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Ivengral

L'illustrazione di copertina di Sara Forlenza
Presentato lo scorso 25 settembre a Lenno, in provincia di Como, Ivengral è il nuovo romanzo di Alfonso Zarbo, che succede a Frammenti di Mondo della Luce e delle Tenebre.
Pubblicato da Linee Infinite Edizioni, con l'illustrazione di copertina di Sara Forlenza, Ivengral narra la storia di due personaggi l'uno legato alla luce, l'altro indissolubilmente alle tenebre.
Introduzione
Il tenebroso principe Aradras arde di rabbia per il genocidio del suo popolo, e non sa da che parte schierarsi ora che tutti coloro di cui si fidava sono stati inghiottiti da un oscuro baratro. Uldaric, implacabile segugio al soldo del più oscuro demone rinato dall'antichità, cerca il riscatto dopo una vita fondata sulla pura violenza. Nel corso dell'avventura il cavaliere e l'elfo delle tenebre incroceranno per caso le loro strade e i loro destini, apparentemente privi di vie di salvezza. Luce e Oscurità si fondono, scendendo a patti, perché, alle volte, anche chi è di animo buono è costretto a sfoderare l’acciaio per squarciare le nuvole e poter guardare di nuovo il cielo.
Estratto
I viandanti sollevarono le spade e si riscossero, determinati a resistere sino alla fine. Nascosti in quel trambusto di rumori dissonanti, i loro cuori rimbombavano come non mai, accompagnati dai respiri ansanti di trepidazione. Presto le loro lame avrebbero cozzato contro quelle del nemico e, prima di morire, crani sarebbero stati fracassati, mascelle spappolate e tutto si sarebbe tinto del colore rosso della guerra. Sapevano che d’ora in poi quello che contava veramente non era la fortuna, ma il ferro e l’acciaio delle loro spade, giudici del loro imprevedibile destino.
L'autore
Una passione a tutto tondo quella di Alfonso Zarbo per il fantasy. Organizzatore e presentatore del primo Modena Fantasy nel 2010. Sempre nello stesso anno diventa curatore della collana Spade d’Inchiostro per Edizioni della Sera. Attualmente studia lettere moderne all’università di Parma. Vive a Lenno, sul lago di Como. Ivengral è la sua seconda pubblicazione.
Alfonzo Zarbo, Ivengral (settembre 2010), Linee Infinite Edizioni, pagg. 326, euro 15,00. ISBN: 978-88-6247-038-4.
Risorse in rete
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Commenti
2 Mi sembra molto infantile, videoludico e non saprei se prenderlo leggerlo in quanto catalogatore di HF/S&S, ma visto che in questo periodo provo un'enorme apatia verso il Fantasy, lo evito senza rimorsi. ![]()
» postato da Crom alle 08:00 del 12-10-2010
3 Il sito di Linee Infinite Edizioni sembra chiarire che l'autore deve comprare un numero minimo di copie (stabilito nel contratto). E' addirittura il punto n.1 della pagina "Come Pubblichiamo". "Linee Infinite Edizioni, dopo aver espresso un giudizio sull'opera, concorda con l'autore le modalità di promozione e pubblicazione del libro. In questa logica, in sede contrattuale viene stabilito: 1) il numero minimo di copie che l'autore deve acquistare per contratto. Copie che, generalmente, vengono vendute alle presentazioni, a parenti, amici e conoscenti e che la casa editrice, su indicazione dell'autore, fattura in seguito all'esaurirsi di esse o a 90 gg.dalla firma del contratto, senza quindi anticipare nulla. La casa editrice si impegna a promuovere ed organizzare, insieme all'autore, presentazioni del libro al fine di facilitarne la vendita." Sarà, ma delle pubblicazioni con contributo non mi sono mai fidato. A questo punto meglio l'autoproduzione.
» postato da Zweilawyer alle 09:50 del 12-10-2010
4 Un ottimo romanzo per un a penna che sa il fatto suo. Un autore che lacia il lettore incollato alle pagine del romanzo. Io l'ho letto in pochi giorni e devo dire che mi ha preso molto. Il panorama della letteratura Fantasy nostrana ci regala un nuovo autore. Complimenti per l'ottimo prodotto realizzato. Consiglio di prendere il libro perchè sono soldi spesi bene.
» postato da (MAURO FANTINI) alle 10:50 del 12-10-2010
5 Mi dispiace Zweilawyer ma posso dire per certo che non è stato richiesto nessun contributo all'autore. Anche perchè l'autore non vuole affidarsi a case editrici che chiedono contributi per la pubblicazione
» postato da (Elisa Rava) alle 12:50 del 12-10-2010
6 Magari all'autore in questione sarà stato proposto un diverso contratto...cmq , da quello che ho potuto apprendere sul web, la casa editrice sopraindicata non si distingue certo per limpidezza (comprare copie equivale a pubblicare con contributo, almeno secondo la mia modesta opinione). Questo non significa certo che il libro debba ritenersi non valido a priori! http://raccontisullasoglia.blogspot.com/
» postato da busto alle 13:11 del 12-10-2010
7 «Mi dispiace Zweilawyer ma posso dire per certo che non è stato richiesto nessun contributo all'autore. Anche perchè l'autore non vuole affidarsi a case editrici che chiedono contributi per la pubblicazione» «"Linee Infinite Edizioni, dopo aver espresso un giudizio sull'opera, concorda con l'autore le modalità di promozione e pubblicazione del libro. In questa logica, in sede contrattuale viene stabilito: 1) il numero minimo di copie che l'autore deve acquistare per contratto. Copie che, generalmente, vengono vendute alle presentazioni, a parenti, amici e conoscenti e che la casa editrice, su indicazione dell'autore, fattura in seguito all'esaurirsi di esse o a 90 gg.dalla firma del contratto, senza quindi anticipare nulla. La casa editrice si impegna a promuovere ed organizzare, insieme all'autore, presentazioni del libro al fine di facilitarne la vendita."» Per me le cose non sono in contraddizione. L'autore non ha ancora sborsato un centesimo. Pagherà più tardi, e allora le copie della "quota minima" saranno probabilmente già state vendute. Può darsi che le cose si compensino e la spesa sia nulla.
» postato da uljanka alle 13:15 del 12-10-2010
8 Potrebbe aver ragione Busto: alle volte case editrici con una certa linea possono far sottoscrivere contratti differenti ai propri autori. Visto che l'autore frequenta FM, potrebbe dare delucidazioni per chiarire la questione, altrimenti sono solo supposizioni. Sull'acquisto di copie la vedo come Zweilawyer: è una forma di contributo.
» postato da M.T. alle 13:46 del 12-10-2010
9 Copertina molto bella e narrazione coinvolgente! Lo consiglio agli amanti del fantasy (forza autori italiani!) ...
» postato da (Antonio Domenici) alle 13:57 del 12-10-2010
10 Ma il libro dove si può acuistare? In quali librerie? Complimenti per l'illustrazione di copertina!
» postato da (Elisa Martinelli) alle 14:03 del 12-10-2010
11 uhm...l'estratto del libro che ho appena letto e la cover stupenda mi attizzano molto... x Antonio Domenici: sul sito dell'editore c'è la possibilità di acquistarlo e leggere una preview...Non so se è disponibile in altre librerie...
» postato da (Giuseppe Occioni) alle 14:12 del 12-10-2010
12 Ciao a tutti. Sono l'autore del romanzo e scrivo innanzitutto per ringraziarvi di avere espresso le vostre opinioni, poi per fornire alcuni chiarimenti.
A Zweilawyer: fai bene a non fidarti delle pubblicazioni con contributo e condivido appieno con ciò che hai detto. E' il classico e purtroppo degenerato caso di editoria fittizia, tipografica e imprenditoriale che induce soltanto la critica a non prendere in considerazione la validità di un testo (non solo: la distribuzione è pressoché nulla, così come per editing, disponibilità gratuita di illustratori e grafici competenti, ecc).
Nel mio caso, però, voglio assicurarvi che il contratto non prevedeva alcuna forma di pagamento (né prima né dopo, e lo sottolineo anche per rispondere alla stimata collega Uljanka).
Linee Infinite Edizioni è un caso particolare di piccola realtà editoriale, e chi non ha mai avuto a che fare con essa tende spesso a esprimere a priori un giudizio negativo nei suoi confronti. In realtà, raramente coloro ai quali è stato proposto un contratto con l'acquisto obbligatorio di copie hanno effettivamente sborsato soldi: la casa editrice organizza due o più presentazioni mensili in cui si sposta su tutto il territorio nazionale, partecipa alle fiere della microeditoria e a eventi attinenti al fantastico, per cui difficilmente non riesce a vendere il centinaio di copie previsto nella clausola.
In aggiunta (come è doveroso che sia) editing, illustrazione e grafica sono gestiti gratuitamente e con la massima professionalità.
Un'ultima considerazione: capita raramente che i titolari di una casa editrice partecipino di proprio pugno alle presentazioni (e questo vale anche per i grandi); Simone Draghetti e Marco Ferrari lo fanno, spinti dalla passione per la cultura e dal rapporto di amicizia che si instaura in breve tempo con ciascun autore.
A Busto: sono d'accordo con te (al di fuori del mio contesto, si intende): "Questo non significa certo che il libro debba ritenersi non valido a priori!" Me ne sono reso conto in diverse occasioni, credimi.
Ad Antonio: grazie infinite!
A Elisa: dal primo novembre, grazie a Colibrì Distribuzione il libro dovrebbe essere presente sugli scaffali di tutte le librerie Mondolibri di Italia. In alternativa, puoi provare online (c'è stato un piccolo disguido con Isbn e sul motore di ricerca - almeno per il momento - conviene cercare il romanzo con il titolo scorretto Invengral).
A Giuseppe: Grazie anche a te, Giuseppe!
Un abbraccio a tutti.
Alfonso Zarbo
» postato da (Alfonso Zarbo) alle 15:09 del 12-10-2010
13 «
Nel mio caso, però, voglio assicurarvi che il contratto non prevedeva alcuna forma di pagamento (né prima né dopo, e lo sottolineo anche per rispondere alla stimata collega Uljanka).
Alfonso Zarbo»
Ottimo. Non posso che esserne contenta.
![]()
» postato da uljanka alle 15:13 del 12-10-2010
14 Grazie all'intervento di Alfonso Zarbo, credo che alcuni punti siano stati chiariti ![]()
» postato da M.T. alle 16:28 del 12-10-2010
15 Perdonami Alfonso, ma il fatto che l'autore debba sborsare (quanto? 1500 euro per 100 copie?) dei soldi alla casa editrice, anche con tutte le presentazioni che vuoi, basta a configurare quello spostamento del rischio imprenditoriale dall'imprenditore (editore) a chi imprenditore non è (autore). E' questa la perversione giuridica che non riesco ad accettare. In sostanza, la Casa Editrice ragiona in questi termini: "dovessero andare male le presentazioni, noi abbiamo comunque il salvagente, quindi al massimo saranno problemi dell'autore".
» postato da Zweilawyer alle 09:13 del 13-10-2010
16 Zwei, credo di aver capito che all'inizio l'autore non sborsi nulla, dopo 90 giorni però, in caso non fosse riuscito a vendere tutte le copie, riceverà la fattura per l'invenduto. Quello che non ho capito è se i proventi delle vendite vadano direttamente all'autore o alla casa editrice. Cmq può anche essere che ad Alfonso abbiano proposto un tipo di contratto diverso, al di fuori di quelli standard che la casa editrice descrive nel suo sito. Non sono completamente d'accordo con Alfonso circa l'impegno dell'editore a combattere la piaga della pubblicazione con contributo, insomma non mi sembra che siano proprio al di fuori di questa linea di pensiero (anche se le modalità non mi paiono tra le più perverse). http://raccontisullasoglia.blogspot.com/
» postato da busto alle 11:18 del 13-10-2010
17 Hai ragione tu, l'ho anche riportato nell'estratto dal sito dell'editrice. Ad ogni modo quello che ho detto rimane valido. Farsi scudo da un eventuale disastro con i soldi dell'autore, per quanto perfettamente legale, rimane un'aberrazione del sistema editoriale.
» postato da Zweilawyer alle 12:14 del 13-10-2010
18 Infatti...è comunque una politica non proprio limpidissima...una parte del rischio rimane sul groppone dell'autore...ma c'è molto di peggio in giro!
» postato da busto alle 12:20 del 13-10-2010
19 «credo di aver capito che all'inizio l'autore non sborsi nulla, dopo 90 giorni però, in caso non fosse riuscito a vendere tutte le copie, riceverà la fattura per l'invenduto. » Ovvero l'ennesimo prodigio da saltimbanco per farti scivolare sotto il naso che stai pubblicando a pagamento, per come la vedo io. Eppure non dovrebbe essere difficile. Non ci sono tante maniere per intenderla: l'autore fornisce il testo, punto. Qualunque richiesta o clausola accessoria che lo obblighi a comprare copie, o rilevarle dopo un tot di tempo, o anche solo a pagare una pizza all'editore se il libro floppa, per me è una forma di editoria distorta, e lo dico essendoci passato di persona. Fatto salvo che ciascuno è libero di fare le sue scelte, è chiaro. Poi hanno voglia a menarla che il mercato è moscio, che non ci sono possibilità ecc... se il mercato è moscio, è giusto che gli editori chiudano. Fine. Come succede in qualunque altro settore commerciale.
» postato da Die alle 12:58 del 13-10-2010
20 Qualunque sia la forma di pagamento dell'invenduto (dilazionato, immediato, postposto, prelevato dal profitto), ecc. per me rimane una forma di pubblicazione a pagamento e tale la considero. A questo punto tanto vale autopubblicarsi...
» postato da Palin alle 13:36 del 13-10-2010
21 « A questo punto tanto vale autopubblicarsi...» Esatto. Tanto più che, detto fuori dai denti, le possibilità commerciali, distributive e/o di visibilità che può offrire un microeditore (per non parlare, in molti casi, del semplice lavoro di limatura del testo) non è che vadano tanto più in là di una autopubblicazione su un blog.
» postato da Die alle 14:23 del 13-10-2010
22 Ragass... ma se in questo caso l'autore testimonia che ha firmato un tipo di contratto differente (non penso che sia in mala fede) e non ha speso un eurocent e mai lo spenderà, perché continuate a ripetere che piuttosto che pubblicare con quell'editore sarebbe stato meglio tenere un blog? Questo discorso varrebbe per chi ha pagato, non per lui! Non sarebbe meglio spostare tale discussione sull'editoria a doppio binario nel topic appositamente aperto tempo fa? http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=14681
» postato da uljanka alle 15:02 del 13-10-2010
23 «Ragass... ma se in questo caso l'autore testimonia che ha firmato un tipo di contratto differente (non penso che sia in mala fede) e non ha speso un eurocent e mai lo spenderà, » Facile a dirsi dopo che hai visto come sono andate le vendite...
» postato da Palin alle 15:45 del 13-10-2010
24 Io mica lo so come sono andate fin ora le vendite... io mi baso sulla buona fede dell'autore. Se dice che il suo contratto era differente gli credo.
» postato da uljanka alle 15:53 del 13-10-2010
25 «Io mica lo so come sono andate fin ora le vendite... io mi baso sulla buona fede dell'autore. Se dice che il suo contratto era differente gli credo.» Scusa, o io o te leggiamo male: «. In realtà, raramente coloro ai quali è stato proposto un contratto con l'acquisto obbligatorio di copie hanno effettivamente sborsato soldi: la casa editrice organizza due o più presentazioni mensili in cui si sposta su tutto il territorio nazionale, partecipa alle fiere della microeditoria e a eventi attinenti al fantastico, per cui difficilmente non riesce a vendere il centinaio di copie previsto nella clausola. »
» postato da Palin alle 16:37 del 13-10-2010
26 «Nel mio caso, però, voglio assicurarvi che il contratto non prevedeva alcuna forma di pagamento (né prima né dopo, e lo sottolineo anche per rispondere alla stimata collega Uljanka)» Palin per darti ragione bisognerebbe intendere che e Zarbo è in malafede. Anch'io, all'inizio avevo dato l'interpretazione che hai dato tu all'affermazione, fatta da una terza persona "informata" che l'autore non avesse sborsato un centesimo. Ma la sua affermazione qui citata ha eliminato questo malinteso. Per me il caso e chiuso. Se altri vogliono divertirsi dando a queste parole altri significati facciano pure.
» postato da uljanka alle 19:11 del 13-10-2010
27 Mea culpa, ho riletto il testo alla luce della tua evidenziazione ed è chiaro che hai ragione tu.
D'altra parte resta il fatto che non capisco come sia possibile che una casa editrice proponga, anche online, contratti di tipo così diverso ed effettivamente potenzialmente lesivi della sua stessa reputazione... ![]()
» postato da Palin alle 21:16 del 13-10-2010
28 «Mea culpa, ho riletto il testo alla luce della tua evidenziazione ed è chiaro che hai ragione tu.
D'altra parte resta il fatto che non capisco come sia possibile che una casa editrice proponga, anche online, contratti di tipo così diverso ed effettivamente potenzialmente lesivi della sua stessa reputazione...
»
Probabilmente poiché guarda all'utile, non alla "reputazione".
» postato da uljanka alle 21:33 del 13-10-2010
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1 Ordinato proprio ieri, sono curiosa
» postato da zephiross alle 01:48 del 12-10-2010