e quindi i pezzi di anima di voldemort) si incontrano - se ricordi nel sesto non si vedono, ne confrontano.»
Mi risulta sempre incomprensibile come Voldemort non riesca a bloccare la connessione. Perché non si rende conto del suo pezzetto di anima in Harry (altro mmh, da parte mia. Harry Horcrux involontario ha distrutto per me tutta la complessità e la profonda e irrecuperabile malvagità dell'Horcrux stesso)? Eppure, come dici, si sono già incontrati in passato, allora la connessione era solo via mente? Molto comoda come cosa.
«Non si è aperta la camera dei segreti, si è aperto il canale che porta alla camera. La porta è aperta dal secondo, solo l'erede di serpeverde può aprirla (Ginny ed Harry, entrambi posseduti).»
Scusa, ma ti ho perso.
Alla domanda "dove siete stati?" Hermione risponde "Camera dei Segreti". Primo passo per entrarci è schiudere le tubature, devo parlare in paraseltongue, misteriosamente si scopre che invece che essere una lingua inaccessibile per chiunque non la conosca in modo innato, bastano un paio di sibili e siamo a posto.
Ciò detto, lo scontro tra Fenice-Harry e Basilisco avviene proprio all'interno della Camera, quella che si apre dalla porta con i serpenti (anche questa tramite paraseltongue) e sono lì che sono rimasti i resti del basilisco.
Harry per uscire da quella Camera ha, inoltre, bisogno dell'aiuto di una Fenice.
Se non sbaglio, inoltre, Silente afferma che protezioni aggiuntive sono state poste per rendere la Camera inaccessibile.
«
E' Xenophilius a dire che è perfetto e imbattibile, lo stesso che pensa che le Hallow riunite consentano di sconfiggere la morte, non una fonte attendibile. »
L'unica che abbiamo e nessuno dei tre si ricorda di Moody quando pensano al Mantello. Bah, per me questa è una grossa dimenticanza.
«
L'unica fuga puramente casuale è quella dalla casa di Malfoy, le altre mi pare siano state merito loro. Anzi, sicuramente. »
Quali?
Dal ministero, per cui pur avendo il tempo non avevano organizzato nessun piano B? Nessun piano di fuga? Nulla di nulla?
Dalla Gringott? Dove trovano il drago della porta accanto che manco si accorge di avere tre persone in groppa? (Tre, dico, mica una! A essere buoni stiamo parlando di almeno 180kg! Oltre che mezzo cieco, deve essere pure totalmente sordo e insensibile^^)
«
A me non sembra. voldemort nel quarto libro ha provato a superare la protezione di Lily toccando il suo sangue, che gli ha dato la facoltà di toccare Harry, che non gli ha dato la possibilità di toccare per l'anima di Harry. Incapace di capire che la protezione si estendeva oltre il piano materiale. »
La protezione di Lily non cadeva dopo i 17 anni?
:">
Che bisogno c'è se ancora attiva (cosa che è, chiaramente) di tutta la fuga iniziale? E, di nuovo, a me pare che la spiegazione che ne viene data sia molto confusionaria.
Si può ripensarci sopra e tirar fuori teorie più o meno diverse, ma nel libro la spiegazione è piuttosto labile.
«
No, non basta un Expelliarmus per farle cambiare idea. Bisogna disarmare il mago, ma disarmarlo in senso stresso, non togliergli la bacchetta. »
Viene detto da qualche parte? (Il punto sul restituire la bacchetta senza duello, voglio dire) Potrei essermelo perso.
Anche se a questo punto mi chiedo perché la prima bacchetta di Ron non funzionasse (giustamente secondo le regole di allora) al meglio visto che era stata di proprietà di Charlie. Anche Charlie l'aveva ceduta volontariamente a Ron.
Sempre sulle bacchette trovo ridicola o quanto meno incredibilmente presuntuosa la convinzione di Harry che rimettendo la Elder Wand con Silente sia al sicuro a meno di un suo assassinio... Ma se ha appena sottratto la Elder a Draco che stava usando un'altra bacchetta! Basta che qualcuno lo disarmi, per sicurezza diciamo pure che non gli riconsegni mai più quella bacchetta e la Elder è passata di mano
«perché non gliene frega niente di Narcissa»
Ma dovrebbe fregargliene qualcosa di se stesso
:">
«
Comunque, basta fare un esempio pratico: tu, adesso, senza controllare, sai chi sono e quando sono morti i genitori del presidente della repubblica? »
Beh, credo ci siano delle differenze.
Stiamo parlando di un eroe nazionale, della massima personalità del mondo magico britannico. E per quanto importante sia il Presidente della Repubblica non si possono paragonare le due cose, imho.
Però se ti chiedessi delle curiosità su Anita Garibaldi o su altri familiari dell'eroe dei due mondi potresti conoscerle abbastanza facilmente.
E, in ogni caso, la cosa che mi lascia interdetta sia come nessuno abbia scovato qualcosa al quinto libro quando l'azione per screditare Silente era più che attiva.
E, don't worry, ce ne sono di persone che la pensano come te^^
Credo che molto dipenda da che basi partiamo per giudicare un libro, oltre che dalle nostre aspettative. Ognuno di noi ne ha di diverse ed è naturale che poi i giudizi finali possano essere contrapposti.
Per quanto mi riguarda, al di là dei singoli particolari, a un certo punto, per questo romanzo, le cose che mi hanno fatto storcere il naso (sarei potuta essere una valida imitazione della cara Nynaeve, per tutti i lettori di Jordan
:"> ) sono diventate talmente tante che il contratto tra me lettrice e Rowling come autrice s'è rotto e la "suspension of disbelief" è crollata.
PS: Se interessano altre recensioni posso linkarne di interessanti... il che (ovviamente
:"> ) significa che sono per lo più critiche
EDIT: Aka, sapevo che avrei dimenticato qualcosa
:">
«
Non mi pare che non sia credibile. Quantomeno, di sicuro non lo è sul piano oggettivo. Poi naturalmente ognuno è libero di pensare ciò che vuole. »
Un ordinamento può cambiare velocemente (un colpo di stato, per dirne una), ma non così velocemente senza una resistenza attiva da parte della popolazione, senza che si sia preparato il terreno in precedenza.
Per prendere l'esempio stesso a cui si ricollega la Rowling, quello Hitleriano, ci vogliono anni prima che gran parte della popolazione tedesca sia pronta (o sarebbe meglio dire, stremata abbastanza) per accogliere i cambiamenti nazisti senza combatterli. Tanto è vero che il primo putsch di Monaco fallisce miseramente. Siamo nella prima metà degli anni 20, i problemi in Germania sono tanti, ma non ancora così pronunciati come verranno portati dalla crisi economica del '29. E, non casualmente, pochi anni dopo il partito nazista va al potere. Ladri dei soldi dei veri tedeschi è una delle tante accuse rivolte contro gli ebrei; è un'accusa che prende, che si fa strada, proprio per le condizioni economiche in cui la Germania versava, come invece non avrebbe preso anni prima.
Ci rubano la magia, è l'accusa rivolta ai Mudblood. Mmh? Quando, negli anni precedenti, c'è un accenno a un problema di "quantità magica a disposizione"? O, magari, a un incremento del numero di Squib tra i Purosangue? Perché la gente comune dovrebbe credere a cose del genere? Imho mancano completamente le basi e di conseguenza trovo questo ribaltamente estremamente traballante.
Spero di non aver dimenticato nulla
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» postato da gwenny alle 18:22 del 16-08-2007
19 SPOILER Aggiungo io: non dimentichiamoci che harry riesce a battere voldemort solo per una casualità: la elder appartiene a harry solo per pura fortuna. Sarebbe stato diverso se harry avesse acquistato la proprietà della elder in modo consapevole, e non per una circostanza fortunosa.... per me il duello finale è proprio il colmo di un libro in cui harry ha una fortuna mostruosa (si pensi solo al fatto che bellatrix manda minus da harry, ricordate? che cu.o! e voldy manda narcissa per controllare se harry è morto.. che cu.o!) Ancora piu assurdo è il fatto che harry è un horcrux di voldy. Un horcrux involontario! ma è assurdo! E con tutti gli omicidi che voldy ha fatto, l'unico horcrux involontario è harry? forse harry è diventato un horcrux perkè era una situazione particolare: voldy è stato colpito dal suo stesso avada! però anke nel duello finale voldy viene colpito dal suo stesso avada! quindi, non riesco a capire come è possibile che voldy abbia un horcrux involontario!
» postato da mgcgio alle 19:37 del 16-08-2007
20 SPOILER
Rispondo qui sperando di non doppiare sul topic di là!
(al limite faccio copia incolla
)
«Forse discordiamo sul "casuale". Per me sia la scoperta dell'ultimo Horcrux che delle Hallow sono altamente casuali.»
Be, la scoperta delle Hallows non è casuale, via, Silente gli lascia tutti gli strumenti per scoprirle nel caso scoprano il simbolo. Lui dà il libro a Hermione, così da farle notare il simbolo disegnato 'a mano', così da fargli riconoscere il simbolo e farle conoscere le Deathly Hallows. Vuole che Hermione sia a conoscenza delle Hallows, così da informare e, allo stesso tempo, "fermare" Harry. Il loro ritrovamento non mi sembra casuale, anzi, il mantello già lo hanno, la pietra gliela dà Silente, voldemort gira mezzo mondo per trovare l'Elder Wand
Riguardo le Horcrux: la coppa è effettivamente casuale, non lo è la presenza di Bellatrix, visto che abita con loro. Riguardo al diadema, è la stessa Rowling a far chiaro nel libro che Silente e Flitwick gliel'hanno chiesto, ma lei ha sempre mentito. E' proprio il fatto che si stia svolgendo la battaglia, e che lui gli chieda di dirglielo per liberarsi di Voldemort, che la induce a parlare e rivelare il segreto.
«
Fuga dal Ministero -> Arrivo nella foresta dove sentono della spada -> Ristagno dell'azione »
Riguardo alla fuga dal ministero: non arrivano alla foresta dove trovano le informazioni sulla spada, ma cambiando luogo e viaggiano ogni giorno apparendo e scomparendo, solo che a questa fase, priva di notizie importanti, vengono concesse poche pagine.
«
Ci sono sempre i Goblin alla Gringott, non solo uomini di Voldemort. E vediamo quando Griphook sia riluttante a mettere a repentaglio l'integralità della Banca.
I Goblin se ne stanno per conto loro. C'è chi è scappato, non sopportando di prendere ordini da altri che da se stessi, ma c'è chi è rimasto. Le guerre dei maghi non riguardano loro, dicono. Ma continuano a sorvegliare con estrema cura ciò che credono essere loro. Ecco perché non credo che le protezioni alla banca siano diminuite.»
Be, all'entrata della banca ora ad aprire non ci sono i tanti goblin del primo libro, ma due uomini di Voldemort.
Loro riescono ad entrare dentro, e quando sono dentro riescono a trovare la "stanza" di Bellatrix perchè sono guidati da un goblin, un goblin che senza Volmodert mai li avrebbe aiutati.
«Mettiamola così, perché la Stanza non si apre in un salone per banchetti quando Neville desidera del cibo? Perché si apre, giustamente dici, più verso l'esterno, stavolta. E questo cambiamento mi infastidisce perché lo vedo come un cambiamento utile ai fini di trama e non coerente con il passato.»
Be, qui si va ha opinioni. Nel libro è spiegato perché non crea cibo, proprio perché attraverso la magia il cibo non si può creare. Ed è per questo che, quando neville chiede del cibo, si apre verso l'esterno.
«Eppure, come dici, si sono già incontrati in passato, allora la connessione era solo via mente? Molto comoda come cosa.
»
Voldemort non è che non sente l'Horcrux Harry, non sente niente che riguarda le sue Horcrux perché ne ha fatte troppe ed è un caso unico nella storia di questo mondo. L'Horcrux involontaria si viene a creare proprio perché ci sono altre Horcrux, l'anima di voldemort, divisa dall'omicidio, non scompare, ma è tenuta in vita dalle horcrux, e spezzata resta sulla terra.
Riguardo la connessione, non capisco cosa vuoi dire. La connessione non era solo via mente neanche in passato, solo che Voldemort se ne rende conto solo nel quinto libro. Nel quinto libro non prova a fermarla, ma manda ad Harry la visione. Appena dopo lo scontro al ministero Voldemort comincia a chiudere la mente. Da quel momento in poi Harry non sente più niente, perché Voldemort ha chiuso la connessione, connessione che si riattiva quando si incontrano e l'Horcrux sente il suo 'padrone' vicino.
Immagino che se Voldemort avesse capito la connessione all'inizio del quarto (per assurdo), e avesse tentato di chiuderla immediatamente, Harry non avrebbe avuto visioni fin quando non l'avesse rincontrato di nuovo.
Se non mi fossi spiegato bene: figurati la connessione come un fiume che scorre, nel sesto voldemort pone una diga (per la prima volta), la diga viene distrutta col loro incontro nel settimo.
Ovviamente stiamo parlando di Fantasy, queste cose vanno accettate (volendo, naturalmente) come va accettato il fatto che Voldemort abbia inventato quella pozione per rinascere, ma la logica di fondo c'è, e per quanto mi riguarda, perché ci sia credibilità, l'importante è questo.
«Non si è aperta la camera dei segreti, si è aperto il canale che porta alla camera. La porta è aperta dal secondo, solo l'erede di serpeverde può aprirla (Ginny ed Harry, entrambi posseduti).»
«bastano un paio di sibili e siamo a posto.
Harry per uscire da quella Camera ha, inoltre, bisogno dell'aiuto di una Fenice.
Se non sbaglio, inoltre, Silente afferma che protezioni aggiuntive sono state poste per rendere la Camera inaccessibile.»
Be, la lingua non è un dono naturale. O meglio, non è soltanto un dono naturale, si può anche imparare: Silente la sa capire. Non la insegnano perché è una lingua sostanzialmente inutile (al contrario del Sirenesco e simili, non rappresenta una popolazione), ma si può capire studiandola. Ci sono poi delle persone, come Voldemort, che la conosco dalla nascita.
Ron non sibila a caso, ma sibila l'unica parola che conosce in Serpentese, "Apriti", perché l'aveva sentita pronunciare da Harry quando la dice di fronte al medaglione-hocrux.
Per uscire dalla camera Harry ha bisogno della fenice, Ron e Hermione hanno delle scope con loro.
Per quanto riguarda le protezioni aggiuntive, onestamente non ricordo.
Il mio discorso sulla camera (ma questa è una mia supposizione) è che la camera vera e propria, che ha l'entrata coi vari serpentoni, si apra solo all'erede di serpevderde, che non è Ron: suppongo Harry abbia lasciato la porta aperta alla fine del secondo, ma, ripeto, questa è un'idea mia derivata dal fatto che nel libro dice che "solo l'erede di serpeverde può aprirla" (Harry lo è, almeno in parte) e che Hermione e Ron dicono di aver aperto solo il passaggio per le tubature.
«L'unica che abbiamo e nessuno dei tre si ricorda di Moody quando pensano al Mantello. Bah, per me questa è una grossa dimenticanza.»
Be, anche Silente può vederli con l'Hominum Revelio, e come vediamo nella stessa scena, possono anche i Mangiamorte con lo stesso incantesimo. Perciò Xenophilius è smentito in diretta, ma le sue teorie sono smentite anche da Silente alla fine del libro.
«
Dal ministero, per cui pur avendo il tempo non avevano organizzato nessun piano B? Nessun piano di fuga? Nulla di nulla?
Dalla Gringott? Dove trovano il drago della porta accanto che manco si accorge di avere tre persone in groppa? »
Dal ministero escono per abilità loro, perché riescono a improvvisare bene facendo le mosse giuste - riguardo la Polisucco, loro non stanno lì dentro più di un'ora. Il drago non sentiva le persone per lo stesso motivo per cui riesce a fuoriscire dalla gringott e per cui era stato messo di guardia: è grosso
«La protezione di Lily non cadeva dopo i 17 anni?
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Che bisogno c'è se ancora attiva (cosa che è, chiaramente) di tutta la fuga iniziale? E, di nuovo, a me pare che la spiegazione che ne viene data sia molto confusionaria.
»
No...
La protezione di Lily non scade dopo i 17 anni. Quello che finisce coi 17 anni è l'incantesimo di Silente, che Silente aveva fatto sulla base di quello di Lily, e cioè quello che permetteva ad Harry si non essere toccato fin a quando poteva chiamare casa quella in cui viva un parente di sua madre e fin quando non aveva compiuto 17 anni. Questa protezione non difendeva Harry solo da Voldemort (come fa quello di Lily) ma da chiunque. Questa protezione scade all'inizio del settimo libro.
Quella di Lily è un'altra, che funziona solo con Voldemort, per il quale vale il discorso fatto prima. Voldemort pensa di averla superata nel quarto, ma in realtà supera solo il piano materiale.
E' per questo che Silente non vuole che Voldemort tocchi Harry alla fine della fenice, nonostante sappia che, molto probabilmente, sarebbe sopravvissuto: non vuole che quel pezzo di Horcrux venga distrutto prima degli altri, perché sa che è proprio quel pezzo a conferire ad Harry il potere di sconfiggere Voldemort.
«
No, non basta un Expelliarmus per farle cambiare idea. Bisogna disarmare il mago, ma disarmarlo in senso stresso, non togliergli la bacchetta. »
«Basta che qualcuno lo disarmi, per sicurezza diciamo pure che non gli riconsegni mai più quella bacchetta e la Elder è passata di mano
»
Esatto. Basta che qualcuno gli sottragga la bacchetta con la piuma di fenice che anche l'Elder Wand cambia padrone. Naturalmente, nessuno sa che Harry attualmente ne è il padrone (se ci fai caso, quando lo dice a voldemort alla fine, lo sussura).
Perciò è una buona copertura: anche nell'eventualità che venga disarmato , e cioè che gli venga sottratta la bacchetta, questa persona difficilmente saprebbe di essere il padrone dell'Elder Wand.
Riguardo al passaggio delle bacchette: nel libro viene detto "disarmare", ed è questo, credo, che abbia generato tutta la confusione, perché spesso in precedenza questo verbo viene usato semplicemente nel caso dell'Expelliarmus, non per sottrarre la bacchetta.
Riguardo la bacchetta di Ron: funziona bene come funziona bene la bacchetta di Hermione in mano di Harry, ma non funzionano al massimo. Alcune bacchette funzionano meglio (come quella di Hermione) altre peggio (come quella che ruba Ron e poi la dà ad Harry) ma nessuna funziona bene come la propria. Ollivander dice che è possibile fare magia con ogni bacchetta, ma che solo con le proprie si riesce a farla "al massimo" (infatti Voldemort riesce a fare magie con l'Elder Wand).
Se Ron avesse provato ad usarla contro Charlie (e charlie avesse risposto "al fuoco), immagino che l'effetto sarebbe stato uguale a quello di Voldemort-Harry alla fine del settimo
«
Comunque, basta fare un esempio pratico: tu, adesso, senza controllare, sai chi sono e quando sono morti i genitori del presidente della repubblica? »
«Però se ti chiedessi delle curiosità su Anita Garibaldi o su altri familiari dell'eroe dei due mondi potresti conoscerle abbastanza facilmente.»
Riguardo ai suoi genitori? Non so quanto circolassero queste notizie all'epoca. Bisognerebbe controllare. I giratempo però sono andati distrutti
«Un ordinamento può cambiare velocemente (un colpo di stato, per dirne una), ma non così velocemente senza una resistenza attiva da parte della popolazione, senza che si sia preparato il terreno in precedenza.
»
Il fatto è che non c'è stato il colpo di stato a stimolare la resistenza, è stato fatto passare tutto sotto silenzio e senza che voldemort uscisse allo scoperto. In italia il fascismo è arrivato al potere per un senso di sfiducia nei confronti del governo, la gente non sapeva per chi lottare e non ha lottato (sia chiaro, sto sintetizzando tutto in maniera orrenda
). In Harry Potter il ministero è corrotto, Voldemort prepara la strada per un anno (reclutando più gente possibile), con la morte di Silente subisce un'accelerata: ma c'è già diversa "sua" gente al ministero quando muore Silente, così come ci sono già molte persone corrotte disposte ad agire lo stesso, come Dawlish o la Umbridge.
Per quanto concerne i Mudblood (a proposito, in italiano che casino faranno? non hanno mai distinto tra Halfblood e Mudblood), sì, anch'io l'ho trovata strana. Però quando ho studiato storia ho trovato molto strano che la gente accettasse il concetto di eugenetica e di razzismo scientifico, nonostante questo sono stati usati per giustificare il colonialismo. Con questo non voglio difendere la rowling o quant'altro, stavo parlando a livello generale: in queste circostanze è il clima a rendere possibile ciò che altrimenti non lo sarebbe (parlo del mondo reale, lasciando perdere Harry Potter
).
Via, vado a letto, vi lascio con una mia Ginny
http://www.alessandrobacchetta.com/galleria/ginny-2007.jpg
edit.
Ho visto solo ora l'altro post
«
Ancora piu assurdo è il fatto che harry è un horcrux di voldy. Un horcrux involontario! ma è assurdo! E con tutti gli omicidi che voldy ha fatto, l'unico horcrux involontario è harry? forse harry è diventato un horcrux perkè era una situazione particolare: voldy è stato colpito dal suo stesso avada! però anke nel duello finale voldy viene colpito dal suo stesso avada! quindi, non riesco a capire come è possibile che voldy abbia un horcrux involontario!»
Be, io credo che sia spiegato bene. Questa è la ragione per cui prima vanno distrutte le Horcrux e poi, solamente alla fine, la persona che le ha create.
In pratica Voldemort, quando viene colpito dall'Avada Kedavra in quella famosa notte, ha l'anima divisa perché ha appena ucciso i genitori di Harry e chissà chi altro. Ora, una persona normale sarebbe morta, e con lui la sua anima, indipendentemente dai gradi di lacerazione: ma lui, come sappiamo, ha le sue horcrux, perciò la sua anima, lacerata, rimane in vita e, essendo divisa in due, una delle due parti finisce dentro Harry (essendo il corpo vivente più vicino).
Nel duello finale non succede la stessa cosa perché Voldemort non ha più le sue Horcrux, e la sua anima non è più ancorata al mondo terreno.
» postato da bakke alle 00:38 del 17-08-2007
21 Sto seguendo lo scambio di giudizi da molto (anche io ho detto la mia nell'altro post su HP7). Sarà che anche io parto da un giudizio positivo sull'ultimo libro, ma mi trovo molto d'accordo con le spiegazioni di Bakke, mi sembrano tutte molto centrate. Mi resta solo la sensazione che JKR potesse però fare meglio. Molte situzioni potevano essere risolte con altre trovate possibili che credo avrebbero lasciato meno malcontento. E sono convinto, almeno per quello che mi riguarda, che la lettura in italiano (salvo casini della Salani) risolverà anche alcuni dubbi minori che potrebbero essermi rimasti. Ciao, Luca.
» postato da Luca Di Gialleonardo alle 20:05 del 17-08-2007
22 Devo essere sincera,non ho mai letto l'ultimo libro della saga.Mi sono semplicemente limitata a leggere qualche spoiler su internet,ricavandone volontariamente ben poco.Non voglio anticipazioni fino al momento,che aspetto da tanto,in cui leggerò il settimo libro del mio amico Harry.Lo definisco così perchè,in realtà,per me è stato più di un libro.Ho quasi diciassette anni e ho letto la Pietra Filosofale quando ne avevo solo dodici.Harry Potter mi ha accompagnato per tutta la mia adolescenza e,sono sicura che quando arriverò all'ultima parola dell'ultima pagina del libro,qualcosa cambierà,almeno per me.Credo a coloro che dicono che Harry Potter e the Dealthy Hallows è pieno di discordanze e non voglio mettere in dubbio il loro parere.So che i precedenti libri non sono perfetti ma,penso siano scritti con grande maestria.Non importa come sarà scritto l'ultimo libro,quello che importa è leggerlo.Sono sicura che la Rowling saprà dare ancora una volta quella magia indispensabile per amare la saga e sarà in grado di far piangere quando giungerà il momento.
» postato da Cristina Marchiani alle 14:25 del 27-08-2007
23 Devo essere sincera,non ho mai letto l'ultimo libro della saga.Mi sono semplicemente limitata a leggere qualche spoiler su internet,ricavandone volontariamente ben poco.Non voglio anticipazioni fino al momento,che aspetto da tanto,in cui leggerò il settimo libro del mio amico Harry.Lo definisco così perchè,in realtà,per me è stato più di un libro.Ho quasi diciassette anni e ho letto la Pietra Filosofale quando ne avevo solo dodici.Harry Potter mi ha accompagnato per tutta la mia adolescenza e,sono sicura che quando arriverò all'ultima parola dell'ultima pagina del libro,qualcosa cambierà,almeno per me.Credo a coloro che dicono che Harry Potter e the Dealthy Hallows è pieno di discordanze e non voglio mettere in dubbio il loro parere.So che i precedenti libri non sono perfetti ma,penso siano scritti con grande maestria.Non importa come sarà scritto l'ultimo libro,quello che importa è leggerlo.Sono sicura che la Rowling saprà dare ancora una volta quella magia indispensabile per amare la saga e sarà in grado di far piangere quando giungerà il momento.
» postato da Cristina Marchiani alle 14:27 del 27-08-2007
24 Non riporto anche qui le considerazioni che ho già fatto nell'altro topic... in generale diciamo che non mi è dispiaciuto ma che avrebbe potuto fare molto meglio...
però riporto anche qui alcune domande... perchè sono rimasta un po' perplessa... ^^
Tanto per cominciare gli Horcrux...
SPOILER
Ma allora gli horcrux sono 8??
Il medaglione, il diario, l'anello, il diadema, la coppa, nagini, il pezzo in Voldemort e il pezzo finito accidentalmente in Harry? Oo
Poi l'incontro tra Harry e Silente...
cosa significava il bambino che si agitava sotto il sedile?? E Dove erano realmente se ha potuto parlare con Silente?? ^^
E ancora E poi.. come ha fatto la spada di Grifondoro a finire nuovamente nel cappello?? Oo
/FINE SPOILER
Mi aiutate a capire queste cose, please?? ^^
E poi nell'altro topic degli spoiler sul canale di HP, ho riportato anche un'altra considerazione che non mi è chiara a proposito del mantello che non riporto anche qui perchè è già un quote di una risposta e si creerebbe solo confusione ^^
» postato da Arwen Undomiel alle 17:59 del 28-08-2007
25 «Spero riporto anche qui alcune domande... perchè sono rimasta un po' perplessa... ^^»
le risposte sono, nell'ordine, SI, il pezzo di Voldemort, nella mente di Harry in una sospensione fra vita e morte, la spada ricompare sempre nel cappello quando un vero Grifondoro ce l'ha bisogno ![]()
» postato da Marina alle 18:21 del 28-08-2007
26 Ah ecco.. adesso ho le idee più chiare... Grazie...
Però ancora una cosa...
«
la spada ricompare sempre nel cappello quando un vero Grifondoro ce l'ha bisogno
»
Ma allora perchè
SPOILER
il folletto ( non mi viene in mente il nome in questo momento^^ ) che ha accompagnato il trio alla Gringott ha fatto tanta fatica per riprendersela ed è scappato, se tanto al momento del bisogno la spada ricompare nel cappello...? O_o
/FINE SPOILER
» postato da Arwen Undomiel alle 19:00 del 28-08-2007
27 «
SPOILER
il folletto ( non mi viene in mente il nome in questo momento^^ ) che ha accompagnato il trio alla Gringott ha fatto tanta fatica per riprendersela ed è scappato, se tanto al momento del bisogno la spada ricompare nel cappello...? O_o
/FINE SPOILER»
Io suppongo che sia perchè il folletto (Unci-unci) non lo sapeva.
![]()
» postato da elianta alle 19:03 del 28-08-2007
28 Perché il Cappello è il primo (e finora unico) prototipo di cappello-ladro esistente
:">
:">
:">
Povero Unci-Unci
:">
Una precisazione, giusto perché sono pignola
:">
Gli Horcrux sono 7, il pezzo che rimane in Voldemort non è tecnicamente un Horcrux 
» postato da gwenny alle 21:38 del 28-08-2007
29 «
Io suppongo che sia perchè il folletto (Unci-unci) non lo sapeva.
»
^^
ops:
ops:
era ovvio ma non mi era venuto in mente...
ops:
«
Gli Horcrux sono 7, il pezzo che rimane in Voldemort non è tecnicamente un Horcrux
»
è quello che avevo pensato anch'io ^^ solo che quando non si sapeva ancora del pezzo in Harry, e silente faceva delle supposizioni, se non ricordo male aveva ritenuto che il pezzo in Voldy era uno dei sette Horcrux, no? ![]()
» postato da Arwen Undomiel alle 21:42 del 28-08-2007
30 Allora si parlava di 6 Horcrux e di 7 parti d'anima
In pratica, ma è una questione puramente sofistica, si ha un Horcrux quando il pezzo d'anima è esterno al corpo e quindi il numero totale degli Horcrux è uno meno rispetto al numero dei pezzetti in cui l'anima è stata frazionata ![]()
» postato da gwenny alle 23:05 del 28-08-2007
31 ok ok.-.. adesso ci sono
:">
grazie mille...
ero sempre stata un po' perplessa sulla questione dei numeri
:">
» postato da Arwen Undomiel alle 23:29 del 28-08-2007
32 *** Vediamo in dettaglio, partendo dalle critiche: il vero, serio, problema del romanzo è la discontinuità di ritmo. *** Non so che libro abbiate letto. Per me il ritmo rimane serrato per tutto il tempo. Semmai ci sono momenti diversi, dove trovano spazio momenti di commozione, di humor, di suspence, di azione. Questo accadeva anche nei precedenti libri, e, si può dire che è un pregio dell'opera, mica un difetto! *** (lunghe) parti al limite del ripetitivo, spesso un po' didascaliche e dispersive *** e cioè quali??? Io non ne ho viste. Ottima conclusione della saga, avvincente dall'inizio alla fine. 5 stelline su 5 !!!
» postato da Enrico Di Bella alle 15:18 del 06-09-2007
33 (Primo post) Vi anticipo che ora sono ad un internet point, devo scappare e non posso fare una recensione... per ora, dico solo che a me il libro è piaciuto davvero moltissimo! Mi ha tenuto con il fiato sospeso dall'inizio alla fine, ho trovato quasi tutto credibile, nonostante alcuni di voi sostengano il contrario, e alcuni passaggi erano davvero splendidi e allo stesso tempo più commoventi che mai: primo tra tutti, il capitolo 34, quando Harry si rende conto di dover morire. Gli Horcrux, comunque, sono 6, e diventano 7 con il pezzetto d'anima rimasto in Harry del quale Voldemort non ne conosceva neppure l'esistenza. L'ottavo frammento d'anima, che risiede in Voldemort, non è un Horcrux, ma è tutto ciò che ancora rimane in lui della sua anima originaria!
» postato da Andrea1988 alle 18:41 del 07-09-2007
34 «E c'è una cosa che mi ha dato profondamente fastidio. L'uso con la massima insufficienza delle Maledizioni Senza Perdono. Porca pupattola! C'è Draco che sta male fisicamente quando le usa e tu non fai una piega. E usi con successo la Cruciatus perché un mangiamorte ha sputato in faccia a Minerva? E Minerva non ti dice nulla (anzi tra un po' fa i complimenti...) Quindi devo dedurre che l'uso delle Senza Perdono è totalmente legittimo e senza conseguenze sulla psicologia di chi le fa. » Beh, non ci vedo nulla di strano sul fatto che Harry usi la Maledizione Cruciatus... Che c'entra il "legittimo"? Cioè, siamo in una situazione in cui Voldemort ha il pieno potere, non c'è più giustizia, e la McGranitt dovrebbe anche arrabbiarsi con Harry perchè usa quest'incantesimo per difenderla? Anzi, io lo trovo troppo buono, usarlo una sola volta nell'intero libro... Conseguenze psicologiche? Beh, non mi sembra che in una situazione come questa ci sia da rimpiangere di aver usato una Maledizione senza Perdono!
» postato da Andrea1988 alle 18:57 del 13-09-2007
35 « Beh, non ci vedo nulla di strano sul fatto che Harry usi la Maledizione Cruciatus... Che c'entra il "legittimo"? » Se le maledizioni sono "Senza Perdono" ci sarà un motivo... invece Harry le usa e ci fa pure la figura dell'eroe... (secondo la Rowling)... secondo me invece è un decerebrato.. se non ci fosse Hermione...
» postato da Palin alle 20:12 del 13-09-2007
36 ««E c'è una cosa che mi ha dato profondamente fastidio. L'uso con la massima insufficienza delle Maledizioni Senza Perdono.
Porca pupattola! C'è Draco che sta male fisicamente quando le usa e tu non fai una piega. E usi con successo la Cruciatus perché un mangiamorte ha sputato in faccia a Minerva? E Minerva non ti dice nulla (anzi tra un po' fa i complimenti...)
Quindi devo dedurre che l'uso delle Senza Perdono è totalmente legittimo e senza conseguenze sulla psicologia di chi le fa. »
Beh, non ci vedo nulla di strano sul fatto che Harry usi la Maledizione Cruciatus... Che c'entra il "legittimo"? Cioè, siamo in una situazione in cui Voldemort ha il pieno potere, non c'è più giustizia, e la McGranitt dovrebbe anche arrabbiarsi con Harry perchè usa quest'incantesimo per difenderla? Anzi, io lo trovo troppo buono, usarlo una sola volta nell'intero libro...
Conseguenze psicologiche? Beh, non mi sembra che in una situazione come questa ci sia da rimpiangere di aver usato una Maledizione senza Perdono!»
Ma stiamo scherzando?
La tortura di una persona non può non avere conseguenze psicologiche su chi la effettua se questo non è uno psicopatico.
Perché se io posso accettare che Bellatrix casti Cruciatus ogni due per tre lo faccio perché mi viene chiaramente detto che è pazza, e se non mi venisse detto non avrei comunque avuto dubbio sul fatto che fosse una psicopatica.
Poi, ripeto, non è il fatto che la usi in sé il punto (anche se, nell'occasione, poteva benissimo evitarsela... o non conosce altri incantesimi utili meno dannosi?
), ma che non appena l'ha fatto ci pensi con leggerenza estrema, come se fosse una cosa normale.
E la tortura, permettimi, di normale non ha nulla.
» postato da gwenny alle 20:41 del 13-09-2007
37 «Ma stiamo scherzando?
La tortura di una persona non può non avere conseguenze psicologiche su chi la effettua se questo non è uno psicopatico.»
« secondo me invece è un decerebrato.. »
Come vedi tutto torna ![]()
» postato da Palin alle 20:43 del 13-09-2007
38 «
Come vedi tutto torna
»
Giusto, questo non l'avevo considerato
:">
:">
» postato da gwenny alle 20:43 del 13-09-2007
39 «
Ma stiamo scherzando?
La tortura di una persona non può non avere conseguenze psicologiche su chi la effettua se questo non è uno psicopatico.
Perché se io posso accettare che Bellatrix casti Cruciatus ogni due per tre lo faccio perché mi viene chiaramente detto che è pazza, e se non mi venisse detto non avrei comunque avuto dubbio sul fatto che fosse una psicopatica.
Poi, ripeto, non è il fatto che la usi in sé il punto (anche se, nell'occasione, poteva benissimo evitarsela... o non conosce altri incantesimi utili meno dannosi?
), ma che non appena l'ha fatto ci pensi con leggerenza estrema, come se fosse una cosa normale.
E la tortura, permettimi, di normale non ha nulla.»
Ok, avete distrutto il mio tentativo di difendere il libro
Mah, io non riesco a trovarci nulla di così strano però, seriamente... anche avendo appena riletto il quarto libro! E poi, all'inizio del settimo Lupin ha quasi rimproverato Harry per non aver usato l'Avada Kedavra su qualche Mangiamorte!
» postato da Andrea1988 alle 12:03 del 14-09-2007
40 «E poi, all'inizio del settimo Lupin ha quasi rimproverato Harry per non aver usato l'Avada Kedavra su qualche Mangiamorte!»
Non sono sicura a questo punto ^^
però se ricordo bene, Lupin aveva solo suggerito ad Harry di non usare sempre l'expelliarmus perchè stava diventando un'etichetta anche un po' ridicola
e gli consigliava di usare un incantesimo un po' più "forte"... ma non ricordo che parlava di avada, o sbaglio??
![]()
» postato da Arwen Undomiel alle 02:23 del 17-09-2007
41 ««E poi, all'inizio del settimo Lupin ha quasi rimproverato Harry per non aver usato l'Avada Kedavra su qualche Mangiamorte!»
Non sono sicura a questo punto ^^
però se ricordo bene, Lupin aveva solo suggerito ad Harry di non usare sempre l'expelliarmus perchè stava diventando un'etichetta anche un po' ridicola
e gli consigliava di usare un incantesimo un po' più "forte"... ma non ricordo che parlava di avada, o sbaglio??
»
Beh, non direttamente... però gli dice che Expelliarmus è un buon incantesimo, ma in situazioni come quella, SE non sei preparato proprio ad uccidere, allora usa almeno qualcosa di più forte...
» postato da Andrea1988 alle 10:58 del 17-09-2007
42 io mi sono stupito della reazione della mcgranitt quando harry ha usato il cruciatus:lei sempre così rigida:ero convinto che almeno lo rimproverasse
» postato da Davos Seaworth alle 20:34 del 17-09-2007
43 Perchè avrebbe dovuto rimproverarlo! Usa il Cruciatus su un Mangiamorte in una situazione in cui tutti rischiano di morire, e dovrebbe pure rimproverarlo? ![]()
» postato da Andrea1988 alle 17:44 del 22-09-2007
44 «
e gli consigliava di usare un incantesimo un po' più "forte"... ma non ricordo che parlava di avada, o sbaglio??
»
Sì, gli consigliava di usare almeno un Pietrificus Totalus.
«Perchè avrebbe dovuto rimproverarlo! Usa il Cruciatus su un Mangiamorte in una situazione in cui tutti rischiano di morire, e dovrebbe pure rimproverarlo?
»
Ricorda che neppure un grande Auror come Moody usava con leggerezza una Maledizione Senza Perdono e lui sapeva il fatto suo.
Harry è un bamboccio perennemente sul ciglio di una crisi di nervi, lacerato psicologicamente dalla morte dei genitori, dai maltrattamenti degli zii e dai continui casini avuti a scuola.
Forse alla luce di queste considerazioni si può perdonare a Harry l'uso di Cruciatus, ma solo per attenuanti dovute alla follia, non per altro.
In nessun caso un mago che non sia un Mangiamorte o un Auror userebbe una di quelle maledizioni, perchè come dice più volte Bellatrix "lo devi volere..."
E sapendo cosa è accaduto ai genitori di Neville e avendolo provato sulla propria pelle nessuna persona normale la scaglierebbe solo per uno sputo in faccia.
Ma si sa, Harry Potter è Harry Potter...
Ad ogni modo, devo dire che questo libro è stato una delusione. Quasi avrei preferito restare al sesto.
Troppi eventi tutti insieme, ragionamenti sconclusionati che portano a scoperte illuminanti e un epilogo che non spiega una cippa.
Fortuna che avrebbe dovuto essere illuminante e spiegare per filo e per segno ciò che sarebbe accaduto dopo, bah...
Ho idea che sarà la scusa per allungare il sugo HP e creare altri diecimila volumi fin quando, come disse Rita in un altro 3d, avranno spremuto perfino la scorza di questo limone.
» postato da Luna7 alle 18:04 del 22-09-2007
45 Dici che ne usciranno altri?
» postato da Andrea1988 alle 10:33 del 25-09-2007
46 Ciao a tutti.. vorrei dire una cosa nn per proteggere la JR, ma se nn vi siete dimenticati che HP è stato pensato per i bambini, nn per gl'adulti.. se nn vi piace nn lo leggete E' UN LIBRO PER BAMBINI!!!!! sconclusionato ed arrangiato si ma rimane sempre per bambini.. la R nn poteva tesserlo troppo complicato o triste se no i bambini nn lo leggevano o capivano...(spero che voi nn lo siate, se no allora scusate) Io ho 27 anni l'ho letto ( in inglese), e nn è malvagio cm dite credetemi!! Vabbe ciao a tutti e se volete consigliatemi un bel libro fantasy (nn eragon o licia troisi li odio) Grazie anticipatamente
» postato da (professor sasy ) alle 00:20 del 20-11-2008
47 «Ciao a tutti.. vorrei dire una cosa nn per proteggere la JR, ma se nn vi siete dimenticati che HP è stato pensato per i bambini, nn per gl'adulti.. se nn vi piace nn lo leggete E' UN LIBRO PER BAMBINI!!!!! »
e qui ti sbagli nell'ordine del macroscopicamente enorme, sorry ![]()
» postato da Marina alle 20:07 del 20-11-2008
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1 «il vero, serio, problema del romanzo è la discontinuità di ritmo» Sono solo parzialmente d'accordo. Imho, il vero e serio problema è la discontinuità con il passato. La mancanza di coerenza con le regole basilari che la Rowling ha stabilito nei sei libri precedenti. La magia e le regole cambiano di continuo, e cambiano con il solo scopo di tirare fuori dagli impicci l'eroe o per poter portare avanti la trama. Il continuo uso del Deus ex Machina è sbalorditivo, e non in senso positivo. La Rowling, in questo libro, va a toccare uno dei temi classici del fantasy, la quest, e ci perde la testa. Fioccano le incongruenze e le trovate spettacolari e, contemporaneamente, crolla la credibilità. E, anche se può sembrare un paradosso, la credibilità di quello che sta succedendo è basilare nel fantasy; se crolla quella, il castello cade ed è impossibile che il lettore riesca realmente a sentirsi trascinato all'interno del racconto. Vengono portati a galla avvenimenti del passato, anche interessanti non discuto, ma con modalità discutibili. Le morti non mi interessano, ma sembrano inserite con il solo intento di fare numero, non c'è dolore e partecipazioni in quelle morti. Due pagine e i protagonisti si sono già dimenticati di loro, con quelle finali è ancora più evidenti: praticamente passano sotto silenzio. La scelta di aver scritto sei romanzi dal punto di vista di Harry si fa sentire in questo volume finale e la crescita psicologica e la maturità che raggiungono alcuni personaggi (Neville in primis) sono, per quanto affascinanti, con ben poche basi nel passato. "Brutti anatroccoli" che si trasformano in cigni sotto silenzio e noi che vediamo solo il risultato finale. Voldemort che non è uno dei più potenti e pericolosi dei maghi oscuri, è semplicemente uno dei più incompetenti (ma d'altronde con un antenato come Salazar non è neanche troppo colpa sua...) E poi la goccia che fa traboccare il vaso, dopo un ultimo capitolo che si conclude in maniera improvvisa, un epilogo che ho trovato semplicemente disgustoso. Per banalità, per scelte dei nomi, per scontatezza e quantità di zucchero. E mi fermo qui, perché più penso a questo libro più i buchi di trama e le incongruenze mi saltano agli occhi. Per me questo è un libro che definire mediocre è già troppo, e per me Harry Potter s'è concluso con la fine del Principe.
» postato da gwenny alle 10:12 del 23-07-2007